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IL PRIGIONIERO
DELLE STELLE
di Alfonso Font
di Antonella
Bellecca
Le battaglie editoriali danno
sempre buoni frutti. La decisione delle Edizioni Fanucci di pubblicare
il periodico Solaria, diretto concorrente di Urania, ha costretto la Mondadori
a cercare di migliorare la qualità dell'offerta del proprio periodico.
Il risultato è un trittico di fumetti di fantascienza di tutto rispetto:
a giugno Medda, Serra & Vigna (Nathan Never), a luglio Alfonso
Font e ad agosto Sydney Jordan (Jeff Hawke).
Abbiamo letto quindi il volume dedicato a Font, non particolarmente curato
dal punto di vista editoriale, ma ugualmente prezioso, se si considera
che la produzione di questo autore, nelle traduzioni italiane, è sparsa
in una miriade di riviste.
Il volume si suddivide in tre parti: a) Il Prigioniero delle Stelle; b)
Clarke & Kubrick, spazialisti ltd; c) Racconti del futuro imperfetto.
Qui parleremo esclusivamente della prima parte, un bellissimo romanzo
in bianco e nero, non particolarmente originale ma molto avvincente. Ne
esiste anche un sequel a colori, per ora incompiuto.
Chi è Alfonso Font
Font
nasce a Barcellona, in Spagna, nel 1946. Comincia giovanissimo la sua
attività di disegnatore, lavorando in Spagna, Inghilterra e Francia, per
poi tornare in patria, ormai completo nella sua formazione professionale.
Diventa così soggettista e sceneggiatore delle proprie storie, creando
quattro serie che gli ottengono fama mondiale: "Racconti del futuro
imperfetto", "Il Prigioniero delle Stelle", "Storie
nere" e "Clarke & Kubrick, spazialisti ltd". Cito dalla
biografia dell'autore, scritta da Sergio Rossi, che appare nel volume
di Urania:
"Accade poche volte, nella vita di un narratore a fumetti, di riuscire
a essere davvero completo, di toccare tutti i generi letterari per caratterizzarli
con la propria impronta personale, di sfruttarli come cassa di risonanza
per la propria linea narrativa. Alfonso Font non solo appartiene a questa
ristretta cerchia di autori, ma è anche, da sempre, un esempio di coerenza
letteraria e artistica per i suoi lettori e per gli addetti ai lavori.
Refrattario a seguire qualsiasi moda, Font è un autore che ha sempre messo
in primo piano il suo ruolo di narratore e di creatore di storie che appassionano
i lettori fin dalle prime vignette, senza annoiarli e senza inutili barocchismi
grafici che ne rallenterebbero il piacere. Come quello di ogni grande
artista, il disegno di Font è infatti allo stesso tempo sintetico e personale:
sintetico nel ritrarre persone e oggetti, città e luoghi naturali immediatamente
riconoscibili anche al più fugace colpo d'occhio. Personale perché quel
modo di ritrarli rappresenta l'unicità dell'autore stesso, che immagazzina
ed elabora paesaggi, fotografie, illustrazioni che vengono filtrate e
rese al meglio dalla sua personale visione del mondo. Similmente, le sue
storie sono raccontate con uno stile semplice e immediatamente comprensibile,
con una trama e dei personaggi caratterizzati nella maniera meno banale
possibile, nel pieno rispetto dell'intelligenza dei propri lettori. È
un modo di lavorare e intendere una professione che nasce da una lunga
e seria gavetta che lo ha portato a toccare tutti gli aspetti del linguaggio
del fumetto."
Altre opere di Font sono: "Il labirinto del drago", "Privado",
"Carmen Bond", "Rhoner", "Alice e gli Argonauti",
"Bri d'Alban". Potete trovare altre notizie su questo autore
all'indirizzo http://www.mix.it/utopia/ComicArt/expo/new/Font.htm
Il romanzo
Ho sempre apprezzato lo stile del romanzo per il fumetto; è una maniera
per nobilitare questa forma di comunicazione, che troppo spesso viene
relegata a storie brevi con personaggi ripetitivi. Un po' come la differenza
tra un film e un telefilm, con tutto il rispetto per Star Trek.
"Il prigioniero delle stelle" si suddivide in dodici capitoli; la cara,
vecchia numerazione dell'Eneide (il caso o la volontà dell'autore?):
Il fuggitivo (1982)
Il prigioniero misterioso (1982)
Il sopravvissuto (1982)
L'imboscata (1983)
L'ora della vendetta (1983)
La fuga (1983)
Nelle mani del F.A.O. (1983)
Doppio complotto (1983)
Ricercati! (1983)
Corsa per la vita (1983)
La fabbrica dell'orrore (1983)
L'ultima verità (1983)
L'ambientazione è quella del classico medioevo postatomico; la storia
presenta molti colpi di scena, che mantengono sempre desta l'attenzione.
È mia intenzione affrontare la trama nella sua completezza, quindi se
non avete ancora letto il libro fate così: andate a comprarlo, leggetelo
e poi proseguite nella lettura di questo articolo.
La trama
Una
guerra atomica ha devastato la Terra; uno scienziato ha inventato il dispositivo
M-Z, che impedisce alle radiazioni delle bombe atomiche di disperdersi
nell'atmosfera, in maniera che si possano espandere sulla superficie terrestre
per migliaia di miglia. L'orrenda invenzione (speriamo che a nessuno venga
in mente di farla per davvero), oltre ad aver naturalmente devastato il
pianeta, ha provocato una contaminazione radioattiva dello spazio e persino
del sole, la massa del quale ha cominciato lentamente ad aumentare; adesso
il Sole è una stella nova, e quando esploderà la vita umana si estinguerà.
Lo sconvolgimento climatico causato dalla mutazione solare ha spinto la
popolazione della Terra a trasferirsi in immense città sotterranee, le
"città interne"; ma esistono ancora sparuti gruppi di "esterni",
non è ben chiaro se per volontà propria o per una qualche forma di emarginazione.
L'intero sistema è organizzato in una dittatura mondiale, al cui vertice
troviamo il Mega, misteriosa figura che per alcuni versi ricorda il Mule,
l'inquietante personaggio creato da Asimov ne "Il crollo della galassia
centrale". Esiste però anche una organizzazione clandestina ribelle, il
F.A.O., Fronte Armato di Opposizione, che insegue l'obiettivo di cambiare
il sistema, magari con una rivoluzione.
La storia comincia quando il F.A.O. riesce a portare a termine un ambizioso
progetto: il rapimento del Mega! Non per ucciderlo, ma per convertirlo
alla propria causa! Bisognerà però arrivare all'VIII capitolo perché venga
svelato tale complotto. In realtà il romanzo inizia con l'inseguimento,
da parte della polizia, di un uomo di cui non sapremo mai il nome: un
attivista del F.A.O., che d'ora in poi chiameremo il Ribelle. Il Ribelle
non riesce a sfuggire alla cattura e viene portato nella colonia penale
detta del Diavolo, tanto per non farsi illusioni.
Font inserisce a questo punto quella che a me sembra la migliore invenzione
del romanzo: il vaccino contro la libertà! Ai detenuti viene infatti iniettata
una droga che agisce a livello psicologico; ogni volta che si tenta di
evadere, di fuggire, di trovare la libertà, il soggetto subisce una paralisi
muscolare e cade preda di atroci allucinazioni. Sono terribili le parole
pronunciate al proposito dal Comandante del carcere: "Ora le catene le
porti dentro di te (…) La libertà? Per te non esiste la libertà! Ovunque
tu vada, ovunque ti nasconda, non ti sentirai mai libero… Non sarai mai
libero!!! Nemmeno nel più lontano confine dell'universo! Perché ormai
sei prigioniero! Prigioniero assoluto! Totale! Prigioniero delle stelle!".
Credo che non esista peggiore (o migliore) metafora della schiavitù che
ognuno di noi si porta dentro relativamente al sistema in cui viviamo.
Eppure
il prigioniero, per ordini superiori, non deve essere ucciso né ferito.
Come mai? È arrivato il momento di svelare una parte della trama. Il Ribelle
è implicato nel rapimento del Mega; egli non sa nulla di questo rapimento,
ma, come vedremo, è il perno attorno al quale gira tutta la vicenda. Per
questo motivo è stato scelto dai vertici politici per fungere da guida
fino alla sede centrale del F.A.O., come puntualmente accadrà nell'VIII
capitolo, benché in realtà non ne conosca l'ubicazione. A questo scopo
gli è stata inserita nel cervello, a sua insaputa, una microtrasmittente;
la ricevente si trova in un casco modello realtà virtuale (il riferimento
alla letteratura cyberpunk è chiaro), costantemente indossato da un personaggio
tra il militare e il politico, che chiameremo il Fumatore, perché viene
ritratto sempre con una sigaretta.
Per farla breve, il Fumatore ordina al Comandante del carcere di rendere
intollerabile la vita del Ribelle, senza fornire ulteriori spiegazioni.
Ma il Comandante ci mette poco a capire che il prigioniero è implicato
nel rapimento del Mega e che il trattamento "particolare" ha lo scopo
di spingerlo alla fuga (piccola incongruenza: e il vaccino contro le fughe?).
Ecco allora che scatta nella sua mente la molla dell'ambizione. Alla fine
di una giornata di lavori forzati (prigionieri e poliziotti lavorano in
superficie grazie a speciali tute termiche), fa in modo di trovarsi da
solo con lui e gli propone un accordo: l'antidoto al vaccino, e la libertà,
contro l'informazione sul nascondiglio dove è tenuto il Mega (informazione
che in realtà il Ribelle non conosce). Il nostro prigioniero respinge
l'offerta e comincia una violenta colluttazione con il Comandante; la
lotta si conclude con un cedimento del terreno, che inghiotte il Ribelle.
Naturalmente il Fumatore, grazie alla microtrasmittente, ha ascoltato
tutta la conversazione; la punizione per il Comandante sarà terribile:
verrà abbandonato all'esterno, ad arrostire sotto il sole cocente.
Nel frattempo il Ribelle si ritrova in un vecchio rifugio antiatomico.
Non gli è difficile rintracciare il pozzo di uscita e risalire alla superficie;
la sua fuga è, però, molto breve: all'esterno trova ad aspettarlo una
pattuglia di quattro poliziotti con un camion, pronti a riportarlo al
penitenziario.
È a questo punto che accade l'imprevisto. Il camion cade in un'imboscata
tesa da un gruppo di esterni, a scopo di rapina, e i poliziotti vengono
uccisi. Il gruppetto è comandato da una donna (bellissima, superfluo aggiungerlo),
che verrà chiamata sempre e solo l'Esterna (potremmo chiamarla anche Gitta,
vista la somiglianza con Brigitte Nielsen). Il IV capitolo, quindi, introduce
la protagonista femminile. Colpo di fulmine tra i due. L'Esterna
non fa in tempo a comunicare al Ribelle che stanno andando verso l'Antartide,
dove si favoleggia che esistano delle Cupole della Vita, in cui la vita
verrà preservata anche dopo l'esplosione del sole, che hanno già i poliziotti
alle calcagna. La donna rifiuta di consegnare il prigioniero, ma un suo
collega non è d'accordo e, dopo averla tramortita, scambia la vita del
Ribelle con la libertà di tutto il gruppo. Il nostro uomo viene riportato
in cella. Nei giorni seguenti l'Esterna, inguaribilmente innamorata, si
aggira inutilmente attorno alle mura del carcere.
La storia sembra arrivata a un punto morto. Quand'è che quelli del F.A.O.
si decideranno a liberare il Ribelle? Ma le avventure non sono finite.
Infatti nel V capitolo spunta fuori una vecchia conoscenza: il Comandante
del carcere, terribilmente piagato a causa delle ustioni, ma vivo. E deciso
a vendicarsi. Una notte, dopo essersi procurato divisa, casco e armi facendo
fuori un'altra pattuglia di quattro poliziotti, riesce a penetrare nella
colonia penale (naturalmente uccidendo una sentinella) e a liberare il
Ribelle, solo per lo sfizio di portarlo in un luogo isolato per ucciderlo.
Ha capito che il Ribelle porta addosso una microspia, ma è sicuro che
il Fumatore non giungerà in tempo a salvarlo. L'Esterna sì però, e così
il Comandante esce definitivamente di scena.
I due eroi fuggono su una volante (nel senso che vola) della polizia,
prontamente inseguiti da altri tre velivoli; ma l'Esterna è un ottimo
pilota e, alla fine, il Fumatore dà ordine di sospendere l'inseguimento.
Il VI capitolo si conclude con la scena più romantica: sulla riva di un
fiume, davanti ai grattacieli cadenti di chissà quale metropoli, i due
derelitti sono finalmente liberi di amarsi, nell'alba attraversata dai
gabbiani.
Dopo tanti inseguimenti e tante uccisioni, le fila del racconto sembrano
raccogliersi… apparentemente. Alla fine di un pistolotto sociologico ammannito
dal nostro Ribelle alla incolta Esterna, finalmente ecco sbucare fuori
dal nulla gli uomini del F.A.O. Si scopre così che il Ribelle era sempre
stato tenuto sotto controllo, fino al momento in cui c'è stata la sicurezza…
della sua lealtà. Ora quindi i due protagonisti della vicenda vengono
portati proprio nel quartier generale del F.A.O., dove uno dei capi della
rivoluzione, dall'aria molto intellettuale, spiega l'incredibile verità:
il Ribelle è in realtà lo stesso Mega! Sequestrato, ipnotizzato, drogato,
egli conserva la falsa memoria di un passato da rivoluzionario. Ma perché
tutto questo? Come dicevamo all'inizio, lo scopo del rapimento del Mega
era di convertirlo alla causa del F.A.O.; e sembra che questo sia proprio
quello che è avvenuto! La seconda parte del piano prevede, adesso, la
restituzione dei ricordi originali al Mega e la sua liberazione; ormai
è un alleato. Un piano diabolico e geniale, che però, come vedremo subito,
non verrà mai portato a termine.
L'VIII
capitolo, dal titolo significativo (Doppio complotto), ci fa ritrovare
un personaggio rimasto nell'ombra, eppure sempre presente, per tutta la
storia: il Fumatore, che, come ricorderete, è in contatto permanente con
il Ribelle grazie al suo casco virtuale. Il piano dei rivoluzionari era
in realtà fallito ancor prima di cominciare; una rete di spionaggio aveva
permesso alla polizia di venire a conoscenza del piano di "rapimento e
conversione" ancor prima che venisse messo in atto. Ecco spiegata la microtrasmittente,
ed ecco spiegata l'attenzione per la tutela della vita del prigioniero.
Per il F.A.O. è la fine: in un parapiglia di spari, morti e urla, il Ribelle
e l'Esterna riescono tuttavia a fuggire, non prima che quest'ultima abbia
freddato l'odioso Fumatore. Ma fuggire dove? A quale scopo? E perché la
polizia continua ancora a dar loro la caccia? La risposta definitiva arriverà
solo nell'ultimo capitolo. I nostri due eroi, intanto, sanno solo che
vogliono scappare, allontanarsi da quella incredibile realtà a cui non
sentono di appartenere, raggiungere, agognata meta, le Cupole della Vita.
La fuga del Ribelle e dell'Esterna dura ben tre capitoli, durante i quali
accadono molte e incredibili cose che non vi racconterò, per non rovinarvi
la sorpresa (ma ci sono anche altri episodi, qui e lì nel romanzo, che
non ho citato… un po' di suspense va bene pure per chi ama gli
spoiler!). Finalmente, nel XII e ultimo capitolo, i nostri eroi,
dopo aver rubato un veicolo volante, giungono nell'Antartide. Ed è proprio
vero, esistono le Cupole della Vita, dove vive una ristretta casta di
eletti… la corte del Mega… del vero Mega! Ecco, infatti, l'ultimo colpo
di scena, l'ultima verità. Mentre il Mega vive una vita scintillante e
dorata nel posto più fresco della Terra, la cui esistenza è ignota alle
popolazioni delle città interne, un suo clone svolge la parte del grande
dittatore, da qualche parte nel mondo (Font non lo specifica). Il Mega
rapito dal F.A.O., il Ribelle, è solo un clone del vero dittatore! Queste
le parole del proconsole che spiega l'amara verità all'esterrefatto prigioniero
delle stelle: "Un clone, un replicante, un doppione (…) una riproduzione
di laboratorio, senza altro valore che quello di poter essere utilizzato
per risolvere un problema (…) Non possiamo rischiare il Mega mettendolo
di fronte a tutto questo enorme, complesso e pericoloso problema…".
Ma c'è di più: all'interno delle Cupole sono in costruzione alcune astronavi
che porteranno solo gli eletti in salvo nello spazio, quando il sole esploderà.
Naturalmente, il Ribelle non è tra questi, mentre l'Esterna, "davvero
eccezionale", potrà salvarsi e contribuire a perpetuare la specie. Il
destino del clone avrebbe dovuto essere quello di essere fatto fuori dalla
polizia, ma, vista la piega presa dagli eventi, il Mega non desidera che
il suo clone venga ucciso a freddo e quindi egli viene lasciato "libero"
tra i ghiacci dell'Antartide, con un adeguato equipaggiamento.
L'ultima tavola ci mostra ancora l'amore, ma non la speranza: l'Esterna
fugge dalle Cupole della Vita per raggiungere l'uomo che ama, per morire
al sole, insieme.
Conclusioni
Questa storia può piacere sia a chi della fantascienza ama principalmente
l'aspetto avventuroso, da far west dello spazio, sia a chi predilige
vicende con uno sfondo sociale e moraleggiante. La narrazione si svolge
molto velocemente e tralascia di spiegare svariati particolari. L'inserimento
della microtrasmittente nel cervello del clone quando è avvenuto precisamente?
Prima del rapimento, si suppone; evidentemente il clone, a causa dell'ipnosi,
ha dimenticato la sua esistenza. I ricordi "da rivoluzionario" del Ribelle
sono molto confusi e se ne accenna appena. Non è ben chiaro come funzioni
il vaccino contro la libertà; il comandante del carcere dice testualmente:
"Si tratta di uno speciale composto chimico con delle reazioni cicliche…
all'improvviso, quando meno te lo aspetti, zac!". Come si vede, il nesso
tra la reazione chimica e il desiderio di libertà non è chiarissimo. Sembra
poi incredibile che un progetto così segreto e particolareggiato come
quello del F.A.O. sia stato interamente svelato da una rete di informatori.
Inoltre, esiste un solo clone o ne viene creato uno ogni qualvolta si
presenti un "problema"? Nel primo caso, si deve pensare che il Ribelle
abbia vissuto per anni come Mega, svolgendo un ruolo di dittatore fantoccio,
prima di essere rapito dagli uomini del F.A.O. Come si svolge precisamente
l'amministrazione del pianeta? Quale ruolo politico svolgono in realtà
il Mega (che viene descritto come uno stupido, a dire il vero) e il suo
proconsole? Per quanto riguarda la veridicità scientifica del meccanismo
M-Z, delle mutazioni solari, della vita sulla terra, che sembra che stia
per finire da un momento all'altro, e della "riproduzione da laboratorio",
erroneamente definita un clone, Font non se ne preoccupa più di tanto.
(Ricordo che la clonazione avviene a livello di uovo, e che la crescita
dell'embrione, del feto e infine dell'essere vivente non può essere in
alcun modo accelerata. Per intenderci, se si clonasse un ragazzo di vent'anni,
dovrebbero passare venti anni prima che il clone raggiunga la "grandezza"
dell'originale).
Ma di tutte queste cose, di tutte queste informazioni, francamente, se
ne può fare a meno. La storia è godibile e appassionante e la consiglio
senz'altro. Per gli appassionati, poi, sarà divertente individuare i molti
riferimenti letterari e cinematografici, da Font inseriti in questo spettacolare
romanzo.
Buona lettura a tutti!
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