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GENS
TREK HISTORIA
di
Davide
"Questor" Galati
Questo
mese cercheremo di guardare alle principali razze presenti nell'universo
di Star Trek da un punto di vista diverso da quello usato solitamente.
È da un po' che, discutendo con diversi appassionati, salta fuori
sistematicamente la forte somiglianza che esiste tra alcune razze aliene
e vari periodi storici della storia umana. È indubbio che qualcosa
di vero c'è in questo parallelismo, anche perché chiunque di noi,
quando inventa qualcosa, fa per forza di cose riferimento a sensazioni,
oggetti, luoghi che conosce. Ma esiste, in Star Trek, un vero e
proprio progetto in questo senso, oppure si tratta solo di un caso? Questo
è l'interrogativo a cui cercheremo di dare una risposta, avvalendoci anche
del parere dell'editore Fanucci che abbiamo incontrato alla Fiera del
Libro di Torino.
Ma
procediamo con ordine e andiamo ad analizzare la prima cultura aliena
che gli umani di Star Trek incontrano: i Vulcaniani.
Tempo fa avevo sentito qualcuno paragonare la cultura vulcaniana
a quella ateniese dell'antica Grecia ed ero rimasto piuttosto sconcertato:
Atene è il simbolo dell'uomo che indaga su se stesso, è uno dei pilastri
su cui si regge la nostra concezione occidentale dell'uomo, ma ha molto
poco da spartire con la rigida logica vulcaniana. Esiste però un altro
periodo della nostra storia dove la ragione, la pura logica matematico-scientifica,
era pronta a dominare ogni campo del sapere e di conseguenza della vita:
l'Illuminismo. Il secolo dei lumi, in cui sembrava che la ragione potesse
aprire ogni porta e dare la soluzione a tutti i problemi dell'uomo, credo
rispecchi molto bene la società vulcaniana, in quanto quest'ultima presenta
come accettabile solo ciò che ha un riscontro scientifico e reprime, tenendolo
sotto controllo, tutto quello che è irrazionale e illogico. L'Illuminismo
terrestre ha ben presto evidenziato tutti i suoi limiti, anche se ancora
oggi i semi di quel pensiero sono alla base di certi atteggiamenti dogmatici
in campo scientifico; i Vulcaniani, al contrario, continuano ad adottare
questo stile di vita, nonostante solo l'incontro con la razza umana, cioè
con una razza in cui l'aspetto razionale è solo uno dei tanti, abbia permesso
loro di creare un organismo come la Federazione dei Pianeti Uniti.
Diametralmente
opposti ai Vulcaniani troviamo i Klingon, razza guerriera, brutale, per
certi versi barbara, temuta in tutto l'universo. Sono molteplici i paragoni
che potremmo fare, iniziando dalla leggendaria città guerriera di Sparta,
per finire ai galli di Vercingetorice, e inserendo nel mezzo anche le
tribù nomadi della mongolia guidate da Gengis Khan. È indubbio
che il popolo klingon, così fiero, indomabile, ma anche rude, poco avvezzo
alle sottigliezze diplomatiche riscuota parecchie simpatie.
Proseguiamo
la nostra carrellata occupandoci dei Romulani, un'altra delle razze "storiche"
di Star Trek. Qui c'è poco da dire, perché a cominciare dal nome
del popolo e dalle loro strutture di potere risulta chiaro come l'intera
razza prenda ispirazione dal nostro caro vecchio Impero Romano. Un Impero
che ha sempre fame di nuove conquiste, ma che si ritiene illuminato e
portatore di ordine e stabilità.
Un'attenzione
particolare meritano i Ferengi, una razza che appare solo con The Next
Generation e che nelle intenzioni iniziali avrebbe dovuto rivaleggiare
con i Klingon in quanto a spietatezza, ma che si è rivelata ben più portata
a rivestire il ruolo dei mercanti tuttofare, più interessata al profitto
che a qualunque altra cosa. Trovare un riferimento con una cultura terrestre
diventa qui più difficile, anche se forse i Ferengi potrebbero rappresentare
proprio quella parte attuale del mondo occidentale che sembra capace solo
di monetizzare ogni cosa. Ho
sentito qualcun altro paragonare i Ferengi al mondo arabo, soprattutto
per l'amore di questo popolo per il commercio: onestamente trovo la relazione
piuttosto difficile da sostenere, perché la cultura araba ama il contrattare,
è vero, ma in un modo e con una valenza completamente diversa da quella
ferengi, per cui il cliente è solo un pollo da spennare. Più che il contrattare, i Ferengi amano il
profitto e basta. Personalmente avrei una teoria al riguardo che voglio
provare ad esporvi. La cultura Ferengi, per molti aspetti, mi ricorda
un altro grande popolo fantastico che aveva la caratteristica di essere
piccolo di statura, non molto coraggioso e di abitare in case scavate
nelle colline con finestre circolari. A questo punto penso che molti di
voi avranno pensato agli Hobbit, la creazione più originale di J. R. R.
Tolkien. Tolkien creò gli Hobbit col chiaro intento di rappresentare la
media borghesia inglese, di cui lui stesso era un rappresentante. Ecco,
io credo che i Ferengi, ispirati dagli Hobbit, volessero rifarsi ad un
certo modo di fare commercio tipicamente inglese. A sostegno di questa
tesi vi segnalo un altro piccolo particolare: su Ferenginar (il pianeta
natale dei Ferengi) il tempo è sempre pessimo e piove spessissimo, come
accade in un'altra grande metropoli europea, Londra, appunto.
Comunque
lasciamo i Ferengi e passiamo ai Cardassiani, che presentano una forma
di governo rigidamente militare, un attaccamento alla famiglia così sincero
da suonare stridente con la crudeltà con cui trattano le specie che conquistano,
un servizio segreto, l'Ordine Ossidiano, temuto in tutta la Galassia e
un senso dell'onore molto alto. Tutto questo cosa vi ricorda? Qualche
forma di dittatura dell'ultimo secolo? Penso proprio che non vi siano
dubbi, i Cardassiani ricordano molto da vicino la cultura nazista e fascista.
Potremmo poi parlare dei Kazon, incontrati dalla Voyager, che fanno riferimento,
questa volta sì, alle tribù arabe nomadi, che, prima dell'avvento di Maometto,
erano entità isolate in continua lotta tra di loro per accaparrarsi le
risorse di un territorio decisamente ostile. Infine ci sono i Borg e il
Dominio:
i primi forse rappresentano, con la metafora dell'uomo cyborg, la realtà
della società in cui viviamo, la totale perdita della propria identità,
l'assimilazione in una comunità comandata da un'unica volontà affascinante
e suadente e contro cui ogni resistenza è inutile. I secondi invece non
erano cattivi, sono diventati quello che sono per difendersi, scoprendo
che la miglior difesa è l'attacco, hanno conquistato un intero quadrante
e si apprestano a conquistarne un altro, se non militarmente, almeno
politicamente. Partendo da queste considerazioni risulta difficile
non accostare il Dominio agli Stati Uniti D'America, sempre pronti a difendere
i diritti umani e ancor di più quando la violazione di questi diritti
coincide con il rischio di perdere un qualche loro interesse economico.
Fatte
queste considerazioni, che per alcuni aspetti possono forse sembrarvi
eccessive (ma che vi assicuro non sono gratuite), rimane quello che ci
chiedevamo all'inizio: tutto questo fa parte di un progetto degli sceneggiatori
oppure si tratta solo di casualità non volute? Abbiamo provato a rivolgere
qualche domanda all'editore Fanucci che abbiamo incontrato in occasione
della Fiera del Libro di Torino ed ecco cosa ci ha risposto:
"Credo
che le razze presenti in Star Trek più che rispecchiare periodi
storici umani diversi, rispecchino i diversi modi di accostarsi alla vita,
le diverse sfaccettature dell'animo umano. Io non vedrei un grande disegno
unitario dietro all'insieme delle razze. Chiaramente se vuoi mettere in
luce degli aspetti dell'uomo prendi degli esempi che poi diventano paradigmatici
e che si ritrovano anche
nella storia, perché la storia la fa l'uomo."
"Qual
è la tua razza preferita?"
"Gli
umani, sicuramente."
"Un'ultima
domanda, per porti un quesito che ultimamente ha animato parecchio la
mailing list della nostra redazione. Secondo te è plausibile un futuro
senza religione per l'uomo, com' è quello presentato da Star Trek?"
"No,
assolutamente. Ci potrà essere sicuramente un dialogo teologico nuovo,
ma la scomparsa dello spirito religioso dall'uomo è qualcosa che non è
possibile per la natura stessa dell'uomo."
Ecco,
qui finisce la brevissima intervista e qui finisce anche il nostro breve
excursus sui parallelismi tra le razze Trek e la storia terrestre; è
indubbio che in quest'ambito ogni singola razza meritava un articolo a
parte, e non è detto che un giorno io non decida di provarci.
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