LICENZA DI SBARCO
di Riccardo "Summer" Palazzani

Nella seconda metà del 24° secolo, l'esplorazione spaziale costituisce ancora un'attività piuttosto pericolosa e carica d'incertezze. Come antichi pionieri del Far West, gli ufficiali della Flotta Stellare trascorrono parecchi mesi a bordo delle navi spaziali, senza mai toccare terra. Lontani dalla spazio Federale, con l'ignoto come pane quotidiano, come marinai di un bastimento che solca l'Atlantico, capita che un senso di sconforto unito ad uno stress crescente sia causa di sbalzi d'umore, scoppi d'ira, stati depressivi, mal di spazio. Come ogni buon capitano della Flotta sa, non si può spremere troppo la ciurma senza subirne le conseguenze. Non c'è nulla di peggio di un ufficiale stanco e demotivato. Fintanto che si è nello spazio Federale, si può trovare rimedio e sollievo con brevi soste a qualche base stellare o sulla superficie di un pianeta amico, ma quando si è ai confini si cerca di arrangiarsi come si può. A bordo delle navi migliori come l'Enterprise di classe Constitution non mancano gli svaghi: sale ricreative, teatri, palestre, ma alla lunga tali palliativi si dimostrano inefficaci. Siamo Terrestri, ovvero veniamo dal pianeta Terra, il cui nome sta ad indicare principalmente il suolo che ogni giorno noi tutti calpestiamo. Insomma, l'ipertecnologico Homo Sapiens del 2260 o giù di lì sente ancora il bisogno di calcare, di tanto in tanto, un suolo vero, di potersi muovere in spazi aperti, di sentire aria fresca e pulita sul viso, di avere un sole caldo a cui abbronzarsi e magari pure un oceano in cui tuffarsi… Insomma, di potersi ritemprare in un ambiente naturale e congeniale. Ecco che allora un pianeta di classe M, incontrato casualmente esplorando un ignoto sistema solare, può rappresentare l'occasione giusta per concedere a tutti un poco di sano riposo.
Da questa premessa nasce l'episodio della Serie Classica "Licenza di Sbarco" - Shore Leave -, n° 17 in ordine di produzione della prima stagione, trasmesso negli USA nel mese di dicembre del 1966.
La trama: il clima generale sull'Enterprise punta decisamente verso il basso. L'equipaggio è stanco e necessita di una pausa ristoratrice. Esplorando una regione di spazio mappata come Omicron Teta, in un sistema solare di nuova scoperta, ecco la presenza di un pianeta di classe M, molto simile alla Terra per caratteristiche morfologiche, atmosfera, vegetazione. Differenza sostanziale l'assenza di forme di vita animali. Il pianeta sembra proprio indicato per permettere a turno a tutto l'equipaggio qualche sana ora di svago. Il dottor McCoy e Sulu scendono per primi in avanscoperta ed apparentemente le strumentazioni paiono confermare l'analisi iniziale… Se non per un enorme coniglio bianco che compare d'improvviso a Bones, seguito di lì a poco da una bambina dai capelli biondi e gli occhi azzurri. McCoy strabuzza gli occhi e corre ad avvertire Sulu, ma il coniglio gigante è scomparso. Bones si convince che si è trattato di un'allucinazione…e che ha proprio bisogno della vacanza! Il prologo dell'episodio finisce qui e già intuiamo che su questo pianeta non tutto è come sembra.
Molto divertente è il dialogo tra Spock e Kirk, i quali non sono intenzionati a godersi la licenza, supponendo entrambi di non averne bisogno, eppure cercano di convincersi l'un l'altro a scendere sul pianeta. Scopriamo anche che per i Vulcaniani il riposo corrisponde con l'interruzione di tutte le attività che causano un dispendio energetico! Chiamato da McCoy, anche Kirk decide di teletrasportarsi sul pianeta, facendosi accompagnare dalla bellona di turno, il tenente Barrows: qui cominciano i guai. D'improvviso si odono degli spari e troviamo Sulu che, con una antica Colt (proprio quella che mancava alla sua collezione), si diverte a fare tiro al bersaglio. Da dove sia arrivata la pistola è un mistero. È uno spasso la scena in cui Kirk si fa consegnare dal nipponico la pistola, come un maestro che sequestra la fionda all'alunno disubbidiente!
Da questo momento in poi, sul pianeta cominciano ad accadere strani avvenimenti: il tenente Barrows viene aggredita da un bruto e se ne andrà in giro con l'uniforme vistosamente strappata per il resto dell'episodio; Kirk si vede comparire davanti agli occhi un vecchio compagno dell'Accademia, Finnegan, che si rivela odioso e sfrontato; un aereo della seconda guerra mondiale effettua un volo radente, con annessa mitragliata stile "Tora! Tora! Tora!",; una tigre se ne gironzola indisturbata ed un antico guerriero samurai cerca di fare a fettine Sulu, mentre sull'Enterprise il signor Spock rileva nel sottosuolo del pianeta la presenza di una fonte di energia non indifferente, che ostacola i sensori ed il teletrasporto.
Ma i colpi di scena non sono finiti.
La Barrows vorrebbe cambiarsi l'uniforme ed ecco comparire l'abito da principessa medioevale a cui stava pensando poco un momento prima; la scena con un premuroso McCoy, chiaramente invaghito e corrisposto dalla Barrows, è da non perdere!
- Mia cara ragazza, io sono un dottore! E quando guardo io è solo per dovere! -
La donna, davvero dotata di fantasie originali, ora vorrebbe che McCoy le facesse da cavaliere: come per magia compare un guerriero con tanto di armatura e lancia da torneo, lanciato al galoppo verso Bones. Da buon uomo del suo tempo, McCoy comprende che qualcosa o qualcuno è l'artefice di quelle che lui ritiene essere solo illusioni e decide di andare a fondo della faccenda. Per cui non fa nulla per evitare che il guerriero lo infilzi, finendo a terra senza vita. Kirk finisce a revolverate il guerriero, in quanto i phaser non funzionano, e non può che constatare che McCoy è realmente deceduto. E nell'armatura non vi è che una specie di manichino.
Spock, sceso sul pianeta, analizza l'ambiente circostante e scopre che ogni cosa presente sulla superficie ha una stessa struttura cellulare. Alla fine Kirk e Spock comprendono che su questo pianeta ogni cosa che viene pensata o meglio desiderata appare come dal nulla; a questo punto ricompare il buon Finnegan. Kirk non può negarsi la scazzottata di turno, con relativo squarciamento dell'uniforme, con l'intento di ottenere una tardiva rivincita sul compagno dispettoso d'Accademia.
Finalmente Kirk ordina alla squadra di sbarco a non pensare a nulla: ecco allora che il misterioso custode del pianeta decide di farsi vivo e spiegare che il pianeta è un immenso parco giochi galattico. McCoy riappare sano e salvo attorniato da due Rigeliane niente male che suscitano l'immediata reazione di gelosia della Barrows. Il custode ci fa capire di appartenere ad una razza superiore e mette il suo pianeta a disposizione dell'equipaggio.
Spock, da buon Vulcaniano, chiede di tornare a bordo adducendo come scusa di non avere bisogno di divertirsi e Kirk, che non vuol farsi vedere da meno, sta per rifiutare la richiesta quando appare Ruth (una sua vecchia fiamma):
- No, signor Spock, andrò io… A pensarci bene resterò qui…un giorno o due! -
Curiosità: le riprese per questo episodio sono state girate in esterni presso una località privata chiamata AfricaUSA, utilizzata anche da altre produzioni allo stesso scopo. Il giardino dall'aspetto esotico però non è molto esteso ed infatti in una scena (precisamente quella a campo lungo in cui vediamo Kirk, McCoy e la Barrows correre a perdifiato) si nota la presenza di un albero caduto che si ripete più di una volta.
Due attori che parteciparono all'episodio, Bruce Mars (Finnegan) e Angela Martine (Barbara), sono apparsi in altri episodi della serie. Mars, pur molto apprezzato per la sua interpretazione dell'odiato compagno d'Accademia di Kirk (al punto che ci furono richieste per un suo ritorno), ebbe solo una piccola parte da comparsa in Missione: Terra, mentre la Baldawin era già apparsa in La navicella Invisibile sempre nello stesso ruolo. E proprio questa sua apparizione è la causa di una piccola imperfezione. Nel copione originale il nome del suo personaggio era Mary Teller, ma dopo l'inizio delle riprese la produzione si ricordò che la Baldawin era già apparsa sull'Enterprise con un nome diverso. Si corse ai ripari, in nome della famosa coerenza trek, tranne che per una scena sfortunatamente già girata, in cui Kirk chiama la donna Teller.
Analisi: Questo episodio offre molti spunti interessanti e contribuisce ad approfondire i personaggi del dottor McCoy e di Sulu, mentre sono completamente assenti le figure di Scotty e di Uhura. Di Ikaru viene ribadita la passione per le armi che già avevamo notato nell'episodio Al di là del tempo in cui, fuori di sé per l'effetto di un virus sconosciuto, se ne va in giro a torso nudo per la nave imbracciando un fioretto. Come un bambino di fronte ad un giocattolo tanto agognato, Sulu gongola passandosi da una mano all'altra la pistola a tamburo che gli alieni gli fanno apparire sotto il naso, percependo il suo desiderio; la delusione sul suo volto quando il capitano Kirk gli confisca il pericoloso giocattolo è davvero comica.
Il personaggio del dottor McCoy è sicuramente il protagonista indiscusso. Lo vediamo dapprima incredulo di fronte al coniglio gigante, affettuoso, galante e un pizzico malandrino con la bella quanto scollacciata Barrows, poi coraggioso e determinato di fronte alla punta della lancia del cavaliere arrembante, infine felice e sorridente, quanto affascinato ed un poco imbarazzato fra le ballerine Rigeliane. La finta morte di Bones è il punto chiave dell'episodio, in quanto ci coglie di sorpresa e ci lascia senza parole, consci che non ci sarebbe nulla di anormale se a lasciarci le penne fosse una banalissima casacca rossa; ma che ciò accada a un personaggio del cast fisso, a cui siamo affezionati, ci fa un certo effetto, quasi come perdere qualcuno a cui si vuole bene. Sappiamo bene che non può essere possibile che il dottore ci lasci e che alla fine della puntata McCoy ritornerà grazie a qualche escamotage; nonostante tutto un piccolo ma fastidioso ed irritante dubbio si insinua in noi, obbligandoci a seguire la vicenda fino alla fine. McCoy inaugura la lista dei resuscitati della TOS, a cui vanno aggiunti Scotty (La Sfida), Chekov (Lo Spettro di una Pistola) e Spock (Alla Ricerca di Spock).
Una nota anche per il personaggio della Barrows, la quale ci lascia un po' sconcertati, poiché in fatto di uomini ha gusti alquanto bizzarri: non trova di meglio da fare che desiderare di essere assalita da un Dongiovanni, tra l'altro per nulla gentile e piuttosto manesco, che riduce a brandelli la sua uniforme lasciandoci intravedere pruriginose nudità. Probabilmente gli sceneggiatori intendevano spiegarci che la Barrows sentiva la mancanza di una figura maschile forte e forse un po' rude (oserei dire d'altri tempi), secondo un luogo comune che vuole la donna particolarmente attratta dal maschio forte e violento, desiderosa di essere soggiogata. Il tutto probabilmente per giustificare ai nostri occhi il duetto amoroso fra lei e Bones, anche se a dire il vero McCoy non pare proprio essere il prototipo dell'uomo che la Barrows sogna. Inutile dire che il personaggio della Barrows ha un atteggiamento ormai datato, a metà strada fra il cerbiatto indifeso e l'oca giuliva, tipico di quegli anni.
E Kirk? In questo episodio conosciamo ben due elementi del suo passato: l'odioso Finnegan e Ruth, una delle tante donne passate sotto le sue grinfie durante la gioventù. Anche questa donna sembra però costituire per Kirk il ricordo di un doloroso distacco, dovuto alle esigenze dettata dalla carriera nella Flotta. Questo elemento caratterizzerà la figura del capitano per tutta la serie e anche nei lungometraggi. Si è sempre parlato e scherzato sulla fama di "conquistatore della galassia" del capitano Kirk ma, se ben ci riflettiamo, siamo di fronte ad un uomo profondamente solo, incapace di avere una relazione stabile, schiacciato dal ruolo che ricopre e dalla responsabilità verso il suo equipaggio. Fa freddo, là in cima.
In ultima analisi veniamo agli alieni di turno, che restano senza nome e del cui passato nulla sappiamo. Se ne deduce che sono tecnologicamente molto avanzati, più dei Terrestri, e che hanno creato quel bizzarro ambiente con il solo scopo del puro divertimento. Essi però risiedono altrove e non ci viene svelato in quale sistema stellare, in quanto il custode ritiene i Terrestri troppo immaturi per entrare ulteriormente in relazione con loro. Una specie di Prima Direttiva. Però, nonostante la loro tecnologia, non fanno nulla per impedire all'Enterprise di entrare in orbita e a McCoy e Sulu di scendere a terra: una incongruenza che non trova una risposta logica, a meno che non si valuti la possibilità che Kirk & Co. si siano trovati di fronte ad alieni burloni... Sinceramente è un'ipotesi che lascia il tempo che trova. Sta di fatto che non li incontreremo mai più, come accade per il novantanove percento degli alieni della TOS.


Se volete commentare questo articolo scrivete a
Warp Mail