FUORI CAMPO
a cura di Antonella Bellecca

È leggermente imbarazzante presentare un proprio scritto, ma dato che l'argomento è natalizio, e dato che VOI vi ostinate a NON MANDARCI LE VOSTRE OPERE (!!!), la nostra Megadirettrice Sailor Moon ha "suggerito" tale racconto, da me scritto nel dicembre del 1999, per la rubrica Fuori Campo di questo mese. In realtà non è che sia proprio una narrazione, perché ricalca l'originale che è, come tutti sapete, una sceneggiatura per il teatro. Eduardo De Filippo scrisse la tragi-commedia "Natale in casa Cupiello" nel 1931, ed io l'ho vista l'ultima volta a teatro appunto nel dicembre dello scorso anno. La mia è semplicemente una versione trek della famosa commedia. È scritta in lingua italiana, ma ho mantenuto gli stilemi dell'originale; per questo motivo la lettura potrebbe risultare faticosa a chi non è pratico del dialetto napoletano, mentre chi ha dimestichezza con esso dovrebbe trovarla più gustosa. Vi ricordo inoltre che questo racconto è reperibile anche nella sezione "Parodie" del fantasmagorico sito Star Trek Dreams (www.stdreams.net). Buona lettura!


NATALE IN CASA VOYAGER

ATTO PRIMO

Plancia, 23 dicembre 2.4… Chakotay si è abbioccato sulla sua poltrona.

JANEWAY: Chakotay… Chakotay… Si svegli, sono le nove.

Chakotay continua a dormire.

JANEWAY (un poco più forte): Chakotay… Chakotay… Si svegli, sono le nove. Chakotay grugnisce e si gira dall'altro lato. Janeway va in sala tattica, ordina un caffè al replicatore e lo porta a Chakotay.

JANEWAY: … Chakotay… Si svegli, sono le nove. Si prenda un caffè.

CHAKOTAY (ancora mezzo addormentato): Ah?… Un caffè? Mormorando qualche cosa stende il braccio come per prendere il caffè, ma piano piano lo abbandona, reclina la testa e riprende a dormire.

JANEWAY (urlando): Chakotay! Chakotay! Si svegli, sono le nove! Chakotay!

CHAKOTAY (aprendo gli occhi infastidito): Chakotay… Ah! Com'è scocciante, capitano! Chakotay… Chakotay… E mi faccia dormire!…

JANEWAY: Si prenda il caffè.

CHAKOTAY (di malavoglia): Il caffè… Sissignore. Lo metta qua.

JANEWAY: Tie'…

CHAKOTAY: Che ora è?

JANEWAY: Gliel'ho detto: sono le nove.

CHAKOTAY (sbadiglia): Già le nove?… Guardiamarina Kim, fa freddo fuori?

KIM: Ma, signore… Fuori c'è la stessa temperatura che nel resto dell'universo: lo zero assoluto!

CHAKOTAY: Ci siamo: è Natale… Brrr. (Beve un sorso di caffè, ma storce la bocca disgustato). Che bella schifezza!…

JANEWAY: Chakotay, lei che va trovando?

CHAKOTAY: Questo caffè sa di scarafaggio.

JANEWAY: Chakotay… si è svegliato spiritoso stamattina? Beato a lei!

CHAKOTAY: Eh… Spiritoso… (Di soprassalto, ricordandosi). Il presepio dov'è?

JANEWAY: In sala mensa, se l'è dimenticato? Chakotay, non si metta paura che nessuno glielo tocca. Chakotay si alza e va in sala mensa.

CHAKOTAY: Neelix, la colla l'hai scaldata?

NEELIX: Primo: la colla non si è indurita perché la temperatura è costante. Secondo: perché non se la scalda da solo con una laserata. Terzo: perché non usa il laser per incollare i pezzi di sughero. Quarto: perché non si fa fare l'intero presepio dal replicatore. Quinto: io adesso mi sono svegliato.

CHAKOTAY: Vai a scaldare la colla… Io devo fare il presepio…

NEELIX: Ecco qua. Abbiamo cominciato: la colla, i chiodi, il martello, le forbici… Di prima mattina; non abbiamo neanche aperto gli occhi…

Plancia. Approfittando dell'assenza degli ufficiali superiori Kim si è accoccolato sulla poltrona di Chakotay e si è appisolato. Entra Tuvok.

TUVOK: Guardiamarina Kim! Si svegli immediatamente! Sono le nove! Kim non risponde.

TUVOK: Alla sua età io mi alzavo di notte per andare a lavorare. Si alzi! È meglio che non le dia retta ché se no mi faccio la croce di prima mattina. (Indispettito dal silenzio di Kim, grida forte). Si alzi! Ha capito, si alzi!?

KIM (con gli occhi chiusi): La zuppa di latte.

TUVOK: A questo pensa. Si alzi e se la vada a prendere ché non tiene i servitori, ha capito?

KIM (sempre con gli occhi chiusi): Se non me la portate non mi alzo.

TUVOK: No, lei si alza. Se no la meno e la faccio rimanere a letto una settimana.

Entrano Janeway e Chakotay.

JANEWAY: Io non capisco che lo fa affare questo presepio… Una nave inguaiata, buoni replicatore che si sprecano e almeno venisse bene…

KIM (comodamente sdraiato e con le braccia incrociate dietro la testa): È vero… Venisse bene almeno…

CHAKOTAY: Perché? Chi ha detto che non viene bene?… Lo sa lui!… Non le piace? Non le piace il presepio?

KIM (dispettoso): Non mi piace.

CHAKOTAY: Ma come, il presepio piace a tutti… A chi è che non piace il presepio? C'è cosa più bella…

KIM (dispettoso): Non mi piace…

CHAKOTAY: Ma se non è finito ancora… Ci manca ancora tutto quanto… Quando ci metto l'erba, i pastori…

KIM (dispettoso): Non mi piace. Voglio la zuppa di latte.

JANEWAY: Si alzi, Harry, si alzi!

TUVOK (con rabbia): Se gli porta il latte, vi scaravento entrambi nello spazio. Lo sta crescendo per la galera. Guardate là… Non si mette vergogna. A quest'ora ancora dorme.

JANEWAY: Ma nossignore, quello mò si alza… (Fa dei cenni come per dirgli: "Comincia ad alzarti ed io ti porto il latte"). Si alzi…

KIM: No! Voglio la zuppa di latte.

JANEWAY: Alzati bello del capitano…

CHAKOTAY: Tom Paris è arrivato?

JANEWAY: Sta per arrivare, quello scocciante del tenente. Per un catarro che ha tenuto ha avuto la forza di stare una settimana a letto.

KIM (attento): È guarito?

JANEWAY: Sì.

KIM: E sapete se si veste?

CHAKOTAY: E che, non si veste?… Esce nudo… Ma perché, che c'è?

KIM: No, niente. Io direi che è meglio che non esca… Può essere che cada malato un'altra volta…

Entra Paris, scalzo.

PARIS: Buongiorno, buongiorno, capitano Janeway.

CHAKOTAY: Come sta? Un poco sciupato ma è roba di niente… Si rimetterà presto… (Gli piglia il polso). Febbre ne ha?

PARIS: No. No. Sto meglio. È passato tutto. (Guarda sospettoso Kim). È passato tutto. Capitano Janeway… Io non ho potuto trovare le scarpe…

Kim si defila dietro alla sua postazione.

JANEWAY: E le vuole da me?

PARIS (guarda di nuovo Kim): Io sono stato sette giorni con la febbre…

CHAKOTAY: Lei quando si coricò dove le mise?

PARIS: Ai piedi del letto.

JANEWAY: E guardi bene che là stanno.

PARIS: Non ci sta niente. Capitano Janeway… Là le scarpe sono sparite. Domandate al guardiamarina Kim…

KIM (di scatto, venendo fuori a metà da dietro la consolle): Non incominciamo, hai capito? Kim e non Kim… Io non ero proprio il tipo che mi vendevo le scarpe tue a un mercante boliano!…

CHAKOTAY: Si è venduto le scarpe! Abbia pazienza, tenente…

PARIS (su tutte le furie): Ma che abbia pazienza, comandante Chakotay… Ma come, io mi corico con la febbre, poveretto, e quello si vende le scarpe? Queste sono cose dell'altro mondo, sapete? Sono cose di pazzi! Io mò come faccio?!

KIM: Gué, tu è inutile che strilli tanto!

PARIS: Ma che vuoi avere ragione, oltretutto, delinquente?…

KIM: Si capisce che ho ragione. Perché io parlai con il medico, capisci? E quello disse che tu dovevi morire, che non c'era nessuna speranza… E allora… Io mi sono venduto pure il cappotto!

PARIS: Pure il cappotto?! Oh, Madonna!… E che mi vuoi far morire a me, povero disgraziato? (Disperato gira per la plancia). Il cappotto scozzese con la mantellina! Il cappotto e le scarpe! E io come faccio, povero me?

CHAKOTAY (togliendosi le scarpe): Si metta le scarpe mie… Più tardi se ne farà fare un paio nuove dal replicatore a spese del guardiamarina.

PARIS: Ma lei capisce che quello si è venduto la roba mia prima che morivo? E fammi morire prima, dico io!

CHAKOTAY: Ma che ci vuol fare… Sono cose di ragazzi… Quello si vende la roba… Senza parlare che io sono il diretto superiore. La roba sua spetta a me.

PARIS: Eccone un altro… Io non tengo niente, comandante Chakotay… Io sono un pover'uomo!

CHAKOTAY: Che c'entra… Io dicevo: dove mai… Mò, perché il ragazzo ha scherzato un momento…

PARIS: Ha scherzato?

CHAKOTAY: E sì, tenente Paris… Lei come la tira per le lunghe!

PARIS (ironicamente): Abbia pazienza, sa, comandante, scusi tanto se il guardiamarina Kim mi ha lasciato senza cappotto e senza scarpe…

CHAKOTAY (imitandolo): No… Scusi lei se il ragazzo si è permesso…

Chakotay si inginocchia davanti a Paris. Anche Paris si inginocchia.

PARIS: Scusi lei… Per carità, se le ho dato tanto fastidio…

CHAKOTAY (di scatto, arrabbiatissimo): Stia buono, tenente Paris!

PARIS (anche lui arrabbiatissimo): Stia attento! Mamma mia, che cattiveria! Io non me ne faccio capace… E questi sono gli amici! Ih, che begli amici! Tengo questi amici! Sala mensa.

CHAKOTAY (ammirando il suo lavoro): Qua poi vengono i pastori… Qua viene la grotta… Deve vedere come viene bene… Le piace?…

KIM (freddo): No.

CHAKOTAY (dominandosi cerca di rabbonirlo): Magari i buoni replicatore per le scarpe di Paris glieli posso dare io… Qua poi ci faccio l'osteria… La fontanella che butta l'acqua veramente… Deve vedere come viene bella… Ci faccio tutte le scesitelle, le salitelle… Le piace il presepio, è vero?

KIM (ancora freddo): Non mi piace.

CHAKOTAY (arrabbiatissimo): Ma se quello non è finito ancora! Fosse finito, e va bene, ma non è finito, come può dire che non le piace?

KIM (gridando): Ma che ci devo fare se non mi piace? È colpa mia? Ecco… (Guarda bene il presepio). Non mi piace.

CHAKOTAY: E io la caccio. Se ne vada da questa astronave. Vada a fare l'uomo di fatica su qualche pianeta minerario!

KIM: E me ne vado. Me ne vado! Ma sono cose di pazzi, sapete! A me non piace il presepio, mi deve piacere per forza! Me ne vado!

Entra Janeway.

KIM: Capitano Janeway, mi ha perduto… Questo comandante snaturato mi ha cacciato da dentro al focolare. Caro capitano, il suo guardiamarina se ne va.

Kim esce.

JANEWAY: Guardiamarina, venga qua! Comandante Chakotay, che ha detto il guardiamarina Kim?…

CHAKOTAY: È un delinquente!

JANEWAY: Ma insomma, io non posso sapere che è stato?

CHAKOTAY: L'ho cacciato, capitano. L'ho cacciato dall'astronave…

JANEWAY: Ma come, di queste sante giornate…

CHAKOTAY: Embe', di queste sante giornate. Janeway gli dà uno spintone che lo butta di colpo sul presepio.

JANEWAY: Ma si può sapere che gli ha detto?

Chakotay con grande cautela mette a posto il presepio che ha barcollato.

CHAKOTAY: Mò mi faceva scassare tutto quanto…(Gridando). Voglio stare solo. Devo stare solo, capisce? Devo lavorare. Devo fare il presepio!

JANEWAY: Comandante Chakotay, ma lei stesse facendo Deep Space Nine? E ci metta due pastori… Esce pazzo lui e il presepio!

Entra Kes.

CHAKOTAY: Tu che fai qua?

KES: Buongiorno, Chakotay.

CHAKOTAY: Hai litigato un'altra volta con Neelix?… Ma io non capisco perché… Quello ti vuole tanto bene. È tanto buono… Perché avete litigato?

Kes non risponde.

CHAKOTAY: Perché avete litigato?

Kes non risponde.

CHAKOTAY: Perché avete litigato?

Kes non risponde.

CHAKOTAY: Capitano, questo è un altro capolavoro suo!

Il capitano e Kes si appartano in un angolo a parlottare.

CHAKOTAY: Insomma io non devo sapere niente?!

JANEWAY: Ma che deve sapere? Che vuole sapere? Faccia il presepio…

CHAKOTAY: Ah? Devo fare il presepio? E io faccio il presepio. Vede, mò vado a scaldare la colla… Quando poi succedono i guai non venite da me… Tanto io faccio il presepio.

Chakotay va nel retro della cucina.

JANEWAY: E così?

KES: …Me ne sono andata…

JANEWAY: Ma che sei pazza? E quello mò viene qua…

KES: Io non ce la faccio più! Quello mi sta tormentando con la gelosia.

JANEWAY: Ma cara mia, tu dovresti camminare un po' più diritta. Io ti sono capitano e te lo posso dire…

KES: Ma perché, che faccio io? Che faccio? E si stia zitta, mi faccia questo piacere! Il fatto è che io faccio solo chiacchiere; io dovrei fare i fatti… E io li faccio i fatti! Guardi. (Mostra una lettera). Lo lascio e me ne vado. Senta: "Per Neelix. Urgente. Il nostro matrimonio fu un errore. Non era previsto in nessuna sceneggiatura! Sono innamorata di Tom Paris e fuggo con lui questa sera. Addio. Kes".

JANEWAY: Ma che sei pazza? E che lo vuoi far morire a quel pover'uomo? Faccia tosta che non sei altro! Dammi questa lettera!

KES: No, non gliela do!…

Janeway gliela strappa con la forza.

JANEWAY: Dammi questa lettera ti dico! Ah, Madonna mia, e chi sa come finisce questo fatto! Beh! Se dici un'altra volta quello che hai detto… Quello ti è marito, che è fatto uno qualunque?! Se non gli volevi bene ci pensavi prima!

KES (eccitatissima): Io non lo volevo… Lei me lo volle dare per forza.

JANEWAY: E mò è fatto e non ci sta niente da fare.

KES: E io me ne fuggo!

JANEWAY: E io ti meno!

KES (dispettosa, arrabbiata): E mi meni! Mi meni pure, oltretutto… Ah! Ma perché ho dovuto essere così disgraziata?! Ma badi che io non sono più scema come una volta. Io mò, come sto con i nervi, scasso tutto quanto!

Kes comincia a scassare tutto quello che le capita sotto mano. Arrivata davanti al presepio butta tutto all'aria con gesto isterico. Poi scoppia a piangere. In quel momento entra Chakotay.

CHAKOTAY: Qua mi pare un campo di battaglia! Gué… Il presepio? Chi l'ha scassato? Ma queste sono cose di pazzi! Ho faticato di questa maniera… Chi è stato?

JANEWAY: Lei che vuole? È stata Kes… se la pigli con lei!

CHAKOTAY: Me la devo pigliare con Kes? No. Io me la prendo con lei, capitano. Capisce?

JANEWAY: Con me?

CHAKOTAY: Sì. Sì. Con lei. Lei ne ha colpa. A questa l'ha trattata sempre come una reliquia! Colpa sua! Poi si lamenta se me la prendo con lei… L'equipaggio non l'ha saputo educare!

JANEWAY: Con me, è vero? Sempre con me! E tutti quanti ve la prendete con me! E io sto in mezzo. Quella con il marito… Lei con il presepio… Io non ne posso più! Non ne posso più! E tutti quanti contro di me! Io mi ammazzo! Mi avete distrutta!

Janeway sviene.

KES: Capitano!

CHAKOTAY: È morta Janeway!… È morto il capitano! Parli. Capitano! Per amore del cielo! Tuvok! Tuvok, corra qua! Uh! È morto il capitano! Un poco di aceto… Fate presto!

Entra Tuvok.

TUVOK: Comandante Chakotay… Il guardiamarina Kim ha rubato pure le bretelle del tenente Paris!

CHAKOTAY: Ma è il momento di pensare alle bretelle? Sta morendo il capitano!

TUVOK: È morta?

CHAKOTAY: Non credo, si è fatta fredda fredda.

TUVOK: Mò vado a prendere un poco di aceto.

CHAKOTAY: Katherine, parla! Sono io, sono Chakotay!

JANEWAY: Ah!

CHAKOTAY: Zitti, zitti, apre gli occhi… Katherine, parla… Capitano, faccia un bel discorso. Come si sente?

JANEWAY: Un poco meglio.

CHAKOTAY: Mannaggia, mi ha fatto mettere una paura! Doveva vedere com'era brutta! Ma che è stato?

KES: Niente.

TUVOK: Ecco qua l'aceto.

CHAKOTAY: Non serve. Sta meglio.

TUVOK: Ma si può sapere che è successo?

KES: Niente. Niente.

CHAKOTAY: È inutile che chieda perché su questa nave non si deve sapere mai niente.

TUVOK: Comandante Chakotay, il guardiamarina Kim si è rubato le bretelle del tenente Paris.

CHAKOTAY: Lei che vuole da me, Tuvok?! Che le posso dire?

TUVOK: Si deve vedere come si deve fare… Quello è troppo mariolo.

CHAKOTAY: Kes, stai attenta a Janeway. Capitano, sta bene mò? Vedete un poco… Ha fatto una faccia bianca bianca… E adesso mi devo mettere a fare il presepio un'altra volta da capo!

KES: Comandante, lei pensa al presepio?!…

CHAKOTAY: Dicevo così… tanta fatica!

Chakotay e Tuvok escono.

KES: Capitano…

JANEWAY: Tu mi vuoi vedere morta. Ma come, tu scrivi quella lettera a tuo marito dicendogli che ti sei innamorata di un altro e che te ne vuoi fuggire? Tu lo sai… Tu lo conosci: quello non scherza. Quando ha avuto la certezza di una cosa come questa, quello ti uccide! No, vieni qua. Giura che quella lettera tu non gliela mandi, che fai pace e che finisce tutto quanto. Giuramelo, Kes!

KES (commossa): Glielo giuro, capitano!

Entrano Chakotay, Kim e Neelix.

CHAKOTAY: Il capitano stava morendo.

NEELIX: Comandante, che dice?

CHAKOTAY: All'improvviso si è sentita male… Io l'avevo detto che tu e Kes avevate litigato… Ma non ho potuto sapere che è stato. Neelix, con me puoi parlare… Quelle le donne, si sa… Tu me lo puoi dire. Ma che è stato?

NEELIX: No… Niente.

CHAKOTAY: Questo è della stessa gang! È una società…

NEELIX: Insomma, Kes, dobbiamo fare l'opera? Dobbiamo litigare come se fossimo gli innamoratini?… Io sono un uomo serio!

CHAKOTAY: Ma io questo dico… tu sei un uomo serio…

JANEWAY: È stato un malinteso… fate pace.

NEELIX: Per conto mio io sono pronto. Quella è lei che non si può capire in nessuna maniera.

CHAKOTAY: Andiamo… Fate pace, non fate ridere la gente! Kes, fai pace con tuo marito!

Neelix bacia Kes appassionatamente; lei rimane un po' fredda.

KIM: Ma dal momento che non vi potete vedere, perché non vi separate?

CHAKOTAY: Stia zitto lei. E non si metta sempre in mezzo.

NEELIX: Questa donna mi fa impazzire!

CHAKOTAY: E si capisce. Avete litigato di prima mattina, è vero? Kes, tu lo devi lasciare stare a questo pover'uomo… Quello deve cucinare! Neelix, tu pure la devi capire, quella è giovane; è stata sempre un poco romantica… Ci vuole pazienza. Domani sera è la vigilia di Natale. Facciamo un'unica tavolata e ce ne stiamo in grazia di Dio.

NEELIX: Adesso cuocio una bella gallina e faccio un poco di brodo di pollo.

CHAKOTAY: No, grazie… A me piace il brodo vegetale.

NEELIX: Ma che deve fare col brodo vegetale? Io cuocio una gallina e faccio un bel brodo di pollo.

CHAKOTAY: Ma io preferisco il brodo vegetale… Lo desidero da tanto tempo.

NEELIX: Ma nossignore… Che sostanza può dare il brodo vegetale? Senta a me… Si mangi una gallina.

CHAKOTAY: Va bene: tu cuoci una gallina… E io mi faccio il brodo vegetale.

KES: E andiamo allora. Ci vediamo.

CHAKOTAY: Statti bene. E non fare arrabbiare tuo marito.

KES: Va bene.

Kes e Janeway escono.

CHAKOTAY: Neelix, abbi pazienza… Che ti devo dire? Guarda qua, ha scassato tutto quanto…

NEELIX: Ma che ci vuol fare?

CHAKOTAY: Neelix, tu la devi compatire…

NEELIX: Comandante, ma a me lo dice? Io le voglio tanto bene!…

Neelix si mette a piangere. Chakotay lo abbraccia.

CHAKOTAY: Va', statti bene…

Neelix sta per uscire, ma Chakotay lo chiama perché ha visto in terra la lettera di Kes, col suo nome sopra, caduta a Janeway quando era svenuta.

CHAKOTAY: Neelix, questa è roba tua.

NEELIX: Grazie.

Fine Atto Primo

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ATTO SECONDO

Sala mensa. La sera del 24 dicembre. Janeway e Tuvok chiacchierano mentre puliscono la verdura.

JANEWAY: Tuvok, mi crede? Mi è venuto lo sconforto.

TUVOK: Ma che lo dice affare? Io so tutto quanto…

JANEWAY: Ma che deve sapere… Che deve sapere… Io sono una povera martire. Il cielo mi ha voluto castigare con un primo ufficiale che non ha voluto e non ha saputo fare mai niente. Mi ha inguaiato un'astronave. E che non sono più quella di una volta? E se non era per me, sa quante volte questa nave sarebbe andata sottosopra?!

TUVOK: Lei doveva nascere con i calzoni! Io a mia moglie questo lo dicevo sempre! Il capitano Katherine Janeway doveva nascere con i calzoni!

JANEWAY: Mò ha detto una cosa sacrosanta! Veda se è possibile: un uomo di quell'età che si mette a fare il presepio. Gli ho detto: "Ma che lo fa affare? Non ci sono bambini… Mi pare una perdita di tempo inutile!". Ha detto: "Lo faccio per me! Ci voglio giocare io!". Che ne vuole sapere?! Mò è andato nel suo alloggio per farsi fare dal replicatore certi pastori che si sono rotti.

TUVOK: Lei potrebbe stare nella pace degli angeli… Solo Kim le dà un poco di fastidio…

JANEWAY: Fosse tutto per lui… Si capisce: è giovanotto, fa qualche pazzia, ma è l'età… Tutto è perdonabile!… Il guaio su questa nave è il primo ufficiale.

TUVOK: Ci vuole pazienza. Anche Kes e Neelix mangeranno al nostro tavolo?

JANEWAY: Si capisce.

TUVOK: Io torno in plancia. Se mi vuole mi chiami. È rimasta contenta del capitone che ho pescato sull'ultimo pianeta?

JANEWAY: Bello! Bello assai! A me fanno schifo, ma Chakotay ne va pazzo!

TUVOK: Le volevo inoltre comunicare che è sparito un tricorder dal mio alloggio. Ma questa volta lo trovo il delinquente… Questa volta lo trovo! Ieri sera feci un segno sopra tutta la mia roba. Se trovo il tricorder con la crocetta, mi faccio prendere per pazzo.

JANEWAY: Ma chi vuole che si prendeva il suo tricorder?

TUVOK: Capitano Janeway, qua questi servizietti li fa Harry Kim…

JANEWAY: Tuvok, badi a come parla.

TUVOK: Capitano Janeway, quello è un ladro! Ieri non confessò che si era preso le scarpe e il cappotto del tenente Paris?

JANEWAY: Va bene, che c'entra… Quella fu una combinazione…

TUVOK: Una combinazione? Ma insomma, le pare? Io sono il responsabile della sicurezza, sono come uno zio, le pare che posso volergli male? È questione che io una volta lo scoprii con una mano nella tasca del mio gilet…

JANEWAY: Va bene. Come vuole lei.

Entrano Kim e Paris.

KIM e PARIS: Buonasera.

Janeway fissa Paris senza rispondere.

TUVOK: Guardiamarina Kim, lei si è preso un tricorder dal mio alloggio…Non neghi!

KIM: Io? Quando mai?

TUVOK: O restituisce il tricorder o le intossico il Natale…

KIM: Ma io non mi sono preso niente! È una cosa pazzesca!…

Kim si mette a piagnucolare.

JANEWAY: Tuvok, mò mi pare che la potrebbe finire. Mò lo fa piangere a questo povero ragazzo… Vieni qua, bello del capitano…

Kim guarda bieco Tuvok.

KIM: Chi sa che qualche volta di queste…

TUVOK: Gué, quello minaccia… Io sono il responsabile della sicurezza, sa! Restituisca il tricorder!

JANEWAY: Guardi bene, fosse caduto a terra?

TUVOK: Ho esaminato l'alloggio accuratamente. Eppure la voglio fare contenta. Mò vado a vedere un'altra volta. Guardiamarina, preghi che lo trovo; se non lo trovo, mbe' la mando in galera! Mò vediamo.

KIM: E andiamo a vedere. E se lo trova… Una querela le faccio. Poi vediamo. Permette capitano? Permette?

Janeway e Paris rimangono soli, Janeway volta le spalle al tenente.

PARIS: …Capitano… Mi ha accolto proprio freddamente.

JANEWAY: Perché, mi dovevo mettere a saltare?

PARIS: No… Ma che so…

JANEWAY: È inutile che faccia lo scemo! E mò ci tengo io gli occhi addosso a quella faccia tosta di Kes! E… Stia attento perché Neelix sa tutto, a causa di una lettera che Chakotay senza sapere niente gli dette in mano. E so io che c'è voluto per farli rappacificare!

PARIS: Capitano, io a Kes le voglio bene!

JANEWAY: Uh! Quello me lo dice in faccia. Come se quella fosse libera; quella è sposata! Ma lei a chi è venuto a inguaiare?

JANEWAY: Non si arrabbi… Io me ne vado. Se lei sapesse che stiamo soffrendo io e Kes, non parlereste così… Non vuole bene a Neelix! Non gli vuole bene!

JANEWAY: Gli vuole bene! E se ne vada! Esca immediatamente!

La conversazione viene interrotta da Chakotay.

CHAKOTAY: Tenente Paris, avete visto il presepio?

PARIS: No…

CHAKOTAY (con aria di rimprovero): Non glielo ha fatto vedere, è vero, capitano?

JANEWAY: Comandante Chakotay, mò pensavo al presepio…

CHAKOTAY: Eccolo qua. Bello, eh? Questo l'ho fatto tutto io…

PARIS: Possibile?

CHAKOTAY: Sicuro.

PARIS: Tutto lei?

CHAKOTAY: Tutto, tutto. E contrastato. Qua non mi capiscono… Io faccio il presepio perché sono politicamente corretto e quindi adoro gli spiriti guida, Manitù, Jhavè, Buddha, Maometto, Visnù e Gesù Cristo. Sa, il presepio è un'allegrezza… È bello fare il presepio… E l'ho fatto senza l'aiuto di nessuno…

PARIS: E tutta quest'erba, pure l'ha messa lei?

CHAKOTAY: Io.

PARIS (assente): Bravo.

CHAKOTAY: Già…

PARIS: E tutta questa neve… Sparsa così bene… L'ha messa lei? Senza l'aiuto di nessuno?

CHAKOTAY: Io la metto e io la levo. Quando sono passate le feste conservo tutto: sugheri, pastori, erba… E quando viene un'altra volta Natale, prendo tutta la roba e faccio il presepio un'altra volta…

PARIS: Bravo!

CHAKOTAY (sottovoce a Janeway): Questo mi pare che mi sfotte…

JANEWAY: E si capisce…

CHAKOTAY: E chi glielo fa fare? (Rivolto nuovamente a Paris). Mò sono andato a replicare i Re Magi che si erano rotti… Guardi quanto sono belli…Gaspare, Melchiorre e Baldassarre… Ma guardi con che precisione sono fatti… Io ci tengo una passione, che vuole…

PARIS: Bellissimi. E… Ha programmato lei il replicatore?

CHAKOTAY: Io proprio… Questi sono perfetti. Guardi…

PARIS: Bravo!

CHAKOTAY: Va bene… Adesso capisco come mai lei è tanto amico del guardiamarina Kim! Kes e Neelix sono venuti?

JANEWAY: No.

CHAKOTAY: Kes e Neelix non vanno molto d'accordo. Chi sa come finisce con quei due! E Kim?

JANEWAY: È andato nell'alloggio di Tuvok. Tuvok va trovando un tricorder e dice che se l'è preso Harry.

CHAKOTAY: Non lo dica che qua veramente sparisce tutto. Ma se lo scopro a Kim gliela faccio vedere io.

Entrano Tuvok e Kim. KIM:

Ma guardate… Quello non ha trovato niente e se la prende con me!

TUVOK: Comandante Chakotay, questo s'è preso il mio tricorder, glielo faccia restituire.

CHAKOTAY: Un momento. Calma, calma. Adesso assodiamo subito la cosa. Venga qua lei… Mi faccia vedere nelle tasche… La debbo perquisire, avanti.

KIM: Ma insomma, me lo devo essere preso per forza io?

TUVOK: E chi se lo prendeva, galantuomo?

KIM: E che ne so? Vengono cani e porci su questa astronave…

CHAKOTAY: Poche chiacchiere, andiamo.

Chakotay perquisisce Kim e trova il tricorder, ma non lo prende; fissa Kim e gli parla sottovoce.

CHAKOTAY: …Guardiamarina Kim, le piace il presepio?

KIM: No!

CHAKOTAY (ad alta voce): Qua sta il tricorder! Mariolo che non sei altro!

KIM: Ma non mi piace però!

TUVOK: Aspetti, comandante Chakotay… Mi faccia vedere se ci sta la crocetta. Se ci sta la crocetta, è il mio tricorder… Guardi! La crocetta! La vede la crocetta?! È lui. È il mio tricorder. Mariolo!

CHAKOTAY: Aspetti, Tuvok… Io pure ho fatto un segno su tutta la mia roba… Mi faccia vedere… La stella, la vede! La stella che ci feci io! Allora lei ruba a me e lui a lei?! Tuvok, lasci stare la roba mia, mi faccia il piacere!

TUVOK: Ma nossignore…

CHAKOTAY: E va bene, va. È Natale, non mi voglio arrabbiare.

TUVOK: Guardiamarina Kim, non lo faccia più!

CHAKOTAY: Non lo facciamo più!

Arrivano Kes e Neelix.

KES: Buonasera, capitano, e auguri.

NEELIX: Auguri a tutti.

Neelix e Paris si fissano con ostilità. Kes abbassa gli occhi turbatissima. Janeway suda freddo guardando Kes piena di angoscia. Neelix stringe forte il braccio della moglie.

KES: Ahi! E statti fermo con le mani!

CHAKOTAY: Che è successo?

JANEWAY: Niente.

CHAKOTAY (più forte): Che è successo?

JANEWAY: Niente.

CHAKOTAY (gridando): Che è successo?

JANEWAY: Niente.

CHAKOTAY: E vedi se si può sapere mai niente.

JANEWAY: Kes, vieni a darmi una mano in cucina. Stasera cucino io!

KES: Sì, sì, andiamo. Andiamo.

Kes va subito in cucina, verso il fondo.

KIM: Capitano, ma che è successo?

JANEWAY: Niente, Harry…

KIM (più forte): Che è successo?

JANEWAY: Niente. Niente.

KIM (scaraventando un piatto per terra): Che è successo?

Janeway scuote la testa e segue Kes. Neelix si avvicina a Paris e gli parla sottovoce.

NEELIX: Mi darai una spiegazione.

PARIS: Di che cosa?

NEELIX: Tu lo sai meglio di me.

CHAKOTAY: Neelix, questi sono i re magi: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre…

NEELIX: Piacere. Mangiano con noi?

CHAKOTAY: Eh?! Neelix, come sei stonato?! Certamente hai fatto storie con Kes… Fra marito e moglie deve sempre regnare la pace, la concordia. Io, per esempio, sono cane e gatto con il capitano, ma poi ci vogliamo bene…

NEELIX: Ma che c'entra?

KIM: A proposito, ho scritto una letterina di Natale per il capitano Janeway, ma non si deve dire niente perché è una sorpresa: "Cara capitana, tanti auguri di Buon Natale. Le prometto che sarò sempre buono e rispettoso. Questo le dissi l'anno passato e questo le dico anche adesso. Cara capitana, ho deciso, mi voglio cambiare; mi prepari…"

TUVOK: … La maglia, le mutande e le calzette…

Kim cerca di tirargli una sedia.

CHAKOTAY: Tuvok, lo lasci leggere…

KIM: E quello fa lo spiritoso. Chi glielo fa fare? Mò vediamo! "Mi prepari un bel regalo. Cara capitana, che Iddio la possa far campare cento anni assieme al comandante Chakotay, al tenente Paris, a Kes, a Neelix e a me".

TUVOK: Io non esisto, è vero?

KIM: E lei che c'entra?

TUVOK: Ma perché, non sono io pure un protagonista della serie? Metta pure me nella nota della salute. Avanti. Faccia presto.

KIM: Ma perché, la devo mettere per forza? Non la voglio mettere.

Tuvok brandisce una forchetta dal tavolo.

TUVOK: Mi metta nella nota, se no le do una forchetta in gola. Mò vediamo.

CHAKOTAY: Uh! Tuvok! Lei come si accende presto!

TUVOK: Embe'…Perché mi va di accendermi! Guardiamarina, mi metta nella nota, ha capito?

KIM: No. Non la voglio mettere! Se lo volete sapere, io mi sono seccato di Tuvok!

TUVOK: Guardate! Guardate che delinquente! E il comandante Chakotay che ride… Queste sono cose di pazzi!

CHAKOTAY: Va bene, guardiamarina, metta pure lui, se no questo non la finisce più. Andiamo.

KIM: "Che Iddio la possa far campare cento anni assieme al comandante Chakotay, al tenente Paris, a Kes, a Neelix e a me… E novant'anni a Tuvok".

TUVOK: Insomma, io devo perdere cinque anni? A parte il fatto che per me cento anni equivalgono…

KIM: Ma perché, non le bastano?

TUVOK: Non mi bastano. Voglio campare duecento anni. Mò vediamo.

CHAKOTAY: Tuvok, ma insomma? Lei camperebbe veramente quanto dice il guardiamarina? Ma fossero sentenze che gli escono dalla bocca?

TUVOK: Non mi importa. Lo tengo per buon augurio! Deve mettere duecento anni.

CHAKOTAY: Va bene, Harry…Che ci vuol fare? Metta cent'anni… Poi il Padreterno sa Lui che fare.

KIM: "…che la possa far campare cento anni assieme al comandante Chakotay, al tenente Paris, a Kes, a Neelix, a me e a Tuvok… Però… Con qualche malattia…".

TUVOK: Niente. È un delinquente! Guardate… Con qualche malattia…

CHAKOTAY: Ma insomma, non ha capito che quello la sfotte? Passiamo ai regali. Al capitano Janeway… Ho comprato una cosetta…

TUVOK: E io pure.

CHAKOTAY: Tuvok, vada a prendere i pacchetti… Sono sciocchezze, ma quella ne ha tanto piacere…

PARIS: Certo.

TUVOK: Eccoli qua.

CHAKOTAY: …Un bell'ombrello. Guardate… Tutta seta. Questo è buono pure per quando c'è il sole; è un colore che si adatta a tutto. Non si sa mai, potrebbe scendere su un pianeta in pieno inverno…Così si ripara.

PARIS: Bellissimo.

TUVOK: E io ho replicato questa borsa. Vi piace? Tutta pelle di cuoio finissimo.

PARIS: Bene. Bene.

CHAKOTAY: Consegniamole i regali prima di metterci a tavola. Ci presentiamo come i re magi… Vedrete come riderà… Quando ci mettiamo a tavola, ci presentiamo cantando… "Tu scendi dalle stelle, o Katherine bella… Ed io ti ho portato questa ombrella!".

TUVOK: Bravo! Ed io poi… "Tu scendi dalle stelle, o mio capitano… Ed io ti ho replicato questa borsetta".

KIM: E io che porto? Lui l'ombrello… Quell'altro la borsetta, e io niente.

CHAKOTAY: Ma lei è giovane, che c'entra. Quella lo sa che…

KIM: No. Io voglio portare la borsetta.

TUVOK: E già… Io l'ho replicata e lui la porta!

KIM: E che me ne importa a me? La voglio portare io!

CHAKOTAY: Ma nossignore. Ecco qua. (Va al buffet e prende un piatto con un'arancia). Lei porta la lettera e l'arancia. E quando noi diciamo: "…E ti ho replicato questa borsetta" lei fa: "Tarà, tarà, tarataratà…". Ha capito?

Si sentono delle urla dal fondo della cucina.

JANEWAY: Chakotay! Chakotay!

CHAKOTAY: Che è successo?

Arriva Kes di corsa.

KES: Se n'è scappato il capitone…

CHAKOTAY: Eh?! E per questo urlate in questa maniera? Che ce ne importa?

KES: Eh? Ma il capitano, per acchiapparlo, ha urtato con la testa contro il focolare e si è fatta male.

CHAKOTAY: Che dici? E il capitone l'avete acchiappato?

KES: No! Venga, comandante Chakotay!

CHAKOTAY: Andiamo, andiamo. Vieni Kes.

Tutti vanno nel retro della cucina, e poco dopo ne escono portando Janeway fra le braccia, la quale ha un fazzoletto legato in fronte.

CHAKOTAY: Le fa male?

JANEWAY: Hai voglia…

CHAKOTAY: Guardate, guardate… Quella poteva perdere un occhio! Se invece di qua… Era qua… Moriva sotto il colpo! Ma lo vuole capire che certi servizi non li può più fare? È vecchia, se lo vuole mettere in testa o no?

Chakotay dà uno scappellotto a Janeway.

JANEWAY: Ah! Chakotay, mi fa male…

CHAKOTAY: Su questa nave ci vuole una donna delle pulizie. Una figliola forte, che possa lavorare sodo… Una bella contadina…

KIM: Si capisce. Una bella contadina.

TUVOK: E quattro guardie per lei!

CHAKOTAY: Ma il capitone l'avete preso? Dov'è scappato?

JANEWAY: Sotto il focolare.

CHAKOTAY: Vediamo se possiamo acchiapparlo. Venga, Kim.

KES: Capitano, le fa molto male?

JANEWAY: E come!

Chakotay, Tuvok E Kim, che erano andati a cercare il capitone sotto il focolare, tornano con gli altri.

CHAKOTAY: Guardiamarina Kim, ma lei è un cavallo, sa? Per poco non mi ha fatto spezzare una gamba! KIM: Io? Quello è stato Tuvok che per prendersi un'oliva…

TUVOK: Un'oliva? Lei ha buttato tutta la scansia per terra.

JANEWAY: Va bene, mettiamoci a tavola e facciamo finire questa serata! Harry, si è lavato le mani?

NEELIX: Anch'io devo andare a lavare le mani.

Escono Janeway, Neelix e Kim.

CHAKOTAY: Andiamo a prendere i regali e laviamoci le mani.

Escono Chakotay e Tuvok. Paris e Kes rimangono soli. PARIS: Io non volevo rimanere… Ma se vuoi me ne posso pure andare…

KES: Mò sarebbe peggio. Ma io l'ho capito: tu mi vuoi far passare un guaio con Neelix. Tu ti sei messo in testa di far succedere quello che non deve succedere.

PARIS: Hai ragione… Insomma, io per te non sono niente? Non sono niente più?

KES: Tom… Io non so io stessa cosa devo dire…

Paris e Kes si abbracciano e si baciano teneramente. In quel momento entra Neelix e si lancia su Paris. Cominciano a darsele di santa ragione.

NEELIX: Tu sei un uomo di niente.

PARIS: Carogna!

KES: No!… Tom!

PARIS: Non ti vuole bene Kes! Non ti vuole bene!

Entra Janeway con una insalatiera fumante. Rimane ammutolita davanti alla scena. Butta tutto a terra e chiama la sicurezza.

KES: Capitano, quelli si uccidono! Capitano! Neelix!

In quel momento entrano cantando Chakotay, Tuvok e Kim vestiti da re magi, portando in una mano i doni e nell'altra una stellina di Natale.

CHAKOTAY: Tu scendi dalle stelle, o Katherine bella, ed io ti ho portato questa ombrella…

TUVOK: Tu scendi dalle stelle, o mio capitano, ed io ho replicato questa borsetta…

KIM: Tarà, tarà, tarataratà…

Fine Atto Secondo

******************

ATTO TERZO

Alloggio del capitano. 28 dicembre, ore 7 del mattino. Luci soffuse. Janeway riposa; attorno a lei si trovano Tuvok, Chakotay, B'Elanna.

TUVOK: Ho fatto il caffè.

CHAKOTAY: Stiamo andando avanti a caffè.

TORRES: Il guardiamarina Shatner mi ha chiesto un colloquio privato.

TUVOK: Che vuole?

CHAKOTAY: Tenente, un sorso di caffè se lo deve prendere, se no come si sostiene?

TORRES: Se non prendo un poco di caffè, mi addormento in piedi.

CHAKOTAY: Ne porto altre due tazze.

TUVOK: Voi restate qua o salite in plancia? Io me ne debbo scappare…

TORRES: Il caffè è finito. Mò ne vado a prendere un'altra tazza.

TUVOK: Come sta il capitano?

CHAKOTAY: Ieri sera venne il dottore, la guardò e fece una brutta faccia.

TORRES: La notte come l'ha passata?

TUVOK: E chi ha dormito. Chiamava Neelix… Voleva a Neelix… Ha fatto un'arte.

CHAKOTAY: Io ho un buon presentimento. Ieri sera il capitano stava peggio, stava veramente male…Ma mò sta riposando bene.

TORRES: No, no… Janeway non mi persuade. Il braccio sinistro non lo muove più… La lingua si è tirata… E parla così…

TUVOK: Ma riconosce?

CHAKOTAY: Qualche volta sì e qualche volta no. Ieri sera mi sono avvicinato, le ho detto: "Katherine, sono io, sono Chakotay…". Indovinate per chi mi prese? Mi guardò un poco e poi disse: "Tu sei don Basilio". È rimasta impressionata perché una ventina di giorni fa partecipò al romanzo olografico "Il Barbiere di Siviglia".

TORRES: Un poco ci assomigli a don Basilio.

TUVOK: Siamo rimasti senza caffè.

Entra Kes.

KES: Glielo vogliamo dare un poco di brodo di pollo?

CHAKOTAY: Io direi di lasciar stare, quella mò si è assopita un poco… Lei che dice, tenente?

TORRES: È meglio che la facciate riposare.

TUVOK: Il dottore quando deve venire?

KES: Avrebbe dovuto essere già qua.

CHAKOTAY: E Kim?

TORRES: Sta cercando di comunicare con Neelix. Mò viene.

TUVOK: Io dovrei scappare. Ma vorrei aspettare che si sveglia il capitano. Mò aspetto che si sveglia, poi me ne vado.

CHAKOTAY: Kes, mò sei contenta… Glielo avevi giurato, che avresti fatto pace con Neelix e che tutto sarebbe finito… Hai visto che hai fatto succedere?

TORRES: E non glielo dire più. Quella poteva mai immaginare che succedeva quello che è successo?

TUVOK: Ha tenuto la capa tosta. Il fatto di tre sere fa è stato come una mazzata in capo per il capitano… Si sentì male e mò sta dentro il letto più di là che di qua… Non fa altro che chiamare Neelix… Vuole vedere Neelix, e intanto è il terzo messaggio subspaziale che gli abbiamo mandato, e Neelix non si vede.

CHAKOTAY: Neelix l'ha lasciata immediatamente. Se n'è andato da certi parenti suoi sul pianeta Romancio, e ha detto che non la vuole vedere più. Un'astronave distrutta…

TUVOK: Io me ne dovrei scappare.

TORRES: E che aspetta? Se se ne deve andare, se ne vada… È sempre l'eterno indeciso…

TUVOK: Io resterei, ma devo ricalibrare le quantiche di base dei phaser di poppavia.

Arriva Kim.

KIM: Ho mandato il messaggio subspaziale. Come sta il capitano?

KES: Sta riposando un poco, non farti sentire. Questo ragazzo, guardate che faccia che tiene. Sono tre notti che sta sveglio vicino al letto del capitano… Non sa più che fare; i corridoi della nave li percorre venti, trenta volte al giorno… E dicevano che era disamorato.

TUVOK: Basta, mò me ne vado.

JANEWAY: Neelix è venuto?

CHAKOTAY: Si è svegliata. Che ha detto?

TORRES: Vuole sapere se è venuto Neelix.

KES: Delira.

JANEWAY: NEELIX!

TUVOK: Madonna, che paura! Capitano, mò viene Neelix, più tardi arriva.

CHAKOTAY: Capitano, prendetevi un po' di brodo.

KIM: Capitano, la medicina…

KES: Più tardi, il dottore ha detto ogni ora.

KIM: E mò è passata.

TUVOK: Nossignore, ci vuole tempo.

KIM: Lei stia zitto.

TUVOK: Io sono il responsabile della sicurezza e posso parlare.

KIM: Mò vediamo…

TUVOK: E mò vediamo!

KES: Ma vi pare questo il momento di litigare?

Appare il dottore.

M.O.E.: Buongiorno a tutti. Come si va?

TUVOK: Dottore, vi aspettavamo con ansia.

CHAKOTAY: Kim, beva un caffè… Beva che le fa bene.

M.O.E.: Ha riposato stanotte?

TORRES: Ci ha tenuti svegli tutti quanti…

M.O.E.: Capitano, come andiamo? Lei sta una bellezza.

JANEWAY: Spero anche lei. Neelix… KES: Non è Neelix, è Tuvok… Ci sta pure Torres, e Kim… Sono venuti tutti a trovarla.

TUTTI: Capitano Katherine Janeway, buongiorno.

M.O.E.: Ma c'è troppa gente qua dentro. Ve lo dissi pure ieri.

TUVOK: Mò aspetto quello che dice il dottore, poi me ne scappo.

CHAKOTAY: Dottore, un poco di brodo di pollo…

M.O.E.: Aspettate, voglio visitarla prima.

Il dottore comincia a visitare Janeway, ma si ferma interdetto perché le sue mani hanno toccato qualche cosa di insolito. Cerca di capire al tatto, poi si decide e tira fuori da sotto le lenzuola un paio di scarpe.

TORRES: Uh… Scusate, dottore.

TUVOK: Le ha nascoste perché se no il guardiamarina Kim se le vende.

M.O.E.: Addirittura?

KIM: Già, io poi mi vendevo le scarpe del capitano…

TUVOK: Perché, si metteva paura?

Gestacci fra i due. Il dottore intanto finisce di visitare Janeway.

M.O.E.: Bene, bene… Andiamo meglio.

KES: Capitano, che c'è, non dice niente? L'altra volta, quando stette malata, parlava sempre lei. Racconti il fatto dei fagioli.

TUVOK: Uh, veramente… Qual è il fatto dei fagioli? Voglio sapere…

JANEWAY: Il fatto dei fagioli è importante… Neelix è venuto?

CHAKOTAY: Non ancora. TORRES: Ci racconti il fatto dei fagioli.

JANEWAY: Ero malata da otto giorni e il dottore mi faceva stare digiuna… Non mangiavo da otto giorni, tenevo una fame! Neelix quel giorno aveva fatto i fagioli con la pasta. Si era sparso un profumo per tutta la nave… Perché Neelix li fa come piacciono a me: un poco azzeccati sotto. Quando fu notte… Dormivano tutti quanti. Io so che quando Neelix fa i fagioli ne fa una quantità che basta per tre giorni… Ma Neelix quando viene?

KES: Mò viene, stava dicendo?

JANEWAY: Mi alzai, andai nella cucina e mi mangiai tutti i fagioli che stavano nel tegame… Mi feci nuova nuova. Il giorno dopo non tenevo neanche un poco di febbre! Venne il dottore e disse: "Ha visto? Se mangiava non le passava la febbre…".

KIM: Vedete che ciuccio…

M.O.E.: Io me ne vado perché ho delle visite importanti. Se ci sono novità mi chiamate.

Kes e Tuvok traggono in disparte il dottore.

KES: Dottore, come sta?

TUVOK: Vorremmo sapere qualche cosa…

M.O.E.: Kes, io ti conosco da bambina… Non ti posso ingannare. Katherine Janeway è stata sempre una bambina che considerava il mondo un enorme giocattolo… Quando ha capito che con questo giocattolo si doveva scherzare non più da bambina ma da capitano… Non ha potuto. Il capitano in Katherine Janeway non c'è. E la bambina aveva vissuto già troppo.

KES: Non ho capito, dottore.

M.O.E.: Povera Kes… Anche tu sei ancora una bambina.

KES: Ma si può salvare?

M.O.E.: Non bisogna disperare. Certo la batosta l'ha avuta piuttosto pesante… Ma ho visto dei casi peggiori che si sono risolti abbastanza bene…

TUVOK: E più tardi verrà?

M.O.E.: Una visitina la faccio. Buona giornata.

Il dottore svanisce.

CHAKOTAY: Guardiamarina Kim, levi le tazze da mezzo. In tre giorni se n'è andato più di un chilo e mezzo di caffè.

Tuvok si avvia verso la porta per uscire, ma si ferma perché si imbatte in Tom Paris che sopraggiunge in quel momento.

TORRES: E tu che fai qua?

PARIS: Non mi cacciate! Voi non sapete da tre giorni quello che sto soffrendo. Lo so, tutta la colpa è mia… Ma credetemi, mi vorrei trovare sotto terra. Volevo baciare la mano al capitano… L'ho voluta vedere. Non mi negate questa grazia.

JANEWAY: Gué, Neelix… Mi credevo che non facevi a tempo…Quello mi vuole bene Neelix, è vero? Dov'è Kes?

KES: Sto qua, capitano Janeway.

JANEWAY: Dammi la mano…

Janeway riesce a prendere la mano di Kes e la unisce a quella di Paris, che ha confuso con Neelix nel delirio della malattia.

JANEWAY: Fate pace in presenza mia, e giurate che non vi lasciate più. Giurate, giurate!

In quel momento entra pure Neelix. Vedendo quella scena, vorrebbe scagliarsi furente, ma viene trattenuto e sospinto a viva forza dai presenti fuori dalla stanza, per evitare ulteriori traumi al capitano.

JANEWAY: Voi siete nati l'uno per l'altro. Vi dovete voler bene… Harry, Harry…

KIM: Sto qua!

JANEWAY: Harry, non far prendere collera a Chakotay… Ti piace il presepio?

KIM: Sì…

JANEWAY: Che bel presepe! Quanto è bello!

Janeway muore.

FINE.

PS: Grazie a Eduardo De Filippo. Liberamente tratto da "Natale in casa Cupiello" ("Cantata dei giorni pari", Einaudi).





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