AND NOW LET'S FIGHT!!
di La Redazione Stim

ANTONELLA BELLECCA: Un plauso a questi due bravissimi attori!
Sono entrati cantando a squarciagola un'opera Klingon, e recitandola!
Il combattimento è furioso e allo stesso tempo esilarante: uno dei due ha una Bath'let non più grande della sua mano!
O'Reilly letteralmente s'impicca con i fili delle cuffie e del microfono, ma non importa perché i due parlano di tutto e di più, raccontano aneddoti simpatici (mimandoli!), parlano dei propri figli, accennano "la donna è mobile", hanno delle voci molto potenti e ogni tanto emettono spaventose urla Klingon
Hertzler è alto e atletico, con barba e baffi, completamente albino (infatti non leva mai gli occhiali neri); O'Reilly è leggermente più bassino e minuto, ed ha veramente due straordinari occhi a palla, che rotea per farci divertire.
Raccontano dei propri provini. Entrambi avevano ricevuto il suggerimento di non fare un Klingon troppo "urlato", sopra le righe; entrambi avevano constatato che produttori e regista sonnecchiavano durante il provino.
Entrambi allora hanno deciso di dare una dimostrazione di Klingon veramente duro, urlando con accessi di collera. Così hanno ottenuto il ruolo! Hertzler addirittura scaraventando una sedia contro una parete si ruppe un'unghia e il sangue cominciò a schizzare per tutta la stanza.
Hertzler poi racconta della conturbante esperienza avuta nella lotta a corpo a corpo con Sette di Nove; ad un certo punto l'attrice si fece male ad un gluteo e lui si precipitò a massaggiarla!
Dietro di lui, una fila di dieci uomini aspettava di fare la stessa cosa.
Ancora Hertzler ha raccontato di come una volta, avendo l'occhio sinistro coperto, durante una scena di lotta con Worf abbia letteralmente travolto un cameraman che si trovava alla sua sinistra.
Chiedono se ci sia in sala qualcuno che conosca a memoria l'inno Klingon; si alza una ragazza e lo cantano tutt'e tre insieme!
Ai due attori è stata anche posta una domanda sulle recenti elezioni americane.
A loro volta ci hanno chiesto per chi avremmo votato noi.
Per Bush si sono alzate quattro o cinque mani (tra cui la mia), per Gore quasi tutta la sala! Ma ho avuto l'impressione che ci siano rimasti male.

Sabato Sera

SUSANNA RICCI: Ho rivisto con piacere redattori che avevo già incontrato un anno fa, ho conosciuto con altrettanto piacere redattori che non avevo mai incontrato, ho incontrato con sorpresa una amica di Bologna, che ho scoperto essere una Trekker, e per di più una redattrice della concorrenza (altra Webzine).
Dopo goduriosi scambi di vedute e di informazioni tecniche (tutto sommato per noi si è trattato di una cena di lavoro!), ci siamo incamminati verso il palazzo incriminato per assistere alle sfilate dei costumi e dei personaggi più belli.
Le sagome di cartone a grandezza naturale dei vari personaggi erano molto accoglienti, il modello a grandezza naturale (?) di un motore a curvatura troneggiava in mezzo alla sala principale e la cosiddetta sala Enterprise era già affollata di gente che stava seguendo l'andamento della premiazione di MissSticcon 2000, che, non vorrei sbagliare, ma mi sembrava un uomo….
Ho assistito in compenso alle premiazioni delle poesie e dei racconti migliori, quindi al ringraziamento dei collaboratori dello STIC che si sono maggiormente distinti nella loro opera di sostenimento dell'organizzazione: il premio consisteva in una sorta di pergamena, su cui immagino fosse scritta una qualche menzione d'onore o simile, ed in una barra di "press gold latinum", consegnata niente meno che da Massimo Romani in persona!
Per chi non lo conoscesse, Romani è colui che detiene il potere, l'eminenza grigia che si cela dietro le Convention, colui che ha aperto i vari Ultimi Avamposti in giro per l'Italia, quello che al posto del telefono ha una Enterprise in miniatura che invece di squillare emette l'ululato dell'allarme rosso!!
Per l'occasione è finalmente uscito allo scoperto e ha indossato la sua vera divisa: era niente meno che nei panni del grande Nagus, compreso di bastone!
E quando dico nei panni intendo esattamente nei panni: ha indossato infatti proprio l'abito di scena che indossava il Nagus nei telefilm di DS9 e gli calzava pure a pennello!!!
Il tutto mi ha lasciato comunque abbastanza indifferente (a parte la performance di Romani appunto), in quanto, non essendo socia dello STIC non conoscevo nessuno, e non avendo letto nessuna delle opere premiate, i premi stessi mi sono parsi un po' lontani dai miei interessi.
Devo anche dire che purtroppo l'organizzazione non era delle migliori: i microfoni non funzionavano molto bene e molto spesso le persone sul palco, invece di parlare ed intrattenere il pubblico, confabulavano tra di loro a bassa voce.
Finalmente è stata annunciata la sfilata dei costumi più belli, ma prima di far entrare gli intrepidi mannequine, ecco apparire sul palco i tre ospiti d'onore: Robin Curtis (che si scusa per non essere stata presente al pomeriggio, a causa, sembra, delle eccessive libagioni del giorno precedente, in particolare "vino novello"), J.G. Hertzler e Robert O'Reilly
Sono parsi tutti e tre abbastanza allegrotti in realtà, ma anche estremamente disponibili e divertiti: immagino comunque siano abbastanza abituati agli eccessi degli americani, noi al confronto dobbiamo essergli sembrati delle mammolette!

 


La sfilata è iniziata con un corteo di Klingon, completi di suonatore di tamburo rituale, che, giunti sul palco, hanno recitato una poesia sull'onore e la bellezza di essere Klingon, hanno piroettato con la Bath'let e hanno concluso la loro performance con un Qaplà urlato nei confronti degli ospiti, che hanno mostrato di gradire molto la cosa.

Durante la susseguente premiazione dei due attori da parte del gruppo Klingon, chiunque abbia sentito l'urlo "And now...let's fight!" provenire dalle ultime file della sala, sappia che è da attribuirsi alle corde vocali del redattore Diego "Tug" Cacchiarelli.

 

 

Si sono poi succeduti (non nell'ordine e senza dubbio dimenticandone qualcuno):
il cavaliere di Ghotos,
Uhura dello specchio,
due Klingon serie classica,
un monaco bajoriano,


una Vedek bajoriana,

 


alcuni membri dell'accademia di Roma,
agenti della sicurezza con un intruso del 29° secolo,


un Wadi con la piccola della filastrocca (in realtà era un maschietto, ma aveva la parrucca e da lontano non si vedeva),


la nave USS Nemesis in una mirabile interpretazione del Sistema Solare e dell'Enterprise D,

Elena di Troia,

 

 

 

 

un Jem'Hadar,
un "Trelane",
la regina Borg e Data,
uno malato di phagia…
Insomma tante persone che hanno dato vita ad una miriade di personaggi, alcuni veramente molto belli, altri molto più "normali", ma tutti molto interessanti.

La premiazione ha assegnato i primi tre posti a:
3° classificato: i Wadi;
2° classificato: la Vedek;
1° classificato: il Jem'Hadar (che in effetti aveva minacciato la giuria di fare secchi tutti quanti se non avessero assegnato a lui il primo premio… scherzi a parte era veramente terrificante).
Signori, non faccio per vantarmi, ma hanno assegnato tutti i premi a personaggi di DS9!!! ;-) questo dovrebbe significare qualcosa!!!
Anche i tre attori, giuria speciale della serata, hanno assegnato un premio, anzi due: il primo, non programmato, ad Elena di Troia, un personaggio molto ad effetto, il secondo alla brigata della Uss Nemesis.
In particolare hanno voluto la ricostruzione di tutta la scena, con il dispiegamento del sistema solare e l'Enterprise in viaggio verso i confini: per parte loro Hertzler e O'Reilly hanno eseguito una divertentissima pantomima in cui hanno finto di essere due falchi da guerra Klingon (imitazione riuscitissima), all'inseguimento della Enterprise; Hertzler ha anche tolto il cappotto e con quello ha improvvisato un…. dispositivo di occultamento!!!!
Finito il tutto abbiamo girovagato un po' per il palazzo, alla ricerca delle altre eventuali meraviglie, ma non ne abbiamo trovate: la tanto agognata promenade all'interno della quale pensavo di fiondarmi alla ricerca di libri e altro materiale prezioso ha aperto i battenti per pochissimo tempo e non sono neanche riuscita ad entrare; la stanza dove erano presenti i computer era fitta di gente che giocava a vari videogiochi, la maggior parte delle persone si accrocchiava a parlare formando diversi gruppi di vecchi e nuovi amici (un saluto alla Gabbia di Matti, che finalmente ho visto dal VIVO!!!!!) e ben presto abbiamo deciso di uscire per andare a bere il bicchiere della staffa in un altro pub di Bellaria, dove abbiamo fatto le due di notte.

 

DOMENICA

DOMENICO CICCONE:FONDAZIONE: Dopo una partenza posticipata di circa mezz'ora rispetto al previsto causa prestazioni infermieristiche urgenti (iniezione di calciparina alla nonna), mi metto in viaggio.
Autostrada libera dai camion, sole, opera lirica nello stereo: praticamente un viaggio perfetto fino a Bellaria.
Fidandomi della mia memoria, che fortunatamente non mi tradisce, riesco ad arrivare al palazzo dei congressi senza sbagliare strada intorno alle 11.30.
L'interno è suggestivo come gli altri anni, bisogna ammetterlo: sagome di attori un po' dappertutto, stendardi federali e Klingon appesi al soffitto, il nucleo di curvatura realizzato dalla nave Atlantis che troneggia vicino alla Sala Conferenze, e centinaia di trekkers sparsi per tutta la struttura.
Faccio un giretto per i due piani e comincio a chiamare al telefono i vari redattori: panico!! Tutti con i cellulari spenti!
Cerco di pensare che sia ovvio, dati i bagordi annunciati della sera precedente. Alla fine riesco a rintracciare Antonella Bellecca, con la quale assisto alla fine del noiosissimo e semideserto incontro col Ferengi Massimo Romani in qualità di editore della rivista ufficiale, e il Magnifico Navarca, che aveva appena partecipato alla messa in stile trek officiata dal famoso padre Bernard Carman (porc….Ogni anno dico che ci devo andare, poi riesco regolarmente a perdermela).

ANTONELLA BELLECCA:Quarta giornata. Domenica. Passi verde.
Arrivo baldanzosa in STICCON e per iniziare mi sparo il documentario in inglese "Ultimate Trek: Star Trek Greatest Moments". Che bello rivedere tanti spezzoni!
Alle 11 ci sono contemporaneamente l'incontro con Massimo Romani in sala Enterprise e la messa in sala macchine (il sotterraneo): o la noia o le rinunce.
Noto che la messa non è citata nel programma.

FRANCESCO SPADARO: "Dio e scienza non sono opposti, la scienza ci mostra le meraviglie che ci ha fatto Lui".
E' una frase che ho sentito da Padre Bernard Carman durante la Santa Messa celebrata domenica mattina.
E' la prima delle meraviglie che voglio ricordare: per chi ha voluto partecipare a questo momento, una Messa celebrata da un sacerdote in divisa di Star Trek, vedere unite due cose così immense, l'amore infinito di Gesù e la storia infinita di Star Trek, è un avvenimento che un Trekker credente non può non vivere come la realizzazione di un sogno che forse neppure osava desiderare.

ANTONELLA BELLECCA: decido di optare per l'incontro con Romani: errore!
alle 11.30 vado alla reception a chiedere se l'incontro è stato rimandato.
Assisto così al seguente dialogo tra i tre receptionist (come me lo ricordo):
"Ma che alle 11 ci doveva essere l'incontro con Massimo?".
"Guarda un po' sul programma…".
"Ma Massimo dov'è?".
"Sarà in passeggiata".
"Se lo sarà dimenticato".
"Mandiamo qualcuno ad avvisarlo".
Mestamente me ne vado a fare un giretto.
Alle 11.45 torno in sala Enterprise: naturalmente c'è soltanto uno sparuto gruppetto di fan.
Sul palco ci sono Alberto Lisiero e uno degli istruttori che ho visto il giorno prima in sala Defiant. Così scopro che quell'istruttore è Massimo Romani! Sta rispondendo alle domande del pubblico: stranamente, è l'unica volta che non sono presenti in sala due collaboratori con microfoni portatili, da dare a chi voglia fare delle domande.
Le vocine si perdono nella volta della sala.
Avrei voluto fare un intervento, ma mi sento esaurita e intimidita. A mezzogiorno è tutto finito. Una mattinata buttata, o quasi.

DOMENICO CICCONE: Il tempo di scambiare due parole di numero con Matteo Bistoletti ed è già ora di lasciare la sala causa pranzo per gli iscritti con prenotazione alberghiera (questa corbelleria non la capivo gli altri anni che restavo a mangiare anche io con gli altri, figuriamoci ora).

Performance di Robin Curtis, e Coro pseudo Romagnolo

ANTONELLA BELLECCA: Dalle 14.10 alle 15.30 (ma c'è il solito ritardo) c'è l'incontro con l'attrice Robin Curtis.
Si fa ampiamente perdonare la défaillance del giorno prima, dovuta, scopriamo, ad indigestione di frutti di mare.
È sobria in maniera incredibile; non avevo capito subito che fosse lei, sembrava una delle tante ragazze.
Ha 44 anni ma ne dimostra 30.

DOMENICO CICCONE: Le risposte alle domande fatte dal pubblico non sono particolarmente originali, più che altro per il fatto che rispecchiano fedelmente un'intervista pubblicata sul programma della CON distribuito all'ingresso, però l'attrice dimostra sempre tanta disponibilità, vuole chiamare tutti per nome ed è sempre sorridente.


ANTONELLA BELLECCA:Robin Curtis legge un comunicato in italiano annunciando che il vino novello toscano è esaurito, essendo stato tutto bevuto da un'attrice americana di cui non può fare il nome!…
Parla molto bene, ha una voce ben impostata, tiene bene la scena.
È perfettamente organizzata con microfono e cuffia e dice sempre: "grazie per aver fatto questa domanda".
Racconta di quella volta che Nimoy le chiese: "Come ti sentiresti se improvvisamente vedessi per strada qualcuno con cui hai avuto rapporti intimi in passato? Ecco, questa è l'espressione che voglio per questa scena!".
Ha parole di stima per tutti gli attori con cui ha recitato... tranne Shatner!
Racconta di quella volta che gli stava proprio dietro, durante una scena, e che per ingannare il tempo si era messa ad osservare la sua testa tanto attentamente da riuscire a scoprire la linea d'inizio del parrucchino, benché la parrucchiera non facesse altro che pettinarlo!
L'anno scorso sono stati insieme ad una Convention a Sidney; adesso Shatner è diventato più umile, probabilmente, dice Robin, perché quando cercava testimonianze per il suo libro "Diario del capitano" alcune persone gli hanno chiuso la porta in faccia (in particolare, aggiungo io, James Doohan).
ha invece una vera ammirazione per Nimoy.
La mise molto a suo agio durante gli incontri preliminari e durante il provino, che registrò per rivederlo innumerevoli volte, invece di farglielo ripetere fino allo sfinimento.
Per prepararsi alla parte di Saavik, non ha voluto visionare "Star Trek II", in cui questo personaggio è interpretato da Kirstie Alley, per non essere influenzata dall'interpretazione di quest'ultima; la sua Saavik è completamente diversa.
Per quanto riguarda "Star Trek IV", è dispiaciuta che il suo personaggio appaia solo pochi minuti; in uno dei primi abbozzi della sceneggiatura Saavik accompagnava l'equipaggio di Kirk sulla Terra, ma poi fu deciso diversamente.
A questo proposito una ragazza le ha chiesto se è vero che Saavik aspetta un figlio da Spock (ilarità nella sala), ma l'attrice non sapeva nulla di ciò. Infine, per quanto riguarda "Star Trek VI", inizialmente si era pensato ad un ritorno del suo personaggio nel ruolo della traditrice, ma poi fu deciso di crearne uno completamente nuovo (Valeris). "Non mi hanno voluta, chi se ne frega, vadano a quel paese... oh, avevo promesso che non avrei detto parolacce!".
racconta che durante la lavorazione del film suo padre lottava contro il cancro, e che l'ottenimento della parte fu in quel periodo una gran consolazione per i suoi genitori.
In realtà però lei non si rendeva conto del fenomeno Star Trek, non le piaceva quella recitazione asettica e impersonale, le tre ore di trucco al giorno... inizialmente non capiva le Convention e tanto interesse per il suo personaggio secondario... ricorda la domanda di una ragazza che voleva sapere se dormisse con le orecchie posticce; "naturalmente no, sarebbe scomodo e ci sarebbe il rischio di vesciche!".
Adesso, invece, si rende conto che il destino le ha fatto un gran regalo, e lo accetta con gratitudine. Ormai si è ritirata dalle scene, si è sposata e desidera un figlio.

DOMENICO CICCONE: racconta poi della sua vita attuale, del suo recente matrimonio, e del fatto che in fondo non gli importa più di tanto se non la cercano per ruoli cinematografici, perché lei si è ritirata a vita privata (mmhhh…questa mi puzza un po', ma del resto, poveraccia, che doveva dire ???).
Terminato l'intervento di Robin Curtis, sul palco sono saliti anche Hertzler e O'Reilly, e lì, come si suol dire, si sono aperte le cataratte.
Prima O'Reilly ha chiesto chi fosse assente all'apparizione che i due attori avevano fatto la sera precedente, e lì il sottoscritto ha alzato la mano, avendo l'onore del microfono; l'attore mi ha chiesto da dove venivo, e io gli ho risposto "Pescara, Abruzzo, the wonderful region of sea and mountains" (e scusate se è poco!!!); successivamente con la voce narrante di Curtis, i due uomini hanno recitato una scenetta che, di per sé, sarebbe stata alquanto demenziale, ma nella loro interpretazione tutta simil-klingon con occhi spalancati di O'Reilly e vocione di Hertzler si è rivelata spassosissima.
A seguire della scenetta c'è stata un altrettanto divertente battaglia a colpi di bath'leth, molto parodistica, con i movimenti tipici delle lotte Klingon alternati a colpi di deretano.
Il momento clou si è raggiunto quando tutti e tre gli attori sono tranquillamente scesi in platea armati di bottiglia di grappa e bicchierini da caffè, e hanno cominciato a distribuire la grappa a parecchi dei partecipanti, come se fosse la cosa più naturale del mondo, ridendo, scherzando e decantando le lodi dell'infuso.
Risaliti sul palco, hanno invitato alcuni addetti alla sicurezza e hanno cominciato a cantare "Romagna mia", invitando il pubblico a seguirli. Praticamente un invito a nozze: il sottoscritto e il Magnifico Navarca si sono ritrovati abbracciati e ondeggianti come due alpini dopo una sagra dell'uva, cantando a squarciagola sotto lo sguardo attonito degli occupanti la fila di poltroncine successiva, i quali non credevano alle proprie orecchie nel sentire voci di simile potenza.

 

Dopo un'attesa riempita dalla pesca di beneficenza (alla quale ho partecipato acquistando una stampa satirica raffigurante 7di9 e il MOE) arriva anche per me la sessione di autografi.
A Hertzler dico tranquillamente che, vedendolo sul palco senza alcun trucco, non mi fa venire in mente alcuno dei suoi personaggi trek quanto piuttosto l'Alcalde che ha interpretato ne "Le nuove avventure di Zorro" (e ne sembra compiaciuto!).
O'Reilly non fa altro che ridere e dire Q'APLA' a chiunque gli passi davanti. Robin Curtis è ancora più bella, vista a 20 cm di distanza, e la riempio di complimenti; lei ringrazia sinceramente colpita, e mi scrive una dedica supplementare "grazie per le bellissime parole che mi hai detto".
Con la mia nota faccia di bronzo, prima di andarmene le chiedo "may I Kiss you?" e lei mi porge la guancia sorridendo.
Che donna, che classe!!

Che mandrillo!!

FRANCESCO SPADARO: L'Asta di Beneficenza: una grande opportunità di far dei doni ai bambini del reparto di Oncologia dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna. , aggiudicandosi splendidi oggetti Trek messi all'incanto, dalla raccolta completa di figurine in tedesco del 1979 allo Stand Up di 7 di 9, dal CD-Rom dello STIM a quello della Nave Archimede, dal Calendario della USS Atlantis alla Birra Romulana della USS Capella, dalla foto con autografo di Pavel Cechov-Koenig alla divisa della flotta, dalla barchetta di carta fatta con un volantino promozionale alla busta di plastica vuota.

DOMENICO CICCONE: EPILOGO E' stata sicuramente la Convention più pazza e divertente alla quale ho partecipato, ed è stato bellissimo il rapporto che gli attori hanno avuto con noi Trekker.
Il fatto che non fossero chissà chi nell'universo televisivo e cinematografico trek è stato sicuramente un bene, perché ha permesso a loro di essere colpiti dall'onda emotiva della platea, e a noi di vederli così sciolti e disponibili.
Ringrazio tutti i redattori STIM che hanno partecipato alla CONVENTION di esserci stati, perché la loro presenza in massa mi ha spinto ad andare a questa STICCON alla quale altrimenti non avrei partecipato.
E sarebbe stato un peccato.

 

N.d.R.: si ringraziano calorosamente Angelo Ghigi e Morgan Chane per avere permesso il vile sfruttamento delle loro fotografie scattate alla Sticcon.


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