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QUINTA
SERIE
di Riccardo
"Summer" Palazzani
Qualche
numero fa scrivevo quanto sarebbe bello poter rivedere sul piccolo schermo
gli eroi della Serie Classica, magari facendo ricorso alle moderne tecnologie
e ricreando i personaggi di Kirk, Spock e McCoy al computer. Quasi mi
avessero letto nel pensiero, i trekkers americani stanno portando avanti
una campagna a favore di una particolare ipotesi riguardo la quinta serie
di Star Trek (io l'ho chiamata "ipotesi Excelsior"), che è in elaborazione
proprio in questi mesi e che dovrebbe vedere la luce per l’inizio del
2001. Questa ipotesi prevede il ritorno sugli schermi del Capitano Sulu,
interpretato da George Takei - il leggendario timoniere dell’Enterprise
originale (senza nessuna dannata A, B, C o D!) -, al comando della USS
Excelsior, sulla quale lo avevamo lasciato al termine di “ST VI: The Undiscovered
Country”, ultimo lungometraggio che vide protagonista il cast originale.
È noto che Takei, a differenza di alcuni colleghi, non ha mai rinnegato
il suo ruolo all’interno della serie; anzi, ha cercato negli ultimi anni
di ritagliarsi uno spazio maggiore e quando la Paramount ha confermato
l’intenzione di produrre una ulteriore serie al termine di Voyager è tornato
all’attacco. È stato sostenuto da una larga fetta di fans desiderosi di
rendere lustro a Star Trek, il cui mito si è un poco appannato dopo i
non brillanti risultati di DS9 e di Voyager, serie che hanno in parte
tradito il vecchio spirito Trek. Teniamo poi conto che negli USA i fans
della TOS sono molto numerosi e che parecchi di loro non hanno per nulla
gradito l’eliminazione del loro beniamino, il capitano Kirk (Star Trek:
Generazioni); tra l'altro, una fetta non indifferente di fans si sente
estranea allo Star Trek post-Roddenberry. Fra le pagine del sito ufficiale
dedicato a Takei (www.georgetakei.com)
trovate una intera sezione dedicata all’argomento, con tanto di mailing
list, forum, sondaggi ecc. e soprattutto quello che si potrebbe definire
il manifesto che sta alla base della proposta. Viene
da pensare a Takei che si presenta alla Paramount con il sostegno del
nocciolo duro dei fans e con un bel progettino sottobraccio: una serie
ambientata nel 24° secolo, pochi anni dopo la crisi di Khitomer, la USS
Excelsior impegnata ad esplorare una zona di spazio relativamente tranquillo,
lontano dal centro della Federazione, e tanti bei pianeti nuovi da esplorare.
Praticamente un ritorno alle origini. Ovviamente non è credibile. Takei,
da buon gatto sornione, ha dapprima fiutato l’affare non opponendosi ad
un suo coinvolgimento da parte dei fans, ma in un secondo tempo se ne
è tirato fuori, almeno ufficialmente, seppur dichiarando di gradire tanto
fermento attorno al personaggio di Sulu. Della serie: se avrete successo
avremo vinto, in caso contrario avrete perso! Appena sono venuto a conoscenza
dell’"ipotesi Excelsior" me ne sono innamorato subito, principalmente
perché una simile ambientazione permetterebbe di rimettere in gioco tutti
gli attori della TOS. Spock, Scotty, Uhura, Chekov, ognuno di loro potrebbe
tranquillamente apparire come guest star in uno qualunque degli episodi
senza dover ricorrere a forzati stratagemmi narrativi (come è avvenuto
in TNG) e - aggiungerei - senza dover ricorrere a dosi massicce di cerone
per sembrare più giovani! Teniamo inoltre conto che in un episodio di
Voyager viene svelato un particolare importante: la presenza a bordo della
Excelsior di un giovane guardiamarina vulcaniano meglio conosciuto come
Tuvok, che - Tim Russ permettendo - potrebbe costituire il classico anello
di collegamento fra presente e futuro. Inoltre
vi è una serie di fattori che ritengo positivi ed intriganti, come la
collocazione temporale: si tratterebbe della prima serie che ambientata
in un periodo che consideriamo come il passato del Continuum Temporale
Trek, il che comporterebbe un ritorno ad un situazione tecnologica e socio-politica
ben diversa da quella conosciuta in TNG. Tecnologie come ponte ologrammi,
replicatori, siluri quantici e altre ancora sarebbero sconosciute, costringendo
gli sceneggiatori a rivedere certi canoni che hanno guidato le ultime
serie. Dovremmo scordarci le classiche puntate “generate” dal ponte ologrammi.
Però torneremmo ad un mondo Trek dove l’uomo è meno dipendente dalla tecnologia,
dove il teletrasporto si guasta spesso, dove si è ancora abituati a cucinare
il cibo e ad usare la carta. Un altro dei fattori che mi intriga è il
rapporto con le razze conosciute della galassia. Prima di tutto, molte
delle razze del quadrante Alfa incontrate grazie a TNG e DS9 non esisterebbero.
Ferengi, Cardassiani, Betazoidi, Bajoriani, Borg ecc. sono ancora a milioni
di anni luce di distanza, ignari dell’esistenza dell'Homo Sapiens. Al
contrario, questa sarebbe finalmente l’occasione per approfondire tutte
le razze conosciute nella TOS, che abbastanza inspiegabilmente sono state
deliberatamente ignorate da TNG in poi. Vulcaniani, Andoriani, Tellariti
ecc. potrebbero trovare, meritatamente, il giusto spazio. Ma soprattutto
non dimentichiamoci i Klingon! In TNG abbiamo imparato a conoscere ed
apprezzare la loro cultura, ma nel 24° secolo l’Impero Klingon è un alleato
della Federazione, seppur piuttosto inaffidabile. Nel 23°, invece, i Klingon
sono ancora acerrimi nemici della Federazione, anche se il sesto film
aveva posto le basi per una possibile pacificazione. Un amico altrettanto
appassionato mi faceva notare che ai tempi della TOS i Klingon erano fisicamente
ben diversi da quelli dei lungometraggi e di TNG e che, se si volesse
mantenere una certa coerenza, la nuova serie li dovrebbe presentare senza
creste, con i bafffetti alla Gengis Khan e con una cultura militare più
simile a quella romulana, ovvero incline al tradimento e alla vigliaccheria,
e senza traccia di riferimenti alla tradizione dell’Onore. Ho obiettato
che già dal 1979 i Klingon appaiono dotati di creste (miracoli di un buon
budget!); per il resto, in effetti, manca una giustificazione Trek valida.
Comunque credo che al di là di ogni estremismo potrebbe anche essere l’occasione
per dare una spiegazione plausibile ad una delle incoerenze Trek che più
bruciano per la lampante evidenza e la mancanza di plausibilità (la storiella
della mutazione genetica non se l’è mai bevuta nessuno!). In “Trials and
Tribble-ations”, mirabolante episodio di DS9 che vede Sisko & Co - a bordo
della USS Enterprise originale - interagire con l’equipaggio di Kirk (grazie
ad un sapiente uso degli effetti speciali), vi è una scena in cui Odo
chiede a Worf una spiegazione riguardo alla differenza di aspetto fisico
fra i Klingon del passato e quelli del 24° secolo. Worf, imbarazzato,
si limita a dire che i Klingon non amano parlare di tale argomento con
gli estranei, lasciando quindi spazio ad ogni possibile soluzione. Il
materiale per decine di episodi avvincenti non mancherebbe. Già
immagino un bell’episodio con il povero Worf che, a causa di una qualche
anomalia temporale, piomba sull’Excelsior… Una serie ambientata nel passato
Trek però porterebbe con sé l’inconveniente di dover rispettare scrupolosamente
quanto è già stato scritto e detto nelle serie precedenti. Ma, mentre
per una eventuale serie ad ambientazione temporale successiva a quella
che l’ha preceduta (esattamente come è avvenuto sino ad ora) è solo il
passato ad influenzare le scelte degli sceneggiatori, per l’"ipotesi Excelsior"
si andrebbe incontro ad una tenaglia composta da avvenimenti del passato,
narrati nella Serie Classica e nei lungometraggi, e anche da ciò che è
stato già detto e narrato nel futuro da TNG, DS9 e VOY. Per chiarirci
meglio mi avvalgo di questo esempio: in nessun episodio si potrebbe affermare
che i Klingon adorano i triboli, e questa sarebbe l’influenza del passato
a cui siamo abituati; non si potrebbe nemmeno dire, però, che il baseball
è lo sport più diffuso nella Federazione, affermazione in contrasto con
quanto narrato in TNG e DS9, e questa sarebbe la limitazione imposta dal
futuro. Quindi, sotto un certo punto di vista l’"ipotesi Excelsior" si
troverebbe relativamente schiacciata da tutta una serie di avvenimenti
già narrati e l’eventuale scrittore si troverebbe costretto a una specie
di slalom onde evitare di incocciare in qualche paletto: si sa, una delle
caratteristiche che contraddistinguono il trekker è la sua intolleranza
verso le incongruenze narrative. Sicuramente non si potrebbero creare
nuove razze dalla presenza politico-militare troppo imponente, in quanto
risulterebbe difficile spiegarne la scomparsa solo 80 anni dopo, né tecnologie
che precedentemente non siano state almeno accennate. Ma la medaglia avrebbe
anche il suo rovescio. Molti fatti narrati nelle serie successive alla
TOS sono spesso solo dei richiami al passato, senza dettagli precisi,
ma che ingenerano curiosità e che vorremmo fossero spiegati più dettagliatamente.
Nessuno di noi sa come si sia conclusa la faccenda relativa all’inquinamento
dell’atmosfera di Qo’nos dopo l’esplosione della luna Praxis, o che fine
abbia fatto l’Enterprise B: distrutta o messa in disarmo? Che ne sappiamo
da chi e come sono stati incontrati per la prima volta i Betazoidi o i
Boliani? Fondamentalmente, l’"ipotesi Excelsior" parte dal presupposto
di riportare Star Trek sui binari tracciati da Roddenberry, ripartendo
da dove si era iniziato: una nave, un equipaggio con il suo capitano e
una galassia da esplorare. Niente tunnel spaziali farciti di Profeti,
niente buddisti travestiti da bajoriani, niente Quadrante delle Meraviglie,
né capitani con la cipolla in testa e un sfiga da competizione. Solo l’uomo
e l’ignoto. Chi di voi non ha nostalgia dell’ingenua esplorazione della
TOS o di quella intima di TNG? “Vi ricordate quando eravamo solo esploratori?”,
domandava Picard. E chi se lo dimentica… Per il 22 aprile di quest’anno
era stata organizzata una manifestazione davanti agli studi Paramount
con l’intento di dimostrare quanto interesse stesse raccogliendo l’"ipotesi
Excelsior". Sfortunatamente
per Takei, anziché il migliaio di persone previsto ad urlare ed agitare
cartelli inneggianti, si sono presentate trenta persone o poco più. Insomma,
il più classico dei flop che ha decretato la fine di ogni residua speranza.
Braga e Barman sembra si preparino a sfornare qualcosa di terrificante,
che coinvolga il passato, gli albori della Federazione, il futuro, il
lontano 29° secolo e una squadriglia di scalmanati viaggiatori del tempo
sullo stile del capitano Braxton, incontrato in uno degli ultimi episodi
di Voyager doppiati e trasmessi in Italia. È naturalmente troppo presto
per giudicare, ma a mio parere - fermo restando che quando leggerete questo
articolo tutte le carte in tavola potrebbero essere state mischiate una
volta ancora - le premesse non sono per nulla incoraggianti. Sfortunatamente
nessuno sembra essere in grado di fermare quei due. Resta il rimpianto
per la USS Excelsior che non vedremo mai solcare i nostri schermi, ma
che per quanto mi riguarda si è già accaparrata tutta la mia simpatia.
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