Parlare di processori o di supporti
di memorizzazione è quasi superfluo: la tecnologia è molto lineare.
I supporti di memorizzazione sono e saranno sempre più capaci, affidabili,
piccoli e veloci così come i processori, che diventano e diventeranno
sempre più piccoli e potenti.
Per
i supporti di memorizzazione si può citare una notizia di circa un anno
e mezzo fa che può dare l'esatta dimensione della velocità delle future
generazioni tecnologiche. La Lucent Technologies e l'Imation, due aziende
americane tra le più conosciute nel campo della ricerca tecnologica
e della memorizzazione dei dati, hanno stretto un accordo per sviluppare
sistemi di archiviazione olografici potentissimi. Le prove condotte
nei Bell Labs, centro di ricerca di Lucent, hanno infatti dimostrato
che la prima generazione di dischi olografici potrà contenere 125 gigabyte,
ma con una velocità di reperimento dell'informazione 25 volte superiore.
Una capacità così elevata di registrazione è dovuta al fatto
che le tecnologie olografiche permettono di usare tutto lo spessore
del disco per memorizzare i dati, mentre ora si sfruttano solo le superfici
dei supporti. Quindi aumenterà la densità di registrazione e la velocità
di accesso ai dati. Le prossime generazioni, dicono ai Bell labs, potranno
contenere un terabyte (un miliardo) di dati. (1)
Parlando invece dei processori basterà pensare che ad Austin, nel Texas,
il consorzio Extreme Ultraviolet LLC ha appena annunciato di aver prodotto
il primo prototipo di una futura linea di dispositivi in grado di produrre
chip con frequenza di clock fino a 10 GHz. Sembra proprio che l'EUV
traghetterà i chip nel nuovo millennio superando la barriera dei 100
nanometri (0,1 micron) per arrivare, entro 10-15 anni, a 35 nanometri.(2)
Ma
veniamo ai metodi legati alla trasmissione dei dati e al collegamento
tra i vari componenti del computer.
A prescindere dalla velocità, il metodo più datato è senz'altro quello via filo.
Ogni possessore di computer sa bene che cosa significhi: intralcio, frustrazione
e limiti. Si è lavorato molto per ovviare a questo tipo di problema, ma i risultati
stentano ad arrivare.
La migliore tecnologia fino ad ora disponibile era quella ad infrarossi. Proprio
pochi giorni fa la scienza ha festeggiato i duecentouno anni della scoperta
di questo tipo di raggi. La scoperta è stata fatta da William Herschel l'11
febbraio 1800. Ed è avvenuta quando, scomponendo la luce con un prisma e misurando
la temperatura corrispondente ai diversi colori, l'astronomo notò non soltanto
che alla luce rossa corrispondeva la temperatura più alta, ma che il termometro
continuava a registrare un'alta temperatura anche quando era posto fuori dalla
fascia rossa, in una zona in cui la luce non era visibile. L'astronomo dedusse
così che il termometro stava registrando una radiazione invisibile che chiamò
"raggi calorici". Quindi dimostrò che questa radiazione obbediva alle stesse
leggi della rifrazione cui obbedisce la luce visibile.(3) L'informatica ha codificato,
impiegato e standardizzato gli infrarossi con lo standard IrDA. Il limite di
IrDA sta però nella limitata distanza utile, infatti i raggi infrarossi sono
bloccati dagli ostacoli solidi, come i muri, ma anche da oggetti molto meno
"solidi", come i vetri. La portata è davvero ridotta e di conseguenza il suo
utilizzo.
La
nuova tecnologia che si sta facendo strada oggi invece ha un nome strano
ed antico: si chiama Bluetooth. Harald Bluetooth o "Blåtand" è il nome
di un re vichingo vissuto in Danimarca nei primi decenni del 900. La
tecnologia ispirata a questo re promette di essere la tecnologia del
futuro. A differenza delle connessioni a infrarossi, questa tecnologia
utilizza onde radio a 2.45 Ghz in grado di trasmettere informazioni
fino a 10 metri di distanza passando attraverso qualsiasi ostacolo:
pareti, borse, custodie di computer portatili ecc.
Questo
significa che un organizer elettronico messo in tasca potrà (attraverso
una comunicazione radio) trasmettere un numero di telefono al cellulare
dentro una borsetta, o che una telecamera digitale potrà direttamente
inviare una foto alla stampante che sta in un'altra stanza e quindi
ad un pc che subito la passerà in attachment via e-mail su un altro
pc e così via. Il tutto comandato a distanza e "senza fili". È
chiaro che questo è solo un esempio, ma gli impieghi sono praticamente
infiniti.
Il
progetto Bluetooth parte da lontano ed è iniziato nel '94 grazie ad
Ericsson. Nel febbraio 1998 Ericsson, Nokia, Ibm, Toshiba e Intel decidono
di formare il consorzio Bluetooth SIG (Special Interest Group) dedicato
alla ricerca e sviluppo di apparati radioricetrasmittenti in grado di
connettere qualsiasi dispositivo elettronico.
Inizialmente Ericsson ha fornito un importante contributo per quanto
riguarda la tecnologia radio, Toshiba ed IBM hanno lavorato per sviluppare
un protocollo comune per l'integrazione di Bluetooth all'interno di
dispositivi portatili. Nokia si è occupata della trasmissione dati e
del software ed Intel della progettazione dei nuovi chip necessari.
Oggi del consorzio SIG fanno parte circa 2000 aziende. (3) Per maggiori
informazioni si può visitare il sito ufficiale http://www.bluetooth.com/
E arriviamo finalmente alla conclusione di questo mini-viaggio tra le
soluzioni future e futuribili della tecnologia. Ecco come vedo il mio
macchinario del futuro. Per comodità lo chiameremo semplicemente "GLB",
come contrazione di "global". Prima di tutto il GLB avrà come caratteristica
principale di poter lavorare sia come computer "stand alone", sia come
server di computer, sia come server di altre apparecchiature (elettrodomestici
o altro). Tutto questo senza dover cambiare o impostare in una determinata
maniera il software presente. La cosa sarà possibile tramite la progettazione
di uno speciale Sistema Operativo (leggi sotto).
Alcune specifiche:
Dimensioni e misure
- Parallelepipedo con dimensioni di un foglio A5 con profondità di 3/5 cm.
La superficie ospita una tastiera piatta.
Caratteristiche audio / video
- Casse e Microfono sul corpo del GLB e Cuffia/Microfono
- Microcamera sul corpo del GLB ma estraibile e posizionabile
- Proiettore olografico
Il proiettore avrà la capacità di proiettare autonomamente due immagini: la
prima sarà relativa al menù utente (input) e sarà di tipo bidimensionale (proiettabile
su qualsiasi superficie) con applicazioni touch screen. La seconda proiezione
sarà di tipo bi o tridimensionale, a seconda dell'esigenza dell'utente e sarà
esclusivamente dedicata all'output. Le dimensioni delle proiezioni saranno definite
dall'utente.
- Interfaccia vocale
Fornisce un sistema di sicurezza per la multiutenza e un accesso personalizzato
tramite impronta vocale;
Utilizzabile in maniera esclusiva o anche contemporanemante all'uso della tastiera
a membrana.
- Processore
Di imprecisata ed elevatissima potenza ma di dimensioni estremamente contenute.
- Sistema operativo
Di primo livello:
· è unico, contenuto solo nei GLB e definito da uno standard
mondiale.
· Il SO è fornito su hardware ed è aggiornabile solo con la sostituzione
fisica del relativo componente.
· Costituisce la base per sistemi operativi di secondo livello i quali hanno
tutti la possibilità di "dialogare" col sistema operativo principale.
Di secondo livello:
· I sistemi operativi di secondo livello sono forniti come software e sono dedicati.
Ogni macchina compreso il GLB ne contiene uno.
· Il sistema operativo di secondo livello ha una sua indipendenza minima, ma
è capace di gestire le sole funzioni di base della macchina in cui è contenuto.
· Il SO di secondo livello del GLB sarà ovviamente un SO molto simile al nostro
concetto di Sistema Operativo di un classico computer.
· Nel momento in cui avviene la connessione con il GLB, il sistema operativo
di secondo livello (contenuto in un altro computer, elettrodomestico, auto o
altro) fornisce al GLB stesso i comandi specifici e gli applicativi dedicati
e, nello stesso tempo, ottiene dal GLB potenza e struttura per il compimento
di funzioni avanzate.
- Memoria:
Di elevatissima capacità e velocità, non meglio specificabili.
- Trasmissione dati
Senza filo. Ad alta velocità, affidabilità e con un raggio utile di trasmissione
elevatissimo.
- Alimentazione
A celle solari.
Alcune considerazioni:
Il viaggio appena concluso ci ha permesso di andare a conoscere alcune delle
novità più interessanti che il mercato tecnologico sta sfornando; tuttavia,
è bene precisare che le ipotesi formulate sono del tutto personali e fatte da
un semplice utente di computer con la passione per la fantascienza. Questo significa
che al di là dell'immaginazione e della speranza di vedere la tecnologia
prendere un certo tipo di strada, i fatti che accadranno negli anni a venire
potrebbero essere del tutto diversi. A fronte di questa considerazione mi conforta
però leggere una notizia del genere:
Un gruppo di 250 ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology)
sta lavorando ad un progetto che renderà i computer che conosciamo praticamente
invisibili. Il progetto si chiama Oxygen Alliance e riceverà fondi per 50 milioni
di dollari da parte del governo statunitense, in particolare dal Ministero della
Difesa, e da aziende private fra cui il Gruppo Acer, Delta Electronics, Hewlett-Packard,
Nippon Telegraph e Telephone Co., Nokia Research Center e Phillips Research.
I desktop attuali verranno sostituiti da piccoli apparecchi portatili e le unità
di lavoro verranno inserite nei muri o all'interno del soffitto; l'utente comunicherà
con il computer tramite la voce. L'obiettivo di Oxygen Alliance è di staccare
le persone dal desktop e di realizzare un network invisibile utilizzabile nelle
case, negli uffici, in macchina e in qualsiasi altro posto.
Il progetto del MIT sarà diviso in tre sezioni: Enviro 21s, una serie di unità
composte da sensori, microfoni e telecamere costruite all'interno di case, uffici
e veicoli che raccoglieranno e distribuiranno le informazioni; Handy 21s, apparecchi
portatili con schermo video, una telecamera e un sistema GPS (global positioning
system) per interagire con Enviro (si tratta di apparecchi che riuniranno le
funzioni di telefono cellulare, computer portatile, radio, tv e telecomando);
Net 21, una rete che permetterà agli utenti di condividere le informazioni.
Il progetto è partito lo scorso autunno. La durata prevista è di cinque anni.
(4)
Per chiudere, colgo l'occasione per scusarmi con i lettori per una traduzione
imprecisa contenuta nel precedente articolo. Mi dispiace, ma spesso la fretta
o la scarsa concentrazione di alcuni momenti posso portare a sviste di questo
tipo.
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1 Fonte: ANSA - (http://www.ansa.it/)
2 Fonte: PUNTO INFORMATICO - (http://punto-informatico.it/)
3 Fonte: QUOTIDIANO.NET - (http://www.quotidiano.net)
- Beatrice Montini
4 Fonte: EXECUTIVE SURF MAGAZINE - (http://www.executivesurf.it/)
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