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MARTOK
di Susanna Ricci
In
occasione della prossima Convention Nazionale dello STIC, che si terrà
nelle giornate 9 - 12 novembre 2000 a Bellaria, verranno ospitati gli
attori Robert O'Reilly (il cancelliere Gowron in TNG e DS9) e J.G. Hertzler
(il Generale Martok in DS9).
Visto che si tratta di pane per la mia rubrica, e visto che sicuramente
moltissimi di voi parteciperanno alla Sticcon, eccovi alcune considerazioni,
al solito molto personali, sulle imponenti figure interpretate dai due
attori. Partiamo questo mese con una analisi del Generale Martok.
È un personaggio che nasce un po' in sordina, tanto che, inizialmente,
pare essere uno dei soliti figuri di secondo piano che parteciperanno
ad una puntata, massimo due, e che poi verranno lasciati da parte per
restituire il posto ai regolari della serie.
Invece il suo personaggio si ingigantisce con il passare del tempo e,
come un buon vino, diventa sempre migliore.
Della sua vita privata sappiamo che è figlio di "proletari" e che deve
guadagnarsi il suo posto di generale faticando duramente per dimostrare
il proprio valore: non ha una nobile famiglia alle spalle che possa fargli
da supporto per entrare da subito a far parte di un equipaggio in cerca
di gloria ed onori, anzi in prima istanza la sua domanda di ammissione
viene rigettata proprio perché non sufficientemente raccomandato.
Il
popolo Klingon era stato ampiamente riabilitato durante lo sviluppo di
TNG ed era stato promosso da accozzaglia di vili, infidi e poco raccomandabili
soggetti, a popolo fiero, ricco di tradizioni e dedito all'onore.
Fino ad un certo punto.
Anche in TNG si cominciano ad intravedere le prime magagne derivanti dalla
sete di potere di coloro che governano Qo'noS e Worf è quello che ne paga
le conseguenze peggiori.
In DS9 la meticolosa ricostruzione della storia Klingon continua e si
arricchisce di affascinanti particolari su Khaless, la divisione in case,
i rituali di corteggiamento, di guerra e di successione.
E vengono al pettine ancora più intrighi.
Martok inizia la propria carriera a fianco del Cancelliere Gowron, durante
il telefilm in due puntate che apre la quarta stagione e che dà
il benvenuto anche a Worf: la guerra con il dominio è appena agli inizi,
i mutaforma sembrano essere ovunque, occultati tra le genti del Quadrante
Alfa; forse prendono addirittura il posto delle più alte personalità politiche
della Federazione (umane e non) e, da dietro le quinte, pilotano abilmente
gli schemi di una invasione non violenta ma efficacissima.
È un periodo di grande confusione e di immensa paranoia: se non
sai che forma assume il tuo nemico, diventa quasi impossibile combatterlo.
Anche persone di cui si ha sempre avuto la massima fiducia potrebbero
in realtà nascondere bruttissime sorprese e visto che nessuno si fida
di nessuno potrebbe essere arrivato il momento giusto per rompere un po'
i vecchi schemi e le vecchie alleanze: i Klingon sono pronti a dare battaglia,
non si sa bene a chi, ma sono in piena tempesta ormonale e con qualcuno
devono prendersela!
Se la prendono con i Cardassiani e siccome sono in fondo in fondo dei
bambinoni molto cresciuti, visto che la Federazione decide di non giocare
con loro, se la prendono anche con la Federazione, sogno che covavano
già da quando avevano firmato per la prima volta il trattato di Khitomer.
In
tutto questo parapiglia, la figura del generale emerge come un faro nella
nebbia: prigioniero dei Jem'Hadar per un lungo periodo, perde l'uso di
un occhio (che l'attore J.G. Hertzler dichiara essere l'unico occhio buono
che ha, costringendolo ad esibizioni non sempre perfette e a capitomboli
rovinosi addosso ai cameramen durante le riprese…) ed acquista un fan
convinto in Worf.
A dire il vero "l'innamoramento" tra i due è reciproco, forse perché in
fondo sono entrambi dei paria: Worf non ha più un casato di riferimento
da quando ha accettato il disonore per salvare l'Impero; Martok, come
già accennato, non proviene da una famiglia nobile e non può contare sull'appoggio
di nessuno, se non sul proprio valore.
Entrambi hanno molto da dimostrare agli altri - e soprattutto a se stessi
- e diventa inevitabile che due anime così simili si cerchino ed alla
fine si trovino.
Nasce così una profonda amicizia, che ben presto travalica il semplice
rapporto tra camerati per diventare un legame affettivo familiare che
lega i due con un patto di sangue (e come altro poteva essere un patto
Klingon?) Martok rimane molto colpito dalle doti di combattente e dal
valore di Worf, lo aiuta in più di una occasione e gli offre infine l'appartenenza
al suo casato, adottandolo a tutti gli effetti.
Come
scrivevo infatti nell'articolo del mese scorso, Martok sarà uno dei compagni
di Worf nella preparazione del matrimonio e la moglie di Martok, Sirella,
sarà la madrina d'onore della cerimonia.
Worf per parte sua farà parte spesso dell'equipaggio della nave da battaglia
Klingon capitanata dal generale, in qualità di primo ufficiale, durante
le sortite contro il dominio, così come ne farà parte anche Alexander.
Martok è un generale che sa fare il suo mestiere; la sua nave, coinvolta
in decine di battaglie, riesce sempre a tornare a casa con onore ed i
suoi commilitoni sanno che combattere al suo fianco significa imparare
ogni giorno qualcosa di nuovo sulla guerra e sulla vita. Ogni giorno è
buono per morire e ascendere agli onori delle ballate klingon, ma Martok
sa il fatto suo, sa come condurre una battaglia, come coinvolgere il suo
equipaggio e come uscire vincitore. Per alcuni versi può ricordare il
vecchio Kirk, con il quale avrebbe forse potuto dividere più di un barile
di blood wine.
Ha anche altri punti in comune col caro Capitano, non ultimo un destino
non desiderato, ma ciononostante accettato per senso del dovere e dell'onore:
Martok dovrà diventare Cancelliere dell'Impero e prendere sulle proprie
spalle la responsabilità di tenere unito il popolo Klingon, di farlo ancora
una volta risorgere dalle proprie ceneri, di tenerlo focalizzato verso
il futuro e la ricostruzione, dopo una guerra assurda e debilitante. Ma
perché le figure Klingon ci appaiono così maestose e ricoprono un fascino
così irresistibile?
Forse perché, quando sono "veri" Klingon, mostrano una fragilità così
disarmante nella loro integrità morale da farceli apparire come autentici
eroi: sono forti, valorosi, guardano con la stessa serenità la morte e
la vita, godendosi ogni momento di quest'ultima con una passione ed un
trasporto tali da far veramente riflettere.
Apparizioni:
The Way of the Warrior
Apocalypse Rising
In Purgatory's Shadow
By Inferno's Light
Soldiers of the Empire
Call to Arms
Blaze of Glory
A Time to Stand
Sons and Daughters
Favor the Bold
The Sacrifice of Angels
You are Cordially Invited
Far Beyond the Stars
Tears of the Prophet
Image in the Sand
Shadows and Symbols
Treachery, Faith and the Great River
Once More into the Breach
The Emperor's New Cloak
Chimera
Strange Bedfellows
The Changing Face of Evil
When It Rains
Tacking Into The Wind
The Dogs of War
What You Leave Behind I/II
Breve
dialogo tra i due attori, durante una convention tenutasi a Berlino:
JOHN: What do you want to be when you grow up? [...]
ROBERT: Did you see that new show?
JOHN: Yeah, what, you mean that space-show?
ROBERT: Yeah, that Star Trek thing... Hey, man... You asked me what I
wanted to be when I grow up? You know, when I grow up... I think I got
it man... I think I got it... Yes, yeah. I think I'd like to be head of
the Klingon Empire.
JOHN: Oh, so do I, man! I want to be head of the Klingon Empire, too!
E un pensierino per voi: un messaggio
per segreteria telefonica con la possente voce del Generale Martok!
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