SPOCK DEVE MORIRE
James Blish

di Riccardo "Summer" Palazzani


 

SPOCK DEVE MORIRE

Autore: James Blish

Titolo: Spock deve morire

Collana: E.T.

Pagine: 180

Prezzo: L. 9.000

L'Editrice Fanucci (www.fanucci.it) ha iniziato la riedizione di romanzi americani della Bantam Books, pubblicati per la prima volta nel 1988 dalla Garden editoriale. L'impresa è davvero lodevole, in quanto tali romanzi sono ora introvabili e merce per collezionisti. Dopo "Gli Angeli di Mudd" del 1978, tocca a "Spock deve morire" di James Blish che, pensate, è stato scritto nel 1970! Solo due anni scarsi, dopo la fine della serie classica! A riprova di quanto Star Trek fosse stato un vero successo per l'epoca.
Non si tratta di un vero e proprio romanzo, ma piuttosto di un racconto lungo, che segue i ritmi di un episodio tipo della TOS. La trama è piuttosto semplice e la riporto pari pari dal sito Fanucci (www.fanucci.it):
"L'Impero Klingon ha lanciato un inatteso attacco stellare contro la Federazione, violando apertamente il Trattato di Pace Organiano. Ma gli Organiani non sono intervenuti, e il loro pianeta sembra scomparso, forse distrutto dagli stessi Klingon. Per permettere a Spock di scoprire cos'è successo, Scotty apporta una modifica al teletrasporto. Ma una volta attivato il teletrasporto, dalla camera escono due Spock completamente identici che affermano di essere l'originale. In realtà, anche se fisicamente identici, ben diversa è la mente di ognuno di loro. Uno dei due si rivela infatti un traditore. Per la sicurezza dell'Enterprise uno Spock dovrà morire… Ma quale dei due?"
Il romanzo, va detto, non è all'altezza degli standard a cui siamo abituati noi lettori voraci di libri dedicati a Star Trek. Piuttosto semplicistico e lacunoso, i dialoghi e le situazioni sono molto lineari e prive di fronzoli; pare adatto a lettori molto giovani... Probabilmente proprio a tale fascia di età sono rivolti questi romanzi brevi degli anni 70. L'ideale per chi ha dei figli a digiuno di fantascienza, per introdurli al mondo del 23° secolo. La brevità del racconto lo rende particolarmente adatto da portare con sé la domenica in spiaggia o in montagna, o per riempire l'attesa in una sala d'aspetto: si legge tutto d'un fiato.


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