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TREKZINES'
WARS
di Francesco
Spadaro
Le
storie Trek non accadono nel mondo reale.
Le storie Trek si svolgono nel regno della fantasia.
Questa è una storia Trek, una di quelle vicende fantastiche e immaginarie
che nulla hanno a che vedere con le vicende del tempo in cui viviamo,
una di quelle storie fiabesche senza alcun riferimento al mondo reale.
Un tempo, da qualche parte nell'universo, c'erano questi appassionati
delle storie di capitani spaziali e mondi alieni, c'erano queste persone
che guardavano in TV e al cinema questi incredibili racconti sceneggiati,
c'erano questi racconti che si intitolavano "Star Trek", e questi entusiasti
spettatori che amavano parlarne, discuterne, scriverne.
Fondavano circoli, stampavano giornalini, organizzavano riunioni.
Poi arrivò la rete, milioni di computers connessi tra loro, e i fans di
Star Trek cominciarono a utilizzarla per parlare della loro serie preferita,
organizzavano pagine con immagini delle astronavi e i personaggi di Star
Trek. Nacquero così le webzines di specifico argomento Trek. Riviste virtuali
piene zeppe di articoli sulle varie serie della famosa saga spaziale.
Ve n'era una intitolata "Trek Trek Urrà", brevemente chiamata TTU. Una
fanzine senza pretese esagerate, ma senza alcun dubbio una novità, e divenne
presto un appuntamento gradito da parte di chi amava leggere paragrafi
di argomento "Star Trek". Le cose cominciarono a complicarsi quando si
affacciò sul web un'altra rivista. La testata era "Tutti Trek Appassionatamente",
chiamata in breve TTA.
Alcuni redattori di TTU, in testa il Direttore Onfio Darinuf, salutarono
la venuta della rivista concorrente con la diplomazia di un Klingon con
il Fuoco di Sant'Antonio, accusando quelli di TTA di avergli copiato le
iniziali del titolo e l'idea di suddividere la rivista con un sommario
e delle rubriche fisse, oltre al fatto che avevano osato mettere come
pagina iniziale una copertina con un'immagine di argomento Trek, proprio
come loro. "E ci avete anche copiato l'idea di mettere una rubrica della
posta!" scrissero in una e-mail infuocata che fu l'inizio di una guerra.
Fu subito un cercare di essere i più seguiti, i più famosi, i più citati.
TTU presentò una intervista esclusiva al cognato del dentista di Marina
Sirtis.
La risposta di TTA non si fece attendere, il direttore Goggio Ninninnino
intervistò personalmente John Brown Smith, l'attore che aveva interpretato
il secondo bajoriano sullo sfondo (contando da sinistra) in un episodio
della terza stagione di "Deep Space Nine".
TTU allora inventò "l'inserto omaggio". E inserì il supplemento per i
piccoli, "STARTREKKINO, il giornalino per il trekker bambino".
TTA il mese dopo inserì il supplemento per adulti "STARTREKKONE, il giornalone
per il trekker porcone".
TTU tentò la carta del concorso a premi, e tra tutti coloro che inviavano
una e-mail alla webzine fu estratto a sorte un mazzo di carte da tresette
con le facce dei personaggi della serie classica. Fu un successo strepitoso,
e TTA dovette adeguarsi: tutti i lettori di TTA che si iscrivevano al
"TTA club" ricevevano un quadretto raffigurante 7di9.
Purtroppo un errore di stoccaggio fece sì che i lettori si videro recapitare
a casa una foto (con cornice a giorno) di Neelix. Ciò portò alle dimissioni
di Ninninnino, e il suo posto di direttore venne preso da Pondo Panindo,
un fan irriducibile della serie classica, che realizzò un numero speciale
interamente dedicato a Pavel Cechov. Fu il numero meno cliccato della
storia di TTA. Pondo Panindo dovette dimettersi anche lui, e andò a fare
il correttore di bozze della famigerata webzine (non c'erano solo TTU
e TTA) "Tanto Trek da Romoletto" (TTDR), nota per i caratteri gialli su
sfondo bianco, praticamente invisibili nella lunga attesa che si caricasse
l'immagine "nerosfondostellato.gif".
Ma dalle parti di TTU non se la passavano meglio. Il web-provider che
ospitava TTU si era venduto gli indirizzi dei partecipanti al concorso
del mazzo di carte, e questi signori si trovarono sommersi di pubblicità
di pentole a pressione e videocassette di "Candy Candy" e vennero perseguitati
quotidianamente da venditori di enciclopedie, surgelati, e prodotti contro
la cellulite. Il direttore Darinuf fu arrestato per violazione della "legge
sulla privacy e il trattamento dei dati personali" e fu messo in prigione,
in una cella dove il televisore non prendeva Italia Uno. Al suo posto
venne l'asiatico Okiko Kokiokio, che decise di rinnovare totalmente la
rivista, inserendo la tecnologia grafica denominata SPRINT. Tutti i possessori
dell'apposito plug-in (leggasi "programma accessorio") si trovavano in
una specie di Ponte Ologrammi, dove, accompagnati da una Giovane Guardia
Marina della Flotta in divisa minigonnata, venivano introdotti alle sezioni
della rivista. Tutta questa meraviglia funzionò su tre computer su cento
tra quelli collegati. E tutti gli altri?
Il 49 per cento non vide nulla, il 18 per cento vide la schermata iniziale
e poi gli si bloccò il computer, fu necessario un "reset". Il 15 per cento
vide un lampo semi-accecante, dopodiché dovette ri-installare il sistema
operativo del computer. Il 10 per cento dovette sostituire il disco rigido
e la scheda madre. Il 2 per cento ebbe problemi anche al televisore, al
frigorifero e all'automobile parcheggiata in garage. Del restante 3 per
cento non si hanno notizie. Nonostante i problemi tecnici, la strada degli
effetti speciali era stata intrapresa, il nuovo direttore Frecchio De
Pangis si vendette la villa al mare e chiamò dagli Stati Uniti il genio
della grafica computerizzata Melus Sgnak.
Alle ore 22.30 del primo giorno del mese successivo uno spettacolare nuovo
numero di TTA era on line.
Diciotto ballerine vestite con i costumi di diciotto razze diverse introducevano
il TTA danzando sulle note di un medley delle sigle di "Star Trek". Il
puntatore assunse la forma di un coniglietto in costume Borg che introduceva
in un tunnel spaziale dove si accedeva ai diversi articoli, annunciati
da fasci di luce colorata, suoni elettronici, figure animate dai colori
scintillanti.
Una voce computerizzata annunciava il titolo dell'articolo mentre sopra
ogni pagina scorrevano astronavi, pianeti, comete e astri multicolori
lampeggianti. Il 5 per cento dei lettori collegati al sito del TTA non
vide nulla. Il 95 per cento vide tutto, e vomitò la cena.
I numeri successivi, da una parte e dall'altra, abbandonarono gli orpelli
grafici e puntarono sui contenuti.
Editoriali a parte.
Tunzi Von Brinz, che aveva preso il posto di Okiko Kokiokio alla direzione
di TTU, scrisse: "Sul TTA del mese scorso il "sito del mese" era del cugino
del loro webmaster, dal contatore si evinceva che il sito era stato creato
il giorno prima dell'uscita del TTA. Ciò non mi sembra serio".
Sbringo Wallis, che era subentrato a Frecchio De Pangis come direttore
di TTA, scrisse il mese dopo: "Con l'ausilio di un programma di grafica
ho cambiato il colore degli occhi di tutti i personaggi in tutte le foto
apparse nel numero di due mesi fa della nostra rivista.
Ho potuto così accorgermi che quelli del TTU hanno messo nel loro ultimo
numero una delle nostre foto, camuffando il trafugamento con il ritagliamento
del bordo della figura e l'aggiunta di una cornicetta. Ciò non mi sembra
corretto".
Il mese dopo Von Brinz scrisse sul TTU: "La sorella di Sbringo Wallis
è pelosa, non si depila, e mi fa schifo".
Sbringo Wallis replicò sul TTA: "La moglie di Tunzi Von Brinz non mi fa
affatto schifo. Si depila anche in parti non esposte al sole, e lo so
per esperienza".
I redattori di TTU e TTA, disgustati dal tono di queste beghe fra direttori,
abbandonarono in massa le due webzines, i lettori tolsero dai "Preferiti"
il collegamento a TTU e TTA, molti di loro cominciarono ad appassionarsi
a "Baywatch" e "Sentieri".
Il TTDR ("Tanto Trek da Romoletto"), per non ricordare (con quelle due
T nell'acronimo) le oramai impopolari trekzines, mutò il titolo in "Fantascienza
& Porchetta Fan Club" (FPFC). Ebbe un successo strepitoso.
Gli articoli sui misteri del Quadrante Gamma accanto alle ricette del
culatello divennero un cult mondiale. Nacque così, su quest'onda, la webzine
"Fantascienza & Fior Di Bufala" (FFDB), per gli amanti della Science Fiction
e delle mozzarelle fresche.
Ma questa è un'altra storia.
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