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EPPUR SI MUOVE...
di Domenico
Ciccone
Come già sostenuto in un precedente articolo, il fatto che gli episodi, inediti
o meno, di una serie trek vengano trasmessi col contagocce e ad orari assurdi,
non vuol dire che del mondo di Star Trek non si parli, nei mezzi di comunicazione
di massa, per volontà o anche solo per caso.
Voglio ora tentare di spingermi oltre: il concetto che voglio esprimere è che,
a mio parere, la filosofia trek è sempre più radicata nel vissuto quotidiano
di un numero sempre crescente di persone, non solo come passione ma anche come
elemento inconscio del proprio carattere e del proprio linguaggio. Tutto ciò
viene fuori da spunti televisivi illuminanti, a patto sempre di saperli recepire
come tali.
Mi
rendo conto che può sembrare azzardato e leggermente maniacale pensare
che Star Trek e tutto ciò che lo circonda siano radicati in una
cultura sociale solo perché si percepisce qualche flebile riferimento
nella televisione generalista ma, come amo spesso pensare, semplici riflessioni
personali potrebbero arrivare ad essere materia di dibattito tra chi credeva
di essere il solo ad avere una certa opinione e chi, non trovandosi d'accordo,
voglia farlo sapere.
Ho parlato di televisione generalista poiché penso che le tv tematiche satellitari,
che sicuramente offrono a ST un trattamento migliore, siano ancora troppo poco
alla portata dei fans, principalmente per i costi: questi sono certamente in
costante ribasso, ma tra decoder ed eventuali abbonamenti le spese da affrontare
sono ancora notevoli. Inoltre quello che vorrei tentare di dimostrare è che
anche, anzi soprattutto, da semplici citazioni o da giochi di parole ascoltati
in tv o letti da qualche parte si capisce il grado di penetrazione di Star
Trek nel quotidiano della gente, non solo degli appassionati.
Il
primo riferimento è all'ormai notissimo "Grande Fratello", l'esperimento-varietà
che ha confinato in una casa isolata dal mondo dieci persone che non si
erano mai viste prima e che vengono riprese dalle telecamere 24 ore su
24. Il regolamento prevede che ogni due settimane venga eliminata una
persona, cosa che si verifica in diretta su Canale 5 il giovedì sera;
durante la serata che ha visto l'eliminazione della prima concorrente
mi ha particolarmente colpito una citazione di uno degli altri abitanti
della casa, al momento di accompagnare l'esclusa alla porta. La citazione
è questa.
Semplice riflesso? Cosa detta senza pensare? Me lo auguro vivamente! Infatti
il collegare immediatamente e riflessivamente la parola "trek" all'aggettivo
"star", detto poi in un contesto dove non si parlava di fantascienza né si giudicavano
i gusti in materia, mi fa riflettere su quanto fortemente sia radicato anche
solo il nome di Star Trek nell'universo mediatico di cui un po' tutti
ci nutriamo.
Considerando
inoltre che il personaggio in questione, almeno dall'identikit diffuso,
non risulta essere appassionato di ST, sci-fi o fantascienza in genere,
e che non risulta nella casa si sia mai discusso di questi argomenti,
la citazione acquista un valore, direi, "sociologico". È un po'
come fare il test "ti dico una parola, dimmi la prima cosa che gli associ
"; in questo caso….star? trek!
Altro
elemento su cui vorrei puntare l'attenzione è relativo al programma "Rido"
in onda su Raidue il venerdì con spostamento al lunedì dal 16 ottobre.
Uno dei siparietti del programma si intitola "Star Trash" e si
basa sul viaggio nel tempo di un uomo del 3000 che torna indietro fino
al 2000 e dibatte sulla situazione della televisione di quel tempo. Anche
in questo caso l'assonanza, chiaramente voluta, invita a riflettere sulla
scelta fatta. Dovendo infatti imbastire una gag basata su viaggi nel tempo
e satira televisiva, gli autori hanno pensato ad un gioco di parole fondato
su Star Trek, anche se in realtà non c'è alcun riferimento a fatti
o personaggi all'interno dei vari sketch. Ma la cosa importante è stata
il solo pensarci, il ritenere che la cosa migliore per evidenziare un
numero comico che avesse attinenza con lo spazio fosse quella collegarlo
in qualche modo con Star Trek.
Pensiamoci bene: tanto RAI quanto MEDIASET hanno sempre sollevato la questione
di ascolti non esaltanti per giustificare il fatto che in Italia non venissero
acquistati episodi inediti di Star Trek, o che questi episodi venissero
mandati in onda ad orari assurdi; ma quando si è trattato di fare ambientazioni
di parodie, revivals, finanche televendite, si è ricorsi i moltissimi
casi a Star Trek (e penso a trasmissioni come "Paperissima"
o gli speciali di Fazio). Mettiamo
da parte per un attimo le prese in giro più o meno evidenti di conduttori
più o meno dotati di cervello quando si decide di invitare in un programma
televisivo qualche appassionato, magari in uniforme, e pensiamo a questo:
accade ormai di frequente in tv che quando non si affronta specificamente
la fantascienza, Star Trek viene fuori in qualche modo non perché
sia un telefilm di fantascienza, ma perché sia parte strutturale della
televisione e come tale parte della quotidianità di tutti, non solo degli
appassionati.
Il dibattito è aperto.
Alla prossima.
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