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CRONACHE
DELLA FRONTIERA
di
Antonella Bellecca
Capita
ancora, a molti di noi, di leggere Topolino. Capita di imbattersi in storie
di fantascienza; a volte capita addirittura di imbattersi in una nuova
serie che ci presenta i noti cani, gatti e topi sotto una veste completamente
nuova, catapultati lontano nel futuro e nello spazio... ed anche nel tempo,
durante una felice adolescenza da cadetti che tanti trekkers vorrebbero
poter davvero vivere.
Cominciamo col dire che le "Cronache della frontiera" sono un soggetto
di Giorgio Pezzin, che ne cura anche la sceneggiatura; finora (al momento
in cui vi scrivo) ne sono usciti quattro episodi. Lo stile scelto da Pezzin
è quello del flashback; la voce narrante è quella del robot Nazar-36,
il quale è incaricato di redigere, per il Consiglio Galattico, un accurato
rapporto su un personaggio che conosce molto bene: suo figlio adottivo...
Sì, perché in questa serie i robot sono buoni o cattivi, affettuosi o
mercenari; hanno tutti i sentimenti umani e un aspetto vagamente simile
a D3-B0... solo uno degli innumerevoli riferimenti a Star Wars.
Siamo nella seconda metà del XXVI secolo e le astronavi si muovono grazie
alla "ipervelocità". L'universo
immaginato da Pezzin vede una Confederazione Galattica che accoglie la
Terra, molti pianeti alieni e soprattutto le numerose colonie terrestri:
Terra 2, Terra 3, Terra 4... fino a Terra 32, la più esterna, la più periferica:
è qui che si svolgono le avventure dei nostri eroi. Carina l'idea di dare
lo stesso nome a tutte le colonie, non trovate? Su Terra 32 troviamo,
tra le altre cose, una magnifica Accademia Spaziale, il luogo dove si
svolgono i primi tre episodi e dove, anno dopo anno, si sviluppano e si
diversificano le personalità dei personaggi principali. Mi piace immaginare
che Pezzin abbia avuto sentore dell'ipotesi, relativa alla quinta serie
di Star Trek, di trasferire il fulcro degli avvenimenti dallo spazio
all'Accademia; probabilmente la quinta serie non sarà ambientata nell'Accademia,
ma giustamente Pezzin ha utilizzato il suo lavoro, sceneggiatore di fumetti,
per concretizzare quest'idea, delineando un'Accademia completa di aule
con maxischermo, laboratori e bidelli-robot.
Il
protagonista di "Cronache della frontiera", manco a dirlo, è Topolino,
un trovatello rinvenuto lattante nel relitto di un'astronave da carico
e adottato da Nazar-36. Sentite le commoventi parole del robot: "Il mio
turno operativo stava per finire e mi sarei annoiato a morte dietro a
un pannello di controllo della base. Lui invece riempiva le mie giornate
e non è mai importato che io fossi un robot". E così Topolino, assieme
ai suoi amici Pippo, Orazio e Gambadilegno, all'età opportuna entra all'Accademia
con il sogno di diventare pilota spaziale. È qui, durante una lezione
di Storia della Confederazione, che emerge per la prima volta uno strano
"potere", posseduto da Topolino, di cui egli non è pienamente consapevole,
che appare a tratti e del quale non possiede certamente il controllo:
la capacità di comunicare telepaticamente, ma anche di percepire un pericolo;
insomma, suppongo che anche voi, come me, stiate pensando alla "forza"
posseduta in maniera ancora acerba dal giovane e ignaro Luke Skywalker.
Tutte
queste notizie si apprendono fin dal primo episodio, "L'era della giovinezza"
(Topolino n. 2331 del 1° agosto 2000, disegni di Graziano Barbaro), che
vede Topolino e Pippo, cadetti al primo anno, salvare il padre di Pippo
dai loschi intrighi del suo socio in affari, il robot Iron-16. Simpaticissima
la mamma di Pippo, completa di parrucca arancione, maxi orecchini a stella
e grembiule da cucina con tante roselline rosse su sfondo rosa. Dispiace
dire, a questo proposito, che i personaggi femminili sono quasi inesistenti,
fortemente stereotipati e assolutamente di contorno.
Nel secondo episodio, "I nuovi mondi" (Topolino n. 2333 del 15
agosto 2000, disegni di Roberta Migheli), Pezzin affronta anche la tematica
dei contatti con civiltà sconosciute e nuove. Laggiù, oltre la Nube di
Oort, i dodici sistemi del Regno di Kurrshan stringono patti di amicizia
con la Confederazione e, grazie ad un progetto di scambi culturali, centinaia
di studenti alieni si riversano nelle aule dell'Accademia di Terra 32.
Tra questi anche Lorin... ma non voglio rovinarvi la sorpresa. Vi
dirò soltanto che appare qui un'altra singolare invenzione, quella dei
droidi mercenari; ecco il racconto di Nazar-36: "Dal loro asteroide-base
segreto accettavano incarichi illegali da chiunque potesse pagarli". Divertente
anche l'interrogatorio di un droide catturato: "Parla!". "Mai!". Inoltre
le strade degli amici di Topolino cominciano a dividersi; il cadetto Gambadilegno
compie un furto all'interno dell'Accademia, Topolino lo scopre e lo costringe
ad autodenunciarsi al rettore. "Il topastro me la pagherà..." ruggisce
(miagola...) il giovane delinquente.
Il terzo episodio, "La ragione e il cuore" (Topolino n. 2335 del
29 agosto 2000, disegni di Ettore Gula) vede l'ingresso nel nostro gruppetto
di amici di due ragazze (si fa per dire), le studentesse (si può dire
cadette?) Minni e Clarabella. L'incontro avviene all'esilarante ballo
di inaugurazione dell'anno accademico, dove facciamo la conoscenza dei
droidi da ballo: infili un gettone e il droide balla finché non si esaurisce
la carica... o finché non si fondono i circuiti, come può capitare se
si ha a che fare con una ballerina scatenata come Clarabella! Sentite
questo scambio di battute tra Pippo e un droide: "Ehi, amico, vuoi guadagnare
un centone? Lì c'è una ragazza che è uno schianto e…". "Scherzi? Quella
ha già fuso i circuiti a tre colleghi!". Comunque sia, Minni diviene ben
presto il centro di una accesa rivalità tra Topolino e Gambadilegno (ma
si è mai visto un gatto innamorarsi di un topo, anzi di una... va be',
avete capito); il giovane, il quale ha già una macchia nel suo curriculum
di cadetto, viene facilmente adescato da una banda di delinquenti che,
proprio facendo leva sulla sua infatuazione per Minni, lo avviano ad una
illegale attività di spionaggio fin dentro l'Accademia. È così che si
comincia; è così che molti, nella realtà, hanno cominciato. "Portami documenti
e notizie interessanti e potrai partecipare alla festa"... Il capo della
banda è una ragazza, Trudy, il terzo personaggio femminile della serie;
ben presto Trudy metterà gli occhi addosso a Gambadilegno, così come questi
li ha messi addosso a Minni. Una miscela di sentimenti esplosiva... La
rivalità tra i due cadetti si fa incandescente, al punto che Gambadilegno
arriva a sabotare una navetta con la quale Topolino e Minni partono per
una lezione "sul campo" di Biologia Aliena. La
navetta precipita in una zona desertica, ma fortunatamente (ne dubitavate?)
Topolino riesce a salvare se stesso e la sua ragazza. Viene aperta un'inchiesta
e salta tutto fuori: i furti al laboratorio, il sabotaggio... Alla banda
di fuorilegge non resta che scappare, rendendosi latitanti; per Gambadilegno
è la fine di un sogno. Ho trovato davvero interessante questo tentativo
di Pezzin di indagare l'evoluzione psicologica di Gambadilegno, da cadetto
dell'Accademia Spaziale e futuro ufficiale, a piccolo delinquente, a latitante.
Il suo primo pensiero, quando viene scoperto, è che sarà cacciato dall'Accademia,
e le sue ultime parole "Non volevo che finisse così!". Trudy invece appare
come la classica ragazza dei bassifondi (altro che micina...), dura e
spietata, già abbastanza esperta e smaliziata da capeggiare una banda
e, soprattutto, da portare lucidamente alla perdizione un cadetto che,
tutto sommato, avrebbe potuto ancora redimersi.
Ed
eccoci arrivati al quarto episodio; ahi, nota dolente... ("La grande
delusione", Topolino n. 2340 del 3 ottobre 2000, disegni di Nicola
Tosolini). È con profonda delusione (appunto...) che ho scoperto che questo
episodio NON è un racconto di fantascienza ma un classico "giallo", dove
il personaggio di Topolino da cadetto e futuro pilota spaziale torna nei
panni del detective (con i poteri extrasensoriali, poi...). Infatti l'Accademia
è finita, i nostri amici ottengono il loro bravo diploma e ricevono le
loro destinazioni, sparpagliandosi per l'universo. Solo Topolino, a causa
della sua statura, non ottiene il brevetto di pilota; la disperazione
è tale che va via da casa e comincia a vivere di espedienti, interrompendo
i rapporti con tutti i suoi ex compagni di Accademia. Emerge a questo
punto la capacità di Pezzin di utilizzare le immagini cinematografiche
di film che sono radicati nella nostra memoria, calandole in un contesto
"topolinesco". È
sera, piove a dirotto, Topolino sconsolato guarda da un ponte il fiume
ribollire (si dice sempre così) di sotto; ma ecco che all'improvviso un'automobile
si ferma, un tizio di mezza età gli chiede un'informazione, in breve lo
carica e lo porta a casa sua, salvandolo da una misera fine. Non vi fa
venire in mente "La vita è meravigliosa" di Frank Capra, quando l'angelo
Clarence riesce a distogliere James Stewart dall'idea di suicidarsi e,
successivamente, gli insegna a vedere la vita con occhi diversi? Ma chi
è questo tizio di mezza età? Ahimè, è il commissario Basettoni, che si
rivela un vero angelo custode per Topolino. In cambio, manco a dirlo,
questi lo aiuta a risolvere un caso di furti misteriosi. Due sono le invenzioni
degne di nota di questo episodio: il robot-cuoco Wirp (come Wirpool?),
con forno incorporato, grembiulino rosa, baffetti alla francese e mestoli
e presine che gli penzolano dalla schiena; e la pianta-ladra che gioca
con Pluto e parla la lingua vegetaliana.
Ebbene, spero che nei prossimi episodi si torni ad un'atmosfera più marcatamente
fantascientifica; spero che il destino di Topolino, almeno nel XXVI secolo,
non sia quello del detective! Rimangono alcune domande senza risposta:
come mai il Consiglio Galattico si interessa a Topolino? Quali sono l'origine
e lo scopo del "potere" posseduto da Topolino? Quali sono la "grande occasione"
di Terra 32 e la proposta di questa al Consiglio, alle quali si accenna
nel primo episodio? E, soprattutto, "Cronache della frontiera"
avrà una conclusione o è l'ennesima serie "aperta"?
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