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ALLA RICERCA DEL CRISTALLO PERDUTO
di Francesco
Spadaro
Adoro
l'Europa.
E' piena di luoghi magnifici, di formidabili cose che hanno molto da raccontare.
Tutti i popoli di questo continente hanno una
come dire
coscienza
antica.
Vorrei venirci in vacanza, un giorno. L'Europa è il luogo giusto per godersi
quello che mio padre chiama "riposo contemplativo". Mi ha detto
una volta "Junior, scegli un luogo bello da qualche parte, e vedi se
sei capace di starci anche solo una settimana senza pensare al lavoro
".
Non sopporto essere chiamato Junior. Mi faccio chiamare Indiana, preferisco
essere chiamato con questo nome strano, o, al limite, Indy.
Ecco
sì
dovrei presentarmi
il mio cognome è Jones, sono
un Professore, mi occupo di Archeologia. Dicevo
ah sì! L'Europa!
Ero lì per lavoro. A Stonehenge, nella pianura di Salisbury, in Gran Bretagna.
Lì, come è noto, c'è una strana costruzione di forma circolare, del diametro
di qualche decina di metri; è composta da vari anelli di pietre alte e strette,
alcune delle quali sormontate da altre lastre di pietra. Questa struttura
è stata costruita nel periodo in cui in Egitto edificavano le Piramidi.
Più di cinquemila anni fa, e nessuno sa quale fosse la sua funzione. Era
un centro per le cerimonie religiose o funebri? Un osservatorio astronomico?
Una costruzione magica di mago Merlino? Non si sa neppure chi lo abbia costruito
questo edificio, c'è stato persino qualcuno che ha ipotizzato che fosse
stato innalzato da una civiltà proveniente da un altro pianeta.
Ci andai a causa di quella pergamena, me l'aveva data un mio ex-allievo,
Sal Frankson, un campione dell'esplorazione. Sulla pergamena, probabilmente
vecchia di duemilaecinquecento anni, c'erano schemi riferiti al movimento
del sole e della luna, e un disegno che indubbiamente era riferito alla
misteriosa costruzione di Stonehenge, e una frase scritta in basso, una
strana frase. Ci sono voluti due mesi per interpretarla. "Darmok e
Jalad a Tanagra, quando caddero le mura".
Malauguratamente feci la cosa più ovvia. Dovete sapere che il giorno del
solstizio d'estate, il Sole sorge in un punto più a nord rispetto a tutti
gli altri giorni dell'anno. Quel giorno, stando nel centro del cerchio di
pietre, si può vedere sorgere il Sole circa al di sopra di una pietra caratteristica
chiamata "Heel Stone", che si trova lungo l'asse della costruzione.
E proprio in quel particolare momento mi misi davanti alla pietra e recitai
a voce alta la frase. Apparentemente non successe nulla di particolare,
tranne una specie di lampo che mi fece vedere per un attimo ogni oggetto
colorato in maniera diversa dal normale.
Ero sempre nello stesso luogo, e non mi accorsi subito di quello che era
accaduto. Realizzai che qualcosa non andava mentre mi dirigevo verso il
centro del paese. La farò breve, tanto lo so che questa storia vi apparirà
incredibile: l'edificio di Stonehenge è evidentemente un congegno per viaggiare
nel tempo, e pronunciando la frase ero stato trasportato molti anni nel
futuro. Nei giorni successivi tentai di ripetere il rito, ma non funzionò.
Forse avrei dovuto aspettare il prossimo solstizio d'estate. Ma non ero
disposto ad aspettare tanto.
A quel che avvertii, il mondo del futuro non era un luogo per uno come me.
Era uno scherzo crudele del destino, un uomo che dedica la sua vita alla
ricerca del passato
imprigionato in una realtà del domani! Fortunatamente
mi era rimasto in tasca un oggetto prezioso, Una copia, soltanto una copia,
di una delle Icone di Ikammanen. Era un falso, niente poteri magici, ma
era pur sempre di oro massiccio. Vendetti l'oggetto e ne ricavai una cifra
superiore a tutti gli stipendi che il college mi avrebbe mai potuto dare.
Non avevo altro scopo che cercare di tornare nella mia epoca. Sono un ricercatore,
dovevo cercare qualcuno o qualcosa che mi potesse aiutare.
La biblioteca di Londra divenne per molti giorni il luogo dove passare intere
giornate, e fu così che, studiando il mio argomento preferito, gli oggetti
misteriosi, venni a conoscenza dell'esistenza di un oggetto particolare.
Intuii che forse c'era qualcosa che avrebbe potuto risolvere il mio problema.
Mi recai in Sicilia. L'oggetto che mi interessava era custodito da un uomo
che abitava dalle parti del vulcano Etna.
Quando giunsi all'aeroporto della cittadina siciliana ero vestito come un
qualsiasi europeo che viaggia per lavoro. Decisi di noleggiare un'automobile
per recarmi presso la dimora dell'uomo che forse avrebbe potuto aiutarmi.
Non so perché il noleggiatore insistette per darmi una grossa automobile
chiamata Lancia.
Mi sarebbe bastata un'auto più piccola.
Dentro l'auto c'era un bonsai, che, stranamente, dopo che accesi il condizionatore,
emise una fogliolina.
Dopo mezz'ora di viaggio, con il bonsai in mano, ero davanti alla porta
della casa di colui che chiamano "Il Navarca".
La donna che mi aprì la porta aveva in mano un aggeggio che avevo visto
in un libro pochi giorni prima, un "multimetro digitale".
"Lei dev'essere l'assicuratore" mi disse.
Non risposi. Evitai così di entrare in casa con una bugia.
"Non capisco perché mio marito abbia tanta fretta di assicurare la
sua collezione di pupazzetti a forma di pinguino" proferì a voce alta,
facendomi accomodare in cucina.
Mi osservava in modo strano, come se mi avesse già visto qualche altra volta.
Si diresse verso uno strano apparecchio, una specie di interfono, premette
un bottone, e parlò: "Sono qui in cucina con un assicuratore che somiglia
ad Harrison Ford, che vuole parlarti
"
Una voce profonda uscì dall'interfono: "sono occupato con una commercialista
che somiglia a Michelle Pfeiffer e non posso venire".
"Non fare lo spiritoso, vieni subito" disse la signora.
La cucina della casa del Navarca era piena di oggetti strani: alle pareti
erano appesi un barometro a forma di pinguino, una tortiera a forma di pinguino,
uno strofinaccio raffigurante dei pinguini, un orologio in sughero (con
i pinguini, come i portacenere, le saponette, le tazze
).
Il Navarca entrò nella stanza e mi strinse la mano. La moglie si congedò:
"Vado in laboratorio. Arrivederla".
"Il laboratorio sarebbe la lavanderia" disse il Navarca "ma
non c'è solo la lavatrice e l'asse da stiro, c'è anche quella che chiamiamo
la sezione ingegneria. Allora, ci sarebbero di là settantacinque pinguini,
uno dei quali è
"
"Non sono qua per i pinguini. Sua moglie mi ha scambiato per un assicuratore,
invece sono qui perché ho un grosso problema che spero lei mi possa aiutare
a risolvere".
"LEI nel senso di mia moglie?"
"No, lei nel senso di you, con voi italiani è così difficile parlare
"
"Si sente poco bene?"
"No, sto benissimo. Perché?"
"Sono un medico e lei
you
insomma
diamoci del tu e
facciamo prima
tu hai detto che hai un grosso problema che speri io
possa risolvere
"
"No, non ho bisogno di you come medico, ho bisogno di you come Navarca.
La prego di credermi, sto per dirle cose incredibili".
"Sono abituato a cose incredibili".
"Lo so, per questo sono venuto da te".
Gli dissi chi ero e come ero giunto lì.
"Tu sei davvero Indiana Jones ?"
"Sì, e, prima che tu me lo chieda, non sono mai stato al Polo Sud".
Gli riferii che nella biblioteca di Londra avevo trovato uno strano libro,
e gli dissi cosa quel libro mi aveva insegnato. Esiste un pianeta chiamato
Bajor, che orbita intorno ad una stella gialla di medie dimensioni che porta
lo stesso nome. Esso è il pianeta madre dell'intera civiltà Bajoriana, razza
umanoide dotata di un forte senso di spiritualità. Nei pressi di Bajor c'è
un tunnel spaziale artificiale (creato dai Profeti, le divinità bajoriane)
che permette di coprire una distanza spaziale di circa 70.000 anni-luce
in pochi secondi. La religione Bajoriana racconta che i Profeti attraverso
il loro "Tempio Celeste" (il tunnel) inviarono degli oggetti prodigiosi,
chiamati "Cristalli", per provvedere al popolo bajorano con la
loro saggezza. Nel corso degli ultimi 10.000 anni, nove Cristalli apparvero
nei cieli sopra Bajor, poi venne ritrovato anche un decimo Cristallo, il
Cristallo dell'Emissario. I Cristalli, che sono dispositivi di energia a
forma di clessidra, possono mostrare alla persona che li guarda momenti
del suo passato, o indurre delle visioni che possono durare alcuni minuti,
oppure ore o giorni di tempo effettivo. Queste visioni talvolta possono
essere ambigue e la loro giusta interpretazione non sempre è rivelata fino
al momento in cui l'evento si verifica nella realtà.
Una nota del libro diceva che, secondo alcuni, esisteva un undicesimo Cristallo,
denominato Cristallo Disney, un Cristallo molto particolare, dotato di poteri
che andavano ben oltre quelli degli altri Cristalli. Il Cristallo Disney
era stato donato da uno dei Profeti, una mitica entità chiamata Walt Disney,
a un bajoriano chiamato Li Nalas, detto "Il Navarca".
Li Nalas era un eroe di Bajor, si narrava che in un combattimento corpo
a corpo avesse ucciso Gul Zarale, un ufficiale di Cardassia (un pianeta
nemico di Bajor) responsabile del massacro di sei villaggi Bajoriani . Questo
fece di Li Nalas una leggenda vivente. Si credeva che Li fosse stato a sua
volta ucciso dai Cardassiani, ma in effetti fu catturato e portato in un
luogo di detenzione. Successivamente venne liberato. Al suo ritorno Li fu
accolto come un eroe dal popolo e dal Governo Provvisorio Bajoriano, che
gli conferì il titolo onorario di Navarca. Sembra che proprio in quel periodo
egli ottenne il Cristallo Disney. Nalas fu ucciso mentre faceva scudo col
proprio corpo al suo Comandante, salvandogli così la vita. Li Nalas viene
ricordato come un eroe che morì per la libertà del suo popolo. Il Cristallo
venne allora affidato dai Profeti a colui che si era autoproclamato, alla
morte di Li, per ammirazione verso l'eroe bajoriano, suo successore e "Nuovo
Navarca", un medico che viveva sulla Terra.
"Tu hai il Cristallo Disney, vero?"
"Perché me lo chiedi?"
"Ho letto che ha strani poteri
"
"Se ti riferisci al fatto che i Cristalli possono mostrare alla persona
che li guarda delle visioni del futuro, devi sapere che il Cristallo Disney
è un po' dispettoso, le sue anticipazioni sono molto limitate, di norma
ci rivela in anticipo le sorprese delle uova di Pasqua e il finale dei film
che dobbiamo ancora vedere
ma fa moltissime altre cose
"
"Appunto, vorrei sapere se, come mi è sembrato di capire dal libro,
può trasportare le persone attraverso il tempo".
"Non è una macchina del tempo, una volta mi ha solo svelato che è in
grado di riportare nella propria epoca chi è stato trasportato nel tempo
da altri eventi".
"E' appunto il mio caso
che bellezza! Potrò tornare nel 1938
"
"Dottor Jones
"
"Chiamami Indy"
"Non ho più il Cristallo Disney. Mi è stato trafugato l'altroieri".
Non credo che il Navarca fosse poliglotta. E quindi penso che non capì la
parolaccia che urlai, era una imprecazione che avevo imparato a Libreville,
sul torrido golfo di Guinea.
"Trafugato?" chiesi con angoscia.
"In effetti non sarebbe stato possibile se qualcuno, evidentemente
il ladro, non lo avesse manomesso qualche giorno prima. Il Cristallo era
naturalmente munito di un proprio sistema antifurto creato dai Profeti.
Ma qualcuno era entrato in casa la settimana scorsa ed era riuscito a
disattivarlo, senza avere il tempo di portarselo via. Non ero in grado
di valutare quali funzioni fossero rimaste integre, non badai al problema
del sistema antifurto. Una cosa era certa: la teca del Cristallo era stata
aperta abusivamente e il Cristallo era stato violato e danneggiato. Il
serbatoio della "sacra maionese" era vuoto, il DVD dei "Figli
del deserto" era stato sostituito con un CD Audio di Umberto Tozzi,
il decoder era sintonizzato sulle televendite di un signore asmatico chiamato
Roberto, l'ologramma di Terry Farrell presentava segni di tentativi disdicevoli,
le ricette segrete del Grande Puffo erano state manipolate per copiarle
su floppy. Le cassette da 240 non me le accettava più. Il volto di Mickey
Mouse nella placca aurea della teca aveva ora uno strano ghigno. Iniziai
così i riti di purificazione per riportare il Cristallo agli antichi splendori.
Pulivo il filtro ogni tre cappuccini, non mi presentavo mai davanti al
Cristallo con bretelle di colore stridente con quello della camicia, recitavo
tre volte al dì il suo libro preferito, la "Filosofia di Cutrupiade",
gli comprai la sua pietanza favorita, una soluzione per acque digestive
denominata Cristallina.
Il Cristallo stava pian piano migliorando. Poi, l'altra sera, non trovai
più la teca al suo posto
"
"Non hai idea di chi possa esser stato?"
"Guarda, un indizio lo avrei, mi aveva dato una visione il Cristallo
stesso. Sto spesso davanti al computer, e il Cristallo mi invia le visioni
su una finestra che mi appare se clicco su un punto esclamativo azzurro
che mi appare nella barra delle applicazioni dopo un suono di gong. Era
l'immagine sfuocata del volto di un uomo anziano
capii subito che
il Cristallo voleva inviarmi la visione della faccia del malfattore, per
fortuna che ho stampato la schermata
"
Si allontanò dalla cucina e tornò poco dopo con un foglio in mano.
Lo guardai e trasalii.
"Dottor Jones
si sente bene?"
"Dottore
Navarca
quest'uomo è mio padre".
Mi ripresi quasi subito dallo shock, aiutato da una tazza di caffè molto
lungo preparata nel frattempo dal Navarca.
"Dobbiamo recuperarlo" dissi.
"Lo faremo" disse il Navarca, e aggiunse: "La donna che ho
sposato è una bellissima ingegnere elettrotecnico, e sta approntando una
macchina che possa captare le onde di trascendenza neutronica emesse dal
Cristallo
vieni con me in lavanderia".
Il laboratorio dentro la lavanderia era pieno di aggeggi stranissimi, la
moglie del Navarca stava arrotolando un filo di rame attorno a una piastra
di forma esagonale.
"Ho pensato che riallineando la matrice di trasferimento giroscopico
avrei potuto commutare il difrattore del riciclo tachionico" disse
la donna.
Il Navarca pensò un attimo e chiese. "come pensi di modulare il segnale
di dissipazione concatenata?"
"Inserendo un ristrutturatore di protezione esponenziale attraverso
il generatore di interferenza particellare potrei inibire la convergenza
delle tracce di distorsione portante e riconfigurare la traccia di impulsi
del nucleo di collimazione ausiliaria".
"Per quando conti di farcela?"
"Sei ore circa".
"Preferirei tre ore".
"Ce la metterò tutta, Capitano".
"Non sfottere".
"Farò il possibile, amore".
Si baciarono.
Lasciai la casa del Navarca e mi recai in un albergo. Mi diedero una camera
dove c'era una di queste meravigliose scatole tecnologiche che diffondevano
immagini colorate in movimento, il televisore. C'era un romanzo sceneggiato
dove una nave che poteva viaggiare da una stella all'altra era sperduta
lontano anni luce da casa e tentava di tornare sulla Terra. Il capitano
era una donna, la storia era interessantissima, ma perché la trasmettevano
alle tre di notte? Strano paese, l'Italia
L'indomani mi recai di nuovo a casa del Navarca.
"Dottor Jones! Dormito bene?" chiese il Navarca.
"No
il fatto che mio padre sia anche lui imprigionato in un tempo
non suo mi tormenta, oltre al fatto che lui potrebbe essere riuscito a tornare
e io potrei anche restare qui
"
"Niente paura
il nostro localizzatore è adesso pienamente funzionante
sappiamo che il Cristallo Disney si è autodisattivato, e, soprattutto, sappiamo
dov'è
"
"Dov'è?"
"Coordinate quattro-nove-punto-tre, più o meno da quelle parti
".
E indico il vulcano.
"Non è andato lontano, Henry Jones Senior. Cosa hai intenzione di fare?"
"Quando torna mia moglie, sta accompagnando i nostri figli a casa di
amici, partiamo per una gita sull'Etna. Prendiamo la tua macchina?"
Mezz'ora dopo, io, il Navarca e la signora ingegnere, munita di localizzatore,
iniziammo il nostro piccolo viaggio. Poco dopo, percorrendo una strada
larga, rischiai di investire una ragazza, veramente molto bella. Aveva
in mano una pistola e stava fuggendo da dei signori non certo benintenzionati
nei suoi confronti; ci guardammo sconcertati attraverso il parabrezza,
poi lei salì in macchina e mi urlò "Drive!", minacciandoci con
la pistola; mi rimisi in moto a velocità sostenuta ma non sospetta, passammo
un posto di blocco e impostai il condizionatore in modo tale da rendere
l'abitacolo confortevole; lei, stremata, si addormentò e lasciò scivolare
la pistola, che recuperai; quando si risvegliò facemmo le presentazioni,
e le dissi che adesso mi doveva un favore. Susan, così si chiamava la
ragazza, accettò di venire con noi alla ricerca del Cristallo perduto.
"Volete dire che è una teca che contiene un cristallo magico?"
Chiese la ragazza.
"Dobbiamo dire tutto a una sconosciuta?" chiese il Navarca.
"Oramai è qui, che dovevo fare, la riportavo in città e poi tornavamo?
E se nel frattempo
"
"OK, Professor Jones, va benissimo" lo interruppe la moglie del
Navarca "Signorina Susan, la teca che dobbiamo recuperare è in quella
casa, ha sulla sommità delle specie di orecchie di topo
"
"Mio padre odia i topi!" disse Indiana.
"Il localizzatore lampeggia verde" disse l'ingegnere "il
Cristallo Disney deve essere in quella casa!"
Parcheggiammo a cinquanta metri dalla casa, dietro alcuni cespugli di more.
Scendemmo dall'auto. Io, il Navarca e la sua signora, ci fermammo a poca
distanza dalla casa, quanto bastava per non essere scorti.
Susan, come pattuito, proseguì e bussò alla porta.
Avevo capito subito che la ragazza era una tipa abituata a cavarsela in
storie rischiose, e le spiegai il mio piano: questa volta avrebbe solo dovuto
fingersi una turista con l'auto in panne che chiedeva di telefonare. Se
nella casa avesse trovato il signore dell'immagine inviata in visione dal
Cristallo, o addirittura il Cristallo stesso, o qualsiasi altro indizio
che avesse a che fare con la nostra missione, avrebbe dovuto fingere un
attacco d'asma e chiedere di aprire la finestra. In tal caso saremmo intervenuti
prontamente.
"Ti sembra un piano d'azione intelligente, questo?" mi disse Susan
"sarai un bravo insegnante di archeologia, ma non provare a fare l'agente
segreto
"
"Fidati" le dissi, e non riuscii a resistere: prima che scendesse
dall'auto, la baciai.
Non
riuscimmo a vedere chi le aprì la porta, ma la finestra si aprì dopo dieci
minuti. Il Navarca e sua moglie restarono nascosti, io mi avvicinai e saltai
dentro la casa attraverso la finestra, in tempo per trovare la stanza vuota.
Andai nella cucina adiacente, e vidi una porta spalancata, dava su un prato,
e un'auto si stava mettendo in moto. Corsi, ma l'auto era partita, e quando,
correndo, mi trovai a poca distanza da essa, mi ricordai della mia frusta.
Riuscii a tenderla e ad agganciarmi all'auto, saltai sul cofano.
"Papà, fermati!" gridai all'uomo che guidava. Sul sedile posteriore
c'era il Cristallo Disney.
"Papà, fermati!" gridai ancora.
"Non sono suo padre, lei è pazzo! Se ne vada!" urlò l'uomo. Aveva
ragione, lo capii subito. Gli somigliava come una goccia d'acqua, ma non
era mio padre. Mi ricordai della pistola. La puntai all'uomo attraverso
il vetro.
Si fermò immediatamente. Lo feci scendere dall'automobile
"Dov'è la ragazza?"
"Nel cofano dell'auto, sta bene".
Aprii il cofano. Susan ne uscì subito, bellissima e infuriata. Urlò frasi
non proprio raffinate.
"Chi sei?" chiesi all'uomo.
"Chi sei tu?"
"Un amico del signore al quale hai rubato il Cristallo!"
"Ma non l'ho rubato! L'ho solo preso in prestito! Mi serviva per
"Chi sei?"
Si sedette su un grosso sasso.
"Mi chiamo Connery, Thomas Sean Connery. Sono scozzese, di Edimburgo.
Come fa a non riconoscermi? Sono uno degli attori più famosi del mondo
"
"Vado poco al cinema" risposi "perché ha preso il Cristallo
del Navarca?"
"Va poco al cinema, ma conoscerà James Bond, l'agente segreto
"
"Ce l'avete tutti con gli agenti segreti, oggi
non so chi sia
questo Bond
"
"Interpretai l'agente segreto Bond in molti film di enorme successo,
molti anni fa, e mi hanno offerto di interpretarlo ancora. Un contratto
da favola, tre film, partecipazione agli incassi. Ma il regista ha preteso
quella clausola, avrei dovuto togliermi con il lifting qualche ruga di troppo
le riprese di "Bond is back" cominciano tra venti giorni e io
detesto il bisturi, le iniezioni
Venni a sapere del Cristallo e del fatto che il contemplarlo spianasse le
rughe, pensai che fosse una buona soluzione, anni di studio del personaggio
di Bond mi hanno insegnato le tecniche per introdurmi in luoghi protetti,
disattivare i sistemi di allarme
"
"Non abbastanza per non farti beccare, andiamo!"
Lasciai andare Connery per la sua strada. Prese il suo aereo per Londra
ripromettendosi di negoziare con la produzione perché accettassero un Bond
invecchiato.
Quella sera cenammo tutti a casa del Navarca, c'era pure Susan, e mangiava
come un bue affamato. Mi piaceva sempre meno. Odio le donne che ruttano
a tavola.
Il Cristallo diffondeva una musica celestiale ed emanava odori intensi e
piacevolissimi.
Mi avvicinai alla teca. La aprii. Una luce intensa mi avvolse. Vidi i colori
cambiare, vidi la cucina sparire a poco a poco.
Quando anche l'ultima cosa a forma di pinguino si era dileguata, mi accorsi
di trovarmi nel mio studio al college.
Sentii bussare alla porta. Mi guardai attorno ancora un po', poi dissi:
"Avanti!".
Era Marcus, il mio amico Marcus.
"Marcus!!! Sai dirmi che anno è?"
"Che anno è? Hai fatto le ore piccole o hai bevuto cognac?"
"Che anno è? Rispondi!"
"E' una delle tue freddure, eh? E' il 1938, e allora?"
E allora
che dirvi? Adoro il 1938.
Indiana
Jones è un personaggio della LUCASFILM http://www.lucasfilm.com
.
Le informazioni "canoniche" su Bajor sono tratte dall'ARCHIVIO
CENTRALE BAJORIANO: http://members.xoom.it/Bajor_it
.
Si ringraziano i redattori dello "Star Trek Italia Magazine"
e gli amici della "Nave Archimede" che hanno contribuito a trovare
idee per narrare questa strana avventura.
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