LOVE BOAT
di Fabiano "Langley" Piccione e Matteo "Norton" Bistoletti

Eh, sì! Anche dall'altra parte della galassia si può trovare l'anima gemella, quindi non disperi chi non ha ancora avuto questa fortuna.
Ovviamente nei loro programmi iniziali non avevano contemplato né un viaggio così lungo e lontano né tantomeno di innamorarsi l'un l'altro… Stiamo parlando di B'Elanna Torres, brillante ingegnere Maquis, mezza umana e mezza Klingon, e di Thomas Eugene Paris, abile pilota ed ex-galeotto. Prima di parlare di loro come coppia, parliamone come individui.

B'Elanna, nata in una colonia nella quale lei e sua madre erano le uniche Klingon, fu abbandonata dal padre quando era ancora una bambina. Lei ha sempre pensato che suo padre l'avesse fatto perché sua figlia aveva caratteri troppo klingon piuttosto che umani. Questo fatto la traumatizzò profondamente; unito agli scherzi e alle battute velenose (come per esempio essere chiamata "testa di tartaruga") che subì fin dalla scuola elementare da parte dei suoi coetanei non abituati a vedere Klingon e quindi spaventati dal suo lato non umano, fece crescere B'Elanna con una grande inquietudine interiore, portandola ad odiare l'eredità klingon che le veniva da parte di madre.
Iscritta all'Accademia della Flotta Stellare, B'Elanna non andò oltre il secondo anno, durante il quale lasciò tutto, convinta che comunque nessuno l'avrebbe rimpianta, perché insofferente alle regole con le quali il suo carattere impulsivo e nervoso non le permetteva di andare d'accordo. B'Elanna, subito dopo, trovò nei Maquis uno stile di vita più vicino al suo modo di essere: se le cose vanno fatte, vanno fatte... non importano modi o protocolli. Con loro riuscì a guadagnare un po' di quella fiducia in se stessa che non aveva mai saputo trovare prima. Si può dire che coi Maquis B'Elanna trovò un proprio ruolo, diventando parte di un gruppo e sentendosi accettata. Poi il resto, come si dice, è storia: B'Elanna, catapultata a bordo di una Voyager dispersa chissà dove, ha dovuto imparare a sottostare alle regole che anni prima le sembravano inaccettabili; ha saputo lasciare cadere, piano piano, le barriere che aveva eretto attorno al suo ego, per paura di essere ferita come in passato; ha saputo trovare nuovi amici, che l'hanno aiutata a ritrovare una completa fiducia in se stessa; e ha trovato... Tom Paris.

Nato in una famiglia di Ammiragli da più generazioni, Tom ha sentito su di sé il peso delle aspettative del padre fin da piccolo. Per lui la vita era stata già scritta prima di nascere: sarebbe diventato un ufficiale della Flotta Stellare. Il padre, autoritario e orgoglioso, lo indirizzò fin da piccolo verso la carriera tradizionale dei Paris. Tom, scavezzacollo e ribelle per natura, subì a malincuore l'oppressione del padre. Riuscì a diplomarsi all'Accademia, divenendo un ottimo pilota, nonostante un incidente da lui causato in cui morirono tre ufficiali. A causa di quell'incidente Tom si fece una brutta fama, sia nell'Accademia che nella Flotta Stellare, perché pur di giustificarsi e scagionarsi dal fatto aveva mentito. Tom, da allora, ha ininterrottamente pensato di aver mortalmente deluso suo padre e di non ricevere più il suo rispetto. Tutto questo lo portò a non proseguire la carriera di ufficiale, ma a prendere altre strade. Finì per diventare un pilota mercenario. Catturato dai Maquis, entrò nelle loro fila, per quanto non fosse interessato alla loro causa. Durante la sua prima missione con loro, però, fu catturato e condannato dalla Flotta a scontare la pena in una zona di lavori forzati in Nuova Zelanda. La vita non si può dire gli avesse mai sorriso particolarmente, ma sulla Voyager, inaspettatamente, essa subì una radicale trasformazione: Tom riuscì finalmente a dimostrare agli altri e a se stesso che era capace di fare più che qualcosa di buono, tirando fuori l'idealismo e la generosità che erano latenti in lui.

Dopo le loro brevi biografie, questi due personaggi non possono che apparirci "fatti per stare assieme": entrambi hanno passato una giovinezza tormentata, ognuno a modo proprio, e hanno passato una vita alla ricerca della propria strada. Entrambi si sono sempre sentiti come dei semi-falliti, terribilmente insicuri di sé, incapaci di accettare le regole che venivano loro imposte: B'Elanna perché terribilmente e impulsivamente pragmatica, Tom perché incredibilmente cinico verso la vita. Entrambi hanno intrapreso delle strade, prima di finire sulla stessa nave, che per una ragione o per l'altra si sono rivelate un fallimento. Entrambi hanno sempre avuto l'impressione di non poter essere accettati dagli altri, perché sbagliati dentro. Dopo i primi due anni, in cui Tom e B'Elanna hanno imparato a conoscersi meglio (secondo il libro "Pathways"- "Destini", di Jeri Taylor, i due si erano già conosciuti nei Maquis, ma nella serie TV non ne viene fatta menzione alcuna), i primi segni dell'attrazione che stava sbocciando fra i due e dell'intimità che fra loro si stava facendo sempre più tangibile, sono arrivati durante il terzo anno della loro convivenza sulla Voyager: inviti a cena e sul ponte ologrammi si susseguirono qui e là.
La prova definitiva che qualcosa dovesse nascere da un momento all'altro arrivò in "Blood Fever"("La febbre del sangue"), in cui B'Elanna, "toccata" telepaticamente da Vorik - in quel momento in Pon Farr -, subì gli effetti della febbre del sangue vulcaniana, comportandosi in modo molto "focoso". Paris e B'Elanna, bloccati in alcuni cunicoli sotterranei del pianeta sottostante, daranno quasi "fuoco alle polveri". Ma Paris si fermerà, impedendo a B'Elanna di lasciarsi andare, perché convinto che, una volta tornata in sé, lei se ne sarebbe pentita, e questo lui non se lo sarebbe mai perdonato. Una delle frasi più belle fra loro due cade proprio in questa puntata: Paris e B'Elanna, nel frattempo curata dagli effetti del Pon Farr, si ritrovano nella scena finale nel turbo-ascensore. B'Elanna è imbarazzata e vuole far finta che fra lei e Paris non sia accaduto nulla. Paris le risponde: "Certo, tu hai sempre paura che venga fuori il tuo grande e pauroso lato klingon. Ma sai una cosa? L'ho visto da vicino, e non è poi tanto male. Non mi dispiacerebbe rivederlo un giorno".
B'Elanna: "Stai attento a cosa desideri, tenente".
B'Elanna non ammetterà tanto facilmente di essere innamorata di Paris, perché spaventata al pensiero di poter rovinare tutto, di non poterselo permettere perché incapace di avvicinarsi agli altri senza ferirli a causa della sua "indesiderata metà". Strano a dirsi, sarà proprio lei a confessargli i suoi sentimenti, ne "Il giorno dell'onore". B'Elanna, non convinta che Paris ricambi, sarà assolutamente smentita in "Repulsione", in cui un bacio appassionato toglierà ogni dubbio.
Cosa chiedere di meglio di una persona che, nonostante esperienze diverse, si può dire che abbia passato quello che abbiamo passato noi, e che quindi possa capirci al meglio? Una persona che sa quando è la nostra paura a parlare, e non il nostro vero io? Una persona che capisce quanto possa essere difficile avere fiducia in noi stessi, ma anche quanto sia importante guadagnarsela? Di certo B'Elanna e Tom sono, da questo punto di vista, una della coppie meglio riuscite di Star Trek. Questo perché una delle cose più importanti fra due persone, in una relazione, è la capacità di capirsi e sostenersi a vicenda. Chi meglio di loro due, che hanno passato anni a trovare la loro strada, che sono stati delusi dalla vita e da quello che hanno fatto di sbagliato o da ciò che non hanno saputo portare a termine? Chi meglio di loro due, probabilmente le due persone che sulla Voyager hanno trovato, più di tutti gli altri, la vita che avevano sempre desiderato e che non avevano mai saputo trovare prima? Con Seven of Nine, il Capitano e il dottore, forse sono i personaggi che sono maggiormente cresciuti durante questi anni. Questo grazie al loro reciproco supporto e al fatto che, sulla Voyager, hanno trovato una vita migliore di quella che hanno lasciato nel Quadrante Alfa, riscoprendo il buono che era in loro.
Una sola cosa è causa di rammarico, per quanto ci riguarda: ultimamente quando B'Elanna è in difficoltà sembra che Paris, per quanto cerchi di aiutarla, non ci riesca molto bene, lasciando campo libero a Chakotay, apparentemente in grado di consolare il nostro ingegnere klingon. Poveretto, Paris ne sarà molto sconfortato…


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