"L'UOMO VARIABILE"
di Philip Kindred Dick

di Antonella Bellecca

L'autore

Chi non conosce Dick? Su questo autore è stato scritto di tutto e di più. Mi limiterò quindi a qualche breve accenno biografico, lasciando ai lettori di farsi un'idea, tramite le sue opere, della visionaria, feroce, a volte opprimente letteratura dickiana (proprio per i più sprovveduti: è l'autore del romanzo da cui è stato tratto il film "Cacciatore di androidi": questo lo conoscerete!).
I gemelli Philip e Jane Dick nascono a Washington D.C. il 16 dicembre 1928 (anch'io sono del Sagittario…), ma dopo sei settimane Jane muore; un evento che Dick si trascinerà dentro per tutta la vita. Quando ha 5 anni i genitori divorziano (altro avvenimento traumatico) e Philip si trasferisce con la madre in California. Durante l'adolescenza comincia a soffrire di malattie psicosomatiche e a frequentare psichiatri; comincia ben presto anche ad assumere psicofarmaci. A 18 anni se ne va di casa e poco dopo si sposa; il matrimonio dura sei mesi; ne seguiranno altri quattro, per un totale di tre figli. A 26 anni pubblica il suo primo romanzo ("Il disco di fiamma") e nel 1963 (a 34 anni) vince il premio Hugo per "La svastica sul sole". Nel 1971 subisce il furto di tutta la sua collezione di riviste di fantascienza collezionate da decenni; questa perdita lo getta nella più completa paranoia. Poco dopo tenta il suicidio; ha 42 anni. Tra febbraio e marzo dell'anno 1974, tutte le notti per un mese, ha delle apparizioni di luci colorate, suoni e voci. Dick passerà i successivi otto anni a cercare di dare una spiegazione, in ottomila pagine ("Esegesi"), all'avvenimento. Muore di attacco cardiaco il 2 marzo 1982, a 53 anni, appena prima di cominciare a scrivere la sceneggiatura per il film "Blade Runner" (tratto da un suo romanzo, come ho già detto).

Il racconto

"L'uomo variabile" (The Variable Man) apparve sulla rivista "Space Stories" nel Settembre del 1957. Ne esistono tre edizioni: Futuro. Biblioteca di fantascienza 45, Fanucci (1979)
Biblioteca di fantascienza 15, Fanucci (1988)
E.T. Edizione Tascabile 42, Fanucci (1996) La copertina che vedete qui a lato appartiene alla terza edizione, ma c'è un errore: il film "Screamers" non è tratto da questo racconto, bensì da "Modello due", che appare nella stessa edizione (è un'antologia).
Il racconto si svolge sulla Terra nell'anno 2136. È in atto da decenni una situazione di guerra fredda con Centauro (Proxima Centauri); la Terra infatti si trova ad essere un enclave all'interno dell'Impero Centauriano e, per ovvi motivi di espansione economica, desidera aprirsi un varco e raggiungere lo spazio che c'è dall'altra parte. Certo qui non si parla di esplorazione di nuovi mondi, ma di apertura di frontiere commerciali; Dick è fatto così, dipinge sempre un futuro deprimente. Anche la Terra ha un impero: infatti i pianeti del sistema solare sono tutti colonizzati; non colonie come ci ha abituato Star Trek, ma colonie in stile settecentesco, obbligate a fornire alla madrepatria uomini e materiali. Inutile dire che nel governo terrestre esiste una fazione guerrafondaia che vorrebbe risolvere militarmente la situazione di stallo (ci sono sempre quelli a cui prudono le mani).
Per quanto riguarda la società civile, una simpatica situazione immaginata da Dick vede il trionfo del consumismo totale; qualsiasi apparecchio, una volta che si è guastato, viene buttato; non per pigrizia, ma perché si è persa la capacità di aggiustare. Un'evoluzione al contrario.
La vena ferocemente satirica di Dick emerge anche in un'altra invenzione del racconto: le macchine SRB (un computer, per intenderci), che hanno il compito di fornire dati statistici su tutto, in particolare sulle probabilità di vittoria in caso di guerra. E così da decenni l'intera macchina bellica terrestre, oliata e allertata, aspetta che il computer fornisca il dato di probabilità di una vittoria schiacciante, se no non si parte.
Nel frattempo, secondo voi, a cosa si dedicheranno gli scienziati terrestri? Ma alla costruzione di nuove armi, che vi credevate? Ed ecco che entra in scena Icaro; Icaro è un sistema di propulsione (dal nome malaugurato, mi sembra) abbastanza complicato, che Dick così descrive: "l'oggetto… raggiungeva la velocità della luce. A questo punto, pur guadagnando ancora velocità, cessava semplicemente di esistere. Non avendo più lunghezza, non occupava spazio, scompariva. Tuttavia non veniva distrutto. Proseguiva per la sua strada… veniva perciò a trovarsi su un altro piano di esistenza, al di là dei nostri poteri di comprensione. La fase successiva… consisteva nella ricerca di un modo per ridurre la velocità di tale oggetto fino a riportarlo… nel nostro universo". Insomma qualcosa a metà tra il subspazio di Star Trek e l'iperspazio di Star Wars. Durante il primo esperimento Icaro ricompare all'interno di uno spazio già occupato da altra materia, provocando una formidabile esplosione e la morte del suo inventore. Ecco quindi che appare evidente la possibilità di usare Icaro come arma, se non come sistema di propulsione; si vuole spedire Icaro al centro di Centauro affinché il pianeta salti per aria (cioè… nello spazio).
La situazione quindi vede gli scienziati intenti a perfezionare l'arma Icaro, ed i militari intenti ad aspettare pazientemente che le macchine SRB forniscano il dato statistico richiesto. È a questo punto che accade l'imprevisto: il Reparto Ricerche Storiche trasporta per errore un tizio qualsiasi dagli Stati Uniti del 1914. Appena tale dato, come altri migliaia di dati, ogni giorno, viene inserito nel computer, questo impalla completamente. SRB non è in grado di calcolare questa variabile (da qui il titolo "L'uomo variabile").
Non vi sto qui a raccontare tutte le vicissitudini del poveretto sbalzato 222 anni nel futuro; basterà dire che la sua esistenza risulterà determinante per lo svolgimento del racconto. Ci sarà la guerra? Chi vincerà? E quale sarà il destino di Icaro?

I personaggi

I personaggi sono principalmente tre: il militare, lo scienziato, l'uomo variabile. C'è poi, unica donna, il capo di Stato, che però ha un ruolo marginale.
Il primo personaggio che incontriamo è Reinhart, il Commissario della Sicurezza. Reinhart incarna in assoluto lo stereotipo del militare guerrafondaio e completamente ottuso, oltre che crudele e paranoico. Vive appeso ai monitor delle macchine SRB, progettando stragi e devastazioni per ingannare l'attesa. Diffida di tutti e non è assolutamente in grado di esaminare un evento da tutte le sue sfaccettature, andando sempre dritto per la sua strada con due paraocchi grandi così. Appena le macchine SRB si fermano a causa dell'uomo variabile, la mente disciplinata di Reinhart non vede altra soluzione che eliminare la causa alla radice, eliminando l'uomo. Egli non viene turbato né dal desiderio, umano e scientifico, di conoscere questa persona appartenente ad un passato tanto lontano, né dal sospetto che la variabile possa essere inquadrata e calcolata. La caccia all'uomo intrapresa da Reinhart risulta a tratti davvero tragicomica, là dove intere regioni vengono bombardate e distrutte per eliminare questo solo obiettivo. Reinhart, un cognome vagamente tedesco…

Il secondo protagonista del racconto si chiama Sherikov ed è uno scienziato, il direttore del Reparto Progetti Militari. È lui che sta proseguendo il lavoro su Icaro, in un laboratorio-bunker sotto gli Urali. Il sarcasmo di Dick non salva nemmeno costui; Sherikov infatti ha un'idea tutta sua della scienza, musa intoccabile che nessuno dovrebbe mai tentare di fermare; è per questo che si è formato un miniesercito personale, con una miniflotta aerea, per difendere costantemente il proprio laboratorio. Sherikov si mostra assai più lungimirante di Reinhart; egli vede nell'uomo variabile una potenzialità; cerca di indagare quali siano le sue capacità, per poterle eventualmente sfruttare. Dotato di uno spiccato senso dell'osservazione (se no che scienziato sarebbe?) impara velocemente su e dall'uomo variabile molto più di tutte le squadre di Reinhart sguinzagliate alla sua ricerca. Sherikov non ha paura di misurarsi con il Commissario della Sicurezza, in una irragionevole battaglia, dai siluri al corpo al corpo, in quello che a mio parere è il clou, all'interno del racconto, della denuncia di Dick della cattiveria, della scelleratezza e della stupidità dell'uomo. Scrive Dick: "Il grosso scienziato polacco era un individualista restio a integrarsi con la società che lo circondava, un uomo indipendente, dalle vedute piuttosto personali. Concepiva l'uomo come fine…"; la mia personalissima opinione, ma potrei sbagliarmi, è che Dick, che era comunista, abbia inserito in questo racconto una figura marcatamente positiva che alludesse appunto ai comunisti del blocco sovietico.

Il terzo personaggio, attorno a cui ruota tutta la faccenda, è Thomas Cole, di professione aggiustatutto. Strappato per errore dal Nebraska del 1914, si ritrova con il suo carretto e i suoi due cavalli all'interno del Reparto Ricerche Storiche (presumo a Washington). La caratteristica di questo personaggio è che riesce a sopravvivere e ad arrangiarsi nelle situazioni più incredibili, senza scoraggiarsi pur in mancanza del supporto della fantascienza; voglio dire che se qualcuno di noi venisse trasportato nel futuro capirebbe subito di essere incappato in una macchina del tempo, ma nel 1914 nessuno immaginava queste cose. È chiaro che non ci può essere nessuna verosimiglianza in un uomo del 1914 che riesce a capire il funzionamento di apparecchi che saranno inventati duecento anni dopo; ma Dick ha avuto sempre una predilezione per la mistica e così risolve l'incongruenza attribuendo a Cole una capacità manuale quasi autonoma rispetto al cervello, una abilità insita nelle mani, che sembrano pressoché vivere di vita propria. Inoltre Cole ha una pellaccia durissima e resiste ad innumerevoli tentativi di "eliminazione".

Bene, spero di aver suscitato la vostra curiosità e che andiate a comprare questo libro per allargare i vostri orizzonti dickiani, come ho fatto io. Buona lettura a tutti!


Se volete commentare questo articolo scrivete a Warp Mail