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WARP
MAIL
a cura di Rossella
"DrBev" Marchiselli
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Riguardo all'articolo "Fuori campo"
(STIM 14) di Rossella "DrBev" Marchiselli.
Raramente mi è capitato di leggere qualcosa di più scioccante dell'articolo
in oggetto.
Forse avrei dovuto aspettarmelo, visto il tema dell'intero numero dello
STIM e il titolo dell'articolo.
Scusate, forse avrei dovuto presentarmi prima.
Mi chiamo Remo Di Loreto, vivo a L'Aquila e posso dire di aver conosciuto
Star Trek fin dai primi anni in cui apparve in Italia - almeno credo -
per la prima volta, se non ricordo male verso il 1981 o giù di lì... Il
primo episodio che vidi fu "Oltre la Galassia", secondo pilot della serie
classica.
Non sto certo pensando di raccontare la storia di Star Trek; basti dire
che per me è stata per anni semplicemente una delle tante cose che mi
piacevano, ma non la seguivo particolarmente. Vidi al cinema "ST III"
e "ST IV" (abbrevio i titoli), se non altro perché furono gli unici film
che fu possibile vedere al cinema nella mia città.
La grande passione esplose circa tre anni fa, quando m'interessai anche
al mondo dell'audio/video, comprai un lettore di laserdisc e scoprii che
erano disponibili i laserdisc di "Generazioni" e "Primo contatto".
Fu una sorta di scintilla che provocò una specie di esplosione: da allora
tornai a guardare tutto ciò che riguardava la nostra amata serie, o meglio,
varie serie, perché a me piace TUTTO di Star Trek, quindi ho comprato
la rivista in edicola (quella finita a capodanno), gli Star Trek Official
Files, le videocassette dei film, i laserdisc di "ST - The Motion Picture",
"ST II", l'episodio pilota nonché, e qui viene il grosso, ho sopportato
non so più quante ore di lavoro al videoregistratore nelle ore più disparate
della giornata e della nottata per registrare DS9 e VOY, ovviamente solo
le prime tre stagioni, nonché attualmente TNG su Italia 1 e la classica
attraverso un amico che mi presta le videocassette.
Non vorrei dimenticarmi ora dei modellini di astronavi che ho comprato
nei negozi di modellismo o all'Expocartoon di Roma, o dei modellini virtuali
da disegnare su computer in ray-tracing scaricati via Internet. E nemmeno
poi delle riviste on-line, altro impegno non da poco. Ah, dimenticavo,
ci sono anche svariati libri ed altro ancora...
A questo punto credo che debba precisare che ho la veneranda età di 33
anni, sono laureato in Fisica e da circa cinque anni lavoro in una serissima
fabbrica di semiconduttori.
Cosa mi ha tanto scioccato? Alcune affermazioni sono talmente "vere" che
fanno immediatamente pensare che sì, forse è vero che i Trekker sono persone
che si staccano dalla realtà e Star Trek in fondo non è che un rifugio
che li distoglie dai brutti pensieri e dalle delusioni della vita reale
(come succede a Barclay sul ponte ologrammi).
Poi il fatto che nelle serie possiamo trovare occasioni di parlare di
argomenti interessanti in maniera intelligente e costruttiva può benissimo
essere solo una scusa. In Star Trek si parla di accettazione di ogni tipo
di diversità, impegno nel lavoro, droga, lealtà, rispetto delle tradizioni,
delle idee altrui e così via (ora non mi va di stare a fare un altro di
quei lunghi elenchi già letti e sentiti tante volte)? Se tutto ciò non
ci fosse stato e a noi fosse piaciuta lo stesso, non le avremmo probabilmente
comunque dedicato del tempo?
E' vero, Star Trek non mi aiuta a guadagnare la pagnotta, né a fare una
figura migliore nei colloqui, anzi... E qui tocco il punto più dolente,
tra poco vi dirò perché. A questo proposito, accettate un suggerimento:
quando si tratta di esami, colloqui, qualsiasi rapporto "serio" con gente
non appartenente alla nostra schiera di amici (e a volte anche in quest'ultimo
caso...), non potete permettervi il lusso di sperare in qualche tipo di
comprensione da parte loro, quindi non sia mai che vi lasciate sfuggire
cose come "Io sono appassionato di fantascienza" o "di fumetti" o "di
cartoni animati", se non volete immediatamente scadere in stima.
Perché il punto è dolente? Perché sono cose da me amaramente verificate
e sperimentate personalmente e per quanto mi riguarda sembra che io questo
tipo di guai me li vada a cercare con il lanternino. Non mi basta Star
Trek, a me piacciono - appunto - i fumetti, i cartoni animati (e pure
giapponesi), i film di fantascienza o comunque fantastici, i giochi di
ogni tipo, anche quelli di ruolo, la pittura di miniature e modellini
di astronavi; inoltre la passione per i cartoni e fumetti giapponesi mi
ha portato anche a comprare e ascoltare dei CD musicali giapponesi ad
essi relativi.
Per quanto riguarda lo sport, purtroppo, non mi piace il calcio - questo
avrebbe potuto farmi guardare un po' di più come persona normale - né
tennis, automobilismo/motociclismo/ciclismo. In TV riesco a sopportare
solo ginnastica, atletica o arti marziali; da praticare mi piace solo
il body building (ed anche per questo si torna quanto detto sopra) e,
se capita, fare un po' di corsa o andare in bicicletta. Mi piacerebbe
nuotare ma so farlo come un ferro da stiro.
Quindi capisco benissimo come tu possa esserti sentita in occasione del
fatto del portachiavi. L'appassionato "adulto" deve camuffarsi, è vero;
purtroppo io non posso farlo totalmente, non mi rimarrebbe niente di palese
da mostrare.
Ormai ho definitivamente appurato che è la maggioranza che conta, si deve
sembrare come gli altri, non importa quanto possa ci possa essere di buono
- per chi lo conosce bene - in ciò che un singolo ha di diverso dagli
altri. Non voglio allungare ulteriormente il discorso, perché sarebbe
inutile.
Volevo solo ribattere ad un paio di questioni. Che un non trekker ci batta
regolarmente a tennis, ammesso di estrapolare il discorso a qualcosa di
generale, non credo sia vero, cioè non credo che il nostro essere trekker
ci faccia essere mediamente più scarsi degli altri in altre cose.
Infine, devo dire che purtroppo mi ha abbastanza ferito la frase "...con
fantascienza si intende Dick, Asimov, Heinlein, perché sono SCRITTORI
e scrivono BENE, e che Star Trek è roba da dementi..."
Vada per l'adulazione degli scrittori, ma dare del demente a tutti noi
con tanta leggerezza... ho forse interpretato male la frase? Perché pensi
che non fosse il caso di difendere la tua visione delle cose? Pensi allora
davvero che Star Trek non valga nulla e che la reputazione che abbiamo
tra la massa sia giusta?
Scusa per la lunghezza della mia lettera, ma non ho saputo condensare
maggiormente questi pensieri.
Ciao.
Remo Di Loreto
remodiloreto@*******
Ciao Remo,
Grazie per la tua mail.
Quando scrissi l'articolo per il numero 14 dello STIM (il numero "cattivo")
volevo in qualche modo sfogare molta della frustrazione accumulata durante
gli anni, una specie di liberazione catartica del nervosismo che, nel
corso della mia esistenza, avevo accatastato dentro di me a carico delle
persone che non fanno mistero del loro più o meno velato disprezzo per
Star Trek.
Quello che non ho riferito nel mio articolo, e che faccio ora a posteriori,
sono le lunghe discussioni che ho avuto con persone che nulla sapevano,
o che poco capivano, della mia passione per questa saga fantascientifica.
Molte volte mi sono trovata a elencare i motivi per cui apprezzo Star
Trek, e ti assicuro che non credo possa esistere difensore più accorato
della sottoscritta.
Ai "profani", cioè alle persone che non hanno mai visto la serie, spiego
che l'utopia creata da Gene non è poi così fantascientifica, precisando
che ciò che maggiormente apprezzo nelle serie e nei film non è dovuto
all'immedesimazione puerile nei suoi protagonisti e nelle trame avvincenti,
o nel trovare grandiosi gli effetti speciali e l'immaginazione dei creatori
delle storie, ma che il mio rispetto per Star Trek deriva dalla realizzazione
di alcuni fra i sogni più ambiti, ritengo, dall'intera umanità: mi riferisco
alla possibile creazione di un mondo "perfetto", un'esistenza umana (e
non) in cui non esistano più fame, miseria, malattie, razzismo, un'esistenza
in cui venga messo al primo posto il rispetto per la vita di tutti, rispetto
che aiuti l'uomo e la donna a migliorare se stessi e coloro che li circondano.
Che ovviamente ciò possa comprendere anche altre civiltà, altri mondi,
altre galassie, beh, quello resta allo star del credere di ciascuno di
noi: l'I WANT TO BELIEVE scritto sul poster appeso nell'ufficio di Fox
Moulder (e nel mio studio) per me significa anche la volontà di credere
non solo alla possibilità che nel nostro universo conosciuto, e non, possano
esistere altre forme di vita, ma anche che il futuro sarà migliore, grazie
alla comprensione, alla tolleranza, alla reciproca volontà di diventare
un mondo come quello che Roddenberry ha saputo così mirabilmente immaginare
nella creazione della serie che noi così tanto apprezziamo.
A coloro invece che conoscono e ridicolizzano la serie (mi riferisco a
coloro che "si intendono di fantascienza") e che per mio conto peccano
di presunzione a considerarci "fanatici", discuto animatamente delle trovate
tecnologiche che si possono riconoscere fra noi, ora, nella vita di tutti
i giorni: mi riferisco ad esempio ai floppy disk, all'hypospray, al tentativo
di scoprire il teletrasporto di cui negli ultimi giorni si parla sui giornali,
alle ricerche sul motore a curvatura, insomma, a tutte le cose immaginate
in Star Trek che hanno poi trovato applicazione o studi approfonditi nella
nostra realtà.
Parlo di fantascienza come tentativo di scoprire una nuova visione della
nostra esistenza, del modo di intendere scienza come miglioramento e non
come sensazionalità, parlo di queste cose e mi sento crescere le orecchie
a punta quando penso logicamente, ma mi si corruga la fronte quando penso
"oggi sarebbe un buon giorno per ammazzarli".
Preciso inoltre che ho amici trekker che eccellono in molte specialità
sportive, che ricoprono cariche pubbliche con successo, che hanno posti
di lavoro con stipendi da capogiro e che cuccano alla stragrande.
Il mio sfogo era e resta dovuto alla massificazione del fenomeno Trek,
cui mi pregio di appartenere, reazione che ritengo troppe volte ridicola
quando mi ritrovo in tribuna calcistica a subire le invettive di un tifoso
che stravede per la propria squadra e non capisce il perché io me ne stia
così tranquillamente seduta a vedere l'incontro senza smaniare quando
il team per cui parteggio non riesce a realizzare su passaggio radente
del centrattacco.
Gli effetti speciali li lascio agli estimatori del genere.
E a quello @#§!!!! che si è rubato il mio portachiavi, che
gli venisse un attacco di quello che state pensando....
La seguente mail è
indirizzata direttamente al Nostro amatissimo direttore, quindi mi trovo
ovviamente costretta a fare rispondere a LUI personalmente per dargli
modo di potere giustificare le affermazioni fatte nell'editoriale in questione.
Ho appena letto il tuo editoriale
sul numero di giugno di Giugno e questa volta non mi trovo affatto daccordo
con te.
Perchè si deve sempre avere quest'aria vittimista nei confronti della
RAI? Ho controllato sulla bibbia trek italiana (HyperTrek) e gli episodi
trasmessi non sono stati presi a caso, ma seguendo scrupolosamente l'ordine
di produzione. In secondo luogo Rai 2 non è la figlia povera della RAI,
ma la rete che per linea editoriale e per pubblico più si presta ad una
trasmissione come Star Trek.
Rai 2 sarà l'emittente giovanile e di sperimentazione, se il nuovo corso
si apre con la trasmissione di Voyager ben venga! Che poi sia alle 7 di
mattina...pace, vorrà dire che me lo registro! E visto l'orario (e la
rete) anche i dirigenti RAI saranno più propensi a non guardare gli indici
di ascolto.
Secondo me di sottinteso c'è solo il fatto che ora ha trovato la sua giusta
collocazione: anche in Mediaset TNG è in onda su Italia 1 e non su Canale5!
E nessuno ha mai avuto motivo di lamentarsi.
Conclusione: smettiamola di stracciarci
le vesti per ogni motivo: quando non trasmettono la serie, quando la trasmettono
ma non sulla rete e sull'orario a noi preferito. La trasmettono e tanto
basta, fosse ad un orario più decente sarebbe meglio, speriamo in futuro,
ma mi sembra che la RAi in questo copi Mediaset...
Per finire mi sembra doveroso farvi
i complimeti il vostro lavoro: ogni mese riuscite a mettere in linea un
piccolo gioiello editoriale.
Lunga vita e prosperità
Marco Borserio
Caro Marco,
innanzitutto ti ringrazio per avermi liberato dal peso di un terribile
dubbio.
Ogni mese infatti,
nello scrivere l'editoriale, regolarmente mi chiedevo: chissà se lo legge
qualcuno...
Per quanto riguarda
la questione RAI/Voyager, dopo un primo periodo di trasmissioni regolari,
come avrai potuto notare, si è di nuovo passati alla tecnica del tappabuchi.
Ufficialmente la serie non è stata interrotta ma semplicemente "spostata",
ma il cambiamento è stato estremamente penalizzante.
Non si riesce più a sapere con precisione nè l'orario nè il giorno della
settimana scelto (cambiano di continuo), e neanche il palinsesto di Rai
2 (http://www.raidue.rai.it/raidue/palinsesto/index.htm)
sembra essere degno di fiducia.
La fonte più attendibile, per quanto riguarda la programmazione di Voyager,
sembra essere Mediaset (http://www.mediasetonline.com/programmi_tv/palinsesti/schede/rai2.shtml),
in alternativa al sempre prezioso Televideo.
Preferisco astenermi da qualsiasi commento sul comportamento della RAI;
mi rimproveri (forse giustamente) di "avere un'aria vittimista", ma ti
assicuro che più che una vittima impotente mi sento un cliente insoddisfatto:
pago il canone e penso di avere tutto il diritto di dire che secondo me
il servizio non è all'altezza.
Ti ringrazio
moltissimo per i complimenti, a nome di tutta la Redazione.
Rodolfo
Ciao a tutti,
Innanzi tutto complimenti per il gran bel lavoro che state facendo.
Volevo segnalarvi alcune incongruenze di Star Trek:
- Nella puntata di Voyager in cui viene rubata la nave, si vede l'equipaggio
che è sbarcato e in proporzione la nave non è più alta di 5 metri.
- Ho alcuni dubbi su una puntata di TNG in cui l'Enterprise viene intrappolata
in un'anomalia dove le azioni si ripetono e il tutto termina con la distruzione
dell'Enterprise che si scontra con un altra nave intrappolata da oltre
80 anni. A ogni ripetizione il nostro equipaggio ha dei "deja vu" e gli
sembra di aver già compiuto quelle scene; alla fine ricordano quasi tutto
e riescono a scampare al disastro. Ora mi chiedo una cosa: come è possibile
che ricordino qualcosa che non hanno ancora compiuto? Ora cerco di spigarmi:
da quello che ho capito, non è la nave che ritorna in dietro nel tempo
e ripete tutto, ma avviene una specie di "replay"; se così non fosse,
l'equipaggio dell'altro vascello avrebbe più di un centinaio di anni.
E poi, perché loro in ottant'anni non si sarebbero accorti di niente,
mentre i nostri eroi in qualche settimana si ricordavano tutto?
- Un'altra puntata che mi ha colpito è: "Ieri, oggi e domani". Qui le
tre Enterprise provocano una spaccatura che porterà alla distruzione dell'universo;
le tre navi sono: una del passato; una del presente ed una del futuro
e l'unica costante è Picard che è presente su tutte e tre. Io mi sono
posto una domanda: come mai il capitano non si ricorda di aver già vissuto
quell'esperienza nel passato?
- In Star Trek VI l'equipaggio di Kirk riesce a scovare e distruggere
il nuovo vascello Klingon rintracciandolo attraverso le emissioni dei
"gas di scarico" dei suoi motori ad impulso perché, come dice Spock, ogni
vettore consuma carburante e produce gas di scarico. Perché questa tecnica
di rilevamento è stata abbandonata?
- Nella puntata di TNG in cui i Romulani aiutano la famiglia Duras a sconfiggere
l'impero, Picard allestisce una rete tachionica con una flotta di navi
per scovare i Romulani occultati e io mi chiedo: perché i Romulani non
l'hanno aggirata?
Ho trovato anche molti altri errori, ma ora mi vengono in mente questi.
Spero di non essere stato troppo noioso e poco chiaro.
Tanti saluti da Nick e mi raccomando: continuate così.
Ciao
Ciao Nick,
grazie per la tua mail e per le segnalazioni delle incongruenze riscontrate
negli episodi da te segnalati.
Pare proprio che una delle cose più amate dai trekker sia il cercare (e
invariabilmente trovare) evidenti o meno errori di narrazione o di realizzazione.
Le cose da te segnalate, forse già lo saprai, si chiamano anche YATI (YET
ANOTHER TREK INCONGRUENCE = ancora un'altra incongruenza Trek), e molti
siti , fra i quali ricordo l'enciclopedico Hypertrek creato da Luigi Rosa,
raccolgono al loro interno una nutrita lista di YATI.
Oltre alla attenta considerazione di errori, molti fan si dedicano alla
ricerca delle spiegazioni più probabili per i fenomeni descritti all'interno
delle trame delle serie: però ricordo a tutti che le situazioni spazio-temporali
descritte all'interno delle sceneggiature sono spesso basate su complessissime
teorie relativistiche, la comprensione di molte delle quali esula dai
miei compiti di redazione della posta. Io stessa molte volte mi sono trovata
a chiedermi "ma come cavolo…?", ma solitamente preferisco non indagare
per non causarmi dei mal di testa faraonici…
Per Francesco Spadaro:
Ho letto l'articolo e mi è piaciuto.
Ma la cosa interessante è come ci sono arrivato, a leggerlo.
Mi chiamo Marco Bigi ma gli amici mi chiamano Sbringo da vent'anni.
Infatti la mia e-mail è sbringo@**********
Ma dopo essermi fatto una pagina Web intitolata www.sbringo.net,
sono andato a curiosare in un motore di ricerca per vedere se il mio soprannome
era citato da qualche parte. E mi è apparso un racconto che a un certo
punto fa così: Sbringo Wallis, che era subentrato a Frecchio De Pangis
come direttore di TTA, scrisse il mese dopo: " Con l'ausilio di un programma
di grafica ho cambiato il colore degli occhi di tutti i personaggi in
tutte le foto apparse nel numero di due..(omissis)"
Una bella sorpresa.
Se il nome lo hai inventato hai beccato nel mondo delle idee un altro
appassionato di fantascienza che rimaneva sveglio la notte a vedere Star
Trek trasmesso alle ore più improbabili.
Ho anche scritto un racconto che puoi leggere nel mio sito.
Salute e prosperità
Sbringo
Caro Sbringo,
A questo punto ho ovviamente girato la tua mail all'interessato, il quale
ha così risposto:
Carissimo Marco (o
Sbringo, che dir si voglia),
ti ringrazio per la simpaticissima lettera.
Devi sapere che prima della pubblicazione del raccontino "Trekzines' Wars"
alcune persone qui in redazione avevano manifestato il timore che il racconto
immaginario che trattava l'argomento della rivalità tra le varie webzine
Trek potesse dar luogo ad autentiche guerre inter-redazionali.
Il nostro amatissimo direttore ha voluto sottoporre (prima della pubblicazione)
alla visione dei responsabili delle riviste colleghe il racconto in questione,
dopo aver stipulato un costosissimo contratto di assicurazione contro
gli infortuni informatici e non.
Io stesso, dopo alcune sedute volte a conferire al sottoscritto un aumento
della forza muscolare in previsione di possibili scontri fisici (VEDI
FOTO) ,
ho provveduto a inventare per i personaggi della storia i nomi più improbabili
che mi venivano in mente, per far sì che nessuno potesse riconoscervisi,
nell'eventualità che il nome di un personaggio fittizio potesse somigliare
a quello di una persona reale con l'abitudine di allenarsi con pesi più
grossi dei miei, o con una pluriennale esperienza nelle arti marziali.
Perciò l'utilizzo del nome Sbringo è da ritenersi pura coincidenza.
Adesso sono in attesa delle lettere di Onfio Darinuf, Ninninnino, Pondo
Panindo, Frecchio De Pangis, Melus Sgnak e Tunzi Von Brinz.
Ho visitato il tuo sito, e mi è piaciuto molto.
L'avventura scatologica dell'astronauta è molto divertente e, dal tuo
curriculum, vedo che, grazie a questa coincidenza del nome Sbringo, abbiamo
l'onore di aver potuto fare conoscenza con un vero artista (consiglio
a tutte le persone maggiorenni dotare di "sense of humour" di scaricare
l'MP3 "Mezza Minerale").
Lunga Vita e Prosperità.
Francesco Spadaro
Vi invio questa e-mail per sapere
se avete una mailing list.
Ho controllato nel vostro sito, ma non sono riuscito a trovare alcun link
del genere.
Potreste, per favore, farmi sapere qualcosa in proposito?
Mi interesserebbe più che altro per sapere le ultime novità del mondo
Trek, ma ancora più per essere informato dell'uscita dei nuovi numeri
della vostra rivista.
Cordiali saluti.
Ciao, e grazie per
la tua mail!
Stiamo da tempo pensando di includere fra le pagine della nostra rivista
un form di iscrizione ad una Mailing List ufficiale dedicata a questo
scopo, che darà modo ai nostri più affezionati lettori di avere notizie
sulle uscite dei numeri dello STIM, e presto (forse già dal prossimo numero)
sarà quindi a disposizione di tutti coloro che si vorranno iscrivere una
Mailing List appositamente creata per loro.
Nel frattempo tieni d'occhio i NewsGroup it.fan.startrek e it.cultura.fantascienza.startrek:
fra i post troverai quello relativo alla messa on line del nuovo numero
della nostra webzine.
Ciao a tutti,
Innanzi tutto complimenti per l'ottimo lavoro che state facendo.
Volevo farvi una domanda sulla tecnologia di Star Trek:
Cosa ne fanno dei rifiuti nelle navi stellari?
E i piatti, i bicchieri e tutto ciò che viene prodotto dai replicatori
per mangiare, ecc. che poi non si usa più, che fine fanno?
Vorrei farvi qualche domanda che non riesco a rispondere e che ogni volta
che ci penso mi fa venire l'ansia:
- Come è possibile che sul ponte ologrammi due persone siano distanti
fra loro, viste le limitate dimensioni del ponte? Poi, se uno vive un
paio di giorni sul ponte e si nutre con cibo "olografico", quando esce
cosa succede? Si formano dei buchi? O muore per denutrizione?
- Quando qualcuno dei nostri sale su una nave aliena o su un altro pianeta,
come può essere sempre in grado di utilizzare il computer del posto o
i comandi della nave in cui si trova, senza avere chiesto a nessuno?
- Infine, come fanno i nostri eroi a comunicare con tutte le nuove razze?
Si dice che ciò è permesso dal traduttore universale, ma a me sembra che
la voce che esce non sia modificata; e poi come fa il computer della nave
a tradurre frasi in linguaggi di popoli appena incontrati senza avere
alcuna informazione sul loro conto?
Vi sarei grato se riusciste a rispondere a queste mie domande.
Buon lavoro e mi raccomando, continuate così, siete troppo i Migliori!!!
Ciao by Nik. S.
Ciao Nicola,
grazie per le tue mail, delle quali ho fatto un piccolo collage: passo
la penna al nostro redattore addetto alla rubrica delle Tecnologie, che
meglio di me saprà sicuramente rispondere ai tuoi quesiti di natura tecnica.
Per quanto riguarda i files che hai accluso, mi riservo, dietro tuo permesso,
di offrirli in un prossimo futuro ai nostri lettori come regali … nel
frattempo me li godrò solo io sul mio PC.
Risponde Diego "Frankino"
Martin:
Innanzi tutto il
ponte ologrammi non è poi così piccolo; inoltre la particolare conformazione
degli OHD (diodi olografici omnidirezionali) permette la creazione di
immagini simulate a distanza ravvicinata, in grado di adattarsi dinamicamente
a seconda dei movimenti dell'utilizzatore; ciò rende possibile la creazione
di più ambienti simulati contemporaneamente all'interno dello stesso
ponte, ognuno creato in relazione alla posizione di ogni utilizzatore.
Per quanto riguarda
il cibo assunto durante le simulazioni olografiche, all'interno del ponte
ologrammi può essere prodotta sia materia reale sia olografica, dato che
gli emettitori si avvalgono sia di proiettori olografici sia di tecnologia
simile a quella usata per i replicatori.
Il cibo creato all'interno del ponte ologrammi non è quindi olografico,
ma replicato e pertanto è materia reale a tutti gli effetti e può essere
portato fuori dal ponte ologrammi.
Le direttive per l'utilizzo della tecnologia di replicazione piuttosto
che di rappresentazione olografica sono definite in fase di creazione
dell'ambiente olografico stesso, impostando criteri che permettano al
programma di creare materia olografica o replicata a seconda delle necessità.
La formazione presso
l'Accademia della Flotta comprende l'apprendimento dell'uso di tecnologie
ed interfacce utilizzate in altri pianeti e presso culture differenti,
specialmente nel corso accademico per ufficiali in Tattica.
La conoscenza di apparati ed interfacce aliene di specie conosciute è
quindi compresa nella formazione accademica; nel caso di tecnologie sconosciute,
sta nel buon senso e nell'esperienza dell'ufficiale la capacità di utilizzo
delle strumentazioni, che comunque ai fini pratici non possono risultare
poi così dissimili tra loro, anche se sviluppate da razze diverse.
Il traduttore universale
basa la sua funzione sull'interpretazione delle funzioni cerebrali dell'utilizzatore,
e svolge quindi il suo lavoro ad un livello più alto rispetto alla vocalizzazione
vera e propria.
Il contatto visivo infatti rende il funzionamento del traduttore estremamente
più veloce e dinamico: la traduzione di un messaggio vocale sconosciuto
a distanza rappresenta infatti quasi sempre un problema, e richiede diverso
tempo per la traduzione.
Per quanto riguarda l'utilizzo del traduttore con razze appartenenti al
quadrante Alpha, l'origine comune delle forme di vita umanoidi presenti
nel quadrante facilita l'utilizzo del traduttore, in quanto i processi
mentali atti alla comunicazioni non sono molto dissimili tra le razze
in questione.
L'interpretazione del linguaggio di razze non umanoidi o estremamente
dissimili dall'interlocutore è comunque un problema che deve essere risolto
studiando la lingua ed i processi mentali alla base della comunicazione;
in questo caso la presenza di un database fornito per quanto riguarda
razze e relativi linguaggi è di vitale importanza per un utilizzo empirico
e comparativo delle informazioni a disposizione, al fine di individuare
eventuali somiglianze con lingue già presenti in archivio e conosciute.
I rifiuti prodotti
a bordo vengono scaricati presso le basi spaziali durante gli stazionamenti
di routine. Per i rifiuti prodotti dai replicatori è presumibile una riconversione
completa della materia in energia, mentre il resto dei rifiuti viene filtrato
ed epurato al fine di riutilizzarne la materia prima.
Le e-mail dei lettori che ci hanno
scritto sono protette dalla legge sulla privacy, ragion per cui sono debitamente
oscurate.
Live
long and prosper, se potete...
Rossella
"DrBev" Marchiselli
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