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IL "DILEMMA"
SETTE DI NOVE
di Fabiano
"Langley" Piccione e Matteo
"Norton" Bistoletti
Nonostante gli orari a cui ci viene proposta la nostra saga preferita siano
a dir poco raccapriccianti e privi di ogni benché minima regolarità, credo
che quasi tutti i Trekker italiani abbiano visto con piacere gli episodi
inediti in italiano di Star Trek: Voyager trasmessi da Rai 2. Impossibile
quindi non notare il cambio della guardia avvenuto a bordo della USS Voyager.
L'aliena
okampa Kes, salita a bordo all'inizio delle avventure nel quadrante Delta
nell'episodio pilota "Il Guardiano", ha abbandonato la nave evolvendosi
in una potente forma di vita energetica e regalando alla sua nave ed ai
suoi amici un salto spaziale di diversi anni luce. Al suo posto, dopo lo
scontro con i Borg avvenuto ne "Il patto dello Scorpione", è arrivata
Sette di Nove, ex drone borg separatasi dal Collettivo nella suddetta puntata.
Sette di Nove, all'epoca Annika Jansen, fu assimilata da piccola e ricorda
ben poco della sua natura umana; la Janeway cerca di reintrodurvela nel
corso delle puntate, inizialmente in modo forzato, causando non poche perplessità
tra i fan di tutto il mondo.
Un cambiamento del genere non è un fatto nuovo all'interno del mondo della
televisione, compreso Star Trek. Spesso queste scelte dono dettate da due
fattori: la volontà di un attore o attrice di lasciare la serie oppure l'eterno
problema degli ascolti. Si sa che purtroppo Star Trek non naviga in buone
acque da quando The Next Generation è finita, e questo probabilmente
non va molto giù ai dirigenti Paramount. Inoltre Voyager porta il
fardello di essere il programma di punta dell'emittente Paramount UPN, incarico
che le precedenti serie si erano evitate andando in onda su svariate emittenti
locali.
Alla fine della terza stagione gli ascolti e la serie necessitavano di
una scossa rivitalizzante. Accadde lo stesso con la serie sorella Deep
Space Nine; per risollevare gli ascolti scesi dopo la fine di TNG
si decise di riproporre uno dei personaggi più popolari della suddetta
serie: Worf. Questo portò un'ondata innovativa alla serie che, unita indubbiamente
ad un crescente livello qualitativo delle storie, le permise di sopravvivere
fino al suo settimo anno.
La stessa
tattica era impossibile per l'ultima incarnazione Trek, dal momento che
sarebbe risultato difficile coinvolgere un personaggio famoso dal quadrante
Alfa, a quasi 70.000 anni luce di distanza. Così si optò per una scelta
ancora più coraggiosa: l'ideazione di un personaggio nuovo di zecca che
potesse attirare il pubblico.
Jennifer Lien lasciò la serie all'inizio della quarta stagione; al contrario
di quanto accade a Denise Crosby (Tasha Yar, TNG) o a Terry Farrel (Jadzia
Dax, DS9), le svariate voci dicono che alla Lien fu chiesto di lasciare
il cast visto lo scarso successo e la difficoltà di scrivere per il suo
personaggio. Comunque ricordo che, già ai tempi, giravano voci per le quali
la Lien non sembrava contenta del suo lavoro, che giudicava troppo stressante,
soprattutto a causa del serratissimo mondo a cui il marchio Trek è sottoposto
(tra cui le svariate Convention e folle di fan a cui firmare autografi).
Voci a parte, gli sceneggiatori di Voyager avevano bisogno di qualcosa
di forte per richiamare il pubblico…e lo trovarono!
L'arrivo di Sette di Nove giovò senz'altro alla serie, che venne comunque
migliorata anche da un maggiore livello qualitativo delle nuove storie.
Ma l'arrivo della ex-Borg portò anche scissione tra le opinioni dei fan;
chi trovava Sette di Nove un personaggio interessante e chi, invece, la
considerava solo un triste mezzo commerciale a cui Star Trek si era dovuto
abbassare nel suo momento di massima crisi. I Borg sono sempre stati tra
le razze più amate di Star Trek e l'inserimento di un personaggio borg fisso
apriva molte prospettive interessanti, costituendo soprattutto un nuovo
stimolo per il pubblico; l'unico neo, forse, sta nel fatto che questa razza
sia alla fine stata sfruttata in modo eccessivo.
Ma
non è solo questo ciò che rende Sette di Nove un personaggio controverso;
Jeri Ryan è davvero una bella attrice e ricorda, a primo acchito, le bellezze
a cui serie come Baywatch (ormai emblema di una TV superficiale che gioca
tutto sull'immagine) ci avevano abituati. Il paragone è agghiacciante,
ma sono in molti a pensarlo; la Ryan è in fondo davvero una bella donna,
con un corpo molto accattivante, che gli sceneggiatori notarono e misero
bene in mostra confezionandole un'ottima tutina aderente. Niente di meglio
per attirare un folto pubblico, no?
Ecco alcuni passaggi di mail giunte in Mailing List che supportano questa
teoria:
Cercare di conquistare la fascia di pubblico più giovane inserendo la
Ryan è una mossa da serie di categoria inferiore, anche perchè chi vorrebbe
poter affermare di avere attirato la categoria dei giovani maschietti sfigati?
La Sirtis, per esempio, è una bella donna ma la sua è una bellezza discreta.
La Ryan invece è esibita.
(…) Visto che era una Borg, a mio parere, era più giusto e logico lasciare
al personaggio di Seven qualche segno in più sul suo fisico legato al suo
passato che un paio di placchette sul volto. (…)
So benissimo che non dovrei farmi ingannare dalla bellezza (…) di Seven,
in fondo - seppur difficile - era pur sempre plausibile che la Borg fosse
'sto pezzo di figliola; però Seven non dovrebbe averne coscienza... eppure
è sempre ben truccata e pettinata. Se di umano ha poco, dove cavolo è andata
a prendere tutta sta attenzione per il suo aspetto? (…)
Un'altra:
Ho potuto rendermi conto che, nonostante il mio amore per Voyager e per
Star Trek in genere, a parte Jeri Ryan, che Dio solo sa quanta polvere magica
c'è voluta per farla così 'bona', il personaggio di 7di9 è proprio una vaccata.
Una Borg che esprime dei sentimenti, che va a contraddire tutto ciò che
è stato fatto prima dalle altre serie, solo per la necessità di mettere
nel cast un'attrice che ha due tette come quattro volte la mia testa, allora
vuol dire che gli sceneggiatori sono dei cani. O che Voyager, e mi perdoni
chi è stato vittima della precedente polemica, è un volgare (sotto)prodotto
commerciale della Paramount per cercare di tirare altra acqua al suo mulino
dopo la fallimentare impresa cinematografica (…)
Il dibattito
ha preso ben presto piede anche nella Mailing List redazionale dello STIM.
Insomma tutto quello che sostengono i detrattori di Sette di Nove, riassunto
nelle righe e negli interventi qui sopra, è vero. Indubbiamente Sette è
un trucchetto scaltro per attirare un folto pubblico, ma il punto è: tutto
qui? Il personaggio di Sette di Nove si ferma qui o almeno gli sceneggiatori
hanno cercato di fare un buon lavoro con lei, un lavoro che soddisfacesse
non solo lo spettatore occasionale ed i suoi ormoni impazziti, ma anche
il Trekker con la "T" maiuscola? Insomma la Ryan è una brava attrice? Il
suo personaggio è interessante oltre il suo aspetto fisico, ha uno spessore
che non si possa misurare in centimetri? E soprattutto se queste due ultime
condizioni sono soddisfatte, è dopotutto un male che ci sia un personaggio
dalla alta carica erotica oltre che psicologica tra le fila di un equipaggio?
Non dimentichiamo che espedienti del genere non sono nuovi, nemmeno per
Star Trek; dalle minigonne portate dagli ufficiali donne della Serie
Classica alle svariate inquadrature di Kirk a torso nudo.
Noi crediamo che gli sceneggiatori (dopotutto ci ha lavorato il bravissimo
Joe Menosky, già scrittore di ottime storie per TNG e considerato il 'salvatore'
di Voyager) abbiano fatto un buon lavoro su questo personaggio, a
prescindere da tutte le incongruenze o i luoghi comuni gettati sul suo conto.
La sua estraneità iniziale, la sua umanità repressa ed imposta, il suo rapporto
con Janeway e, in seguito, con il Dottore Olografico sono espressi molto
bene. In definitiva Sette di Nove è diventata l'ennesimo "occhio alieno
sull'umanità" a cui Star Trek, e i suoi fan, sono affezionati da sempre:
ha ricevuto il testimone portato prima da Spock, poi da Data ed infine dal
Dottore (forse ormai troppo 'umanizzato' per esserlo ancora).
Sempre
dalla nostra Mailing List:
Prendi un bambino che ha avuto una normalissima infanzia, a 5-6 anni
viene assimilato dai Borg e vive tutta la sua vita adulta all'interno della
Collettività, poi improvvisamente si ritrova al di fuori del Collettivo
e in mezzo a quella che era la sua specie di origine, per di più costretto
a cercare di recuperare la sua umanità perché la situazione e le
altrui decisioni non gli lasciano alternative. Mi sembra sia un bellissimo
personaggio.
Poi prendi un'attrice, alta, bella, bionda e con le 'puppe' a pera...
Apparentemente sono due cose diverse, ma se le mescoli insieme...
Se l'attrice è brava, non mi sembra il caso di stracciarsi le vesti perchè
è anche bella. Mi lamento continuamente del fatto che Star Trek non dà abbastanza
spazio alla sensualità e alla sessualità, ben venga Jery Rian se serve allo
scopo! Basta coi fisici asciutti, le intellettualoidi e le isteriche, finalmente
un po' di sana carne!!!
Ma qual'è il problema, se c'è della gente che si avvicina a Star Trek per
guardare Sette di Nove e poi resta affascinata dalla vera natura dello show,
cosa c'è di male? Star Trek resta comunque un prodotto, deve poter essere
venduto per poter continuare a vivere. Mantenendo le sue caratteristiche
più vere, è ovvio, ma strizzando l'occhio al mercato.
Il dibattito è aperto; credo che ognuno di noi abbia avuto le sue sensazioni
quando ha visto il personaggio di Sette. Insomma è un buon personaggio o
è solo l'ennesima 'Playmate' televisiva? Siamo curiosi di sapere la vostra
opinione su questo personaggio, che tra critiche ed elogi è ormai entrata
con prepotenza nel mito Star Trek…anche in Italia!
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