SPOT
di Anna "Ro Laren" Manfredini

Felis Catus is your taxonomic nomenclature.
An endothermic quadruped carnivorous by nature;
Your visual, olfactory and auditory senses
Contribute to your hunting skills, and natural defenses.
I find myself intrigued by your subvocal oscillations,
A singular development of cat communications
That obviates your basic hedonistic predilection
For a rhythmic stroking of your fur, to demonstrate affection.
A tail is quite essential for your acrobatic talents;
You would not be so agile if you lacked its counterbalance.
And when not being utilized to aide in locomotion,
It often serves to illustrate the state of your emotion.
O Spot, the complex levels of behavior you display
Connote a fairly well-developed cognitive array.
And though you are not sentient, Spot, and do not comprehend,
I nonetheless consider you a true and valued friend.

(Lt. Cmdr. Data, "Ode to Spot", da TNG "Schisms" - "Sonni pericolosi")

Un paio di settimane fa il mio gatto, Leo, un persiano red tabby (senza pedigree, ovviamente) che vive con me da circa otto anni e che - insieme alla sua fedele compagna Camilla, una tenera squama di tartaruga - considero "il mio bimbone", ha rischiato di perdere una delle sue sette vite a causa di un devastante shock anafilattico da parassiti. Fortunatamente, grazie alle potentissime cure e - credo - alle particolari attenzioni da me dimostrategli, in circa sei giorni si è ripreso ed è ritornato il coccolone golosone di sempre. Soltanto chi ha un animale penso sia in grado di capirmi: la settimana che ho passato guardando Leo languire immobile rannicchiato in un angolo, totalmente indifeso, incapace di mangiare, di raggiungere la lettiera, persino di miagolare (ogni tanto alzava gli occhioni e mi fissava, come per dirmi qualcosa, e io mi struggevo nell'incapacità di comprenderlo) è stata una delle peggiori della mia vita. È solo un gatto, potrà dire qualcuno: no, rispondo io. Leo è la creatura che riempie le mie serate solitarie, che mi aspetta dietro la porta appena sente il rumore dell'ascensore, che mi risponde "Miao!" e accorre se lo chiamo, che con la zampina mi gratta la mano cercando la mia attenzione, che mi si accoccola tra il braccio e la spalla facendomi vibrare di fusa, che guizza via e si nasconde quando sa di aver fatto qualche birichinata... Con Leo e Camilla io mi rapporto come con due creature senzienti, perché sono sicura (senza scadere in patetici deliri da cartone animato) che capiscono perfettamente quello che provo e che voglio comunicare loro.
E così questo mese ho accarezzato - e sviluppato - l'idea di scrivere su un altro dei tanti "personaggi minori" di TNG, sull'unico animale che compare regolarmente nella serie e che - guardacaso - appartiene proprio al mio personaggio preferito: Spot, il gatto/a di Data.
Se lanciamo - giusto per dirne uno - Altavista, scopriamo che sono centinaia le pagine web che riportano la leggendaria "Ode per Spot", senza contare i siti, più o meno ironici, dedicati alla tenerissima gatta (o gatto? ne parleremo più avanti), alle sue apparizioni nella saga, ai suoi cambiamenti di sesso e di razza, e le gallerie fotografiche, i video-clip, i files sonori... Insomma, anche Spot fa parte della storia trek e come tale riceve il giusto spazio nel cuore dei trekker.
La sua prima apparizione è fugace: pochi secondi nell'episodio "Una giornata di Data" (IV Stagione), in cui vediamo l'androide, tra le altre attività che caratterizzano la sua quotidianità, prendersi cura di un gatto ancora senza nome per il quale chiede al replicatore il "nutrimento felino n. 74". È un gatto rossiccio a pelo medio-lungo, di una razza che ricorda un po' il persiano, un po' il norvegese delle foreste e un po' l'angora (sebbene non per il colore del mantello), sicuramente - è il primo pensiero che ci viene - maschio. Nonostante (fra i tanti presentati nell'episodio citato) questo scorcio di vita androide sia davvero breve, restiamo subito affascinati dal fatto che sia proprio Data, unico del cast principale, a possedere un animale, se si eccettuano i rapidi riferimenti di Worf al targh klingon che possedeva da bambino o il flashback di Tasha che si rivede insieme a un gatto (non siamo neppure certi che fosse proprio il suo gatto) in "Dove nessuno è mai giunto prima". È un Data, quello che accudisce il suo gatto, come al solito incredibilmente umano: vedremo questo particolare rapporto d'amore evolversi, acquisire connotazioni sempre più approfondite e sublimarsi attraverso gli episodi sino ad arrivare all'indimenticabile scena finale di "Generazioni", in cui si dà ormai per scontato che Spot e Data formino insieme "una famiglia", proprio secondo gli stessi sentimenti che animano il cuore di tutti coloro che hanno scelto di condividere l'esistenza con un animale.
Ritroviamo il gattone nel penultimo episodio della suddetta stagione, "Programma: amore", stessa razza, probabilmente ancora maschio, ma stavolta con un nome: Spot. Spot è inspiegabilmente fuggito dall'alloggio di Data e Geordi, che lo ha ritrovato per caso lungo i corridoi dell'Enterprise, lo riconsegna al suo padrone. È proprio dall'ingegnere capo che veniamo a conoscenza del nome del gatto e la naturalezza con cui egli si rivolge a Data spiegando come ha sorpreso Spot ci fa comprendere che sull'Enterprise la "convivenza" Data/Spot è ormai cosa nota e assimilata. D'altra parte, quale creatura vivente potrebbe avvicinarsi meglio di un felino al "cuore" e alle abitudini di vita di un androide? Il gatto è un animale autonomo, indipendente e razionale, è un meraviglioso "meccanismo" motorio, è dotato di facoltà sensitive superiori e della spiazzante capacità di accordarci la sua comprensione quando lo ritiene opportuno. Sicuramente per Data un gatto è fonte di interesse assai maggiore rispetto a un cane, a un uccellino o a un pesce rosso; con il suo gatto l'androide - come noi - sa di poter interagire quasi "alla pari", così come sa perfettamente di poter contare sulla sua presenza nei momenti difficili.
È proprio quello che accade alla conclusione di questo episodio, quando Data, poco dopo la fine della sua relazione con Jenna D'Sora, si ritrova solo nel suo alloggio, seduto di fronte a un tavolo apparecchiato per una cena intima mai consumata, e riflette perplesso sul fallimento della sua "storia d'amore": è il gatto che, con un miagolio carico di trasporto, balza sulle sue ginocchia facendolo trasalire e inducendolo a pronunciare con voce dolce un "Ciao, Spot..." che riporta l'androide nella realtà unica della sua condizione. Una realtà in cui proprio Spot sembra essere la sola creatura in grado di condividere con lui un sincero e disinteressato sentimento d'affetto.
Questo sentimento risulta ancora più evidente e "reale" nel successivo episodio che vede Spot protagonista, seppure indirettamente, in quanto il gatto non appare mai: "Sonni pericolosi" (VI Stagione). È all'inizio di questa bellissima puntata che Data declama all'annoiato (e aggiungo incompetente) pubblico dell'Enterprise la memorabile "Ode per Spot", facendo precedere la propria lettura da una presentazione che chiarifica una volta per tutte quanta importanza abbia questo gatto (nella traduzione italiana viene detta "gatta", ma mi chiedo quanto fedele all'originale sia tale interpretazione) nella sua vita: "In tutti i tempi, da Keats a Jorkemo, i poeti hanno composto delle odi per individui che hanno avuto una benefica influenza sulle loro esistenze. Proseguendo nella tradizione, ho composto questa breve poesia in onore della mia gatta". Riporto qui di seguito la versione italiana dell'"Ode per Spot", che avete letto nella versione originale all'inizio di questo articolo, premettendo che nella traduzione si perde tantissimo del fascino, della musicalità e del contenuto originali:

Felis Catus: così suona il tuo epiteto tassonomico.
Carnivoro per natura, quadrupede endotermico;
La tua vista, il tuo udito, il tuo olfatto superiore
Ti hanno reso da sempre un provetto cacciatore.
Trovo così intriganti le tue subvocali oscillazioni,
Le tue armoniose, esigenti comunicazioni
Che si accompagnano alla tua edonistica necessità
Di essere accarezzato con affetto, simpatia e voluttà.
La tua coda è essenziale alle tue acrobatiche evoluzioni
E spesso ci rivela il reale stato delle tue emozioni;
Senza di essa come sarebbero i tuoi movimenti?
Certo meno facili, sicuramente meno eleganti.
O Spot, i tuoi complessi livelli di comportamento
Denotano un'apprezzabile capacità di ragionamento.
Io sono più che certo, Spot, che comprendi se ti dico
Che io ti considero un leale, un sincero, un vero grande amico.


Subito qualche osservazione sui limiti evidenti della traduzione: da un punto di vista strettamente metrico (invito chi ancora non l'avesse fatto ad ascoltare l'originale, che ho linkato poco sopra), nella versione italiana si perdono quasi completamente la sublime costruzione ritmica e l'innegabile musicalità che ne deriva; la cristallina perfezione del verso inglese è inevitabilmente stravolta in italiano, nonostante sia evidente lo sforzo operato dai traduttori per mantenere in qualche modo rime, assonanze e ricercatezza lessicale. Certo, tradurre poesia è forse il compito più arduo che si possa richiedere anche a chi fa questo di mestiere; ma io credo che in questo caso qualche piccolo accorgimento in più sarebbe stato sufficiente per mantenere il testo più vicino all'originale.
Nell'ambito dei contenuti, invece, le "mancanze" sono a mio avviso più gravi: non solo Spot viene presentata come "gatta" (la fortuna dell'inglese è che non possiede desinenze per il maschile e il femminile) all'inizio e poi se ne parla sempre al maschile (probabilmente per i limiti imposti da una traduzione il più possibile "poetica"), ma il penultimo verso viene interpretato in modo esattamente opposto rispetto al significato originale. Laddove Data dice "And though you are not sentient, Spot, and do not comprehend", cioè "E sebbene tu non sia senziente, Spot, né in grado di capire", la versione italiana riporta "Io sono più che certo, Spot, che comprendi se ti dico", ribaltando completamente il senso della frase. Siamo d'accordo, probabilmente il significato globale resta inalterato; però le due frasi hanno un peso ben diverso, se si considera che chi parla è un androide incapace di alcun trasporto emotivo e quindi molto più coerente con se stesso in un'affermazione obiettiva e razionale come la prima.
Al di là delle possibili annotazioni formali, va detto che - ovviamente nei limiti del contesto in cui si trova - l'"Ode per Spot" è una piccola perla letteraria; non mi sento assolutamente d'accordo con Geordi, quando alla richiesta di spiegazioni di Data sul perché il pubblico dell'Enterprise si sia mostrato tanto distratto e annoiato alla sua lettura, risponde adducendo il fatto che le poesie dell'androide sono sì ben costruite, superbe nella forma, mirabilmente ingegnose...ma incapaci di suscitare grandi emozioni. Trovo invece che l'"Ode per Spot" sia, all'interno di una serie televisiva, un raro esempio di poesia nell'accezione più pura del termine: credo che tutti quelli che, come me, vivono con un gatto in casa vorrebbero poter esprimere con altrettanta grazia, sentimento e raffinatezza l'affetto che li lega al loro piccolo compagno d'avventure. Il fatto poi che non si contino in rete le pagine dedicate a questo piccolo capolavoro, pagine spesso appartenenti a siti non direttamente legati a Star Trek, denota come in realtà l'ode sia invece di grande effetto emotivo sul pubblico.

Man mano che si procede lungo la linea temporale di The Next Generation, si è immersi con una profondità sempre maggiore nei piccoli particolari che colorano di umanità il rapporto tra Data e il suo gatto. In "Per un pugno di Data" (VI stagione) vediamo subito l'androide ritratto in un momento di intimità incredibilmente spontanea con Spot, che nel frattempo ha cambiato razza e ora è un bellissimo europeo (o forse è meglio dire americano) a pelo corto. Desideroso di soddisfare nel migliore dei modi il raffinatissimo palato del felino Data, tenendolo in braccio, gli si rivolge dolcemente annunciandogli: "Spot, ho formulato una nuova mistura di cibo progettata specificamente per i tuoi gusti altamente selettivi". E, cosa davvero toccante, al suono del suo nome il gatto gli lancia un'occhiata carica di speranzosa brama, per poi annusare altezzosamente il contenuto della ciotola e allontanarsi sdegnoso con la coda ritta. Quante volte anche il mio Leo ha fatto esattamente lo stesso? Quante volte anche io, come Data, l'ho guardato allontanarsi e gli ho detto: "Bene, quando avrai fame forse ti degnerai di assaggiare."?
Spot è poi spunto e strumento, sempre in questo episodio, di una delle più grandiose scene che secondo me abbiano mai visto Data (e Brent Spiner) protagonista. Durante un esperimento estemporaneo che Geordi sta tentando per stabilire un'interconnessione tra Data e il computer, l'androide si interfaccia accidentalmente con il ponte ologrammi, sul quale è in corso il programma western creato dal piccolo Alexander Rozhenko per incastrare suo padre Worf in un'innocente avventura tra sparatorie e saloon. In pochi istanti, il computer di bordo dell'Enterprise viene invaso dai files personali di Data e dai replicatori esce soltanto cibo per gatti. Ma è Data stesso che subisce l'intrusione nei suoi circuiti di alcuni elementi del programma olografico, assumendo un esilarante atteggiamento "da pistolero" che ingloba il suo modo di camminare, di parlare e di gesticolare: indimenticabile la sua uscita ciondolante dalla sala tattica con tanto di sputo in un vaso, sotto gli sguardi stralunati di Picard e Riker; spassosissima la sua reazione (nonché l'espressione della sua faccia) improvvisa alla continua intromissione di Spot sulla sua console di lavoro: "Sloggia da qui, piccola canaglia!"

Da quanto si evince seguendo lo sviluppo narrativo di TNG, Spot non è molto "amato/a" dai compagni di plancia di Data, o meglio, la maggior parte degli ufficiali superiori non incontra le simpatie di Spot. Ricordo benissimo l'espressione preoccupata di Riker quando, alla fine dell'episodio "Frammenti di tempo"(VI stagione), sporge titubante la testa al di qua della soglia dell'alloggio dell'androide domandando: "È in giro la sua gatta, Data?" Niente di strano, visto che all'inizio dell'episodio Riker si era offerto di custodire Spot durante una breve assenza di Data, riportandone una bella serie di graffi sulla fronte.
E Worf, come scopriamo in "Programma: sogno" (VII stagione), è addirittura allergico ai gatti! Anche in questo episodio assistiamo ad alcuni momenti di rara intimità tra Data e Spot (che la traduzione italiana ci propone nuovamente come maschio). Data sta sperimentando un nuovo chip che dovrebbe permettergli di "sognare come gli umani" (e il cui controllo, ovviamente, sfugge di mano); tra le varie osservazioni che compie, si sofferma a studiare il sonno di Spot arguendo, dai movimenti involontari che il gatto compie mentre dorme, che l'animale sogna e che quindi anche lui deve avere un'anima. È innegabile, ho sempre pensato anch'io la stessa cosa dei miei gatti, osservandoli dormire e sognare...
Quando però le cose si complicano e i sogni di Data diventano incubi, l'androide cade preda di un'apparentemente inspiegabile sindrome psicotica che lo rende violento e lo spinge a ferire brutalmente Troi: da qui la decisione di farsi sospendere temporaneamente dal servizio e, soprattutto, di affidare Spot alle cure di Worf onde evitare di fargli male durante una possibile crisi. Ed ecco un'altra scena di straordinario effetto "comico": alla cortese richiesta di Data di custodire Spot per alcuni giorni, Worf grugnendo risponde chiamando il gatto: "Spot! Vieni qui!" E Data, imperturbabile: "A differenza dei cani, Spot non risponde ai comandi vocali." E prosegue tranquillamente, di fronte a un impacciatissimo Worf cui sta salendo il sangue al cervello: "Dovrà nutrirlo una volta al giorno. Lui preferisce l'integratore n. 25. Avrà bisogno di acqua e di una cassetta con sabbia granulare. E poi gli parli... Gli dica che è un bel gattino... un buon gattino..." Contenendo a stento un'esplosione di rabbia, Worf ghiaccia l'androide con un secco e ringhioso "Io lo nutrirò." E, appena uscito dall'alloggio di Data tenendo tra le mani il nervosissimo felino, lo sentiamo starnutire fragorosamente.
Riker e Worf comunque non sono gli unici a riscuotere scarso favore da parte di Spot: anche Geordi in "Inquinamento spaziale" (VII Stagione) sperimenta il carattere della gattina (eh sì, è ritornata femmina) e scopre di non essere affatto il tipo adatto a questo genere di convivenza. Aveva infatti pregato Data di "prestargli" Spot per qualche giorno, onde verificare la propria "preparazione" fisica e psicologica all'eventualità di prendersi anche lui un gatto. Bene. Non solo l'irritatissima Spot devasta l'alloggio dell'ingegnere capo, mandando in frantumi vasi, specchi e sventrando una poltrona a colpi d'artiglio, ma crea anche non pochi problemi allo stesso Data quando si reca a riprendersela. Beh, che ci si poteva aspettare di diverso? Si sa che i gatti eleggono un luogo a loro regno incontrastato e che diventano assai suscettibili se costretti a un trasloco... Ne so qualcosa, avendo cambiato tre appartamenti in otto anni... Strano che Data non abbia neppure preso in considerazione l'eventualità di tale inevitabile reazione da parte della sua piccola amica... Comunque Geordi, indubbiamente frustrato (non c'è altra spiegazione, credo, all'ingegnosa idea che partorisce poco dopo) dal proprio fallimento come potenziale "padrone di gatto", convince Data a sottoporre Spot a una sorta di ciclo di addestramento: i risultati, ovviamente, lasciano il tempo che trovano. Eppure Data pareva avere le idee chiare quando aveva affidato Spot a Worf... Spot è un gatto, non il commissario Rex...

Abbiamo la certezza definitiva che Spot è gattA, con la A finale maiuscola, in uno degli ultimi episodi della serie, il bellissimo "Genesi", in cui peraltro è proprio lei la vera protagonista. Ormai siamo di fronte a un vero e proprio "nucleo familiare", come ci verrà confermato in "Generazioni", all'interno del quale Data considera Spot praticamente come una "consorte". E ora che è incinta, l'androide è preoccupatissimo e la sottopone a regolari controlli da parte della dottoressa Crusher. È proprio durante una visita in infermeria che Alyssa Ogawa, la seconda della Crusher, dopo aver visitato accuratamente Spot e aver tranquillizzato Data sulle sue condizioni, gli chiede: "Vuole che le dica il sesso dei gattini?", suscitando nell'androide una memorabile quanto significativa risposta: "Ho notato che molti umani preferiscono non saperlo, al fine di sorprendersi al momento della nascita. Credo che adotterò la stessa strategia".
È commovente la partecipazione "emotiva" di Data a questo evento per lui tanto carico di importanza ed è commovente anche il fatto che sia Beverly che Alyssa pongano Spot sullo stesso identico piano degli altri pazienti "umani" dell'infermeria, dedicandole le stesse attenzioni e lo stesso impegno. A riprova dell'avvenuta "assimilazione familiare" della gatta, un altro straordinario scambio di battute, sempre in infermeria, alla notizia che anche Alyssa è incinta: Data vorrebbe poter condividere con il compagno di lei questa "comune condizione di genitori in attesa". Eccessivo, dirà qualcuno, forse ridicolo. No, rispondo io, che ho assistito la mia Camilla durante sette parti e ogni volta ho riprovato, immutate, la stessa ansia e la stessa bramosa curiosità.
Purtroppo però impegni inderogabili allontaneranno Data dall'Enterprise proprio nei giorni precedenti il lieto evento: l'androide si vede quindi costretto a cercare l'ennesimo cat-sitter cui affidare la sua Spot, stavolta in condizioni particolarmente delicate. Finalmente la sorte pare propizia: la scelta cade su Reginald Barclay e Spot, inaspettatamente, si dimostra subito in sintonia con lui. Primo tra tutti i membri della plancia a non ricevere dalla gattina un paio di unghiate in cambio delle proprie attenzioni, Reg manifesta indubbia esperienza nella gestione dei felini. Mentre aiuta Spot nella ricerca di un luogo adatto al parto, scambia con Data alcune ipotesi sul possibile "padre" dei gattini: Data lo informa allora che sull'Enterprise ci sono ben 12 gatti maschi e che intende fare un'analisi del DNA dei gattini per scoprire l'identità del genitore.
Un episodio incentrato su Spot, dunque, ma non solo per questi piccoli momenti di delicata quotidianità: al loro ritorno sull'Enterprise Data e Picard scoprono che un devastante processo de-evolutivo ha riportato tutto l'equipaggio a uno stadio di sviluppo psicofisico primitivo (a causa di una sindrome fino ad allora sconosciuta, che sarà poi chiamata dalla dottoressa Crusher "Protomorfosi di Barclay"). Anche Spot, poco prima di dare alla luce alcuni splendidi micini, si è trasformata in una specie di iguana. È proprio grazie a lei e ai suoi cuccioli che Data riesce a isolare l'anticorpo che riporterà l'equipaggio alla normalità.

Spot ritorna un'ultima volta (per ora) nella scena finale di "Generazioni", superstite dopo il disastro dell'Enterprise-D e ritrovata illesa da un Data sotto l'effetto del chip emozionale del dottor Soong. È tra i rottami fumanti di una nave gloriosa e ormai distrutta, tra i lamenti dei superstiti feriti e il silenzio che cala sulle vittime, che anche quella piccola "famiglia si riunisce", sotto gli sguardi commossi di Deanna e di Beverly. Ed è per la sua gattina che Data versa le prime lacrime di gioia della sua intera esistenza. Per me, che sono anima da gatti, vedere un momento come questo a coronamento di una serie che adoro, ha avuto un significato davvero speciale.

Veniamo ora a uno dei problemi "più scottanti" e maggiormente discussi (con l'ironia che al caso si impone) riguardo a Spot: i suoi cambiamenti di sesso. Ufficialmente, per la platea americana Spot diventa femmina in "Inquinamento spaziale", laddove per noi invece manifesta i primi segnali di possibile transizione in episodi assai precedenti. Ho già detto come questa enorme incongruenza (definirla semplicemente YATI mi pare davvero limitativo) derivi in gran parte - almeno fino all'episodio appena citato - dai problemi e dalle disattenzioni verificatesi in sede di traduzione. Fatto sta, comunque, che a un certo punto anche nei plot in lingua originale Spot non viene più indicato/a con il pronome he, bensì con she. Per quale motivo? Tutti ce lo siamo chiesti, tutti abbiamo cercato di dare una spiegazione, tutti ci abbiamo scherzato sopra. Meglio degli altri, sicuramente, i prolifici creatori di SevTrek, tra le cui strisce quella dedicata al cambiamento di sesso di Spot (Subplot, nella loro versione) è tra le più divertenti.


Molti siti dedicano addirittura spassosissime top-ten ai motivi più demenziali addotti dal pubblico a giustificazione del misterioso fatto: un esempio valga per tutti. Dal sito My Ode to Spot, vi riporto un estratto da una classifica (stilata prendendo spunto da un newsgroup in cui fu chiesto di giustificare il cambiamento di sesso di Spot in "Inquinamento spaziale"):

- La piccola canaglia è saltata su quella console una volta di troppo! (Vedere "Per un pugno di Data")

- Scena perduta di "Una madre per Data": Data porge alla Dott.ssa Tainer una scatola con su scritto 'Non aprire fino a Natale', dicendole: "Anche Spot desiderava regalarti qualcosa..."

- Si è formata un'altra di quelle fastidiosissime bolle di curvatura di "Ricordatemi", questa volta attorno a una cosa che per i gattini è m-o-l-t-o importante, poi è collassata e si è portata via quella cosa...

- Worf, stanco di badare a Spot in "Programma: sogno", ha consegnato la bestiola alle cure di Alexander, dimenticandosi di fornire al ragazzo alcune semplici regole di base nel trattamento degli animaletti terrestri.

- Gli alieni di "Sonni pericolosi" hanno rapito anche Spot. Ma... ovviamente, lo Spot che hanno reso all'Enterprise non è lo stesso che si erano presi...

- Spot, come Lal, è un androide che può scegliere aspetto e sesso; ma, frustrato dal fatto che sull'Enterprise non ci sono gatte femmine, ha dovuto riconsiderare la cosa.

- Riker *detesta veramente i gatti*!

In realtà, la cosa - per quello che sono riuscita a scoprire - pare non avere una giustificazione adeguata, quasi si sia trattato di una decisione estemporanea o addirittura di una disattenzione (anche se ciò mi suona ben poco credibile); comunque, ha sicuramente dato origine a una "tradizione autonoma" che, come per molte altre misteriose vicende trek più o meno importanti, si è sviluppata e si sviluppa oltre le trame canoniche.
Una cosa è certa, che Spot sia gatta o gatto non altera nulla nel sentimento di tenerezza e di affetto che provo (e proviamo) verso di lei.

Una postilla: mi sono divertita molto accarezzando questo argomento apparentemente di così poco peso; spero di averne tratto qualcosa di interessante e spero che anche voi abbiate passato una mezz'oretta rilassante scorrendo queste righe.

 

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