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SISTEMI
DI NAVIGAZIONE
di Diego "Frankino"
Martin
Durante la navigazione di una nave
stellare della Flotta è di importanza vitale la conoscenza precisa e continuativa
della posizione assunta dalla nave stessa nella galassia. Tale rilevamento
viene effettuato con estrema precisione dai sistemi geografici della nave,
costantemente collegati al database ufficiale della Flotta, il quale contiene
una enorme mole di dati relativi alla posizione di ogni oggetto conosciuto
nella galassia. Ogni nuovo corpo celeste individuato viene analizzato
e catalogato; ne viene studiato il moto e l’eventuale orbita in modo da
poter estrapolare una funzione matematica che individui in ogni istante
di tempo la posizione di tale oggetto nella galassia: solamente in questo
modo si può tenere una traccia sommaria piuttosto precisa della conformazione
e del movimento della galassia e di tutti i corpi in essa contenuti.
Relativamente all’orientamento ed alla posizione di navi stellari, il
loro posizionamento viene calcolato rispetto ad elementi prefissati, quali
la Terra o il centro della Galassia. Una nave di classe Galaxy è in grado
di fornire un rilevamento posizionale estremamente preciso: lo scarto
medio è di circa 10km, e raggiunge il centinaio di chilometri nel caso
in cui il vascello stia viaggiando ad alta velocità di curvatura. Nelle
manovre delicate quali l’attracco o la partenza da una Base Spaziale (manovre
eseguite, secondo il protocollo, mediante l’uso dei soli propulsori di
manovra), la precisione aumenta fino a raggiungere una tolleranza minima
di 2.75 centimetri.
Per quanto concerne i sistemi di navigazione, la rotta può essere fissata
con numerose metodologie. La prima e più semplice consiste nell’indicare
la destinazione stessa da raggiungere, sia essa un pianeta, un settore
o un corpo celeste qualsiasi conosciuto; il sistema di navigazione della
nave contatta il database centrale della Flotta, dal quale ricava le coordinate
della destinazione. Nel caso in cui la meta sia un oggetto in movimento,
è necessario che esso sia alla portata dei sensori, in modo che il computer
possa calcolare la rotta di intercettamento in maniera dinamica a seconda
dei movimenti assunti dall’oggetto da raggiungere.
I metodi convenzionali di navigazione fanno uso di un sistema di coordinate
a 2 piani, ognuno suddiviso in 360°. Il primo piano si sviluppa orizzontalmente
lungo la nave; dal centro della nave si calcola in seguito l’angolazione
da inserire in base a questo piano, al fine di indicare così l’orientamento
in linea retta rispetto al profilo della nave e di conseguenza rispetto
alla rotta attuale.
Un angolo di 0° implica il mantenimento della direzione corrente. L’aumento
di angolazione viene intrapreso in senso orario, da prua a dritta. Il
secondo piano di riferimento, perpendicolare al primo, attraversa verticalmente
la nave. Questo piano immaginario serve ad indicare l’angolo di elevazione
del muso della nave in relazione alla posizione attuale. In parole più
semplici, una rotta “120 mark 20” implica una rotazione di 120° sul primo
piano (120° verso destra rispetto alla posizione attuale) ed indica che
la nave deve alzare il muso di 20° sempre rispetto all'inclinazione attuale.
Un altro metodo di navigazione utilizzato fa riferimento a Direzioni Galattiche.
Preso il centro della Galassia come punto fisso, viene calcolata la posizione
della nave rispetto ad esso; in base alla rotta teorica che condurrebbe
il vascello al centro della Galassia viene calcolato lo scostamento verso
destra e verso l’alto, esattamente come nel caso della navigazione a coordinate
relative alla nave. In parole semplici invece di considerare la variazione
di rotta in base a quella attualmente fissata, utilizzando le Direzioni
Galattiche il riferimento è alla ipotetica rotta che condurrebbe il vascello
al centro della Galassia. In casi particolari di navigazione un metodo
del tutto simile viene applicato utilizzando come punto fisso un altro
elemento, come il polo nord di un pianeta. Tale metodologia è applicata
normalmente nella navigazione in orbita o presso una Base o Stazione Spaziale.
Durante la navigazione la rotta viene continuamente corretta ed alterata
dai processori di navigazione, al fine di adattarla alla eventuale presenza
di corpi celesti non conosciuti o non considerati in fase di elaborazione
della rotta iniziale. Per far ciò il vascello è sempre in contatto con
la rete dei ripetitori subspaziali gestita dalla Federazione, al fine
di aggiornare la rotta in base a nuovi dati pervenuti nel database centrale
durante la navigazione.
Per concludere, il vascello è in costante contatto con l’estesa rete di
Boe Temporali, anch’essa gestita dalla Federazione; tale rete permette
un riferimento assoluto di tempo, utile per stimare velocità e quindi
posizione del vascello. Quando una nave non è in contatto con una Boa
Temporale, i processori temporali di bordo registrano il tempo trascorso
sulla nave, tempo che è comunque soggetto a lievi alterazioni causate
dall’alta velocità impulso (in curvatura il tempo viene alterato dal guscio
di curvatura che avvolge la nave) o da distorsioni temporali esterne alla
nave stessa. Non appena possibile i processori temporali della nave si
sincronizzano con una Boa Temporale.
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