FUORI CAMPO
a cura di Rossella "DrBev" Marchiselli

Un Ferengi modello
di Diego

Mancavano ormai sei ore alla fatidica elezione del Gran Delegato ed il Gran Consiglio dell'Organigramma Ferengi, l'organo dell'Alleanza Ferengi incaricato di nominare le cariche governative, presieduto dal Grande Nagus in persona, si era riunito nella Torre del Commercio per esaminare i candidati.
Fuori delle rotonde finestre la pioggia batteva, come tutti i giorni su Ferenginar, ad un ritmo costante: il Grande Nagus colpì un piccolo gong richiamando l'attenzione del gran consiglio. Gli Amministratori Ferengi si massaggiarono le orecchie doloranti:
« Non si potrebbe abolire quel malefico gong? E' un supplizio».
Il Nagus lanciò gli insetti che stava sgranocchiando verso l'Amministratore che aveva fatto il commento:
« Stai zitto Narked, vecchio brontolone, leggici i finalisti e le loro motivazioni...» E tornò a masticare gli scarafaggi rimanenti.
Narked si alzò borbottando qualcosa circa i tempi andati e poi cominciò a parlare:
«I favoriti per questa carica sono tre: Rash, Ghink e Plagh, credo che ormai li conosciate tutti: Rash é stato il grande fautore del controllo delle rotte commerciali e pirateria sui Sistemi Sarganiani, Ghink si é prodigato per anni nel campo della materia prima per i replicatori e nei farmaci contro le intossicazioni alimentari e Plagh é arrivato alla ribalta nell'ultimo periodo grazie ad una serie di buoni affari nel campo della comunicazione, intercettazione delle comunicazioni per essere precisi.»
Una tipica risatina di approvazione ferengi si levò nella sala.
Il Grande Nagus Zek tossicchiò sputando delle piccole zampe d'insetto e prese la parola: «Abbiamo tutto il tempo per visualizzare le prodi gesta di questi Ferengi: il nostro fidato Grag ha raccolto immagini e statistiche che verranno mostrate su quello schermo. Prestate attenzione. Grag!! Fai cominciare il filmato!!!»
Grag, un tarchiato e grassoccio Ferengi, digitò alcuni codici e cominciò il filmato. Il primo ad essere esaminato fu Ghink, fu mostrata una scheda personale e la storia della loro vita, poco dopo comparvero le prime immagini dei successi di Ghink, traffico di materiale illecito, corruzione su larga scala, le prime rocambolesche fughe da vari settori del Quadrante, bancarotta fraudolenta sul Sistema Hibtrim e la nascita di un vero e proprio impero che da una parte distribuisce merce avariata a basso, relativamente basso, costo e dall'altra cari trattamenti medici.
Si cominciò così a controllare il bilancio dell'attività di Ghink e Dargh fu il primo ad accorgersi di una transizione sospetta: una cospicua quantità di denaro scompariva misteriosamente durante un passaggio da una sotto-società ad un'altra.
«Bene bene, vediamo dove finisce questo Latinum. Grag, avvia una ricerca, serviti pure del terminale azionario.»
Grag si spostò velocemente ad un'altra postazione e esaminò per qualche minuto i vari depositi di Ghink, alla fine emise un gemito sommesso e disse disgustato:
« Non sarete contento di questo, Grande Nagus.».
Sullo schermo comparvero varie societá senza scopo di lucro che facevano tutte capo a Ghink: Zek spalancò gli occhi e fece una smorfia con la bocca gettando per terra gli insetti che aveva in mano in un gesto di stizza. Orfanotrofi, centri di accoglienza e imprese per lo sviluppo dei pianeti in difficoltà prelevavano denaro direttamente da Ghink che era riconosciuto da quelle infruttuose società come fondatore o maggior benefattore.
Con una mano Zek fece cenno di far scomparire le immagini:
« Sono le cose che fanno star male un Ferengi degno di questo nome...Avanti con il prossimo!» Grag sostituì ai diagrammi di Ghink la scheda personale di Plagh: la sua infanzia era stata quella di un tipico Ferengi: aveva lentamente risalito la china della scala sociale fino ad arrivare a superare il suo capo e ad avere il controllo di una multi-planetaria società di comunicazioni ed aveva sfruttato la sua posizione per dirottare ed acquisire informazioni che aveva utilizzato a suo favore: aveva abilmente rovesciato il governo di un intera razza solamente alterando una decina di messaggi ed aveva ovviamente tratto numerosi vantaggi da questo ribaltamento. Questa era solamente una delle lucrose imprese che aveva realizzato alle spalle dei suoi utenti e solamente una volta era stato incastrato per truffa aggravata ma aveva astutamente fatto ricadere la colpa su un prestanome al suo servizio che stava ancora scontando una pena di una trentina di anni. Anche la situazione finanziaria era impeccabile, aveva sempre tratto il maggior profitto da tutte le sue imprese.
Terminato il filmato Zek annuì compiaciuto e così fecero gli altri Azionisti.
«Passa pure a Rash, abbiamo dati a sufficienza su Plagh».
Lo schermo si spense e dopo qualche secondo comparve la vita di Rash: raggiunta l'Età della Dipartita aveva saputo trarre un ottimo guadagno dalla vendita dei suoi beni e si era imbarcato in un vascello mercantile dove si era distinto per avidità ed intraprendenza. Aveva tradito il suo DaiMon e tutto l'equipaggio e col ricavato del suo tradimento aveva allestito una piccola flotta di mercenari con la quale aveva cominciato a taglieggiare le altre navi. La sua fama e le sue ricchezze erano aumentate di anno in anno fino ad arrivare al punto che i Sarganiani non potevano più viaggiare senza il suo benestare.
Le immagini dei successi di Rash si susseguirono per qualche minuto fino a quando Narked, il Ferengi addetto alla presentazione dei candidati , ordinò a Grag di fermare le immagini: sullo schermo rimase impressa l'immagine di Rash che stava festeggiando in una taverna col suo equipaggio mercenario.
« Guardate in alto a destra!!».
Nell'angolo superiore era visibile una femmina Ferengi completamente vestita che brindava ridendo. Qualcuno la riconobbe come la moglie di Rash ed imprecò sottovoce. Analizzando con cura la documentazione dei vascelli pirata si scoprì a malincuore che la moglie risultava come membro dell'equipaggio.
Zek si alzò a fatica in piedi e dichiarò:
« Oggi é un triste giorno per l'Alleanza Ferengi: quanti Ferengi tradiscono ogni giorno il nostro credo e le nostre leggi ? Fate entrare i candidati. E mettiamo fine a tutto questo...»
I tre pretendenti al posto di Gran Delegato entrarono nella sala. Il Grande Nagus fece un breve discorso pieno di rammarico e poi accusó Rash e Ghink dei relativi crimini. I due Ferengi rimasero impietriti dalle accuse e tentarono di scagionarsi. Zek dichiarò che non avrebbe chiamato l'Autorità per il Commercio Ferengi se i candidati avessero giustificato il loro comportamento.
Rash e Ghink lavorano insieme per riuscire a dimostrare che le accuse erano false. Dopo qualche ora portarono le controprove al Gran Consiglio dell'Organigramma Ferengi. Tutti i documenti che li incriminavano erano stati recentemente modificati: i dati erano stati alterati e le immagini erano abili fotomontaggi. Tutto portava alle società di comunicazione di Plagh che avevano alterato i dati per portare alla sconfitta i suoi avversari. Gli Amministratori Ferengi si dichiararono soddisfatti e scagionarono i due accusati. Ora rimaneva da decidere la sorte di Plagh.
Il Grande Nagus Zek chiamò a sé Plagh e colpendo il pavimento col suo bastone personale e disse ad alta voce:
« Tu, Plagh figlio di Dorc, hai tentato di portare a termine una truffa ai danni del Gran Consiglio dell'Organigramma Ferengi, pur essendo cosciente che stavi imbrogliando me, il Grande Nagus, e quindi l'intero popolo Ferengi. Non mi lasci altra scelta: tu d'ora innanzi sarai il mio Gran Delegato possa il profitto guidare la tua strada.»
Il gong risuonò nella sala ponendo termine ad un'altra illuminante pagina della storia Ferengi.



La Colonia
di
Elena

Nayaan - capo spirituale della comunità degli Yrooch Hes - non si rese subito conto del pericolo, quando vide sbarcare per la prima volta gli alieni.
Per la verità, all'inizio non si rese nemmeno conto che quelli fossero alieni, talmente diversi essi erano da lui e dalla sua gente, quando iniziarono a comparire - apparentemente - dal nulla. Rimase a guardare affascinato quello strano fenomeno atmosferico per cui forme strane, dai vivaci colori, si materializzavano da nuvole dorate di particelle.
Quelle nuvole dorate acquistavano immediatamente consistenza, formando qualcosa che lui non avrebbe saputo descrivere: alti come arbusti di karr, sembravano divisi in due: rossi nella meta' superiore, neri in quella inferiore. Si muovevano, non rotolando come gli Yrooch, o strisciando come gli esseri inferiori da lui conosciuti, ma dividendo la parte inferiore del loro corpo, e poggiando avanti prima una parte e poi l'altra. Li guardò, ascoltò i loro misteriosi suoni trasportati dal vento, e si chiese cosa fare.
Nayaan riesaminò mentalmente tutte le sacre leggende tramandate dai suoi progenitori, ma non riuscì a trovare nessun aiuto per classificare quegli strani fenomeni. Si rivolse ai saggi delle altre comunità, ma nemmeno il vecchio Hanuk, della comunità degli Yrooch Qonash, il più anziano ed autorevole di tutti, riuscì ad identificare il fenomeno.
Possibile che i progenitori si fossero lasciati sfuggire una così grande meraviglia del creato? Era quasi blasfemo da pensare, tanto che quando il giovane Naboo osò affermare che questo era qualcosa di nuovo e differente da tutto quello che era avvenuto in precedenza, e quindi sconosciuto ai progenitori, fu preso per pazzo dai saggi della comunità, e costretto ad abiurare. Tuttavia, il giovane Naboo prese la sua rivincita a mano a mano che i soli si succedevano alle stelle, ed alla fine apparve chiaro che si trattava di esseri viventi, e non di pure apparenze. I saggi trascorsero molte notti insonni a discutere se fossero anche - come loro - dotati di intelligenza, o se si trattasse di esseri inferiori.
I "nuvola dorata" - come presero a chiamarli - avevano costruito delle specie di cubi sovrapposti. Si muovevano, da soli o a gruppi, entrando ed uscendo da questi loro cubi, apparentemente a seconda del momento della giornata: sembravano voler evitare le ore centrali, quando il sole dardeggiava più ferocemente sulla sabbia, e le gelide ore notturne. Avveniva tutto sotto lo sguardo dei membri della comunità, e presto Nayaan capì che - per la prima volta da tempo immemorabile - i protetti avevano cominciato a dubitare della effettiva sapienza dei capi, e della loro capacità di affrontare la situazione.
Gli esseri non sembravano affatto intenzionati a lasciare il loro territorio. Anzi: avevano spianato parte del terreno, liberandolo dai sassi, ed avevano installato uno strano congegno che stillava gocce d'acqua verso zolle di terra.
Il congegno sottraeva acqua dalla sacra fonte trovata dal progenitore Hes, fondatore della loro comunità, sacra anche perché nel deserto che era la loro terra era l'unica risorsa disponibile nel raggio di molti e molti giorni di cammino.
Il giovane Naboo convocò una nuova riunione dei saggi. Di fronte al consiglio riunito, osò pronunciare parole che bruciavano come il sole di mezzogiorno:
"Saggi delle Comunità: io invoco il vostro santo parere. Non possiamo più stare fermi a discutere, lamentando la nostra incapacità di leggere nel pensiero degli antenati la giusta soluzione a qualcosa che alla loro immensa sapienza non si e' mai presentato. Per una volta, dobbiamo essere noi a stabilire la giusta condotta da seguire.
La situazione è questa: i nuvola dorata prelevano acqua dalla sacra fonte di Hes, sottraendola ai bisogni della comunità. I nuvola dorata sono molti, e hanno prelevato più acqua in queste poche lune, di quanta ne serva a noi Yrooch in una vita. La falda si sta abbassando, e non possiamo sapere fino a quando riusciremo a far sopravvivere i nostri protetti, se essi continueranno a prelevarne.
Ci sono due possibili soluzioni: possiamo inviare una pacifica delegazione ai nuvola dorata per chiedere loro di moderare i loro prelievi alla nostra fonte, oppure iniziare una guerra, che si concluda con la loro estinzione."
Grida di orrore risuonarono nell'assemblea, soffocando le sue parole. Discussero a lungo, furiosamente, per lune e lune.
Nayaan, intanto, vedeva i suoi protetti deperire per mancanza di acqua, e i membri più fragili morire. - pensava Nayaan, disperatamente - Infine, anche Hanuk morì, e Nayaan, che era stato a lungo il suo allievo, sentì un profondo dolore.
Maledisse il giorno e l'ora sventurata in cui le nuvole dorate si erano formate, per essere la loro dannazione.
Arrivò infine il giorno in cui gli animi esasperati dalla sete decisero di prestare ascolto alle parole infuocate di Naboo.
Un protetto aveva portato il suo piccolo ad abbeverarsi a quel congegno che stillava acqua, irrigando il terreno.
Uno di quegli esseri li vide e li strappò dal suo tubo, schiacciando sotto il suo peso lo sventurato piccolo.
L'orrore del delitto attraversò tutte le comunità. Gli anziani smisero di discutere.
Era la guerra, non c'era altro da fare.
Naboo propose di tagliare l'orrendo tubo che sottraeva acqua alla loro sacra fonte, ormai ridotta a un rigagnolo.
Il piano fu approvato all'unanimità, e - per una volta - senza discussioni.
Una vedetta fu spedita in avanscoperta nel momento in cui la notte era più profonda e gelida. Si accertò che quegli esseri fossero dentro i loro cubi, e con un fischio leggero richiamò il gruppo degli assalitori.
Aggredirono il tubo con la rabbia accumulata in tante lune.
Riuscirono a lacerare il tubo. L'acqua zampillò alta, ricadde, bagnando il terreno. Lo spreco di tanta grazia - dopo la penuria - fece loro perdere il lume della ragione.
Cominciarono a combattersi l'uno con l'altro, strattonandosi per ogni goccia d'acqua, per ogni frammento. Naboo gridava di mantenere la calma, di tornare indietro, e proiettandosi in mezzo tentava di separare i contendenti, ma non lo ascoltavano, non l'avrebbero ascoltato mai più. D'improvviso, un sibilo acuto lacerò l'aria.
Quelli che fino ad un istante prima stavano lottando si fermarono, mettendosi ad ascoltare. Da un'apertura si accese una luce che stinse le stelle. In preda al panico, scapparono, rotolando verso le rocce, verso il rifugio, ma - laceri per la lotta e per l'inedia - non riuscirono a sfuggire. Uno di quegli esseri si accostò, con in mano qualcosa.
Nayaan si voltò verso di lui, in tempo per vedere i raggi luminosi che bruciavano l'aria, e le rocce, e la sua gente, e di capire che per loro era giunta la fine.
"Ehi, Rey, che succede?" - gridò Alex Markovich - "Perché hai tirato fuori il phaser? Vedi qualche pericolo, in questo deserto?"
"Guarda che è successo!" - disse l'altro, mostrando all'amico l'impianto di irrigazione distrutto. - "Dovremmo procurarci un pezzo di ricambio per la pompa di irrigazione, ma la spedizione di supporto non arriverà fino al prossimo mese. Nel frattempo, come facciamo? Senz'acqua le sementi moriranno in fretta, e la nostra colonia non potrà essere autosufficiente nei termini stabiliti."
Markovich fissò il disastro. Rabbrividì: la notte era gelata, come le giornate erano torride, in quella specie di deserto che avrebbe dovuto essere la loro nuova casa.
"Pensi che dovremmo chiudere tutto? Sbaraccare?" - chiese all'altro.
L'altro accennò di si: "Almeno, dovremmo considerare questa possibilità. Dovremmo parlarne agli altri. Da quando siamo qui, nulla è andato come speravamo. Ci sono troppe escursioni termiche fra il giorno e la notte, e la falda acquifera che avevamo trovato si sta esaurendo rapidamente. Forse azzerare tutto, e ritentare da un'altra parte."
"Questo non piacerà a Karel. Lo aveva scelto lui, questo pianeta, per la nostra colonia." - disse Markovich.
"D'altra parte... Ma che cosa e' successo a questa pompa?"
Lo sguardo di Rey si posò sulla massa annerita ai suoi piedi che era stato Nayaan, il capo spirituale della comunità degli Yrooch Hes, sputò a terra, e disse: "Questi dannati cactus rotolanti devono aver sentito l'odore dell'acqua... Le loro radici hanno rotto la pompa." "Avremmo dovuto fare piazza pulita di quelle dannate erbacce fin dal primo giorno... E' la prima cosa che farò domani." - disse Markovich, con tono bellicoso. - "Vieni, torniamo dentro. Qui si gela."
Poche settimane dopo, una nave federale rispose alla chiamata di soccorso proveniente da una colonia umana in difficoltà; il suo capitano Christopher Pike accolse a bordo gli sventurati coloni, che avevano coraggiosamente tentato di dare vita a quel mondo morto, del tutto inconsapevole che quel mondo, adesso, era realmente morto soltanto per colpa loro.





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