 |
|
FORUM PER
LA SOCIETA' DELL'INFORMAZIONE
di Antonella
Bellecca
Cari amici lettori, come vi
avevo promesso parlerò questo mese del Forum per la Società dell'Informazione
presso Palazzo Chigi (http://palazzochigi.it/fsi).
Una piccola premessa. Navigare nei siti della Pubblica Amministrazione
è davvero entusiasmante, perché sono così perfetti, professionali, ricchi
di informazioni e di rimandi; il linguaggio è così pulitamente giuridico
e amministrativo… Sembra quasi che l’amministrazione italiana sia davvero
veloce e soddisfacente come quei siti!
Tornando al nostro argomento, partiamo dagli inizi e cioè da quando il
5 febbraio 1999 un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ha
istituito, presso Palazzo Chigi, questo Forum, che è esattamente quello
che mancava in Italia: un ufficio istituzionale creato appositamente per
mantenere i collegamenti tra il Governo e l’ICT (Information & Communications
Technology), cioè la rete, cioè le telecomunicazioni, cioè la new economy.
Uno strumento ancor più necessario se si pensa alla mastodontica e preistorica
macchina amministrativa e burocratica italiana, che fa solo ridere, in
quanto a velocità ed efficienza, se paragonata a quella degli altri Paesi.
Il termine latino forum poi riporta ad un concetto di luogo; infatti il
Forum è una piazza dove, come vedremo, sfociano le strade di numerosi
convegni e gruppi di lavoro; la gente metaforicamente va e prende le informazioni
che appaiono più importanti ed utili. A parte ciò, il Forum è stato istituito
con il preciso scopo di approntare un Piano di Azione, che dovrà fornire
al Governo i criteri su cui basarsi per tutte le scelte legislative nel
settore e che verrà distribuito su cd-rom.
Ogni anno il Forum promuove una conferenza nazionale, che quest’anno si
è tenuta in concomitanza con la mostra di SmauComm Mediterraneo, di cui
abbiamo parlato nello scorso numero. Inoltre nel mese di settembre 1999
si è svolta una conferenza itinerante nelle città di Milano, Trieste,
Bologna, Palermo, Napoli e Torino, con lo scopo di interagire con le realtà
territoriali del settore dell’ICT e di raccogliere tutta una serie di
contributi da parte di amministrazioni locali, università e associazioni.
La conferenza itinerante ha portato a contatto con le realtà locali i
cinque Gruppi di lavoro in cui si articola l’attività del Forum; ogni
Gruppo approfondisce una sezione della società dell’informazione: le infrastrutture,
l’alfabetizzazione informatica, la Pubblica Amministrazione in rete, le
figure professionali e i “servizi e contenuti”. Periodicamente vengono
pubblicate delle newsletter che informano sullo stato delle cose; per
esempio la Newsletter n. 20 del 6 aprile 2000 fornisce informazioni precise
e dettagliate riguardo al Consiglio europeo straordinario di Lisbona sulla
new economy (23-24 marzo), al progetto “PC per gli studenti”, alla imprenditorialità
giovanile, alle iniziative del governo statunitense contro i reati telematici
e a molto altro ancora, con un corredo di link degno del sito ufficiale
di Star Trek.
Che dire del sito del Forum? È immenso; solo sulla pagina principale ho
contato ben 29 link (in italiano; poi ci sono pure le versioni in inglese).
Affrontare compiutamente tutte le tematiche inerenti al Forum richiederebbe
lo spazio di un anno di Outside Star Trek; basti dire che “tutti” gli
eventi e le iniziative, in Italia e in Europa, riguardanti il settore
dell’ICT confluiscono in questo sito. Un labirinto senza fine dove potrete
trovare, oltre ad una vera e propria miniera di notizie, gli atti per
esteso dei convegni e delle conferenze in tema e il testo delle leggi
sull’argomento. Per non disperdermi alla maniera di Dedalo mi sono quindi
concentrata sulla stesura del Piano di Azione, che rimane l’oggetto principale
delle fatiche dei Gruppi di lavoro, lo scopo per cui è stato creato il
Forum, e che avrà la funzione di documento programmatico e guida per le
leggi che dovranno essere emanate nel settore.
Il lato più entusiasmante, per così dire, di tutta questa faccenda, è
che i Gruppi di lavoro hanno esaminato anche i contributi e la documentazione
che i privati hanno mandato loro (metodo dell’interazione continua sui
processi di decision making); ogni gruppo ha, appositamente per questo
scopo, un indirizzo di posta elettronica. C’è poi un indirizzo a parte
per le critiche e i suggerimenti. È facile immaginare che quest’ultimo
sarà stato utilizzato dai privati cittadini, come me e voi (non so con
quale efficacia, mah…), mentre gli esperti del settore, le aziende specializzate,
i ricercatori universitari, gli Enti locali avranno indirizzato le loro
proposte e le loro indicazioni ai singoli Gruppi, con riferimento alla
specificità di ognuno.
Inoltre la bozza del Piano è stata pubblicata sul sito del Forum, in maniera
da consentire a chiunque di inviare i propri commenti e le proprie osservazioni
(emendamenti, suggerimenti, critiche… anche qui, non so con quale seguito).
Infine il 16 giugno 2000, alla Fiera di Roma, in occasione dell’evento
SmauComm Mediterraneo, è stato presentato e varato il Piano di Azione.
Bisogna precisare che il Piano non è una legge, cioè non avrà un vigore
immediato. È invece un programma, a cui si atterrà (si spera) il governo.
Molte delle iniziative contenute nel Piano le conoscerete già: l’informatizzazione
della scuola, una straordinaria quantità di corsi di formazione, l’aumento
delle società quotate in Internet, l’agevolazione dei rapporti tra il
mondo della scuola e dell’università da una parte e quello del lavoro
dall’altra. È prevista anche, tra le tante altre cose, l’apertura di 40
centri multimediali, che, se ho ben capito, saranno luoghi dove poter
accedere alla rete con l’aiuto di personale specializzato a disposizione
per informazioni e chiarimenti. Entro il 2001 dovrebbero essere attivati
12 portali locali di distretto che saranno il luogo privilegiato di incontro
per le aziende locali.
Ma non vorrei darvi una massa slegata e caotica di informazioni; procediamo
con ordine. Il Piano di Azione contiene l’elaborazione di una strategia
che si articola in quattro punti:
1. il capitale umano;
2. l'e-government, che non è altro che l’informatizzazione della Pubblica
Amministrazione;
3. l'e-commerce (il commercio via Internet);
4. i problemi della concorrenza nell’uso delle infrastrutture e dell’accesso
alla rete.
Per motivi di tempo purtroppo ho potuto esaminare soltanto la documentazione
riguardante il primo punto, poiché è l’unico trattato con ampiezza nella
conferenza di presentazione del 16 giugno; per gli altri ci saranno successive
conferenze.
Quando si parla di capitale umano, si fa riferimento a quelle realtà in
cui la presenza dell’uomo è centrale e fondamentale: prima di tutto i
luoghi di lavoro, prendendo in considerazione le diverse esigenze informatiche
sia dei lavoratori dipendenti che dei datori di lavoro; in seconda istanza
le scuole e le università, anche in questo caso da un duplice punto di
vista, degli insegnanti e degli studenti; infine il semplice cittadino,
in quanto elemento primario del territorio in cui vive e che contribuisce
a caratterizzare.
Il Piano di Azione ha previsto una serie di scadenze e di impegni, in
particolare a 12 mesi che, scusate il mio scetticismo, mi sembrano un
po’ pochini in relazione alle risorse del Paese; crederò quando vedrò!
Tanto per cominciare la riforma del Diritto Fallimentare, giusto una cosa
leggera, che richiederà un lavoro a dir poco mastodontico. Si prosegue
con l’istituzione di 15 corsi universitari, ma non ho capito se si intende
un corso sull’ICT in 15 università diverse oppure 15 corsi di diversi
argomenti, tutti comunque intorno alla tecnologia dell’informazione e
della comunicazione. Infine, udite udite, la dotazione nelle scuole secondarie
di un PC ogni dieci studenti! E poi, a più lungo termine, ci sono le solite
dichiarazioni d’intenti sulla collaborazione tra pubblico e privato, sulla
mobilità dei docenti universitari verso le aziende (e ritorno), sulle
agevolazioni per l’acquisto dei PC riservate a studenti e lavoratori dipendenti,
sui programmi di formazione, specialmente per il Mezzogiorno (in particolare
per i “disoccupati intellettuali”… sic! L), l’informatizzazione delle
biblioteche, la creazione di cinque centri di eccellenza, che, perdonatemi,
non sono riuscita a capire a cosa serviranno precisamente…
Mi accorgo che questo articolo, partito con molti entusiasmi, si chiude
con un po’ di delusione e di scetticismo sulle reali potenzialità di questo
Piano di Azione.
Ma vi invito a non condividere tali sentimenti; può darsi che molte di
queste cose verranno effettivamente realizzate; visitate senza pregiudizi
il sito del Forum per la Società dell’Informazione: prima non c’era, adesso
c’è.
Se volete commentare questo articolo scrivete
a Warp
Mail
|