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WARP
MAIL
a cura di Rossella
"DrBev" Marchiselli
Per scriverci
inviate un messaggio a Warp Mail
Sono pienamente d'accordo con l'autore
dell'articolo su TOS ed in particolare sull'ipotesi Sulu. Mi dite per
favore dove poter scaricare le trame dei telefilm?
Grazie.
Live long & prosper
Per la tua richiesta
ti rimando ad una delle fonti più autorevoli, vale a dire al database
Trek più famoso d'Italia: www.hypertrek.org.
Qui trovi trame dei telefilm e dei film, personaggi, curiosità, aggiornamenti
e qualche anticipazione, insomma, un compendio di tuttologia Trek compilato
dall'autore Luigi Rosa.
Questa
mail mi è stata cortesemente inoltrata dal Nostro Redattore Diego Cacchiarelli,
che ha già risposto in mail privata alla lettera pubblicata; ciononostante
pubblico anche in questa mia rubrica la sua risposta in quanto ho notato
che il suo articolo ha suscitato l'interesse di altri lettori, che, a
quanto pare, trovano sempre spunti interessantissimi nel film "cult" di
Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio.
A tal proposito ricordo che in uno degli scorsi numeri dello STIM il Nostro
Direttore ha scritto una splendida biografia dedicata al regista scomparso
poco più di un anno fa.
Egregio signor Cacchiarelli,
ciò che lei ha affermato sull'ultimo numero (16) dello "Star Trek Italia
Magazine" (che sotto riporto), riguardo al famoso H.A.L. 9000 del noto
capolavoro di Stanley Kubrick "2001:Odissea nello spazio", ritenuto da
molti il miglior film non solo tra quelli firmati dal geniale regista
scomparso un anno fa, ma tra tutti quelli nella storia del cinema mondiale,
è inesatto e sminuente di tutto ciò che Hal e l'Odissea sono.
Una superficiale prima lettura del grande capolavoro, l'impressione iniziale
del pubblico ignorante, futuro acclamatore di nota spazzatura quale "ID4"
e "The Matrix", non avvezzo a ricercare i diversi livelli di lettura.
E interpretazioni di un film o di una qualunque altra forma d'arte - ove
il cinema essendo la summa delle altre, è l'arte superiore - , che poi
ha lasciato alla grande opera, di fatto, la cattiva fama di "film a metà
tra l'ipnotico e la noia mortale". (dalla sezione: "The Next Generation"
del numero sopracitato della rivista STIM) 2001 Odissea nello spazio:
in questo caso il computer HAL 9000 si ribella all'essere umano.
Si sente superiore, perfetto e minacciato, e uccide.
È l'inizio della rivolta della macchina sull'uomo. La macchina prende
coscienza e si ribella, in quanto come entità perfetta sente la frustrazione
di essere al servizio di un'entità non perfetta. Questo è quello che lei
ha scritto su di Hal.
Niente di più falso e adatto ad un film di serie B americano degli anni
cinquanta, dove i robot d'improvviso attaccano gli onesti cittadini. Innanzi
tutto, e questo anche una sola visione del film lo lascia ampiamente intendere,
il supercomputer che comanda lungo la sua rotta la navicella spaziale
"Discovery", non possiede alcuna "mania di superiorità" nei confronti
della razza umana, né tantomeno prende coscienza di sé all'interno del
film.
HAL 9000 è dapprincipio una macchina pensante, autocosciente e "incapace
di sbagliare", ma è quanto di più distante dal pensiero del film credere
che questo faccia incrinare il questa volta sì, perfetto rapporto tra
il computer, la nave e il suo equipaggio, facendo impazzire HAL. Nell'articolo
si afferma che HAL si sente minacciato: questo è vero, ma non rappresenta
una causa della violenza del computer.
Ciò che davvero mette in crisi la perfetta intelligenza del computer,
che basa tutti i suoi ragionamenti sulle due verità assolute del "Sì"
e del "No", dell'uno e dello zero del suo sistema binario (i famosi volumi
longilinei e sferici che s'incontrano in tutto il film, dalla forma stessa
della nave ai pianeti e al monolito), è l'inconciliabile con tale sistema
doppiezza dell'uomo, la sua capacità di mentire.
L'uomo ha nascosto, innaturalmente, impedendo che questi possa fornirle
prima del tempo ai propri compagni, nelle memorie di HAL le informazioni,
da tutti ricercate, riguardo alla misteriosa missione della nave, della
quale tutti sono ignari. Ciò fa maturare in HAL una particolare forma
di psicosi dissociativa, dovendo obbedire a due ordini tra loro contrastanti
e che non può capire, che lo manda "in tilt" fino a quando, raggiunto
Giove, le stesse informazioni della missione divengono di pubblico accesso
a tutti i membri dell'astronave (ma a quel punto sarà rimasto il solo
Frank) e a Hal, pur tornato normale, non resta che spegnersi...
Matteo Soleri
Risponde Diego Cacchiarelli:
Gentile signor Matteo,
Prima di rispondere alle sue osservazioni vorrei ringraziarla. Una critica
prima ancora di essere critica è la testimonianza dell'attenzione che
persone come lei dedicano al lavoro (ma sarebbe meglio chiamarla passione)
degli altri, quindi un grazie di cuore!
E veniamo alle sue osservazioni. Prima di tutto sono perfettamente cosciente
che accostare capolavori del livello di 2001 Odissea nello spazio con
film di livello decisamente più basso è una forzatura per tutti e in particolare
per lei che è un lettore particolarmente attento e qualificato.
Tuttavia va osservato che tali opere offrono livelli di lettura di diversa
profondità (me lo fa notare anche lei nel suo messaggio). A questo proposito
le preciso il centro del mio discorso: l'obiettivo era quello di suffragare,
con esempi (cinematografici) qualificati a diverso livello, la tesi che
afferma la negatività nel voler creare macchine senzienti che proprio
per le loro capacità e consapevolezza di esistere (inteso come nascita,
perpetrazione della specie). L'inserimento e le considerazioni su HAL
9000 sono fatte in questo senso. In buona sostanza mi interessava dimostrare
la pericolosità di una macchina che per le sue caratteristiche di costruzione
ha la possibilità di uscire dal controllo dell'essere umano.
In questo senso HAL 9000 ha dimostrato, pur con tutte le motivazioni e
scusanti del caso, la sua oggettiva pericolosità. Questa è la motivazione
principale per cui mi sono permesso di utilizzare un aspetto (e solo uno)
di quel grande capolavoro che è 2001 Odissea nello spazio.
Se vogliamo però addentrarci in una analisi più approfondita della cosa,
vorrei partire dalle sue affermazioni e dalla sua analisi di HAL per risponderle.
Lei dice, e io lo condivido, che HAL ha verità due verità assolute, una
sorta di 0 e 1 binario che lo porta ad una situazione di stallo e fondamentale
incomprensione con la natura umana che non ha linearità e logicità ferrea.
Doppiezza e bugie sono solo alcune delle esternazioni di questa non linearità.
La psicosi dissociativa di cui lei parla porta HAL alle sue azioni contro
l'essere umano.
E anche questo è senz'altro vero.
A questo punto le chiedo: la non accettazione e la non comprensione della
natura dell'essere creatore, il fare azioni contro di lui non sono la
chiara affermazione della superiorità che HAL fa di se a danno dell'essere
non perfetto?
Facciamo un esempio al contrario: l'essere umano se si trova in disaccordo
o viene ingannato da un suo simile, non lo elimina (o per lo meno ciò
non succede con le stesse motivazioni). Questo semplicemente per il fatto
che in primo luogo egli comprende (spesso non coscientemente) che il suo
punto di vista non è assoluto e che comunque la sua natura non perfetta
non gli può permettere di salire sul gradino più alto per giudicare e
condannare con assoluta certezza su ciò che è bene e ciò che è male.
HAL questo lo può fare perché egli è perfetto! O per lo meno chi lo ha
creato gli ha dato questa certezza.
Il mio affermare la sua superiorità e la sua perfezione deriva da questo
tipo di ragionamento. Nel chiudere questa mia replica, le cito una famosa
frase che Spock, un vulcaniano quindi un essere vivente esclusivamente
logico, recita nel sesto film di Star Trek: "La logica è solo la premessa
della saggezza, non il suo epilogo".
Credo che questa affermazione chiarisca in maniera sintetica, ma convincente,
i grandi limiti delle macchine, pur se senzienti e perfettamente funzionanti.
Nel ringraziarla ancora una volta per il suo vivo interesse, la saluto
cordialmente e le auguro un buon inizio di settimana.
Diego Cacchiarelli
Mmm.. un paio di annotazioni sull'articolo
in questione (leggete almeno il punto 2 che è relativo a Star Trek )
1) Innanzi tutto HAL9000 di 2001 non si è ribellato all'uomo per una presunta
superiorità nei confronti dello stesso: la questione è molto più brillante
e raffinata (quasi Asimoviana). La colpa del malfunzionamento di Hal9000
e del fallimento della missione della Discovery (e la morte dei cinque
astronauti) è da attribuire interamente a chi ha organizzato la spedizione
(il dottor Heywood Floyd... che in 2010: Odissey 2, dirà per l'appunto,
di "avere le mani sporche di sangue").
La spedizione della Discovery viene organizzata dopo il ritrovamento del
monolito alieno nel cratere Tycho sulla Luna.. quando esso, per la prima
volta esposto alla luce solare, emette il suo misterioso "messaggio" in
direzione di Giove (FILM) - Saturno (ROMANZO). Il ritrovamento del monolito,
e quindi dell'esistenza di altre forme di vita oltre a quella umana, viene
però (primo errore) tenuto celato all'umanità dal governo Americano...
per paura delle eventuali ripercussioni...
Inoltre (e qui l'errore è ben più grave) del reale scopo della missione
della Discovery non viene informato nessuno, nemmeno gli astronauti a
bordo: l'intenzione di Heywood e del controllo missione sarebbe quella
di rivelare tutto quanto una volta che la nave fosse giunta a destinazione..
lontano dalla Terra e dall'attenzione dei mass media. L'errore finale
è quello di informare della reale situazione Hal9000, il sofisticato computer
senziente: esso è l'unico a bordo della Discovery a conoscere lo scopo
reale della missione... ed ha ricevuto l'ordine di non rivelarlo ai suoi
"compagni" umani... fino al raggiungimento della destinazione.
Quando la destinazione è vicina, Hal 9000, che ha costruito un rapporto
quasi "amichevole" con i due astronauti Poole e Bowman, ha una vera e
propria "crisi di coscienza" per esser stato costretto a mentire loro.
Il disallineamento dell'antenna, i goffi tentativi per impedire che la
verità venga a galla... (che avranno il culmine nell'eliminazione di tutto
l'equipaggio umano) sono dovuti semplicemente a questo: HAL non vuole
essere considerato un bugiardo da Poole e Bowman, né che essi possano
pensare di esser stati, per tutto quel tempo, da lui "traditi".
Insomma, se gli umani non fossero stati, al loro solito, brutalmente idioti
e truffaldini, nulla sarebbe andato storto ^___^ Un po' di rispetto per
il povero Hal9000, mio dio, vittima anch'egli (forse più di Poole e Bowman)
dell'ottusità umana!
2) Non sono per nulla d'accordo sulle conclusioni tratte dall'autore dell'articolo..
sulla "serenità" che a lui procura l'idea della presunta "unicità" dell'uomo.....
(nei confronti di esseri senzienti creati artificialmente). Star Trek
The Next Generation è (senza ombra di dubbio) la più bella serie di Star
Trek mai creata.. per un numero enorme di motivi. Uno di essi è proprio
questo: l'accettazione spassionata (spesso commovente e tenerissima) di
qualsiasi tipo di "diversità".... (sia extraterrestre, che "androide"..
ma anche la diversità più "umana": un esempio eclatante è il mitico, fantastico
Tenente Barclay ^_________^)
Tornando al nostro discorso, come dice più volte Picard... gli androidi
sono composti da circuiti, metallo e plastica.. ma anche i nostri corpi
sono macchine, composte da carne, ossa, e sangue: qualcuno può forse affermare
che l'intelligenza o ciò che di buono c'è nell'uomo sia racchiuso nella
sua carne, nelle sue ossa o nel suo sangue? Comunque gli episodi come
quello di LAL, in cui Picard manda al diavolo la Flotta Stellare ed i
suoi spesso ottusi, intolleranti regolamenti, e si mette a difendere in
modo accalorato i "diritti" di Data e di ciò che Starfleet reclama come
una sua "proprietà" sono FANTASTICI
^___^ AMO TheNextGeneration.. ^_____^
Saluti,
Christian
Volevo esprimere brevemente il mio
dissenso riguardo ad alcuni elementi espressi nell'articolo che parla
di LAL:
. 1) Non credo che nella visione "ottimistica" di Star Trek vi sia la
paura per il diverso, alieno o robot che sia, ma solo uguaglianza.
2) Credo che "che cosa sarebbe successo a Lal? Che cosa sarebbe diventata?"
è la domanda che qualsiasi genitore si pone, anche umano, sui propri figli;
Data avrebbe fatto come qualsiasi genitore coscienzioso, insegnando anche
con l'esempio alla convivenza con gli umani.
Infine, non c'è da aspettare un alieno o un robot per avere un "mostro":
basta vedere al nostro recente passato (Hitler & C.) e alle piccole e
grandi notizie di cronaca.
Grazie dell'attenzione sulla mia opinione personale, e buon lavoro.
Kadarin
Cari Lettori,
Tutte le vostre lettere si riferiscono all'articolo che tratta del problema
della creazione di una nuova forma di vita da parte di Data, e richiamano
fortemente il tema dell'intelligenza artificiale. Sono quindi partita
alla ricerca di una definizione comprensibile.
Cos'è l'intelligenza artificiale?
Cito dal manifesto del NewsGroup it.comp.ia:
"IA o Intelligenza Artificiale è una disciplina nata verso la fine degli
anni cinquanta con lo scopo di simulare l'intelligenza mediante un sistema
costruito dall'uomo, in primis un sistema computerizzato analogico o digitale.
In mancanza di una definizione univoca di intelligenza, un primo gruppo
di ricercatori del MIT (capeggiati da Marvin Minsksy) assunse come paradigma
di riferimento l'intelligenza umana.
Questo approccio è oggi ritenuto superato da coloro i quali sostengono
che l'intelligenza umana è solo una forma di intelligenza: una delle tante
possibili. Ciò comporta un ribaltamento di prospettiva che ha già condotto
a risultati interessanti.
Nell'articolo "Computing Machinery and Intelligence" dell'Ottobre 1950
(reperibile all'indirizzo www.abelard.org/turpap/turpap.htm) il grande
matematico e crittoanalista Alan Turing (da molti ritenuto uno dei padri
fondatori della IA come scienza) si pose la domanda "Can Machines Think?".
Nell'articolo da lui redatto sull'argomento Turing focalizzò l'attenzione
non tanto sulle risposte alla domanda in questione, ma sulla domanda stessa.
Il grande matematico scrive, infatti, in un passo famoso dell'articolo:
"Propongo di considerare la domanda "Le macchine possono pensare?" Nel
fare ciò dovremmo cominciare con la definizione del significato dei termini
"macchina" e "pensare"..." Turing evidenzia dunque uno dei più grandi
problemi della IA, riuscire a definire ciò che intendiamo per pensiero,
per intelligenza e poterlo così riprodurre.
Per venire "a capo della matassa" Turing propose allora una riformulazione
della domanda di cui sopra in termini "non ambigui" ponendo la questione
come un gioco, "il gioco dell'imitazione". Al gioco prendono parte tre
persone un uomo, una donna e un giudice. Il giudice comunica con l'uomo
e la donna attraverso una telescrivente (o un qualunque altro mezzo che
impedisca al giudice di vedere gli altri due partecipanti o di sentire
le loro voci). Il giudice deve riuscire a indovinare ponendo opportune
domande chi degli altri due partecipanti è l'uomo, e conseguentemente
chi dei due è la donna.
L'obiettivo del gioco per il giudice è fare una distinzione corretta del
sesso dei due partecipanti, l'obiettivo dell'uomo è far sbagliare il giudice
nella sua valutazione, mentre quello della donna è aiutare il giudice
a rispondere correttamente. Naturalmente sia l'uomo sia la donna possono
rispondere alle domande del giudice anche mentendo.
Date queste regole Turing ipotizzò di mettere al posto dell'uomo una macchina;
ora, secondo Turing, la macchina in questione potrebbe definirsi pensante
se, partecipando al gioco secondo le regole sopra esposte nel ruolo dell'uomo,
riuscisse a vincere facendo sbagliare il giudice tanto spesso quanto sarebbe
in grado di fare un essere umano su uno stesso numero di partite. Questa,
che è l'originale formulazione del Test di Turing, comporta per l'aspirante
macchina pensante una vasta serie di requisiti, non solo, infatti, dovrebbe
essere in grado, per vincere, di capire e saper riprodurre il linguaggio
naturale (altrimenti il giudice identificando chi dei due partecipanti
è la macchina saprebbe automaticamente chi dei due è l'uomo e vincerebbe
la partita) ma dovrebbe saper opportunamente mentire e sviluppare una
complessa strategia di "gioco psicologico". Spesso Il test di Turing originale
viene pero' confuso con una sua variante molto semplificata che viene
utilizzata come regolamento del
Loebner Prize Competition ( www.cs.flinders.edu.au/research/AI/Loebner).
Il criterio seguito nel Loebner Prize è, infatti, che una macchina possa
definirsi pensante se un giudice non riesce a distinguere (almeno nel
50% dei casi) quale fra due partecipanti al test è un essere umano e quale
invece è una macchina."
A questo punto sarebbe da chiedersi
che cosa sia l'intelligenza: ne ho trovato una buona spiegazione, a mio
parere calzante; ovviamente il discorso si aggancia alla relazione fra IA
e umano ben dell'intelletto.
"Il motivo per il quale non è noto cosa sia l'intelligenza artificiale e
non si possono pertanto costruire macchine intelligenti è che in realtà
non si sa cosa sia l'intelligenza. Orbene, l'intelligenza non consiste nella
mera capacità di pensare, formulare concetti, architettare strategie e così
via, che hanno anche gli animali.
L'intelligenza è, infatti, nata nel momento in cui un'entità fino ad allora
animale è divenuta uomo proprio attraverso l'acquisire un diverso e maggiore
momento qualitativo e quantitativo della consapevolezza di poter raggiungere
un superiore livello di benessere e di sviluppo attraverso il concorrere
alla vita e allo sviluppo degli altri individui.
Tale speciale consapevolezza avrebbe poi dato luogo alle prime categorie
mentali dell'intelligenza, ovvero agli schemi primordiali di quelle forme
del conoscere che usiamo definire "altruismo", "sensibilità", "generosità",
eccetera. Da allora, la preesistente "furberia", forma del conoscere di
tipo animale dovuta alla volontà di privilegiare se stessi, ma che già rappresentava
un passaggio di qualità rispetto alla mera prevaricatorietà naturale, andò
trasformandosi in qualcosa che di lì a poco avrebbe poi assunto le connotazioni
di quelle forme del conoscere / culture atte a dar luogo ad una speciale
percezione del livello di contrattualità sempre più sofisticato vigente
fra le proprie e le altrui esigenze.
Di talché, considerato l'individuo come il centro di un cerchio, si può
dire che egli è tanto più intelligente quanto più è ampio il cerchio delle
esigenze altrui che, in una dinamica di esercizio basata su queste due regole,
riesce a contenere nell'ambito del suo "raggio di azione" mediandole con
le sue.
La furberia tuttavia, nonostante sia perniciosa, non è affatto sparita dal
sistema mentale dell'uomo, ma si è anzi trasformata in tendenziosità, ovvero
in capacità di strumentalizzare l'intelligenza alle finalità della furberia.
Ciò attraverso un gran numero di forme della tendenziosità fra le quali
rientrano l'ipocrisia, la falsità, il moralismo, il perbenismo, eccetera.
Ne deriva che nessun computer sarà mai "intelligente" se prima non gli si
sarà insegnato dosare le sue scelte nella maniera in cui lo fa l'uomo, ovvero
in base alle pulsioni fondamentali ed alle categorie morali.
Cose solo apparentemente difficili una volta che capita la logica da dover
seguire, che anch'essa, come qualunque altra, può essere ridotta in qualche
modo a delle formule che, sempre più, ci avvicineranno alle macchine intelligenti.
Macchine nel costruire le quali occorrerà poi sempre tenere conto dell'altissimo
rischio che si correrebbe a non porsi sempre, fin dall'inizio di questo
nuovo tipo di "evoluzione intellettuale" delle macchine, il problema degli
argini insuperabili da dover loro fissare per evitare che la loro "discrezionalità"
possa procurare danni che, nel caso di macchine destinate ad usi di massa,
potrebbero essere gravissimi, perché quando, infatti, la macchina arriverà
a "pensare" come un cervello umano, diverrà imprevedibile.
È dunque necessario garantirsi che l'evoluzione della meccanizzazione sia
continuamente monitorata e che sussista un continuo controllo dei suoi effetti
e dei pericoli che può produrre." (Luigi Alfonso Marra)
Cos'è invece un robot?
Sempre dalla stessa fonte del manifesto del NG it.comp.ia, cito:
"È un sistema artificiale capace di interagire con il mondo; esso deriva
dalla parola cecoslovacca "Robota" cioè lavoro, nome degli automi
che agiscono come operai in un dramma di K. Kapek. È un automa controllato
da un cervello elettronico usato per sostituire l'uomo in attività manuali
faticose o pericolose o troppo costose nell'ottica del profitto."
Ma pongo l'accento anche sul seguente passo:
"Il dramma di Karel Kapek è R.U.R, Rossum Universal Robot; occorre
anche non scordarsi che la diffusione della parola Robot nonché dei concetti
di base che definiscono un Robot è da attribuirsi ad Isaac Asimov, che
nei suoi racconti ha perfettamente descritto come dovrebbero essere queste
macchine.
Per definizione un Robot è una macchina di varie forme, non necessariamente
antropomorfa, totalmente autonoma, ovvero è in grado di interagire con
l'ambiente circostante senza necessità di intervento o supervisione di
operatori umani, quindi deve essere necessariamente una macchina dotata
di intelligenza artificiale di buon livello. Per esempio il bellissimo
robot deambulante presentato dalla Honda non risponde a tale definizione
perché è teleassistito da un operatore umano, rimane sempre una macchina
stupenda allo stato dell'arte per quanto riguarda le soluzioni tecnologiche
ma non è un robot vero e proprio in quanto che non possiede capacità decisionali
autonome."
Rimando anche al numero attuale di WTI:
www.webtrekitalia.com la diatriba sull'argomento robot, e al loro
sondaggio su Data, se corrisponda a un ideale robot Asimoviano o meno.
Ciao, ho trent'anni e mi chiamo Grazia.
Innanzi tutto complimenti per la vostra rivista. È da poco che la conosco
e la leggo veramente volentieri. Mi fa piacere leggere osservazioni, curiosità
e altro su Star Trek e più leggo e "navigo" e più mi accorgo che i fan
sono veramente tanti. Io sono appassionata da quando verso la fine degli
anni '70 apparvero le puntate della serie originale su Telemontecarlo.
Chi di voi si ricorda di questo passaggio televisivo?
Ma a parte le considerazioni solite e più generali su Star Trek in Italia,
volevo fare alcune osservazioni sull'articolo apparso sul n° 6 di Star
Trek Italia Magazine: "Razze".
Non condivido alcune somiglianze evidenziate da Davide "Questor" Galati
delle razze trekkiane con alcune popolazioni/nazioni terrestri con riferimento
a periodi storici ben determinati. Ritengo che la cultura Ferengi assomiglia
notevolmente alla cultura e alla società araba riferita però a qualche
secolo fa, sia perché il commercio costituiva la base della loro economia,
sia per la posizione di subordinazione e spesso segregazione delle donne.
Senza voler offendere nessuno di religione Islamica, ma attualmente in
alcune nazioni è ancora così. Non trovo invece calzante il paragone con
gli Hobbit che sono comunque più "positivi" dei Ferengi e con valori diversi.
Il paragone della società Cardassiana con il nazismo/fascismo è evidentissimo,
ci si potrebbe spingere fino a considerare i Bajoriani come una raffigurazione
del popolo Ebreo oppresso, perseguito e sterminato, e su questo parallelo
sono perfettamente d'accordo con voi.
Ma i Borg, con l'annientamento dell'individuo a favore della collettività,
l'assimilazione di tutte le risorse individuali a favore del collettivo
non vi ricorda un'altra realtà del nostro secolo? Non potrebbe essere
una metafora esasperata del comunismo?
Quando ho visto per la prima volta l'episodio di Star Trek "L'attacco
dei Borg" il paragone è stato per me immediato; avevo fin pensato che
fosse una presa di posizione degli autori della serie nei confronti del
comunismo.
D'altronde quando è stato realizzato eravamo giusto alla fine della Guerra
Fredda.
Io, se posso esprimere una considerazione personale, tra tutti preferisco
i Klingon: sono violenti ed egocentrici, ma sono sinceri, forti, coraggiosi,
hanno il senso dell'onore e della famiglia e trovo divertente il loro
modo di fare collerico e quasi infantile.
Volete mettere uscire una sera accompagnate da un Klingon?
Sicuramente non c'è pericolo di fare brutti incontri...
Ciao e buon lavoro
Cara Grazia,
Penso che molti dei Trekker più attempati si ricorderanno le prime apparizioni
di Kirk & Co. su Telemontecarlo (con il sottotitolo di Destinazione Cosmo).
Comincio con il ringraziarti per i complimenti alla nostra webzine.
Molti autori si sono cimentati nell'identificazione con le razze umane
delle diverse specie aliene presenti in Star Trek, e penso che si sia
dato adito alle più libere interpretazioni.
Ferengi come razze arabe a causa del loro spiccato senso del commercio,
o come razza ebrea per l'importanza della società del denaro; Bajoriani
come razza mistica, di nuovo paragonabile agli Ebrei per la loro cattività
Cardassiana e invece Indianamente Nirvanica per la religione; Cardassiani
come nazisti (che per me non hanno nazionalità, è ingiusto confonderli
con il popolo tedesco), Vulcaniani come non violenti Taoisti (qui addirittura
si esula dalla Nazionalità per passare alla Religiosità), Romulani come
Russi (ma quelli delle purghe Staliniane).
A questo punto possiamo mettere dentro i Betazoidi come rappresentazione
di tutti gli psicologi del mondo (analisti dell'universo united), i Mutaforma
come specchio di tutte le eminenze grigie (per me c'è dentro anche Cuccia),
gli Jem'Hadar come i ragazzini che in tutte le guerre vengono allevati
con il fucile in mano e si ritrovano a combattere senza nemmeno più ricordare
i motivi della guerra.
Star Trek in fondo è un calderone in cui vengono messe dentro tutte le
esperienze di chi scrive, un'occasione per portare alla ribalta i dilemmi
del nostro tempo, e ricordare i problemi del nostro passato; in più offre
agli spettatori la possibilità di trovare qualcosa di se stessi nelle
razze, nei personaggi, nel vissuto dei protagonisti.
Per parte mia, grazie a questa serie ho scoperto di essere un terzo umana,
un terzo betazoide e un terzo juventina…
Causa mancanza di tempo ho letto
solo in questi giorni il numero di Marzo dello STIM ed ho letto anche
l'articolo sull'episodio di Voyager "Distant Origin": avendo visto quest'episodio
proprio un paio di settimane fa ed avendolo apprezzato molto, vorrei proporre
una chiave di lettura da aggiungere a quella proposta dagli autori dell'articolo
Fabiano "Langley" Piccione e Matteo "Norton" Bistoletti.
È più che logico pensare a Galileo vedendo le vicende del protagonista
dell'episodio (per una volta, quelli della Voyager sono poco più che comparse,
seppur potenzialmente destabilizzanti) ma alla fine dell'episodio mi è
venuto da chiedermi come fosse possibile che in una civiltà come quella
dei Voth, antica di una settantina di milioni d'anni, fosse possibile
che la ricerca scientifica venisse osteggiata anche con la forza in favore
di credenze fideistiche e allora ho pensato che in fondo quella non fosse
che l'estremizzazione della nostra società, in cui la tecnologia avanzata
si mischia all'arretratezza culturale, alla superstizione ed al fanatismo
religioso.
Ricordiamoci che non solo nel terzo mondo ci sono situazioni in cui certe
dottrine hanno forza di legge ma anche nella nostra società occidentale
viviamo certe contraddizioni che a volte possono determinare risultati
tutto sommato innocui come persone che utilizzano computer per farsi l'oroscopo
personalizzato ma altre volte possono essere davvero pericolose: ricordiamo
che negli ultra-tecnologizzati USA ci sono sette di fondamentalisti che
pretendono che nelle scuole venga insegnato che la Genesi è un fatto storico
spingendo per escludere l'evoluzionismo dall'insegnamento e allora nell'episodio
"Distant Origin" non vedo solo una rappresentazione di Galileo e del papa
che non volle guardare nel suo cannocchiale ma, più in generale, contro
tutti i fanatismi che ci vogliono impedire di conoscere la verità per
permettere a certe persone di mantenere il loro potere.
Ciao :-)
Massimo
Caro Massimo,
Mi hai fatto ricordare tante cose che studiai e tante cose che ancora
succedono nel mondo, quali esempi di azioni reazionarie.
A partire da Galileo, che solo dopo secoli è stato riabilitato dalla Chiesa
Cattolica come non eretico, posso ricordare tanti esempi, attuali e trascorsi,
in cui una mentalità degna delle migliori superstizioni e delle peggiori
manifestazioni d'intransigenza religiosa limitano il progresso della nostra
specie: saltellando qui e là, ricordo l'ostracismo praticato dalla Chiesa
Cattolica nei confronti delle scoperte di fisica, medicina, matematica,
genetica.
Con la conseguenza del bollo di eresia verso tanti e tanti scienziati
il cui solo scopo era la ricerca della verità. Darwin, Galileo, Leonardo,
per fare gli esempi più noti ed eclatanti. Attualmente, ricordo che molte
religioni si affidano a soluzioni scandalose per affrontare problemi del
nostro tempo (ancora oggi è praticata l'infibulazione per il dominio maschile
sulle donne nella religione musulmana).
Star Trek (a volte per me in modo decisamente troppo politically correct,
insomma, come dire troppo all'acqua di rose) ha sempre tentato di evidenziare
tali intransigenze nelle trame dei telefilm e film, a volte però ponendo
soluzioni di comodo determinate da esigenze di copione e da tempi stretti
dovuti alla brevità degli episodi.
Non so se, per guardare in casa nostra senza andare ulteriormente a disturbare
le religioni altrui, la Chiesa Cattolica si sia mai pronunciata in merito
all'esistenza di altri mondi oltre alla terra.
Nella Genesi si legge: "In principio Dio creò il cielo e la terra.".(gen.,
1,1): poi più in là: "…e Dio fece due grandi luci…(omissis)...ed inoltre
le stelle." (gen., 1, 16).
A guardarci bene, non dice per niente che non ha creato nessun altro posto,
solo che poi si occupa della descrizione solo della Terra e delle sue
meraviglie.
Come se Dio ci tenesse a porre l'accento, guardate a casa vostra che vi
ho fatto, prima di andare a frugare nel cielo alla ricerca delle altre
cose che ho creato.
Chissà se il Papa tiene appeso nella sua stanza il poster con su scritto
"I WANT TO BELIEVE" , che accidenti se ha doppi e tripli sensi!
L'articolo forse l'avete già letto,
nel caso effettuare "delete" :)
http://www.iht.it/cinema/startrek.pdf
Ciao e complipenti alla redazione.
Anzi... complimenti!
Fabrizio Milandri
Caro Fabrizio,
Grazie per i complipenti!
Comunico l'url a tutti i lettori, avvertendo che c'è da avere pazienza
e scaricare un po', ma che ne vale la pena. Io non avevo ancora visto
l'articolo in questione, e ti ringrazio di avere fatto pervenire questa
segnalazione alla nostra redazione.
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long and prosper, se potete...
Rossella
"DrBev" Marchiselli
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