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DOMINO
di Diego Cugia
1998 - ERI RAI
di
Paolo
"Exidor" Longarini
In
quasi tutti i libri di fantascienza, il popolo dominante nel prossimo
futuro sarà quello giapponese.
In quasi tutti.
Nella maggior parte delle storie di un prossimo futuro, il "popolo" è fortemente
scontento della classe dominante e forze via via più numerose si alleano tra
loro per ottenere un cambio al vertice.
Nella maggior parte.
Hanno quasi tutti un'ambientazione geografica assurda, con stravolgimenti dettati
non da guerre ma da trattati economici.
Quasi tutti.
Domino no.
Non capirete l'ambientazione da descrizioni di monumenti, vie o città, gli unici
Giapponesi che troverete sono Giapponesi morti, le nazioni sono tutte lì dove
devono essere e nessuno vuole cambiare le cose. Tutti sono felici. Tutti stanno
bene. Tutti vogliono comprare. Comprare cinese. Dalla Lao Hong Kong Company,
per la precisione.
Ci troviamo di fronte al piano di conquista del mondo e dell'immortalità da
parte del fondatore della compagnia Lao Ching. Egli, con l'aiuto della tecnologia
acquisita dai Giapponesi (!!!), ha non solo costruito un'intelligenza artificiale
(seiseisei) capace di controllare ogni canale televisivo della Terra,
ogni abitante del pianeta, ogni singolo frusciare di foglia, tutto insomma,
ma ha anche sostituito i centri nevralgici del potere con uomini di sua fiducia.
Senza spargimenti di sangue o lotte politiche, si è limitato a clonarli. Ora
vuole arrivare al Papa o meglio, al papato, simbolo dell'anima della vecchia
Europa ed a Domino, la figlia del protagonista, Cesare Serpieri, la quale sarà
l'involucro in cui trasferirà la sua anima diventando così virtualmente immortale.
Naturalmente il libro tratta della lotta di questo padre, che vuole riprendersi
la figlia e impedire il piano di Lao.
Tutto sommato non sembra niente di nuovo né tantomeno avvincente.
E qui vi sbagliate.
Tutti noi quando leggiamo un libro costruiamo all'interno della nostra mente
il film dell'azione che stiamo seguendo. Questo è stato l'unico caso
che mi sia capitato di non farlo: in realtà era come se vedessi l'azione riflessa
su uno schermo messo alle spalle dell'autore. Lo vedevo fumare il sigaro mentre
picchiava la sua Olivetti.
Personalmente non ricordo di aver mai incontrato un personaggio tanto forte
eppure tanto "impotente" come Cesare Serpieri: gli maltrattano la figlia e nessuno
gli crede, la moglie scappa con il molestatore e lui continua ad amarla, il
padrone virtuale del mondo gli scatena contro tutto ciò che è scatenabile e
lui non può assolutamente fare nulla per contrastarlo. Eppure sa che avrà una
possibilità per riprendersi sua figlia. Non ha un amico, non ha un soldo, è
addirittura imprigionato, ma la sua rabbia è tanta quanto saldo è l'amore
per la sua famiglia, anche dopo un ulteriore tradimento della moglie.
La storia si sviluppa poi in un crescendo di misticismo e politica, i colpi
di scena sono misurati col contagocce, ma quelli che arrivano sono mazzate allo
stomaco. Paradossalmente quello che poi darà il via alla risoluzione del libro
è facilmente intuibile dalle prime pagine: si arriva quasi a dare del cretino
a Lao perché non se ne accorge (un po' come quei fessi dei film horror che entrano
nelle case stregate dove sono morte un fottio di persone prima di loro. Loro
entrano e tu ti incazzi rimpiangendo i soldi spesi per vedere l'ennesima boiata),
ma come dicevo prima non è nei colpi di scena che va cercata la bellezza
del libro.
La si trova invece nell'autenticità dei personaggi e nell'originalità dei loro
rapporti: i dialoghi di Diego Cugia sono di un impatto che non è possibile
descrivere (chi ha seguito Alcatraz alla radio lo sa). Pensate solo a cosa scrive
in quarta di copertina (ricordate, siamo in un mondo dominato dai Cinesi, dove
la pubblicità dei prodotti Lao è "Sii te stesso. Sii noi."), interpellato sulle
cause della grande e veloce ascesa dei Cinesi nel mondo: "L'Europa non doveva
giocare a ping pong con i Cinesi, doveva costringerli a giocare a calcio". Provate
ad entrare nella mente di un uomo capace di sintetizzare tutto ciò che c'è di
sbagliato al mondo in questa semplice frase: se ci riuscite, allora state già
cercando dove poter comprare il libro.
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