ELIM GARAK E JULIAN BASHIR
di Susanna Ricci


Ho sentito spesso fare audaci illazioni sulla presunta relazione velatamente omosessuale esistente tra i due.
So che quanto sto per dire susciterà delle vibrate proteste, ma io mi dissocio completamente da questo tipo di interpretazione, perché ritengo che se di velata omosessualità si deve parlare, allora il buon dottore ha il suo partner ideale in Miles O'Brien.
Keiko si è lasciata andare spesso a delle vere scenate di gelosia, nei confronti delle loro serate da scapoloni impenitenti.
D'altra parte i due si divertono con gli stessi giochi, trascorrono moltissimo tempo assieme e hanno raggiunto un livello di amicizia tale per cui alle volte non hanno bisogno di parole per capirsi, basta uno sguardo.
In un bellissimo episodio della settima stagione, "Inter Arma Enim Silent Leges", fanno anche un divertito accenno alla loro situazione di quasi fidanzatini, confidandosi reciprocamente che quello che amano di più fare è stare in compagnia l'uno dell'altro: se lo confidano, si guardano di traverso, cercando di mascherare il loro chiaro imbarazzo, e cambiano immediatamente argomento, ma non prima che Miles abbia sottolineato con vigore che lui ama Keiko…
No, secondo me il rapporto che esiste tra Bashir e Garak è qualcosa di completamente diverso.
Prendiamo per esempio l'episodio della quarta stagione "Our Man Bashir", da poco trasmesso da Canal Jimmy (vedi recensione STIM n. 21, dicembre 2000): è fuori dubbio che il Dottore abbia una profonda componente gigionesca. Gli piace molto giocare ed in particolare sembra avere mantenuto intatta quella parte di bambino che è stata in ognuno di noi e che da piccoli ci faceva recitare "facciamo che io ero quello che salvava il mondo…". Si è calato molto bene nella parte dell'affascinante 007 ispirato, senza dubbio, proprio dal comportamento ambiguo di Garak.
Io penso, ma mi sembra poi un pensiero abbastanza scontato, che questo desiderio di impersonare una spia gli sia sorto piano piano, frequentando il sarto e rimanendo affascinato più dalle cose che Garak non dice che da quelle che palesa.
Desiderio comunque insito nella personalità di Bashir, sopito e facilmente risvegliato dai frequenti incontri conviviali che tiene con Garak.
Garak è veramente ammaliante, più di Gul Dukat riesce a dare l'impressione di stare ipnotizzando la sua preda (personalmente mi ricorda tantissimo Sir Biss de "Il libro della giungla") e quando si pensa di poter finalmente arrivare a fidarsi di lui, compie qualche azione completamente rivoluzionaria ed inaspettata. O al contrario, quando ormai si arriva a pensare che è un cattivo fetente, compie un'altra volta qualche azione completamente rivoluzionaria ed inaspettata.
Ma sinceramente: si può credere alla storia che abbia preferito rimanere sulla stazione, anziché tornare al suo pianeta natale, per fare il sarto?
Si può credere che uno, con una faccia così, possa essere un innocuo Cardassiano? Già la definizione "innocuo Cardassiano" è una contraddizione in termini!
Bashir in fondo non è mica nato ieri, non ha mica studiato all'Accademia della Flotta per niente!
Si potrebbe pensare che tutto sommato si tratta del solito rapporto tra il furbo ed il tonto, lo abbiamo già visto in mille sceneggiature diverse: però ancora una volta non è così.
Bashir in effetti non è nato ieri e può anche darsi che sulle prime possa farsi trarre in inganno, ma si rivela molto più intelligente e sveglio di quanto possa sembrare ad una prima analisi (ma di questo vi parlerò molto più ampiamente in futuro, quando sarà stato trasmesso anche l'episodio della quinta stagione "Doctor Bashir, I presume").
Il tutto nasce da incontri per il pranzo, apparentemente innocui, e i due cominciano a frequentarsi quasi per caso: in realtà nulla succede per caso quando c'è di mezzo Garak e forse bisogna cominciare a porsi delle domande di base.
Ma perché, tra tanti, ha scelto proprio il dottore come confidente? Ha forse intuito che Bashir potrebbe essergli più utile - e più vicino - di quanto chiunque pensi perché anche lui portatore di un terribile segreto?
E la loro relazione è fatta di vera amicizia oppure si tratta di un molto più prosaico do ut des?
E il giovane dottore, che inizialmente sembra abboccare ad ogni inezia e pendere dalle labbra del Cardassiano in attesa di sentirgli proferire la verità, perché ha scelto di fidarsi? Se poi è vero che si fida.
Sono interrogativi inquietanti.
La realtà va forse ricercata nel fatto che Bashir sulle prime non è subito simpatico a tutti e viene un pochino emarginato: forse ha bisogno di credere di essere utile alla stazione vigilando sui possibili complotti che vengono quotidianamente orditi alle spalle della Flotta Stellare, e trovare quindi in questo modo una sorta di riscatto e di accettazione popolare.
Forse Garak soffre molto di solitudine e soffre anche per il fatto di essere stato isolato dall'Ordine a cui per tanto tempo ha dedicato le proprie forze e la propria abilità, e cerca bramosamente il plauso e l'ammirazione che vede trasparire dagli occhi del dottore, che in effetti è davvero giovane e alle volte anche molto ingenuo.
Certo è che la loro amicizia funziona, con benefici per entrambi e a volte con ottimi risultati anche per la Federazione, che in questa serie di telefilm, più che nelle altre, sembra essere un organismo che cerca di approfittare di tutte le situazioni possibili, siano esse accettabili dal punto di vista morale o meno.
Ma in fondo si può parlare di amicizia?
Forse sono io che mi sbaglio ed in effetti Garak guarda Julian con occhio diverso, forse si è preso una cotta per questo giovane ed affascinante umano: tante volte gli confida particolari importanti andando contro ai principi basilari di ogni spia che si rispetti.
O, ancora una volta, è tutto fumo negli occhi?
Garak ha creato attorno a sé una cortina di nebbia fittissima, confondendo tutto il confondibile, confidando terribili segreti dei quali non è mai possibile sapere quale sia la percentuale di verità.
Il dialogo più emblematico in proposito è il seguente:
B: Garak, ma le storie che mi ha raccontato, sono vere?
G: Sono tutte vere, mio caro Julian.
B: Anche quelle false?
G: Soprattutto quelle false.

Forse gli sceneggiatori di Star Trek hanno pensato di poter prendere due piccioni con una fava, introducendo nel cast dei "regolari" un personaggio così smaccatamente ambiguo da accontentare tutti quei fan che chiedevano a gran voce la figura di un omosessuale, e nello stesso tempo così smaccatamente ambiguo da eludere ogni tentativo di classificazione.
Garak dice e non dice, fa intuire che esistono delle verità nascoste e aumenta in questo modo la suspence e l'interesse nei confronti della sua persona. Gli sceneggiatori hanno fatto esattamente lo stesso.
Ecco quindi che fioccano le illazioni ed ogni languida occhiata lanciata verso il giovane dottore viene interpretata come un tentativo di approccio seduttivo. Gli inviti a pranzo vengono ammantati di carica erotica. L'antipatia per il gioco delle freccette viene trasformata in gelosia da innamorato respinto. Le cure mediche, offerte e ricevute, diventano un momento di frizzante seduzione.
Ed il dottore risponde.
Fingendosi ingenuo, sgranando gli occhioni, lasciandosi irretire…
Insomma! In questo articolo ho affermato un concetto e subito dopo ho sostenuto il suo esatto contrario: perfettamente in tema con la personalità di Garak direi. Io rimango dell'opinione che tra i due esista solo una strana amicizia e non una strana amicizia, ma soprattutto sono certa che non sapremo mai la verità.

 


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