UN IMPEGNO PRECISO: LA STICCON CHE HO IN MENTE
di La Redazione Stim

Il seguente reportage è frutto della collaborazione di alcuni dei redattori che si sono incontrati alla STICCON XIV tenutasi a Bellaria dal 9 al 12 novembre 2000.

La prima impressione è sicuramente "E' qui la festa?".

DOMENICO CICCONE: PRELUDIO: Viene annunciato dallo STIC che gli attori ospiti della STICCON 2000 sarebbero stati J.G. Hertzler, Robert O'Reilly e Alice Kriege: penso immediatamente che si conferma la regola degli ospiti interessanti a cadenza biennale (un po' come la questione dei film pari e dispari di Star Trek), vale a dire "Quest'anno si prospetta una palla tremenda quanto a ospiti, peggio di due anni fa con Marc Alaimo".
Certo, a parte forse il possibile interesse per l'attrice che ha interpretato la regina Borg, gli altri due non suscitano particolari emozioni o memorabili ricordi delle loro interpretazioni, magari più per una questione di quantità che di qualità.
Non prendo minimamente in considerazione l'idea di partecipare, dopo quattro anni di onorato servizio. ANTEFATTO: Siamo e tre settimane dall'inizio della CON. Sul sito dello STIC viene esposto un leggerissimo cambiamento di programma; per non meglio identificati problemi Alice Kriege è impossibilitata a intervenire, e il suo posto viene preso da Robin Curtis, interprete del tenente Saavik nei film III e IV.
Ridacchio compiaciuto, pensando al classico proverbio "piove sul bagnato" e alla sicura fregatura evitata nell'esborso di denaro necessario a partecipare ad una giornata con simili ospiti. Sono sempre più convinto della mia decisione.
ANNO 0: Nella ML redazionale arrivano lettere sempre più numerose di redattori che annunciano la loro presenza alla CON. La mia sicurezza comincia a vacillare: seppure sia sempre più convinto di non volere partecipare alla CON in quanto tale, mi alletta l'occasione di rivedere un po' di facce note e di conoscere quelli che non riesco mai ad incrociare nei corridoi del nostro lussuosissimo, enorme palazzo redazionale (hem…..).
Impossibilitato a muovermi sabato, decido di andare per la sola giornata di domenica, incoraggiato dalla distanza Pescara-Bellaria comunque non così proibitiva e dalla disponibilità di macchina del futuro cognato veloce e confortevole (la macchina, non il cognato!!!).

ANTONELLA BELLECCA: Ho prenotato l'albergo individualmente, perché ritengo i prezzi della Soc. Spazio eccessivi, e dopo essermi presa un breve ma meritato riposo dal lungo viaggio (vengo da Roma con mio figlio), arrivo alle 16 alla STICCON.
Tutto è entusiasmante!
Non so perché, la cosa che più mi attrae sono le sagome di cartone dei personaggi.
Al centro dell'atrio troneggia il motore a curvatura costruito dalla USS Atlantis (mi sembra che a causa di questo motore l'equipaggio dell'Atlantis sia stato addirittura invitato ad un programma televisivo). Alla reception due gentili signorine ci danno le sospirate buste: dentro, il programma e gli agognati quattro "passi", di quattro colori diversi secondo il giorno.
Oggi è blu. Ed io che mi ero portata un "mio" passi con la tessera STIC me lo devo subito levare!
Accanto ai banchi della reception ci sono i banchi STIC, dove faccio la sconvolgente scoperta che il Club vende racconti e romanzi di Star Trek, scritti da fan italiani, ciclostilati!
Al pianterreno c'è l'enorme sala Enterprise, dove si sta svolgendo la presentazione del vero tricorder (siamo già arrivati alle domande; un inconveniente che mi capiterà spesso per tutta la STICCON e che mi capita in generale da tutta la vita).
Ascolto diligentemente tutto capendo meno della metà. Ammiro chi fa le domande!
Accanto alla sala Enterprise c'è la passeggiata di Deep Space Nine, ossia una stanza con i banchi di Fanucci e Ultimo Avamposto dove comprare tutto, ma proprio tutto, riguardante Star Trek (persino quadri autografati dagli attori). Al piano superiore ci sono le altre tre sale. La sala Excelsior fa solo proiezioni; la sala Defiant (sala giochi) contiene alcuni tavoli (con sedie) dove la gente si siede e gioca a tutto quello che gli pare (sostanzialmente giochi di ruolo di Star Trek, mi sembra di aver capito). qui parcheggio mio figlio affidandolo alle cure di Maurizio Modica, che coraggiosamente spiega a Giacomo le regole del risitrek; quest'ultimo lo arruola immediatamente per due partite (che vincerà entrambe).
Infine c'è la sala Voyager, la più frequentata, piena di computer (13), di cui due collegati ad Internet: sono le postazioni ingegneria, scientifica, comunicazioni, database, tattica più l'angolo del consigliere. Qui mio figlio trascorrerà la maggior parte del suo tempo; io invece non sono per nulla attratta dai videogiochi, ma riesco un paio di volte a collegarmi alla ML di STIM.

Antonella è stata molto fortunata a potere vedere le sale della Convention praticamente semivuote. Nei giorni successivi la confusione era tale da non riuscire a razionalizzare.

ANTONELLA BELLECCA: Secondo giorno. Venerdì. Passi rosso.
Ed eccoci finalmente alla STICCON di prima mattina; l'incontro con Sergio Fanucci inizia in ritardo, così me ne vado a vedere l'episodio CLA: "Missione di pace": che nostalgia! Che duetti meravigliosi!
Alla fine giungo alla conferenza di Fanucci quando ormai stanno facendo le domande.
Anch'io chiedo se Fanucci possa pubblicare romanzi di Star Trek italiani; la risposta è no, a meno che la Pocket (che pubblica i romanzi originali) non dia il suo assenso (il che significa che il romanzo dev'essere comunque tradotto in inglese, se no come fanno a visionarlo?).
Dopo l'incontro con Fanucci inizia l'assemblea sociale dello STIC, direi abbastanza rovente; la prima ora è riempita dalle proteste di molti soci riguardo alla sistemazione in albergo, ai costi della STICCON, al fatto che il pagamento è anticipato e non c'è rimborso in caso poi il viaggio non possa essere effettuato, al fatto che alcuni collaboratori hanno il rimborso della STICCON su decisione arbitraria del comitato di organizzazione… Anch'io sono intervenuta per suggerire che sia specificato nel modulo di iscrizione che, in caso di rinuncia all'ultimo momento, si possa almeno fare a scambio con qualcun altro.
Una ragazza ha protestato perché a molte domande Gabriella Cordone ha risposto che non poteva dire nulla senza prima l'autorizzazione del comitato di organizzazione (siamo una società segreta?).
Un'altra ragazza ha addirittura suggerito che la Convention non si chiami più "Convention dello STIC", ma "Convention di Star Trek", il che mi sembra una chiara volontà, da parte di una socia, di disconoscimento dell'operato del comitato di organizzazione.
Quello che mi ha lasciato veramente strabiliata è che ad una contestazione in merito al bilancio della STICCON 1999, Gabriella Cordone abbia risposto che l'anno scorso non aveva tanta voglia e che quindi ha stilato il bilancio, testualmente, "un po' alla carlona"; il che ha significato che una cifra di circa sei milioni che avrebbe dovuto essere a carico della Soc. Spazio è finita a carico dello STIC.
A questo punto forse è necessario precisare, per chi non è troppo addentro in queste beghe, che fino ad alcuni anni fa le Convention erano interamente organizzate dal Club, e non erano ufficiali, cioè non c'era un riconoscimento ufficiale della Paramount; erano semplici riunioni di soci di un circolo culturale.
Ad un certo punto quattro soci, di cui saprei citare soltanto Alessandro Busi e Massimo Romani, hanno costituito una società denominata Soc. Spazio, che ha rilevato l'appalto della Convention e si è assunta il carico finanziario dell'evento ed ha anche ottenuto un riconoscimento ufficiale (è questo che permette la partecipazione degli attori). L'organizzazione però è rimasta appannaggio del Club, per ovvi motivi di esperienza e competenza (e numero di collaboratori).
Se posso esprimere un'opinione in merito all'incandescente assemblea sociale che si è tenuta a Bellaria, è che tutte quelle legittime proteste sono state indirizzate alle persone sbagliate; tutta la faccenda dei costi, dei rimborsi, della scelta del luogo, della dislocazione in alberghi distanti, è interamente oggetto di decisione della Soc. Spazio, e non del ponte di comando del Club.
E quando si parla di Soc. Spazio, si parla "in primis" di Massimo Romani; conoscete la storiella? Io, Tizio e Caio mettiamo cinquemila lire, e tu cinque milioni…

Il Grande Nagus alias Massimo Romani è ovviamente sempre in primo piano per quanto riguarda il fattore profitto. La Società spazio è stata fondata a fini di lucro, al contrario dello STIC che è una associazione no profit. Come ex-commerciante, non posso ovviamente che congratularmi con lui per averci "visto dentro" ed avere saputo intraprendere una attività così remunerativa.

ANTONELLA BELLECCA: Dopo pranzo riesco ad arrivare alla Convention in tempo per ascoltare buona parte di una curiosa conferenza di un rappresentante dell'associazione Mars Friends (Amici di Marte), che propugna l'esplorazione di Marte. L'argomento è interessante ma i due oratori veramente soporiferi.
Alle 18 vado alla conferenza su etica e religione in Star Trek, tenuta da Padre Bernard Carman (Nota Del Redattore: alla sfilata dei costumi questo uomo incredibile si è presentato vestito da Trelane, e la Domenica ha officiato la messa vestito da ufficiale della Federazione).
Ci chiede quale sia per noi il rapporto tra fede e scienza e cosa ne pensiamo di come Star Trek affronti l'argomento religioso.
Ci sono varie risposte, l'argomento è di quelli che "fanno litigare"; anch'io voglio dire la mia, come cattolica: la fede è ad un livello troppo alto rispetto alla scienza per fare un paragone, mentre Star Trek è un programma dichiaratamente ateo ed esplicitamente critico nei confronti delle religioni rivelate (in particolare il cristianesimo).
Altri dicono cose opposte!

 

RODOLFO CIOTTONI: Ho assistito a una "conferenza" di un "frate trek" sul rapporto tra religione-star trek-fantascienza.
Dunque... la "conferenza" è durata circa dodici minuti (compresa l'introduzione di "obi wan Cordone"), sono seguite le domande dei Trekker...
Giuro, il frate più o meno l'ho capito, i Trekker no!
Uno se n'è venuto fuori con la frase: come disse Einstein "la scienza senza la fede è cieca ma la fede senza la scienza è zoppa".
Non riesco a commentare, sono travolto da tanta saggezza.
L'impressione è che i Trekker abbiano una voglia pazzesca di fare bella figura e di far vedere quanto sono Trekker ma scusa... sei a una Convention di Trekker, si sa già che sei Trekker, perché tanto odio?

ANTONELLA BELLECCA:Andiamo a cenare in albergo, poi ognuno se ne va nella sua stanza. Rodolfo, che è venuto solo per mezza giornata, è costretto a girovagare al freddo e al buio fino alle 21, ora in cui riapre la STICCON. Io invece, di nuovo a nanna (eh eh eh eh). penso fuggevolmente ai giocatori della Kobayashi Maru che inizieranno alle 23.30... (e finiranno alle 4.30, mi dicono poi).

Molti partecipanti si sono lamentati di questa forzata espulsione. Probabilmente coloro che erano deputati alla sorveglianza delle sale avrebbero potuto essere meglio organizzati e coordinati , per potere dare modo a chi non partecipava a pranzi e cene già prenotati di potere ugualmente soggiornare all'interno della Convention Suppongo che essendo tutti volontari o al massimo rimborsati delle spese, non si potesse chiedere loro anche di digiunare o di non avere la possibilità di riposarsi.

RODOLFO CIOTTONI: Ho fatto un giro dalle parti del Nagus e sono stato "adescato" da un artista americano e da uno tedesco che volevano farmi ammirare dei quadri trek con gli autografi originali degli attori.
A quanto ho capito (c'era un traduttore) costavano un capitale proprio perché c'erano gli autografi.
Ho chiesto al tedesco se conoscesse Renè Borst, non lo conosceva.
Gli autografi erano molto belli, i quadri non so (non capisco niente di pittura ma una bella firma è una bella firma).
La famosa postazione nella quale era contenuto lo STIM era una delle uniche due con connessione internet, risultato: chi si sedeva faceva di tutto ma non guardava né lo STIM né le altre webzines:)
Che altro... naturalmente era vietato fumare ovunque:)

I fumatori come noi sono probabilmente destinati a non partecipare mai a un ciak di Star Trek.

Sabato, giornata clou della Convention

ROSSELLA MARCHISELLI: Sono emozionata. Non vedo l'ora di entrare e scoprire i segreti del magico mondo dei Trekker Chissà quali meraviglie mi aspettano. La prima delle meraviglie sta nel prezzo del biglietto (70 carte, gulp).
La prima sorpresa sta seduta su un divanetto: sono due ufficiali della divisione scientifica di età indefinibile, ma sicuramente più che cinquantenni.
Fanno parte dell'equipaggio di un'astronave in lutto, il loro ammiraglio è mancato recentemente, ma hanno voluto rendergli omaggio partecipando ugualmente alla Sticcon, anche se con un bollo nero sui loro pass.

Poco dopo si aggiunge loro Raffaello, un altro Trekker "datato", che nelle presentazioni degli attori ha il compito di suonare il fischietto per annunciare la loro comparsa sul palco (è un nostromo! ha esclamato mio padre:).
Sono molto felice di vedere che anche nelle persone coetanee del mio genitore Star Trek non sia considerato uniformemente un fenomeno risibile.
Mi butto nella mischia, mentre alcuni dei redattori assistono alla proiezione di Unimatrix Zero.

Una delle prime cose che noto è che sparse un po' per tutte le sale ci sono i famigerati manifestini-parodia del Berlusca, opportunamente modificati.

Al posto della faccia da * del Silvio campeggia il viso (blu) di Alberto Lisiero.

In ogni dove sono sparsi poster, manifesti, gagliardetti, bandiere (nella sala Voyager c'è appesa la bellissima locandina dello STIM). Sembra quasi un raduno elettorale.
Mi viene presentato Alberto Lisiero, è una persona gentilissima, disponibile e ho la fortuna di trovarlo non ancora stravolto dalla fatica. Gli è già stato regalato uno dei CD-rom dello STIM, spero che lo sfogli, e che mi dia la possibilità di intervistarlo, in futuro.

FRANCESCO SPADARO: Scrivere della STICCON 2000 senza cadere nell'eccesso di superlativi è difficile.
Sono stati senza dubbio dei gran giorni, e per questa cosa ringrazio chi l'ha voluta e organizzata e tutti i trekkers che l' hanno resa un'esperienza di serena gioia.
Gli attori ospiti: altre meraviglie. O'Reilly ed Hertzler, due facce favolose, due attori magnifici, capaci di coinvolgere il pubblico in una briosa festa teatrale con le loro performance strepitose. Robin Curtis: dolcissima, espressiva, carica di amore per la vita e per l'occasione che Star Trek le ha dato.
E soprattutto molto molto bella.
Un'altra grande meraviglia, per chi vi scrive, è stata incontrare di persona le forme di vita che conoscevo solo per corrispondenza epistolare o al massimo, conversazioni telefoniche: i redattori dello STIM, gente bella dentro e bella fuori (e diciamolo! SIAMO SPLENDIDI!).
Gli "Ufficiali Superiori" dello STIC: simpatici, disponibili, geniali, eleganti, di grande cuore.
Un esempio di come si può vivere con maturità e serietà un gioco, un hobby.
Generare tanta letizia in gente che lavora, studia, a volte soffre per i malanni della vita, li pone indubbiamente nella parte positiva della "Forza". ooops!
citare "Star Wars" è uscire fuori tema.

Francesco era al settimo cielo per avere conosciuto personalmente Robin Curtis e suo marito all'aeroporto di Bologna, dopo una conversazione svoltasi in un inglese improbabile e con la tentazione di chiamare la torre di controllo per annunciare bombe sugli aerei in modo da avere da passare con la deliziosa attrice.

ANTONELLA BELLECCA: Passi giallo. La mattina arrivo un poco in ritardo alla conferenza sul programma SETI@home; l'oratore è pessimo ma l'argomento attrae veramente.
Un ragazzo chiede qualcosa su una valle norvegese ed egli mostra un sito con delle immagini stupefacenti di globi luminosi che appaiono in questa valle da venti anni, e che a volte sfrecciano di qua e di là a 3 km al secondo (mi sembra).
Dopo questa affascinante proiezione trovo posto per un po' alla postazione scientifica della sala Voyager, poi vado a vedere la fine di TNG: "L'arma perduta" (risate generali quando, alla fine, Data vuole portare a tutti i costi Riker in cella!).
In giro si cominciano a vedere molte divise, tra cui una dell'esercito bajoriano, e un'ambasciatrice Vulcaniana.
Anche alcuni bambini sono in divisa.

Nel pomeriggio cominciano i guai. Il programma prevede l'incontro con l'attrice Robin Curtis dalle 14.30 alle 16.
Viene dato l'annuncio che l'attrice ha la febbre e che al suo posto verranno Robert O'Reilly e John German (J.G., si pronuncia GeiGi) Hertzler., i quali arrivano alle 15.30.
L'attesa è allietata dall'arrivo di un simpatico borg.

Che abbiamo assimilato scattandogli una foto con il CD dello STIM.


Nel frattempo mio figlio è nero: durante la performance degli attori è tradizione che TUTTE le altre sale chiudano (!), per permettere ad ogni collaboratore di assistervi (e per concentrare la sicurezza nella sala principale); ciò costringe tutti ad andare nella sala Enterprise, o in alternativa al bar, al bagno o a farsi una passeggiata al freddo. Almeno così la sala principale si riempie!
Coloro ai quali l'incontro con gli attori non interessa (come i bambini) si fregano, vanno a dormicchiare sui divanetti.

Ah! Le nuove leve non hanno la resistenza dei genitori!

Finalmente alle 16.30 (che poi diventano le 16.45) le sale riaprono e una folla si riversa sui computer.
Dopo il divertentissimo incontro con gli attori, rimane solo la noia: la sala Enterprise è chiusa, in sala Excelsior c'è un episodio di Deep Space Nine in inglese, in sala Defiant qualche giocatore sparso vegeta ai tavoli verdi, in sala Voyager ad ogni computer ci sono almeno sei persone.
Fuori la porta della passeggiata c'è la fila, perché fanno entrare solo poche persone alla volta (per evitare danneggiamenti e furti, suppongo).
La festa itatrek che dovrebbe svolgersi alle 17 in sala Voyager è rimandata alle 17.30, poi scompare.
Mi aggiro tra i ponti sconsolata e progressivamente irritata: non c'è proprio niente da fare!
si scambia qualche parola con chi si conosce, provo a vedere un po' di Deep Space Nine in inglese (bleah), alla fine decido di anticiparmi l'articolo sulla STICCON.
Mi ritrovo in sala Defiant a scribacchiare; piano piano si accumula un piccolo pubblico (non per me!), e alle 17.45 inizia l'incontro con gli istruttori della STIC Academy; io sono un'imboscata, spio i cadetti che svolgono un compito in classe (vietato copiare!).
Tanti ridenti studenti mi rimettono di buon umore. Sostanzialmente, dalle 16.30 alle 19 non c'è un piffero da fare.
Meno male che almeno a cena andiamo a fare un meeting redazionale STIM in birreria; siamo in dodici (quattro imbucati).
Dopo la pizza gli altri tornano alla Convention a vedere l'elezione di miss STICCON (e del sirenetto dello spazio!), quella del miglior sosia e, soprattutto, la sfilata di costumi.
Io invece sveglio a fatica mio figlio che si è addormentato su una panca e ci trasciniamo in albergo, bramando il letto.

E cosa ti sei persa....

 

N.d.R.: si ringraziano calorosamente Angelo Ghigi e Morgan Chane per avere permesso il vile sfruttamento delle loro fotografie scattate alla Sticcon.


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