FANTASTIQUE AL CINEMA
di Pier Giuseppe Fenzi

 

http://www4.x-men-the-movie.com

http://www.marveleurope.com/italia/index.htm


Dopo anni d'attesa abbiamo avuto la fortuna di poter assistere a un'anteprima di X-Men alla serata d'apertura del 53° Festival di Locarno (il film arriverà nelle sale italiane il 27 ottobre).
Per chi non lo sapesse (pochi, a dire il vero) la pellicola è tratta dal best seller a fumetti pubblicato dalla Marvel Comics e ideato nei primi anni Sessanta da Stan Lee. Protagonista delle avventure disegnate e del lungometraggio, una compagine di eroi fuorilegge, individui mutanti dotati di particolari superpoteri che, in un prossimo futuro, si trovano a dover fronteggiare i pregiudizi che i normali esseri umani nutrono nei loro confronti.
Diretto dal 34enne Bryan Singer, già realizzatore degli ottimi I soliti sospetti e L'allievo, il film può dirsi, almeno a giudizio di chi scrive, riuscito sotto la maggior parte dei punti di vista.
Se il plot di base è piuttosto semplice (ma non puerile) nei suoi sviluppi, la sceneggiatura, che risulta accreditata a un unico nome, David Hayter, ma che ha visto almeno cinque autori alternarsi sulle pagine dello script, rende il tutto comunque interessante e fruibile ai più, con inventivi scambi di battute tra i vari personaggi e molte situazioni originali all'interno della trama.
Memori delle lezioni fumettistiche di cui han fatto tesoro, gli sceneggiatori si sono concentrati sulla metafora antirazzista che sta alla base del successo del comic book, sviluppando un'avventura che non manca di momenti coinvolgenti dal punto di vista della riflessione e dell'azione. L'equilibrio è perfetto.
Singer dirige con sicurezza, elaborando suggestive inquadrature e raffinati movimenti di macchina, supportati da una fotografia crepuscolare particolarmente curata. È poi ravvisabile talvolta quella personale "cattiveria" narrativa che già aveva reso i precedenti film del regista prodotti interessanti e per nulla banali.
I pochi effetti speciali sono buoni e per lo più realistici: non prendono mai il sopravvento sulla storia narrata e sono equilibratamente dosati.
Le prove offerte dagli attori sono in linea di massima tutte convincenti.
Ma esaminiamo i personaggi più interessanti e i performer che han loro dato il volto.
Sopra tutti, il misconosciuto australiano Hugh Jackman che, nei panni dell'irsuto Logan/Wolverine, regala un'ottima performance, complice il viso davvero cinegenico. Sue le battute più divertenti. Sue le scene più spettacolari. Possiamo affermare con tranquillità che è nata una star.
Il secondo personaggio focale della vicenda è la giovanissima Rogue, interpretata dal Premio Oscar Anna Paquin (era la bambina di Lezioni di Piano), un'adolescente che scopre di avere il potere (maledizione?) di assorbire la mente (ed eventuali capacità superumane) degli individui con cui viene a contatto.
Lo straordinario attore britannico Sir Ian McKellen, già con Singer in L'allievo, indossa la cappa di Magneto, il cattivo della pellicola. Non un villain grondante schiuma e battute monosillabiche, bensì un personaggio che, seppur nell'eccesso della sua follia, adduce valide motivazioni per i propri atti terroristici.
I fan di TNG troveranno poi nel cast il familiarissimo volto di Patrick Stewart, qui nei panni del Prof. Charles Xavier, potente telepate e carismatico mentore del supergruppo mutante.
Tutti gli altri personaggi di X-Men non sono particolarmente approfonditi, e passiamo dunque da qui ai difetti del film. Il primo problema che salta all'occhio è infatti quello della durata della pellicola: appena 104 minuti! Una vicenda corale come quella narrata nel lungometraggio, avrebbe necessitato di almeno un'altra mezz'ora sullo schermo per poter al meglio sviluppare le psicologie dei protagonisti e per poter rappresentare in modo più completo i comprimari.
Ci sono invece alcuni personaggi (vedi Ororo/Tempesta o Sabretooth, character di gran caratura sulle pagine disegnate) che sono ridotti a mere "apparizioni cameo": poche battute di dialogo e nessuna introspezione. Ma è il rischio che si corre quando si deve lavorare su così tanti personaggi (si vedano per esempio i più recenti film di Star Trek)...
Altro difetto di X-Men è la colonna sonora. Non potendo contare sul talento di John Ottman (abituale collaboratore di Singer, al lavoro su un altro film), la produzione si è rivolta al mediocre Michael Kamen (Die Hard, Arma letale), un compositore monocorde e privo di spessore, che non ha saputo creare una partitura particolarmente significativa. Il tema degli X-Men non è assolutamente memorabile quanto quelli che in passato hanno accompagnato le gesta di altri supereroi cinematografici (Superman, Batman, The Shadow, Flash, Rocketeer). In tutto lo score c'è un solo momento davvero coinvolgente ed emozionante, nel brano relativo a Logan e Rogue.
Visto l'enorme successo riscontrato ai box-office statunitensi (144 milioni di $ in un mese), è già stato messo in preproduzione il sequel alle avventure dei mutanti di Xavier: vista la qualità di questo primo film siamo davvero curiosi di vedere cosa verrà fuori dalla prossima avventura. Avventura che dovrebbe proporre lo scontro tra gli eroi del titolo e le Sentinelle, titanici robot caccia-mutanti, costruiti dal Governo. Pare che, a grande richiesta, alcuni tra i beniamini dei lettori, assenti dal primo film per ragioni di budget, troveranno spazio nella trama della seconda avventura. Aspettiamoci quindi di vedere le versioni cinematografiche di Bestia, Gambit e Nightcrawler. Auguriamoci soltanto che il film duri un'oretta in più…

 



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