LA MIA SITCOM...
di Paolo "Exidor" Longarini

Venerdì.
Passi verde.
La piccola socia STIC di casa pensa bene di farmi svegliare con un suo piede incastonato nella mia orbita sinistra, mi spiega successivamente in una lingua che il traduttore universale stenta a riconoscere che "era una prova della Academy", gliela passo. L'alternativa del traduttore era " cosa cavolo vuoi, faccio quello che mi pare".
Decido che era buona la prima.
Il mio occhio pesto non passa inosservato: due strani e loschi figuri che sembrano essere Ferengi non si inteneriscono al racconto delle mie avventure mattutine e decidono comunque di multarmi per aver superato la velocità curvatura.
Non servono le mie blande spiegazioni sul fatto che una U.S.S Uno Fire 1000 vecchia di 10 anni ha una velocità seconda solo a quella dell'ornitorinco nano di Timbuktu'.
Dopo svariati tentativi sfociati con il classico "tengo famiglia", quando decidono di lasciarmi andare impunito li saluto alla maniera Vulcaniana, loro lo scambiano per un apprezzamento sulla libertà di costumi delle rispettive consorti e mi rifermano.
Passando allo scanner borg il mio veicolo decidono di multarmi per tutto ciò che di naturale ed innaturale trovano sia possibile.
Trovano anche motivazioni indecenti.
Sommerso da un verbale che sembra l'enciclopedia britannica, me ne vado, invocando i Profeti.
Non tralascio neanche Apostoli e Discepoli.
Arrivato al ponte passeggiata dove lavoro vengo avvertito dal mio ufficiale delle comunicazioni, Tenente Fax, che i comunicatori Blu che avevo da poco acquistato adesso valgono come una singola pizza di fango camerunense.
Gioia e tripudio si spargono per la galassia.
I Profeti si sentono chiamare in causa nuovamente.

Sabato.
Passi Blu
Dopo una giornata trascorsa all'insegna della socializzazione con le razze aliene (soprattutto etruschi) e movimentata da diversi scambi commerciali (sembrava che nel mio negozio si fosse dato appuntamento tutto il club al completo "amici dell'Alzheimer") ci vengono a trovare alcuni amici compaesani (o quasi) di Sulu.
Dopo una abbondante cena coreana trascorro la notte nella sala Pozzi Ginori (una piccola Defiant) per la mia personale Kobayashi Maru, fino all'incirca le 3 del mattino, quindi in quasi perfetta concomitanza con la vostra prova in quel di Bellaria.
I Profeti sghignazzano, hanno avuto la loro vendetta.
Pensiero del giorno: "non mangiare qualcosa di cui non sei in grado di pronunciare il nome".

Domenica.
Passi Indaco.
Il meritato riposo viene interrotto da urla sguaiate che provengono dai ponti sottostanti: pare che uno degli ufficiali superiori sia stato colto in flagrante reato di adulterio dalla legittima consorte, rientrata troppo presto (non preoccuparti, non torno prima di lunedì; domenica alle 5.00 del mattino i due, capitano di lungo corso ed aliena giacevano nel talamo, quando venivano sorpresi dalla legittima consorte) inutile dire che lo spreco di siluri fotonici rasentò l'inverosimile.
Sto pensando di scrivere un saggio sugli insulti che sono riusciti ad uscire dalla bocca della piccola moglie betazoide, mentre i Profeti giacevano al suolo esanimi.
E voi ancora in giro per locali, truccati ed in pigiama?
Fatevi un giro per Cerveteri e vedrete che girare per la galassia è assolutamente inutile, quando tutto l'universo fa a gara per passare sotto la tua finestra.
Sono contento che vi siate divertiti.

Paolo
Stremato dalle fatiche


Se volete commentare questo articolo scrivete a Warp Mail