I COMUNICATORI PERSONALI
di Lia Mariani

Dispositivo indispensabile per ogni ufficiale della Flotta Stellare, il comunicatore personale nasce inizialmente per permettere le comunicazioni fra il personale di sbarco e la nave in orbita e per facilitare la localizzazione delle coordinate per il teletrasporto, ma senza la capacità di una connessione diretta al computer centrale.

Queste erano infatti le funzioni dei comunicatori della serie classica, che utilizzavano una griglia apribile a scatto come antenna e avevano una portata massima di 32.000 Km.

Per un breve periodo questi primi ingombranti dispositivi vennero parzialmente sostituiti da un modello da polso (visto nel film Star Trek: The Motion Picture) per poi essere definitivamente soppiantati dal moderno comunicatore a spilla multifunzionale in dotazione agli equipaggi di TNG, DS9 e VOY.

Questi nuovi modelli, composti da una lega di silicone, berillio e carbonio-70 rivestita di duranio e leghe d'oro e argento per un peso complessivo non superiore ai 22 grammi, aderiscono magneticamente alla maggior parte delle fibre sintetiche e vengono agganciati sul lato sinistro del petto.

Il componente principale all'interno del comunicatore è il GRUPPO DI RICETRASMISSIONE SUBSPAZIALE o STA (Subspace Transceiver Assembly). La sua funzione consiste nel convertire le parole in un impulso digitale che viene poi catturato dai ricetrasmettitori di frequenza radio a corto raggio (RF) che rivestono lo scafo delle navi stellari. Lo STA genera solo un debole campo subspaziale la cui portata è limitata a 500 km, ma grazie ai ricetrasmettitori RF della nave la portata del segnale può arrivare fino a 60.000 km (una nave stellare di solito orbita alla distanza standard di 40.000 km).

Il collegamento fra il comunicatore e i ricetrasmettitori RF è utile anche per ottenere le coordinate per il teletrasporto, e pur non essendo l'unico modo, è il più conveniente e utilizzato. Nonostante la complessità tecnologica il comunicatore si attiva molto facilmente con un semplice tocco delle dita, a cui segue un suono acuto di conferma.

A questo punto è sufficiente dire il proprio nome e quello del destinatario e viene stabilita una connessione. La comunicazione può essere interrotta manualmente o si chiude automaticamente se il comunicatore rivela la fine della conversazione.

I comunicatori sono superflui a bordo della nave, per via dei sistemi di comunicazione interni, ma mantengono comunque la loro funzionalità. Quando collegato al computer di bordo il comunicatore può funzionare come traduttore universale per tutte le lingue conosciute e se ha sufficienti dati può anche riuscire a decifrare nuove lingue.

Il distintivo permette inoltre di localizzare un membro dell'equipaggio all'interno della nave, identificarlo, attivare le consolle a lui più vicine e persino effettuare un monitoraggio medico, tramite il calcolo della frequenza cardiaca, delle pulsazioni e della temperatura.

La procedura standard di sicurezza prevede che ogni messaggio sia codificato e il gruppo dei circuiti del comunicatore attiva gli algoritmi di codifica, che possono essere modificati solo dal comando della flotta, ad ogni trasmissione. Inoltre, come ulteriore misura di sicurezza, ogni comunicatore ha un controllore del sensore dermico che verifica l'identità dell'utente e impedisce usi impropri.

Solo un ufficiale in possesso del codice di sicurezza può annullare le impostazioni del sensore. I codici vengono cambiati frequentemente, rendendo praticamente impossibili utilizzi non autorizzati. Il controllore del sensore dermico ha anche la funzione di rilevare il tocco di attivazione e mettere in funzione lo STA. Il comunicatore è alimentato da una batteria al cristallo Sarium Krellide che ha una durata di due settimane; quando è necessario ricaricare la batteria l'utente viene avvertito da un segale acustico e il procedimento non richiede più di 10 minuti.

Lontani dalla nave e senza l'ausilio dei RF i membri dell'equipaggio devono tener conto della ridotta portata del comunicatore e del fatto che i campi elettromagnetici dei pianeti possono interferire con il suo funzionamento, ma si tratta di alterazioni minori di uno dei dispositivi più duttili e affidabili della Flotta Stellare.


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