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KIRK
IN LOVE
di Riccardo
"Summer" Palazzani
Amore. Parola magica, parola
maledetta. Quasi certamente ognuno di noi ha avuto modo, nel corso della
propria vita (sempre che sia stata sufficientemente lunga), di confrontarsi
con gli effetti sconvolgenti dell'Amore. Innamorarsi perdutamente è l'equivalente
di imbarcarsi su di un bastimento diretto verso territori sconosciuti,
al di là dell'oceano, senza la certezza di arrivare a destinazione e sprovvisti
di qualsiasi addestramento, in quanto gli amori passati ed i loro preziosi
insegnamenti si dissolvono come neve fresca al sole d'aprile .
E
chi ha un poco d'esperienza sulle spalle in questo campo ben sa quanto
sia raro e meravigliosamente difficile innamorarsi, perché nel bene e
nel male è un'esperienza indimenticabile seppur tremendamente breve e
quasi sempre, a posteriori, carica di conseguenze devastanti; ma ha pure
la capacità di elevare l'animo così in alto che anche Dio si trova costretto
ad alzare la testa per potere seguire le evoluzioni degli innamorati.
Se ne deduce che in una vita media di veri, reali, profondi innamoramenti
se ne possano contare una quantità minima e le dita di una mano sarebbero
fino mai eccessive per far di conto. Ma non per lui, l'unico, mitico,
inarrivabile capitano James T. Kirk, che per esigenze di copione si ritrova
a scontrarsi con i devastanti effetti di amori sbagliati, impossibili,
passati e perduti ogni tre episodi: giusto il tempo di riprendersi, dimenticare,
ricaricarsi, e lanciarsi verso una nuova conquista.
E' bello, è affascinante, è il capitano di una nave stellare e alle donne
bastano pochi minuti accanto a lui per avvertire immediatamente che qualcosa
di indefinitamente speciale è racchiuso dietro quel l'essere dai non troppi
capelli ma dallo sguardo magnetico, dal fare deciso e dal sorriso beffardo.
Ma le storie d'amore del buon Kirk sono tutte inevitabilmente prive della
speranza di trasformarsi in un'unione duratura: non per suoi demeriti,
ma semplicemente perché ancora il copione non prevede che il capitano
dell'Enterprise prenda moglie e trovi una stabilità sentimentale. Che
credibilità avrebbe un eroe dello spazio impegnato a cambiare i pannolini
al figlioletto nel bel mezzo di uno scontro con i Klingon? Roddenberry
l'aveva facilmente intuito e per stare sicuro aveva evitato che qualunque
ufficiale protagonista avesse legami sentimentali di qualsiasi tipo, regalandoci
solo fugaci, passionali storie d'amore con l'attrice ospite di turno.
E per fortuna di Kirk, la fetta più consistente è di diritto toccata a
lui.
Qualcosina è avanzato per Bones, che si ritrova ex fiamma trasformata
in un mostro succhia-sale in Trappola Umana e si fa quasi ammazzare
da un cavaliere irreale, per una mezza storiella con una ricercatrice
scollacciata in Licenza di Sbarco.
Anche il buon Scotty, che sicuramente non è un adone e a meno che non
si parli di sistemi integrati e circuiti duotronici non è il massimo della
compagnia, riesce a fare le sue conquiste. Ma sfortunato davvero in Le
Speranze di Zetar, dove l'oggetto del suo amore, Mira Romaine, finisce
posseduta da alieni invadenti; ed è altrettanto scalognato in Dominati
da Apollo dove un vero dio greco si invaghisce del tenente Carolyn
Palamas, membro dell'equipaggio a cui l'ingegnere capo stava facendo disperatamente
la corte. Per Spock il discorso è diverso. La sua cultura vulcaniana gli
impedisce rigidamente di lasciarsi andare ai richiami dell'altro sesso,
per la disperazione dell'infermiera Chapel che invece vorrebbe approfondire
le sue conoscenze sulla sessualità presso i Vulcaniani. Un'altra vittima
dell'Amore senza speranza.
Per fortuna di Spock, i suoi avi hanno pensato ad un sistema chiamato
Pon Farr, pratico ed economico, per ridurre al minimo gli "sprechi":
ogni atto amoroso viene concordato a priori ed ha una frequenza settennale.
Non il massimo della vita secondo gli standard terrestri, ma se teniamo
conto che c'è anche chi se la passa peggio… Naturalmente
anche a Spock le cose non vanno gran che bene, visto che l'unico incontro
di cui siamo venuti a conoscenza, nell'episodio Il Duello,
si è concluso con il capitano Kirk quasi morto e Spock corredato di un
paio di corna d’alce tali al cui cospetto anche una classe E avrebbe capottato
miseramente.
A dire il vero c'è una volta in cui il Vulcaniano cede alle lusinghe del
gentil sesso: in Al di qua del Paradiso. Ma era sotto l'effetto
venefico di strane spore. Insomma Amore dopato. Ora che ci penso, anche
in Un Tuffo nel Passato Spock si innamora di una donna, Zarabeth,
ma anche in questo caso è scusatissimo, colpa dell'Atavachron e dell'era
glaciale in cui spedisce sia Spock che McCoy, facendo riemergere nell'alieno
istinti sopiti da millenni. In più aggiungiamo come attenuante il fatto
che Zarabeth è davvero una bella cavernicola. Accipicchia, ma in Una
Città fra le Nuvole, Spock si invaghisce anche di Droxine, abitante
molto avvenente di Stratos…Beh, insomma, è pur sempre per metà umano!
Comunque, per rispetto di Spock faremo finta di essercene scordati.
Invece sul resto del cast, se si esclude qualche infatuazione per il piccolo
Pavel, non abbiamo notizie. Casualmente si tratta di Uhura e di Sulu,
gli unici due non ariani (se si esclude Spock) del gruppo. Forse negli
anni 60 una storia d'amore con protagonisti neri od orientali più che
tenerezza faceva senso. Fortunatamente i tempi sono cambiati e ora abbiamo
solo la storia fra Neelix e Kes, che fa esclusivamente senso! Se non altro,
il "nanetto" ma tenace Sulu si prenderà più avanti un bella rivincita
su tutti, visto che sarà l'unico a riuscire nell'impresa più ardua di
tutte: formare una famiglia. E sua figlia ora sta al timone dell'Enterpise-B.
- Non sarebbe L'Enterprise senza un Sulu al timone! - recitava
Kirk al varo della nave, anche se Demora, li per li, aveva un poco frainteso
le parole dell’ammiraglio.
Ma torniamo al nostro eroe. 79 episodi compongono la TOS e già in uno
dei primi vediamo Kirk alle prese con le bellissime donne di Mudd in Il
Filtro Di Venere. Eva, una delle tre donne destinate in moglie ad
alcuni minatori di dilitio (per tutto l'episodio doppiato malamente in
di Litio), grazie una pasticca chiamata Il Filtro di Venere appare molto
più attraente di quanto lo sia in realtà; si innamora proprio del capitano
e rifiuta di ingannarlo, come gli aveva ordinato Mudd. Successivamente,
Eva preferisce la compagnia di un rude minatore a quella del buon capitano.
Donne…non resistono al fascino delle pietre luccicanti, che siano oro,
diamanti o il ben più prezioso dilitio! Nel successivo Il Duplicato
la copia "cattiva" di Kirk, che ha in sé tutti gli istinti bestiali
del capitano, attenta all'integrità dell'attendente Janice Rand, la quale
rimane per la verità un poco sconvolta. Resterà così delusa
che di lì a poco lascerà il cast!
Le sue doti di conquistatore cominciano ad emergere chiaramente a partire
dall'episodio La Magnificenza del Re, dove una splendida
fanciulla sembra apparentemente perdersi per lui, conquistata dall'enorme
potere che il giovane Kirk detiene, capitano di una potente nave stellare
con più di quattrocento persone sotto il suo comando. Kirk non riesce
a resistere al notevole fascino di Leonore Karidian ed abbassa le difese:
peccato per lui che dietro il visino da angelo biondo di Leonore si nasconda
una mente sconvolta ed instabile, ossessionata dalla volontà di proteggere
il suo non meno crudele padre, Anton Karidian alias Kodos il Carnefice.
Leonore ha intenzione di eliminare gli ultimi testimoni del massacro avvenuto
anni prima su Tarsus IV: guarda caso gli ultimi due stanno sull'Enterprise
ed uno è proprio Kirk. Insomma, per il povero Jim la prima avventura amorosa
non è davvero incoraggiante.
Ma lui non si perderà d'animo, infatti in Uccidere per Amore
non gli riesce di resistere di fronte alla genuina bellezza di Edith Keeler,
una terrestre del XX° secolo, primi anni Trenta, la cui sopravvivenza
o morte è l'ago della bilancia di una fetta della nostra Storia. Se vivrà
il nazismo trionferà, se morrà, come sarebbe tranquillamente accaduto
se un Bones in preda ad un crisi da eccesso di farmaci non l'avesse involontariamente
salvata da un tragico investimento saltando, fuori di sé, attraverso il
Guardiano del Tempo, la Storia seguirà il corso che ben conosciamo. Kirk
è all'oscuro di tutto, poveraccio, e si innamora davvero, anche se è consapevole
che è comunque una storia senza speranza. Edith
non può venire nel futuro con lui. Ma quando scopre che solo la morte
di Edith ristabilirà il giusto corso della Storia subentra un vero dramma
umano. Possiamo comprendere il suo strazio quando si vede costretto a
bloccare il tentativo di Bones, ormai ristabilito, di impedire l'incidente;
ma non gli resta che voltarsi mentre l'auto strazia il corpo della donna.
A volte l'Amore lo si trova in luoghi impensabili. In Specchio
Specchio facciamo la conoscenza di Marlena, definibile letteralmente
come "la donna del capitano" in quanto proprietà esclusiva del James T.
Kirk dell'Universo dello Specchio. Il Kirk originale si trova a dovere
fronteggiare tale affascinante signora e per non tradirsi decide di non
venire meno ai suoi doveri di amante. Mai compito fu così piacevole.
Ma Marlena dimostra ben presto di non amare granché il brutale compagno
e non esita a tradirlo intravedendo l'occasione di migliorare la sua posizione
sociale. Nemmeno in altri universi Kirk pare raccogliere grandi successi.
In La Posta in Gioco Kirk e alcuni
dei suoi sono prigionieri sul lontano pianeta Triskelion e vengono utilizzati
come moderni gladiatori da esseri dalla tecnologia superiore chiamati
Protettori i quali, annoiati a morte da secoli di solitudine, non trovano
di meglio da fare che giocarsi fantomatiche fiches (Quaklos) scommettendo
sull'esito degli scontri. Tra gli altri schiavi combattenti, Kirk incontra
una procace aliena di nome Shahna e dopo uno scontro iniziale, a livello
realmente fisico, i due paiono provare attrazione reciproca e Kirk inizia
ad indottrinare la fanciulla sugli ideali di libertà, lealtà e soprattutto
Amore…Shahna è desiderosa d'imparare e tra i due nasce un sentimento.
Naturalmente alla fine dell'episodio i Protettori vengono sconfitti dall'astuzia
del capitano e questa volta pare proprio che nulla possa impedire a Kirk
di portare sull'Enterprise la schiava liberata. Ma preferisce lasciarla
libera di scoprire le meraviglie dell'universo e della vita che le erano
finora state negate dalla forzata prigionia su Triskelion.
Finora il povero Kirk è stato più che altro
vittima delle donne; ha però l'occasione di rifarsi nell'episodio
Con Qualsiasi
Nome, fingendo di essere attratto da Kelinda, una dei tre Kelvani
che sfruttando i loro poteri hanno preso in ostaggio l'Enterprise, con
lo scopo di raggiungere la Galassia di Andromeda a ben trecento anni di
strada! Ma ai Kelvani non importa, sono esseri immortali. Spock presto
si rende conto che il fatto che abbiano assunto forma umana sta condizionando
la loro psiche e suggerisce a Kirk di sfruttare questo fattore per sconfiggerli
e riprendere il controllo della nave, spingendoli a confrontarsi proprio
con quelle emozioni che il Vulcaniano aborrisce. Kirk pensa bene di prendere
due piccioni con una fava, corteggiando Kelinda e scatenando violente
ondate di gelosie nel suo compagno Rojan.
La Kelvana ben presto si rende conto di quanto siano piacevoli le carezze
del buon capitano, per scoprire poi che sono in realtà un ben ordito inganno.
Questa volta a restare con un pugno di mosche è lei.
Kirk non è sempre colpevole. A volte sono fattori
esterni che finiscono con lo scatenare le sue tempeste sentimentali, come
in Elena di Troia, dove tutto comincia per colpa delle lacrime
di lei, la Dohlman, Eleen di Troyius, che hanno il magico potere di far
innamorare perdutamente chi ne venisse semplicemente a contatto. Non esiste
un antidoto e per Kirk pare non esserci scampo al destino di una infelicità
eterna, visto che la Dohlman è promessa sposa ad un altro. Ma a Kirk basta
pensare a lei, il suo vero ed unico amore, L'Enterprise, per scuotersi
dall'incantesimo, scaricare in fretta e furia la donna capricciosa e ripartire
in tutta fretta. Comincia ad essere evidente ciò che per le due stagioni
precedenti era stato solo un riferimento velato. Kirk non può amare nessuna
donna semplicemente perché è già innamorato di un'altra…
Kirk è affascinante anche quando non si ricorda nemmeno più la sua identità
per una bella capocciata contro un obelisco misterioso e si sveglia mezzo
morto in un vero villaggio degli indiani d'America finiti chissà come
su un lontano pianeta.
In Il Paradiso Perduto la sacerdotessa Miramanee cade sotto
i colpi del suo fascino, addirittura sposa felice il suo capitano della
Flotta (ribattezzato per l'occasione Kirok) e non perde tempo, rimanendo
subito incinta. Ben presto i compagni di Kirk tornano a prendersi il loro
comandante, salvano la situazione che si era fatta difficile per colpa
di un asteroide fuori rotta e scoprono che l'obelisco è opera dei Protettori
(poca fantasia coi nomi eh?), alieni misteriosi che verranno approfonditi
trent'anni dopo in TNG. Salvano Kirk ma non Miramanee, che muore lapidata
dai suoi stessi simili, i quali la credono infestata da spiriti maligni.
Anche questa volta l'oggetto delle attenzioni di Kirk subisce una fine
orribile. Serpeggia il panico fra le donne dell'Enterprise: pare che il
capitano porti forse un po' sfiga!
Kirk fa colpo pure sulle femmine aliene dal "colorito particolare"
che lui pare proprio non disdegnare.
In Il Sogno di un Folle è la orioniana Marta, un pazza furiosa
rinchiusa in un istituto dedicato agli ultimi malati di mente della galassia
su Elba II, a provare un certa simpatia per il capitano dall'uniforme
ocra. Dopo avergli quasi salvato la vita finisce, poveraccia, per saltare
in aria, anche se Kirk non ne ha nessuna colpa. Che fosse pazza non vi
erano dubbi: se avesse avuto un po' di buon senso sarebbe stata alla larga
da Kirk e forse avrebbe avuto salva la vita.
La predilezione di Kirk per le belle donne non si ferma nemmeno di fronte
alla cibernetica. In Requiem per Matusalemme l'inarrestabile Jim
si invaghisce di Rayna Kapec, una ragazza sotto la tutela di un uomo più
anziano di lei, Flint. Costui si rivela un essere dotato di grandi conoscenze
e di straordinaria longevità, che ha scorrazzato attraverso la Storia
dell'Umanità dando la vita a parecchi geni delle Scienze, della Musica
e altro ancora. Ed emerge anche che Rayna non è altro che un androide,
costruito da Flint per alleviare il peso della sua solitudine su Holberg-917-G.
Kirk e Flint entrano in competizione per Rayna la quale, incapace di gestire
la sua parte di programmazione dedicata alle emotività, va in completo
cortocircuito disattivandosi definitivamente. Anche questa volta il metallico
Amore di Kirk si traduce in una perdita, così inconsolabile che
deve intervenire Spock con una tecnica vulcaniana per togliere il ricordo
della donna dalla mente del capitano. Il panico, a questo punto, si diffonde
fra le donne dell'Enterprise!
L'ultimo episodio della serie, L'Inversione di Rotta, serve
per introdurre il breve capitolo delle donne del passato di Kirk, i cui
nomi - e in alcune occasioni anche i volti - affiorano dal passato. Nell'episodio
citato una ex fiamma del capitano, Janice Lester, ha conservato un così
bel ricordo che non vede l'ora di impossessarsi del corpo di Kirk. Grazie
ad un dispositivo alieno riesce nel suo scopo: comandare l'Enterprise.
Per tale comando in passato era stata scartata e tale comando è
fonte, nel presente, di una grande frustrazione. Naturalmente le andrà
male. In Licenza di Sbarco vediamo Ruth, una avvenente biondina
che solletica certi ricordi di piacevoli e romantiche passeggiate del
cadetto Jim Kirk.
In Corte Marziale facciamo la conoscenza di un'altra ex
di Kirk, Areel Shawn, che dapprima pare intenzionata ad aiutarlo a trovarsi
un buon avvocato e successivamente si rivela come colei che sosterrà l'accusa.
La donna pare dispiaciuta di dare tanto dolore al suo Jim…ma nemmeno troppo!
Altri riferimenti a donne del passato di Kirk
emergono sporadicamente qua e là; forse un giorno, quando avrò più tempo
a disposizione, scriverò un articolo solo ed esclusivamente dedicato a
loro. Ho volutamente trascurato la dottoressa Carol Marcus, che non viene
mai citata durante la TOS ma che magicamente verrà alla ribalta in L'Ira
di Khan e porterà con sé una sorpresina davvero niente male…un figlio
tutto per il capitano Kirk, che però sopravvivrà giusto per un film e
tre quarti.
La maledizione di Kirk a quanto pare si trasmette anche alla prole. Vista
la sfortunata quanto sistematica inconcludenza delle storie amorose del
buon capitano, una leggenda metropolitana da lungo tempo mormora l'ipotesi
dell'esistenza di una segreta ed intima relazione omosessuale con il suo
primo ufficiale vulcaniano Spock. Ipotesi che troverebbe alcuni riscontri
oggettivi in ST III Alla Ricerca di Spock, in cui un irresponsabile
Kirk trascina mezzo del suo equipaggio davanti alla corte marziale nella
speranza di recuperare proprio il Vulcaniano. Amicizia? Amore? Ma credo
si tratti di pure illazioni che lasciano il tempo che trovano, opera di
qualcuno che non hai mai conosciuto la forza e la profondità del legame
d'amicizia che può crearsi fra due o più uomini. Esclusività che le donne,
risaputamente poco inclini a stringere rapporti se non a scopo di mutuale
vantaggio, per ora, possono scordarsi. Darwin ci dirà poi più avanti...
In conclusione, posso solo dire di provare compassione per James T. Kirk,
eroe della galassia, affascinante, dongiovanni quanto volete, ma oppresso
dal suo ruolo di capitano dell'Enterprise, ossessionato dalla sua nave
e dalla sorte di ogni singolo membro del suo equipaggio al punto da trascurare
totalmente la sfera privata e sentimentale della sua vita, mettendola
sempre in secondo piano. Per analogia, pensando ad una figura simile nel
nostro tempo, mi viene da pensare a certi manager di alto livello, dediti
solo alla propria carriera, con mogli o mariti solo di facciata e famiglie
trascurate alle spalle. Alla fine del viaggio Kirk si ritroverà solo,
e proprio in Generazioni lo vedremo accigliarsi mentre si domanda
dove il capitano Sulu abbia trovato il tempo di farsi una famiglia. Tempo
che lui non ha mai trovato, troppo impegnato nella sua corsa contro il
male e contro se stesso. Battaglia persa?
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