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FESTIVITA'
PERDUTE
di Riccardo
"Summer" Palazzani
Plancia dell'Enterprise NCC -
1701… Da qualche parte là fuori…
MCCOY: «Jim! Non più di cinque minuti fa due addetti della
stiva si sono presentati in infermeria!»
KIRK: «Spero niente di grave…»
MCCOY: «Non sono venuti per farsi medicare! Ma per sgomberare
parte dell'infermeria! Ho chiesto loro di conoscere il motivo di una richiesta
tanto insolita e con mia sorpresa mi sono visto arrivare nella mia infermeria
un'unità di stoccaggio! La prima di molte altre, secondo l'ordine di carico!»
KIRK: «Lo so, Bones, abbiamo problemi di stivaggio.
Una delle stive è ancora contaminata dalle radiazioni e trattandosi di
generi alimentari non ho voluto rischiare. Si tratta di una soluzione
temporanea…»
MCCOY: «Jim! Abbiamo una nave enorme! Quei dannati affari
non potevano piazzarli in Sala Mensa? O nella Sala di Ricreazione?»
KIRK: «Si tratta di un carico davvero consistente.
Con il tenente Kurley abbiamo studiato un piano di immagazzinamento che
sfruttasse ogni minimo spazio della nave. Avrei preferito anch'io evitare
di occupare parte dell'infermeria, ma credimi, non c'è più spazio nemmeno
per uno spillo!»
MCCOY: «Spero ne valga almeno la pena! Di che si tratta?
Una colonia colpita da una carestia?»
KIRK: «Ehm…sì e no! Sono generi alimentari
per la colonia di Jesus III. La Federazione ci ha ordinato di consegnare
il carico entro domani.»
MCCOY: «Jesus III? Mai sentita! E da quando l'Enterprise,
la punta di lancia della Flotta Astrale, viene incaricata di svolgere
compiti nemmeno fosse un dannato cargo?»
SPOCK: «Da quando la Federazione ritiene che l'appoggio dei
coloni di Jesus III nel settore sia quanto meno d'importanza strategica
fondamentale. Un vascello di trasporto viaggia a velocità insufficiente
per rispettare i tempi della consegna.»
KIRK: «Grazie per la spiegazione, Spock.»
SPOCK: «Di nulla Capitano.»
MCCOY: «E risponda anche a questa domanda, caro il mio Vulcaniano:
da quando la Federazione deve guadagnarsi l'appoggio dei propri coloni?»
SPOCK: «Da quando la colonia
di Jesus III ha dichiarato la sua indipendenza ottantatré anni
fa. Un terremoto molto violento ha messo in ginocchio le loro capacità
produttive due mesi fa. Con questo gesto la Federazione si augura di aprire
nuovamente i contatti con questa colonia che conta parecchi migliaia di
abitanti.»
MCCOY: «Capisco…generi di prima necessità allora. Beh!…la
mia infermeria può allora aspettare.»
KIRK: «Grazie, Bones.»
SPOCK: «Non proprio di prima
necessità.»
MCCOY: «Cosa intende? Jim! Cosa intende dire Spock con "non
proprio"?»
SPOCK: «Il carico che stiamo
trasportando è costituito da ventitré tonnellate di…»
KIRK: «Spock non occorre, lasci perdere. Non credo
che il dottore sia interessato a conoscere nei dettagli la natura del
carico.»
MCCOY: «Jim! Voi due come al solito mi state nascondendo
qualcosa! Avanti, Jim! Sputa il rospo! Cosa c'è in quei contenitori?»
KIRK: «Uff…Spock, vada avanti.»
SPOCK: «Sì Capitano,
dicevo che il carico è composto di ventitré tonnellate di dolci
tipici della Terra, dodici tonnellate di vino di vario tipo, due tonnellate
di statuine, due di palle colorate ed addobbi…»
MCCOY: «Dolci? Vino? Addobbi? Ma che diamine sta succedendo
in questo universo? Quei coloni anziché pensare a rimettere in sesto le
loro città si vogliono dare ai festeggiamenti? Forse sono tutti pazzi
e non so quanto convenga alla Federazione riprenderseli in casa!»
SPOCK:«In effetti la logica
di questa consegna è giustificata esclusivamente dal suo fine diplomatico.
Ma ammetto di essere rimasto molto perplesso circa la natura del carico.»
KIRK: «Signor Spock, come lei ben saprà - lei Bones
invece credo ne sia all'oscuro -, Jesus III è una colonia molto particolare:
cento anni fa migliaia di umani lasciarono la Terra per cercarsi un pianeta
dove creare una società che fosse basata esclusivamente sui dogmi di una
religione…»
SPOCK: «Quella cristiana se
non erro. Nata più di duemila anni fa nel bacino del mar Mediterraneo…»
KIRK: «Sì, ok Spock, può bastare, credo che
il dottore abbia capito.»
MCCOY: «Certo che ho capito! Non sarò saccente come quel
Vulcaniano, ma non sono nemmeno uno di quei dottori che al di fuori della
loro infermeria non hanno mai visto né sentito altro!»
SPOCK: «La sua reazione stizzita di poco fa sembrerebbe
indicare il contrario.»
MCCOY: «Vulcaniano impertinente! Io…»
KIRK: «Signori! Signori! Per favore…e mi lasci finire!»
KIRK: «Ecco! Così!… Dicevo, su Jesus III vive una
delle più grandi comunità religiose della Federazione e dopo ben ottant'anni
di isolazionismo si è aperto un varco per un riallacciamento dei rapporti.
Questo è il senso della nostra missione.»
MCCOY: «D'accordo, Jim, ma non mi hai ancora spiegato il
motivo della curiosa natura del carico! Che se ne fanno di addobbi e dolciumi?»
KIRK: «Diavolo Bones! Guarda il calendario e vedrai
anche tu che giorno è domani!»
MCCOY: «È lunedì…lunedì…c'è la visita mensile agli
addetti della Sala Macchine…»
SPOCK: «Seguendo il calendario
Astrale saremo in data 4952.02. Secondo quello Terrestre il venticinque
dicembre, secondo il calendario Andoriano…»
KIRK: «Spock, basta così, grazie!»
SPOCK:: «Come vuole, Capitano.»
KIRK: «Ha compreso ora?»
MCCOY: «Oh! Sì, certo, avevo dimenticato tale ricorrenza.
Nella mia famiglia non l'abbiamo mai festeggiata.»
KIRK: «Su Jesus III è invece uno dei giorni più importanti
dell'anno. E anche se si trovano in condizioni critiche, non hanno voluto
rinunciare a festeggiarlo secondo le loro tradizioni, che poi non sono
altro che antiche tradizioni terrestri cadute in disgrazia là dove sono
nate: la Terra.» SPOCK: «Un
comportamento davvero illogico. È tipico degli umani considerare
prioritarie sciocche tradizioni rispetto alle esigenze concrete. La vostra
storia è colma di esempi.»
KIRK: «Non posso darle torto, ma deve considerare
che per gli umani il fattore emotivo è determinante. Nei momenti di crisi,
ritagliarsi spazi di normalità ci aiuta a superarli meglio. Probabilmente
un carico di attrezzature mediche o industriali sarebbe stato molto più
utile a rimettere in sesto la loro economia…»
SPOCK: «Probabilmente, Capitano?»
KIRK: «D'accordo Spock, diciamo pure sicuramente.»
MCCOY: «Già! Per una volta sono d'accordo con lei, signor
Spock! È una follia che l'Enterprise stia sprecando così le proprie
stive e la mia infermeria…ma d'altro canto, che altro aspettarsi da gente
che affida le proprie vite ad un improbabile Dio?»
SPOCK: «Su Vulcano abbiamo abbandonato ogni forma di credenza
in esseri soprannaturali già da cinquemila anni, con l'avvento della disciplina
della Logica di Surak. Ciò che è reale o teoricamente dimostrabile esiste
o non esiste in teoria. Ogni forma di adorazione o di superstizione è
stata abbandonata. La conoscenza e la Logica hanno aperto le menti dei
Vulcaniani.»
MCCOY: «Beh, anche sulla Terra, dopo la fine della Terza
Guerra Mondiale e il primo viaggio a curvatura di Cochrane la religione
ha perso gran parte del suo fascino. La consapevolezza di non essere soli
nell'Universo e di avere di fronte un'intera Galassia da esplorare ha
aperto la mente di quegli uomini!»
KIRK: «Eppure, Bones, a lei non capita mai di domandarsi
se noi uomini contemporanei non abbiamo finito col perdere una parte di
noi stessi? Lei non si è chiesto cosa ci aspetta dopo la morte?»
MCCOY: «Mio dio! Jim! Alla prossima visita di controllo ti
prescriverò una seduta dallo psicologo! Tra l'altro il tenente Keegan
è davvero una gran bella figliola!»
SPOCK: «La presupposta avvenenza
del tenente in questione non credo aiuterebbe il Capitano ad affrontare
i suoi problemi.»
MCCOY: «Taci, Vulcaniano! Cosa vuoi saperne tu di quanto
il sorriso di una bella ragazza possa giovare all'animo di un uomo? Ancora
oggi mi chiedo come la vostra razza abbia potuto relegare certi piaceri
ad un paio di giorni ogni sette anni!»
SPOCK: «Mi chiedo se la donna
che dovesse malauguratamente avere rapporti con lei non invidi tale condizione…»
MCCOY: «Dannato sangue misto! Prova a…»
KIRK: «Signori! Per favore! Si parlava di Religione
e di Dio! Il tenente Keegan può aspettare, non ho intenzione di usufruire
dei suoi servigi solo perché sono l'unico fra i tre che ritiene che forse
abbiamo abbandonato le nostre fedi un po' troppo precipitosamente!»
SPOCK: «Capitano, se mi permette,
le faccio notare che ciò non è esatto. Ancora oggi molti Terrestri, anche
ufficiali della Flotta, professano la loro fede, sebbene in modo molto
discreto, almeno rispetto al passato. Infatti, a bordo abbiamo una cappella
in cui in vari giorni della settimana vengono svolte alcune funzioni relative
a diverse religioni della Federazione.»
KIRK: «Ha ragione, Spock, ma si tratta prevalentemente
di razze aliene. Almeno sull'Enterprise. La maggior parte dell'equipaggio
è umano e nessuno o quasi credo si ricordi che giorno è domani.»
MCCOY: «Dio è morto. Viva Dio. Jim, a proposito della morte
l'unica cosa che mi sento di dirti, come dottore e come psicologo, è che
finché il cuore batte, c'è il respiro, il sangue circola e i tuoi neuroni
mandano impulsi elettrici tu sei vivo e questa galassia, per quanto possa
non piacerti, è tutto quello che c'è. È inutile preoccuparsi e
fantasticare su cosa ci aspetti dopo avere esalato l'ultimo respiro. Le
religioni propinavano ognuna spiegazioni diverse sull'aldilà: Paradiso,
Eden, Reincarnazione. Io credo che un volta morti, si è morti e basta…
ed in fondo non mi dispiace... Finalmente mi godrò un po' di meritato
riposo!»
KIRK: «Eppure, Bones,ancora oggi molti fatti descritti
in antichi testi sacri appaiono senza spiegazione…»
MCCOY: «Jim! Se noi oggi sbarcassimo su di un pianeta tecnologicamente
arretrato, parremmo loro potenti come degli dei! E chissà cosa finirebbe
per scrivere qualche beota troppo fantasioso! Ti ricordo che è già successo
anche sulla Terra! Rammenti la missione su Pollux IV e Apollo? Alla fine
dipendeva anche lui da un macchina. Non era un essere onnipotente, ma
era solo tecnologicamente più avanzato. Noi l'abbiamo smascherato, i Terrestri
di duemila e più anni fa pensarono a lui come ad un vero dio! Sappiamo
per certo che varie culture aliene hanno visitato la Terra in passato,
così come facciamo noi oggi, durante esplorazioni spaziali. Noi abbiamo
la Prima Direttiva che ci impedisce di interagire con la loro cultura…a
quanto pare…»
SPOCK: «Capitano, su Vulcano,
nonostante siano passate migliaia d'anni dall'abbandono delle superstizioni,
ancora oggi ristrette frange di Vulcaniani vivono credendo in lontani
miti. Il più noto è l'esistenza di un luogo ove le anime dei morti si
ritrovano dopo il trapasso, conosciuto come Sha Ka Ree. La cultura vulcaniana,
che lei dottore pare non conoscere affatto, non ha però perso la sua profonda
spiritualità. Non crediamo in esseri superiori che hanno come passatempo
quello di giocare con i nostri destini, ma percepiamo comunque la presenza
di un significato più grande che va al di là dell'esistenza puramente
fisica. Esistono dei particolari riti, che consistono nel portare la mente
a livelli estremi che permettono di percepire la presenza di uno stato
più elevato.»
MCCOY: «Ah! Adesso vorresti farmi credere che i Vulcaniani
credono in qualcosa oltre alla loro Logica dannatamente fredda e perfetta?»
SPOCK: «È la Logica che
ci guida. L'esistenza di un Universo fine a se stesso, destinato a morire
di entropia non è logica. Non lo abbiamo ancora compreso, ma sono certo
esista un significato ancora nascosto in cui Vita e Morte trovino il giusto
e logico equilibrio.»
KIRK: «Ecco, Bones! Credo che Spock abbia centrato
il problema…Vede, io provengo da una famiglia di agricoltori. Da noi la
gente ha un mentalità meno aperta ai cambiamenti rispetto ai metropolitani…Insomma,
i miei nonni erano credenti, Protestanti per la precisione…credo, sì…
Ed eravamo soliti festeggiare proprio come si apprestano a fare su Jesus
III. Io ascoltavo le storie che mi raccontavano, parlandomi di Dio, delle
sue avventure, leggevano delle specie di fiabe, leggende da un grosso
libro di carta. Io ero molto scettico, anche perché mia madre non aveva
piacere ascoltassimo. Spesso litigava con sua madre, mia nonna… Sosteneva
che erano fandonie e non voleva crescessimo con la paura di essere giudicati
da un dio. Poi i miei nonni se ne sono andati e da allora l'unico contatto
con dio l'ho avuto le rare volte che mi sono imbattuto in qualche tradizionalista
mormone. C'era una bella comunità vicino alla mia città. Erano curiosi…
Niente tecnologia, viaggiavano su carri di legno, coltivavano la terra
con attrezzi ridicoli… Eppure pareva proprio non mancasse loro nulla.
Erano felici quanto lo ero io. Però loro avevano dio, io no. Mi son sempre
chiesto cosa significasse avere un dio. È forse proprio, come dice
Spock, il bisogno di credere nell'esistenza di un significato più… più
grande, rispetto a quello che i nostri occhi possono vedere?»
MCCOY: «Jim, appena torno in infermeria ti prendo l'appuntamento
con la Keegan. Ne hai urgentemente bisogno! E lasciati dire che tua madre
aveva perfettamente ragione! Guardati! Sei ancora influenzato da vecchie
leggende!»
KIRK: «Grazie, Bones, mia madre ti ringrazierebbe
se fosse qui…»
MCCOY: «Diamine, Jim! Sei il Capitano di una nave stellare!
Non puoi permetterti certi dubbi. Ci mancherebbe solo che di fronte alla
prossima nave klingon anziché ordinare di fare fuoco tu ti metta in ginocchio
a pregare, sperando che dio ti cavi le castagne dal fuoco! Sii realistico!
Quello che ci spinge è la nostra grande sete di sapere e di conoscenza!
Siamo curiosi e l'Universo sembra fatto apposta per soddisfare la nostra
curiosità! Il significato che cerchi è là fuori! Viaggiando
ed esplorando prima o poi lo troveremo! Non è d'accordo Spock?»
SPOCK: «Parzialmente. Naturalmente
l'esplorazione dello spazio è fondamentale per l'accrescimento delle conoscenze
scientifiche, ma credo che il Capitano volesse sottolineare che forse
non è sufficiente. A voi umani manca un diverso tipo di esplorazione:
quella del vostro animo.»
KIRK: «Signor Spock, a volte credo che lei sia in
grado di leggermi nel pensiero…»
SPOCK:«I Vulcaniani posseggono
deboli poteri empatici, ma la mia metà umana li ha resi praticamente inoffensivi.»
MCCOY: «La Psicologia e la Psichiatria hanno studiato in
lungo ed in largo la mente umana e…»
KIRK: «Bones…lasciamo perdere. Abbiamo due modi molti
diversi di vedere… Anzi, più precisamente di sentire l'Universo. Ma credo
faccia parte del fascino della vita. Infinite Diversità in infinite Combinazioni,
giusto Spock?»
SPOCK: «Esattamente, Capitano.
Anche se certe combinazioni sono peggiori di altre…» MCCOY:
«Jim, credi si stesse riferendo a me?»
KIRK: «Non so, Bones. Se lo ha fatto credo che Spock
dovrebbe ammettere di avere fatto una battuta di spirito… e quindi ammettere
che la sua parte umana ha preso il sopravvento…» SPOCK:
«Esatto, Capitano. Come sempre lei comprende perfettamente il mio
sentire.»
MCCOY: «Bah! Voi due insieme mettereste nel sacco anche il
più scaltro degli dei… Un giorno forse vi adoreranno, costruiranno templi
e terranno grandiose cerimonie… Per fortuna che per allora sarò morto
e se mai anche io avessi un'anima, spero si dissolva all'istante... piuttosto
che assistere ad una tale follia! Io torno in infermeria, scommetto che
avranno fatto come al solito una gran confusione!»
SPOCK: «Vengo con lei, dottore.
Devo recarmi nella sala del computer per eseguire delle analisi sulle
nuove mappe stellari del settore.»
KIRK: «Signori, un attimo! Dimenticavo…»
MCCOY: «Sì Jim?»
SPOCK: «Capitano?»
KIRK: «Buon Natale!»

SPOCK:
«Dottore…provveda quanto prima a fissare un appuntamento per il
Capitano con la signorina Keegan.»
MCCOY: «Diamine, se lo farò! E se prova a rifiutare dovrà
pregare tutti gli dei della Galassia per salvarsi dalla mia ira!»
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