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| WARP MAIL
a cura di Rossella "DrBev" Marchiselli Per scriverci inviate un messaggio a Warp Mail
Ciao,
mi chiamo Vincenzo, e non mi sarei mai sognato di rispondere ad un articolo
apparso su una rivista on-line, eppure è successo. Mi
riferisco all'articolo "PERCHÉ STAR
TREK NON E’ IN PRIMA SERATA?" di Susanna Ricci, e vorrei semplicemente
esprimere il mio disappunto con le sue idee. Star
Trek probabilmente acquisterebbe maggior successo con il pubblico Italiano
se ci s'inserissero scene e argomenti riguardanti il sesso, ma non sarebbe
più Star Trek. A
me piace proprio per questo. Se voglio vedere un film a luci Rosse, o
qualche scena di sesso non censurata, non devo far altro che cercare un
film in videoteca, o accendere la televisione sulle reti Mediaset alle
21 circa, ma è proprio l'assenza di sesso scontato che mi fa apprezzare
in modo particolare Star Trek. Mi
piace moltissimo il consigliere Troi in TNG e Tasha, ma nella loro bellezza
pura, relativamente provocante. Francamente
sono convinto che se in Star Trek fossero aggiunte scene di sesso (inteso
come sesso censurato ovviamente), si avrebbe la fine di questa serie.
Forse
giusto in Italia, dove fin da piccoli, invece di insegnare il rispetto
per il prossimo e per l'altro sesso (soprattutto ai maschietti), certi
genitori fanno crescere i propri figli con un'idea ben chiara del sesso
inteso come semplice libidine egoistica, e non come completamento dell'amore.
Scusate
quest'ultima mia frase, ma sinceramente mi sono rotto le scatole di non
poter vedere un film bello in TV, o un telefilm, senza che ci siano espliciti
riferimenti ad atti sessuali. Per
esempio "La Tata", a me piace tantissimo, e anche se non ci
sono scene di sesso, non so se vi siete resi conto che ci sono continui
ed espliciti riferimenti ad atti sessuali?!?!?!? Star
Trek è bello così, come telefilm di fantascienza, che invita alla riflessione
filosofica e scientifica, e non vorrei che diventasse un telefilm che
suscita ulteriormente, i già eccitati ormoni sessuali. Scusatemi
se sono stato prolisso, in ogni modo mi complimento con voi e vi ringrazio
per il lavoro che fate, grazie al quale riesco ad avere notizie e leggere
recensioni, news e critiche sulla mia serie preferita. Con
stima Vincenzo
Borzi Ciao
Vincenzo, Grazie
per i complimenti alla nostra rivista. Il
problema della sessualità "latente" all'interno delle serie
di Star Trek è, credo, uno degli argomenti più discussi dai trekker di
tutto il mondo. Più e più volte affrontato anche all'interno della nostra
redazione, trova sostenitori nei sensi opposti della diatriba. Sono d'accordo
nel ritenere che scene di sesso smaccatamente esplicite probabilmente
guasterebbero un'atmosfera eroticamente provocante che molte volte, seppur
con estrema pudicizia, gli sceneggiatori sono riusciti a creare nelle
trame dei telefilm, ma, come mi è stato ricordato ultimamente, una cosa
è vedere una donna che si spoglia, e una cosa sarebbe vedere la Janeway
mentre si toglie la divisa della Federazione: penso che una scena di questo
tipo susciterebbe nei fan come minimo una standing ovation. A
prescindere da quella che può essere la mia opinione personale ricordo
ai lettori che Star Trek è considerato un telefilm per ragazzi, e, poiché
è prodotto in America, per essere considerato non "rated" deve
seguire determinati canoni censori, altrimenti non potrebbe essere trasmesso
in determinate fasce orarie o sarebbe sconsigliato ai minori d'età. L'allusione
sessuale, invece, è permessa, specialmente sotto forma di battuta, come
nel telefilm che tu hai menzionato (che io trovo spassosissimo), basta
che non cada nel volgare. Inoltre
penso che l'eccitazione ormonale sia una cosa utilissima ai fini riproduttori
del popolo Trek, e ho sempre sostenuto che a provocarla basti molto meno
di una scena di nudo esplicito, in quanto ritengo che l'allusione più
o meno velata sia più divertente e sensualmente più provocante di un seno
sbattuto in primo piano sullo schermo. Grazie
per avere scritto, spero che altri come te vogliano esprimere una loro
opinione in merito: d'altronde penso che la sessualità sia un argomento
per il quale ognuno di noi ha una sua personalissima visione, e trovare
nuovi spunti sessuali in Star Trek magari sarebbe divertente. Nel
frattempo andrò ad affittare Gola Profonda per trovarvi riferimenti Trek. Ciao,
Splendido
questo numero "cattivo" ! (si riferisce
al numero di aprile, N.d.R.) Tra
tutti gli articoli, il meno in sintonia col tema è quello di Susanna Ricci,
ma la perdono perché scrive divinamente e ha sempre idee.
E
sapete perché il suo pezzo non mi pare nello spirito dell'ultimo numero?
Perché
non è per niente "cattivo", neanche per scherzo, è reale! -
drammaticamente reale - Vi
seguo sempre e ve lo volevo dire. Ottimo
il nuovo aspetto del sito, bravi.
Naapo
Caro
Naapo, Grazie
per i complimenti per la nostra veste grafica e per l'assiduità con la
quale ci segui. Anche questa tua mail si riferisce all'argomento sopracitato:
al commento fatto sopra aggiungerò che purtroppo molti degli articoli
che abbiamo prodotto per il numero "cattivo" di Aprile sono
drammaticamente reali, in quanto rispecchiano le cose non dette, più o
meno esplicitamente, su quanto riguarda la nostra serie preferita. Molte
cose sono state considerate implicite, come ad esempio l'annosa questione
sesso: ovviamente il problema non si è posto dall'inizio della serie,
in quanto negli anni sessanta, all'epoca della sua creazione, i tempi
non erano maturi per portare determinati argomenti sullo schermo. Star
Trek ci ha abituato a vedere portati alla nostra attenzione, sapientemente
orchestrati dagli sceneggiatori, problemi razziali, politici, etici, territoriali,
culturali e bellici di ogni varietà possibile, spesso approfondendo in
più puntate uno stesso argomento: è quindi per lo meno strano che il tema
della sessualità sia affrontato così marginalmente. Alcune puntate hanno
ovviamente trattato questo caso difficile, ma la sensazione finale è stata
che restasse qualcosa di non detto: a mio avviso la puntata che più tenta
di affrontare l'argomento sensualità (in TNG, almeno), è SUB ROSA, nella
quale la dottoressa Beverly Crusher si contorce in spasimi di piacere
simil - orgasmici provocando però nello spettatore una mezza risata sarcastica…
questo prova purtroppo che forse anche gli attori stessi, se sollecitati
a prodursi in scene più erotiche del dovuto, non hanno saputo fare del
loro meglio per tentare di infondere atmosfere particolarmente erotiche
nella loro recitazione. Purtroppo
non ho mai visto la puntata, ma in un qualche resoconto mi sembra di aver
letto che in DS9, nella puntata del trentennale che si rifà ai Tribbli
di Kirk & c., Worf spiegava il perché esistessero Klingon così differenti
nel passato. Ciao Gabriele Ciao
Gabriele, La
puntata a cui ti riferisci appartiene alla serie DS9, quinta stagione,
e s'intitola "TRIALS AND TRIBBLE-ATIONS". In
quest'episodio i nostri eroi viaggiano all'indietro nel tempo e si ritrovano
a bordo dell'Enterprise originale per fermare un misterioso personaggio
che vuole alterare il corso della storia: in questo frangente si vede
come, nella TOS, i Klingon siano fisicamente molto più umani di quanto
non siano negli episodi di TNG e nei film della serie. Molte
volte gli sceneggiatori si sono trovati davanti al problema di giustificare
quello che nella serie originale era semplicemente un problema di budget
(in pratica non c'erano abbastanza soldi da permettere che i Klingon avessero
un make-up più accurato ed elaborato), e sono state formulate diverse
ipotesi in merito: la più accreditata è che vi siano più razze Klingon.
La razza "imperiale" (quella cui appartiene Worf, tanto per
intenderci), sarebbe quella della TNG, mentre la razza che si vede nella
TOS sarebbe una delle due geneticamente modificate per assomigliare alla
razza umana e a quella romulana. Mi
spiego meglio: a quanto pare nel passato i Klingon hanno alterato geneticamente
la loro razza in diverse occasioni, è il risultato (ovviamente spiegato
a posteriori), è quello che noi vediamo nella TOS. Non c'è da dimenticare
che anche nel film ST IV - L'ultima Frontiera, anche lo shakespeariano
generale Chang ha tratti sorprendentemente simili a quelli umani. Nella
puntata da te citata viene chiesta a Worf una spiegazione in merito a
quest'anomalia fisica, e il burbero Klingon non trova nulla di meglio
che rispondere: "è un periodo della nostra storia di cui noi parliamo
malvolentieri". Il
che lascia bellamente supporre che la cosa sia volutamente lasciata nel
vago, magari per essere ripresa in altra circostanza.
Caro
Rodolfo, Sono
un "novizio" della Vostra bellissima rivista, ma come ben si
addice ai novizi vado subito controcorrente, dichiarando che ci speravo
proprio in una serie ambientata nel passato Trek (mi sembrava esagerato
debuttare con un "lo sapevo io"), nel quale sarà finalmente
possibile affrontare tematiche nuove, quali l'inizio delle relazioni con
i glaciali Vulcaniani, il primo scontro con i rozzi Klingon, e via discorrendo.
L'unico
dubbio effettivamente è quello, anche da te evidenziato, concernente i
viaggi temporali. Torno
a leggermi il #15 e poi ci risentiamo. Valter
Passo
la penna al nostro Riveritissimo Direttore Rodolfo Ciottoni, che fa il
suo esordio in questo frangente nella mia rubrica di posta, salve Capo!
(So già che dirà, non chiamarmi Capo…) Caro
Valter, Grazie
per aver letto e commentato l’editoriale (ho il forte sospetto che molti
lettori lo saltino regolarmente a piè pari), ma soprattutto grazie per
avermi dato l’occasione di approfondire l’argomento. Il
fatto che tu faccia il tifo per una serie “retroattiva”, basata sul passato
della Federazione, mi permette di tentare un altro paio di riflessioni
sul tema. Scrivi
che saranno finalmente trattate tematiche “nuove” e hai sostanzialmente
ragione: saranno effettivamente nuove, visto che illumineranno i tanti
punti oscuri della Storia della Federazione. Dico
questo non solo pensando ai vari “Primi Contatti” con i Klingon, i Romulani
ecc., ma anche riferendomi a tutti quei temi più volte sfiorati e mai
approfonditi a dovere (come la guerra eugenetica o la nascita della Federazione),
che sicuramente faranno la gioia di tutti quei fan accaniti ed iperesperti,
i quali potranno finalmente incasellare questi eventi nella già complessa
linea temporale dell’universo Trek. Ma
mi chiedo: come si troveranno i nuovi spettatori? Riusciranno
ad appassionarsi a temi per loro davvero totalmente nuovi? Riusciranno
ad orientarsi ed a seguire le trame degli episodi che dovranno necessariamente
fare riferimento a fatti già noti al trekker medio? La
vedo molto dura… E
credo che anche gli sceneggiatori saranno messi in difficoltà dalla mole
di dati di cui dovranno necessariamente tenere conto. Aggiungi
a questa situazione gli ulteriori problemi di continuity dovuti ai già
annunciati viaggi temporali, e dimmi cosa vedi… A
me sembra di poter riconoscere un vero e proprio labirinto narrativo,
pieno di spirali infinite e di vicoli ciechi, nel quale solo i trekker
più preparati saranno in grado di muoversi senza rischiare terrificanti
mal di testa. Ma
non si può mai dire… forse gli sceneggiatori troveranno il giusto mix
di azione, trama e rispetto della continuità, forse la quinta serie sarà
la migliore mai prodotta, forse la RAI sarà addirittura costretta a programmarla
in prima serata. O
forse sarà un gigantesco flop che segnerà una brutta battuta d’arresto
nella storia di Star Trek. Chi
lo sa… Come
hai scritto anche tu: speriamo bene. Ciao.
Di
solito leggo lo STIM online... (lo DEVO leggere.. conosco mezza redazione,
se non lo leggo mi linciano :-)) (ma lo leggerei comunque ;-) Dicevo,
lo leggo online, ma comunque scarico sempre lo zip per tenerlo sul disco
fisso che "non si sa mai" può sempre tornare utile... Però
mi sono accorto solo ora, facendo un po' di ordine, che è fatto malissimo! Non
potreste riorganizzare bene i vari file prima di rimetterli online? (Mi
pare che fossero offline i vecchi numeri in questi primi giorni, per cui
visto che vanno rimessi tanto varrebbe fare le cose bene, no? :-) Inoltre
ricordo che tempo fa, quando ancora esisteva un Webtrekitalia "decente",
loro avevano fatto anche un piccolo file che serviva proprio a fare ordine
nei file degli arretrati scaricati sull'hard disk.. sarebbe una buona
cosa "copiare" quest'idea, mica hanno il copyright :-)) E
per finire fatemi fare i complimenti per il "nuovo" STIM. Ammetto
che i vostri primi numeri non mi piacevano proprio (come grafica intendo,
non come contenuti, ci mancherebbe), ma ora è davvero il miglior sito
su ST che mi venga in mente... finalmente niente più sfondi stellati,
comincio a odiarli :-))
Francesco
/ Lazarus Long Ciao
Lazarus, Grazie
per i complimenti per la nostra veste grafica: anche io e molti altri
in redazione crediamo che gli sfondi stellati siano una costante che sta
diventando monotona nelle pagine Trek (come se tutti i siti che parlano
di PC avessero come sfondo dei floppy disk). In
ogni caso t'informo che anche fra le nostre fila ci sono persone che ancora
adorano stelline e sfondi galattici, probabilmente perché hanno visto
poche pagine o sono da poco in rete (non me ne vogliano i miei colleghi
di redazione, è semplicemente un'opinione personale). Ho
già passato i tuoi suggerimenti al nostro addetto all'html. Recentemente
si è discusso dell'eventualità di preparare un "kit" di download
che consenta ai lettori di mantenere sul proprio hard disk quelle che
sono le cartelle "fisse" e di aggiornare quindi la directory
nella quale va scaricato lo STIM con le cartelle "mensili".
Il caso va ancora dibattuto, poiché in teoria si dovrebbero reimpaginare
anche tutti i numeri vecchi e questo po' po' di lavoro devo ricordare
che non attira molto chi dovrebbe farlo… Per
quanto riguarda WTI, il mio modesto parere è che sia una splendida rivista,
e ho particolarmente apprezzato, visti i miei trascorsi studi medici,
il numero da loro dedicato agli sviluppi della medicina. Nel profondo
del mio cuore spero sempre che lo STIM riesca un giorno a "rubare"
i loro migliori elementi e ad assimilarli nella nostra redazione. Nel
frattempo spero che comunque la nostra rivista sia sempre di tuo gradimento,
e che tu continui ad apprezzarla e a scriverci! Ciao
angel, La
domanda può apparire banale, ma dopo aver letto il tuo articolo su DS9
(chiaro e ben scritto) mi chiedo... lo stanno trasmettendo in TV e in
italiano su qualche canale? Qualche anno fa avevo modo di seguire parte
della serie su RaiTre ma da allora più niente. Claudio Ciao
Claudio, T'informo
che attualmente DS9 viene trasmesso su Canal Jimmy (Canal Jimmy è nel
pacchetto digitale fornito per es. da D+) con una nuova frequenza bisettimanale,
e che si è ora alla seconda stagione. Grazie
per averci scritto, continua a seguirci! Buongiorno
a tutta la redazione di STIM.
Mi
chiamo Alessandro Salafia e vi scrivo da Trento, inutile sottolineare
che sono un accanito fan di Star Trek. Recentemente
ho potuto scaricare molti numeri della vostra rivista e leggerli off-line,
trovandoli molto interessanti e curati. Le
mie rubriche preferite riguardano la tecnologia Trek, ma devo ammettere
che preferisco soprattutto gli articoli che esplorano e discutono su tutti
quegli argomenti che in Star Trek fanno da filo conduttore alla serie.
Mi riferisco a temi che non si limitano a sondare l'universo di Roddenberry
nel senso fisico, anche se devo ammettere che la mia passione per la tecnologia
trova in questa serie un valido motivo d'interesse, ma a quegli aspetti
dei suoi protagonisti, della vita e degli ideali che muovono i nostri
personaggi preferiti attraverso l'immensità dello spazio e qui scusate
la retorica "alla ricerca di nuove forme di vita e civiltà".
Credo
fermamente che ciò che affascini una persona e lo spinga a diventare un
trekker sia principalmente quel senso d'universalità e curiosità verso
la vita che avvolge la serie TV, un'universalità che apre le porte ad
una conoscenza condivisa come chiave del progresso. Ma
discorsi filosofici a parte, ho deciso di scrivervi perché da un po' di
tempo ho notato una strana analogia che continua ad affacciarsi nella
mia mente ogni volta che sento pronunciare certe parole dal capitano Picard.
Precisamente, nel mio "Dejavù", se così lo vogliamo chiamare,
si riferisce ad una situazione in particolare, ogni volta che il comandante
ordina di fermare i motori e di portare la nave a velocità impulso, qualcosa
scatta nel mio cervello. Velocità
impulso .............., mi ripeto nella testa, c'è qualche collegamento
che mi sfugge. Ma ecco che un giorno, l'analogia si accosta ancora e finalmente
riesco a capire a cosa l'ho collegata. L'11
novembre 1998 in edicola esce un numero di una rivista che qui citerò,
ma se voi vorrete ometterne il nome non ci sono problemi, si tratta del
mensile Newton. All'interno c'è un articolo in cui parla Carlo Rubbia,
il nostro illustre fisico, nel quale illustra un suo ingegnoso progetto
di un nuovo motore a frammenti di fissione. L'idea è
totalmente diversa da quelle fino ad ora utilizzate, in breve: il sistema
utilizza direttamente frammenti di atomi "sparati" durante la
fissione nucleare e il cuore della propulsione sta in una camera le cui
pareti irradiano neutroni che vanno a colpire una pellicola di Americio
242, spessa un millesimo di millimetro e in grado di raggiungere immediatamente
le condizioni adatte alla fissione, arrivando a temperature di 500 mila
gradi. Questo sistema permette di utilizzare direttamente l'88% dell'energia
complessiva del processo di fissione nucleare; parlando in cifre, con
questo motore un viaggio verso Marte durerebbe solo un mese circa, mentre
una navicella equipaggiata con questo sistema potrebbe raggiungere in
soli 200 anni la stella più vicina a noi, Alpha Centauri, niente male
rispetto agli ottantaduemila anni di viaggio necessari utilizzando motori
a combustione chimica tradizionale. Tralasciando
gli effetti quantistici e teorie sul "paradosso dei gemelli",
ipotizzando naturalmente che questa navicella sia formata da equipaggio
umano, l'idea non è niente male. Che
Rubbia abbia inventato il primo prototipo di motore ad impulso? Non sarebbe
male chiamarlo così in onore alla serie televisiva che per decenni ci
ha fatto volare con la fantasia in lungo e in largo nell'universo. Mi
rendo conto che una tecnologia così non è ancora sufficiente per permetterci
di esplorare l'ignoto che sta sopra di noi come Star Trek, ma non pensate
anche voi che almeno sia un inizio? "Invidio voi, perché
muovete i primi passi in un modo più vasto", disse Picard
alla conclusione di "Primo Contatto". Grazie
per l'attenzione, spero che la mia e-mail non sia troppo noiosa e che
magari riaccenda anche in altre persone l'attenzione su questa notizia
di qualche anno addietro e magari sia spunto di nuove discussioni e articoli
futuri. Buongiorno
a tutta la redazione. Dopo
avervi scritto per la prima volta, mi ritrovo qui seduto davanti al mio
computer a scrivervi ancora. Niente
di lungo questa volta, ma volevo solo inviarvi una definizione alquanto
inusuale e molto tecnica del "tempo". In Star Trek ricorrono
spesso puntate in cui i protagonisti hanno a che fare con questa dimensione
sconosciuta, ma non si è mai fatto riferimento ad una definizione realmente
coerente, poiché il tema è assai complicato e troppo lungo per essere
affrontato alla leggera.. Quest'entità
così impalpabile ma così chiara nel suo ruolo di sviluppo dell'universo
e a noi tanto misteriosa ed enigmatica, secondo alcuni manuali scientifici,
(misurato in secondi) è quell'intervallo che contiene 9.192.631.770
periodi della radiazione corrispondente alla transizione fra i due livelli
iperfini dello stato fondamentale dell'atomo di cesio 133. Naturalmente
questa è solo una convenzione, poiché sappiamo benissimo che il tempo
non può essere definito come un qualcosa di fisico, bensì è costantemente
intrecciato con lo spazio che ci circonda; se non fosse così non ne sarebbe
una variabile e lo spazio non sarebbe una sua costante. Stephen Hawking
pensa che il tempo abbia avuto origine con la nascita dell'universo, dopo
il fenomeno dell'inflazione, per il russo Ilya Prigonine, premio Nobel
nel 1977 per la chimica, il tempo esisteva già nel vuoto fluttuante prima
del Big Bang, ma ad uno stato potenziale. Io
ritengo che il concetto di tempo sia una funzione mentale superiore e
che per capirla dobbiamo effettuare uno sforzo non indifferente, tuttavia,
continuiamo a farci delle domande; diceva Albert Einstein: forse un giorno
troveremo quello che stiamo cercando. Live
long and prosper Alessandro
Salafia Ciao
Alessandro, Ti
ringrazio per avere proposto queste tue considerazioni ed affrontato tematiche
così difficili. Spero
che, notando la replica a queste tue mail, qualche persona più competente
di me voglia controbattere in mia vece, poiché temo fortemente che la
risposta a queste tue lettere ti potrebbe deludere. L'esplorazione
dell'universo sconosciuto alla ricerca di nuove forme di vita e civiltà
è un grande sogno che ognuno di noi trekker accarezza e coccola personalmente
credo per tutta la vita. Arrivare
là dove nessun essere umano è mai giunto prima è un'ambizione talmente
grande che fa girare decisamente la testa. Ciò che forse unisce i nostri
cuori è in verità la speranza che un giorno questa utopia possa essere
realizzata. Noi non ci saremo, ma chissà quali progressi farà la scienza,
e chissà quanti di noi potranno avere la possibilità di fare loro quella
che per ora è solo una saga che ci fa sognare stelle e galassie. Conosco
la rivista Newton, ha buoni articoli e interessanti aggiornamenti su diversi
argomenti scientifici. Quel
che purtroppo non conosco altrettanto bene è la fisica quantistica, i
fondamenti di propulsione, e la differenza che potrebbe intercorrere su
quello che è il motore ad impulso e il modello di motore che tu hai descritto. Certo
è che la prospettiva di ridurre i tempi per la navigazione spaziale porterebbe
avanti in modo spettacolare quella che è l'esplorazione del nostro sistema
solare e oltre… sicuramente tutto questo mio e tuo entusiasmo potrebbe
essere smorzato dal fatto che non conosciamo bene quelli che potrebbero
essere i costi e le varie difficoltà di realizzazione di questo ambizioso
progetto. Ti
ringrazio anche per la precisazione in merito alla definizione del tempo
che hai così dettagliatamente compilato. La
misurazione umana del tempo, fatta secondo il moto del sistema solare,
è una comodità empirica e nulla più. La mancanza di un elemento assolutamente
immobile nell'universo cui possano essere riferiti i movimenti della terra
ha dato origine a vari sistemi di misurazione, che appunto dipendono dal
modo in cui tali movimenti vengono rilevati. C'è
il tempo sidereo (tempo in
cui una stella sembra compiere un giro completo nel cielo), il tempo solare
vero (ammette come unità l'intervallo di tempo intercorrente fra due
passaggi del sole su un qualsiasi meridiano della terra), il tempo medio
(computato in vari giorni solari medi), il tempo universale o civile (è il tempo medio quando si immagini che il giorno
debba avere inizio contemporaneamente in tutti i punti della terra e indipendentemente
dalla posizione apparente del sole), il tempo delle effemeridi
(la data espressa in tempo universale di tutti i fenomeni astrologici
e rappresenta l'unica applicazione pratica del tempo universale). Il
tempo è una grandezza fisica, ma anche filosofica, una concezione del
Diritto, una categoria del verbo, una misura della velocità musicale. È
un concetto così ampio e dibattuto, al punto di essere considerato fondamentale
nella nostra esistenza, e di esso hanno trattato filosofi e scienziati
sin dal tempo degli albori delle civiltà: ancora adesso gli uomini di
scienza discutono sul fatto se il tempo possa essere considerato una dimensione
o una semplice unità di misura. È
diventato parte della nostra cultura popolare (il tempo è denaro, con
il tempo e con la paglia maturano le nespole, c'è un tempo per tutto,
chi ha tempo non aspetti tempo, o tempora o mores, il tempo delle mele…e
così via), e come curiosità ricordo che una canzone dei Pink Floyd (Time)
e una di Jovanotti (Tempo) si occupano di questo argomento. Poi,
volendo, ci sono anche il primo tempo del film, il secondo tempo della
partita della Juve a Perugia, il terzo tempo di Michael Jordan, il quarto
tempo di Frengo e Stop… Come
purtroppo ho detto più volte, per rispondere accuratamente a tutte le
lettere di argomento tecnologico che mi arrivano dovrei conquistare una
laurea in astrofisica, fisica quantistica, ingegneria spaziale, chimica,
matematica, prendere un brevetto di pilota di jet, entrare a fare parte
di alcuni progetti NASA per viaggi spaziali, conseguire un premio Nobel,
lavorare a stretto contatto con Stephen Hawking per 20 anni, e poi mettermi
a disposizione dei lettori dello STIM. Ho
calcolato, orologio alla mano, il tempo necessario per mangiare, bere,
dormire, leggere qualche libro, vedere qualche film, mantenere relazioni
sociali sentimentali e amichevoli, fumare qualche sigaretta, espletare
funzioni biologiche fondamentali, curare l'aspetto e l'igiene della mia
persona. Non
ci sto dentro col tempo. Nemmeno smettendo di fumare. Live long and prosper, se potete...
Rossella "DrBev" Marchiselli
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