NESSUNO È PERFETTO...
di Anna "Ro Laren" Manfredini


Qualche nome: Katherine Pulaski, Wesley Crusher, Keiko O'Brien, Aquiel Uhnari, Ronin... Qualche titolo: Angel One, L'età della ragione, Un'amica immaginaria, Sub Rosa... Quali recondite emozioni esplodono in voi a tali ricordi? Io mi sono sforzata più volte di "pensare positivo" in questi casi, ma invano: la sola vista della Pulaski mi innervosisce, Wesley - almeno il 90% delle volte che appare - mi fa venire il latte alle ginocchia, l'abulica e asettica famigliola O'Brien ha il potere di generare in me istinti omicidi... Questo breve cappello per dire che anche Star Trek, anche The Next Generation non è immune - come tutte le saghe che si rispettino - da spaventosi buchi neri: quanti sono gli episodi perfettamente inutili, le situazioni insulse, i personaggi inconsistenti, patetici, odiosi? È inutile raccontarcela: tutta la linea temporale di TNG ne è costellata, dalla Prima alla Settima Stagione. Ma andiamo con ordine.

Sicuramente il maggior numero di degenerati lo si incontra tra le guest stars, la cui apparizione è fortunatamente limitata a una (solo in casi sporadici due o più) puntata; molti di essi - ma forse è pure normale - concentrati nelle prime due stagioni della serie, in cui tra l'altro non si contano gli episodi che definire semplicemente "tristi" è quasi un complimento. 

Che dire ad esempio di Codice d'onore, in cui un gruppo di ridicoli afrogalattici agghindati alla maniera dei tigrotti di Sandokan rapisce il tenente Yar (che da parte sua non è insensibile ai lucidi bicipiti del "protagonista") per farne la nuova consorte del sovrano in nome di una tradizione priva di qualsiasi fondamento logico? Una civiltà rappresentata senza capo né coda, in cui le donne hanno le terre - e quindi il potere - ma non sono autorizzate a governare, però possono decidere di sposare questo o quell'altro o addirittura di mandare in rovina un re... Mah... Avrò rivisto questo episodio decine di volte, ma la mia reazione non cambia mai: rido.

L'acido tenente Kosinski, che sale su un'Enterprise nuova di zecca come se ne fosse l'incontrastato padrone (nel peraltro bellissimo Dove nessuno è mai giunto prima), in preda a una forma di isterismo maniacale, vomitando sentenze e con un atteggiamento che meriterebbero la corte marziale e che invece riescono soltanto a innervosire un Riker ancora troppo giovane per poter contare sul giusto autocontrollo, fa mostra della propria boriosa arroganza in un modo talmente irritante che nessuno di noi riesce a trattenere un fremito di insofferenza. Non solo: accecato dalle proprie manie di grandezza, non ha esitazioni a sottoporre il povero alieno che gli fa da assistente a un tour de force che ne causa quasi il collasso... E infine resta stravolto, gli occhi quasi fuori dalle orbite, incapace di proferire parola alla scoperta di non essere altro che un misero incompetente, utilizzato semplicemente come "oggetto d'osservazione" proprio da parte di quell'alieno che lui ha sempre bistrattato e che in realtà possiede ben altri poteri...

Chi di noi, guardando il pietoso episodio Il giudizio, non ha almeno accarezzato l'idea che si compisse la sentenza capitale sospesa sulla preziosa testolina di Wesley Crusher? E a parte questo, chi poteva ancora credere nel 1987 a un Eden come quello di Rubicun III, dove tutti sono bellissimi, biondissimi, gentilissimi, corrono spensierati e seminudi attraverso giardini di Babilonia impeccabilmente curati e sorridono, con un unico pensiero a scandire le loro vite perfette: "Con chi faccio l'amore oggi?"... C'è quasi da spaventarsi all'idea che Riker, Tasha, Deanna e gli altri scesi in ricognizione siano così stupidi da lasciarsi irretire a trenta secondi dallo sbarco... E Picard non esita addirittura a violare la sacra Prima Direttiva per salvare l'esasperante ragazzino, colpevole del terribile delitto d'aver calpestato un'aiuola...

Nella Prima Stagione, un episodio particolarmente capace di scatenare la mia insofferenza è Missione di soccorso (incolore traduzione del più invitante - anche se ingannevole - Angel One). Altra civiltà old-styled, in cui un gruppetto di isteriche matrone assolutiste e misantrope, capitanate dall'eccessivamente decantata Beata (il nome da solo è già un programma), tiene i maschi a stecchetto e li adopera un po' come soprammobili e un po' come animali da compagnia (previa spolverata dei loro corpi con un potente profumo afrodisiaco). Anche qui il nostro Riker dimostra una discreta ottusità mentale, finendo come un pesce lesso tra le spire della megera - la quale, diciamocelo pure, non è neanche una gran bellezza -, dopo essersi abbigliato come una specie di titano tra le infelici e acide battute di Tasha e Deanna (gelose? nooooo!). E anche qui la Prima Direttiva viene messa in seria discussione, quando si tratta di abbracciare la nobile causa dei diritti del maschio... 

Per non parlare poi di uno dei più inutili quadretti che TNG ha saputo offrirci, protagonista - manco a farlo apposta - il nostro amatissimo Wesley. Mi riferisco a L'età della ragione, in cui al piccolo prodigio è finalmente offerta l'opportunità di dimostrare alla Federazione e alla galassia intera le sue tanto celebrate conoscenze. Qual è l'arduo compito? Superare - apparentemente un gioco da bambini per il genietto sedicenne - gli esami d'ammissione all'Accademia della Flotta Stellare (e liberare finalmente la plancia dell'Enterprise dalla sua tediosa presenza). Bene: dopo aver affrontato con piglio ineccepibile ogni prova, compreso il temutissimo psicotest, dopo aver dato testimonianza della propria irreprensibilità morale e civile (ha una pallida esitazione soltanto quando una sua giovane collega gli dice che è carino), agendo con lo stesso atteggiamento mentale di un vecchio e navigato filosofo, cade vittima di una patetica e inverosimile forma di "altruismo": suggerisce la soluzione dell'ultimo problema a un compagno, che ottiene un punteggio finale migliore del suo. Alla fine dell'episodio ci si chiede: perché? Perché sprecare un'ora girando attorno a una questione di importanza relativa (in effetti, tra il fantasma di una cospirazione all'interno della Flotta Stellare e la minaccia continua di qualche attacco da parte di civiltà aliene, a chi interessa la carriera di Wesley Crusher?) per arrivare a un "niente di fatto" finale? Forse per esaltare in modo quanto meno paradossale la "generosità" di Wes che passa il compito al compagno, quando sappiamo benissimo che ogni ragazzino "normale" in età scolare sarebbe disposto a vendere sua madre pur di superare gli esami? O semplicemente per farci sapere che anche Picard - incredibile ma vero! - fece cilecca al primo colpo? 

Procedendo - e probabilmente dimenticando altri esempi degni di nota, ma perdonatemi - lungo la linea temporale di TNG incontriamo un altro personaggio a dir poco odioso, il Comandante Bruce Maddox, l'esperto in cibernetica che s'imbarca sull'Enterprise con un progetto che nessuno di noi potrà mai perdonargli di aver anche solo semplicemente pensato: smontare Data. Lo detestiamo dal primo istante e non possiamo farci niente, è sprezzante e pieno di sé, brutto (perché non dovrei dirlo?), irritabile, presuntuoso, e più si ostina nel perseguire il suo scopo più diventa insopportabile. Siamo tutti d'accordo con Picard, che intenta una causa legale contro di lui, e gridiamo tutti "Vittoria!" quando la causa è finita. Un altro perdente, un'altra figura negativa questa volta molto ben delineata, a parte forse il voltafaccia finale obiettivamente un po' troppo affrettato. Maddox riapparirà, anche se solo in spiritu, in Una giornata di Data, destinatario dei resoconti personali che nonostante tutto l'androide ha acconsentito a spedirgli perché possa approfondire i suoi studi...

E chi non ha provato molto di più di una semplice antipatia per l'altezzosa Comandante Shelby di L'attacco dei Borg I e II, la più grande esperta - secondo le sue stesse dichiarazioni - sulla civiltà borg di tutto il Quadrante, intransigente arrivista, disposta in più di un'occasione a rischiare la corte marziale pur di mettere i piedi in testa a Riker e rubargli il posto? Sguardo di ghiaccio, sorriso implacabile, frecciata sempre pronta a colpire il nobile cuore di Riker il quale, inghiottendo uno dei bocconi più amari della sua vita, è costretto dalle circostanze (Picard è appena stato assimilato dai Borg e sta sfrecciando verso il nostro sistema solare nei panni di Locutus) a nominarla suo Primo Ufficiale... Nonostante il rapporto tra i due si alleggerisca - pur in modo quasi impercettibile - verso la fine, quando tutto si risolve per il meglio e il Capitano rientra in plancia, non vediamo l'ora che la spocchiosa "borgologa" lasci la nave ed esca dal nostro raggio visivo.

L'Ammiraglio Norah Satie: un pilastro del sistema giudiziario federale, proclama Picard in uno slancio d'adulazione (Giustizia sommaria), l'incarnazione dell'etica forense, dell'imparzialità di giudizio, del concetto stesso di giustizia. L'episodio che la vede protagonista porta alla luce dettagli poco piacevoli della società federale e a farne le spese è il malcapitato guardiamarina Simon Tarses che, colpevole di avere un nonno romulano, viene sottoposto a un processo per tradimento assolutamente iniquo e fondato sulle sole convinzioni personali della famosa giudice. La delusione del Capitano è agghiacciante alla scoperta che in realtà egli si trova di fronte a una vecchia cariatide ormai devastata dell'arteriosclerosi, incapace di vedere oltre il dogma impresso a fuoco nelle sue sinapsi, obnubilata dallo spettro della fama di suo padre e completamente accecata dalle proprie fuorvianti certezze. 

Altra chicca in questa fiera delle vanità è Un'amica immaginaria, insulso episodio che vede protagonista una stucchevole bambina, Clara Sutter, vittima di un'entità aliena che le si manifesta prendendo le sembianze della sua amichetta immaginaria, Isabella. Vedendole scorrazzare mano nella mano nel giardino botanico dell'Enterprise vengono subito in mente Heidi e Clara (non le trovate anche voi molto somiglianti?), i verdeggianti pascoli alpini e le caprette che fanno "ciao!"... Davvero un delicato quadretto infantile, con tanto di dispettucci, piagnistei nauseanti e paroline dolci, soprattutto da parte di una Deanna Troi qui più che in ogni altra occasione memore dei propri trascorsi di madre. Ci sentiamo di giustificare appieno, dopo aver visto questo episodio, il sacro terrore che prende Picard ogni volta che ha a che fare con un bambino... E soprattutto preghiamo, quando alla fine Isabella promette a Clara che tornerà a trovarla: "Dio, fa che non succeda mai..."

Anche Amanda Rogers, la Vera Q che s'imbarca sull'Enterprise come aiutante della dottoressa Crusher, non è certamente un modello di simpatia: l'espressione da smorfiosetta ce la inquadra immediatamente e non crediamo ai nostri occhi quando la vediamo impegnata insieme a Q in un'attività altamente formativa: giocare a nascondino. Solo apparentemente ingenua, sa benissimo invece come sfruttare i propri poteri appena ne ha bisogno: proviamo una sincera commiserazione per il povero Riker, sfortunato oggetto delle sue attenzioni erotiche, e ci lasciamo invadere da un brividino di compiacimento quando il tentativo di seduzione fallisce. È patetica, quando riesuma il ricordo dei suoi genitori morti, ma abbiamo l'impressione che il suo dolore non sia sincero fino in fondo; qualcosa della sua personalità continua a sfuggirci, non perché sia volutamente lasciato attorno a lei un alone di mistero, ma perché tutto sommato è un personaggio disegnato in modo assai superficiale.

Il Capitano Edward Jellico, che solleva Picard dall'incarico e prende il suo posto al comando dell'Enterprise (Il peso del comando I e II), incarna un temperamento diametralmente opposto a quello del nostro beneamato Jean-Luc: dispotico, intransigente, duro, quasi inumano, è impossibile non aborrirlo sin dai primi istanti dell'episodio, non fosse che per il semplice fatto che ci toglie Picard e lo spedisce tra gli artigli dei Cardassiani. A nulla valgono le proteste del monolitico Riker, tenuto all'oscuro di tutta la faccenda che, anzi, finiscono per procuragli una bella sospensione... E sempre Riker è alle prese con un'altra discutibile figura del firmamento federale, l'Ammiraglio Pressman, colpevole a suo tempo - e con la complicità del Numero Uno, allora di stanza sotto il suo comando a bordo della Pegasus - di aver sottratto un dispositivo di occultamento con l'intento di sperimentarlo per farne uso in battaglia; questa sua mossa causò la distruzione della nave e la morte di quasi tutto l'equipaggio. Ora è tornato, nel tentativo di recuperare il dispositivo. Pressman è un estremista, probabilmente un pazzo, ma ha ancora su Riker un potere tale da imporgli di non far parola al Capitano. Questo è forse l'episodio in cui la carriera del Numero Uno è messa più a dura prova; fortunatamente, l'incondizionata fiducia di Picard nel suo primo ufficiale gli consente di oltrepassare l'ostacolo quasi senza alcun danno. 

Un notevole livello di inconsistenza viene raggiunto - credo sarete tutti d'accordo - con l'episodio Aquiel: un personaggio completamente privo di spessore, in cui fatichiamo davvero a cogliere anche il più tenue barlume d'intelligenza... La graziosa tenentina Aquiel Uhnari - creduta incenerita da un phaser klingon - ci allieta raccontandoci delle parrucche che indossa, dei sogni che fa, di sua sorella, della sua casa in collina, ci canta simpatiche canzoncine, ci presenta il suo cane... Chi può mai cadere vittima di tanto incredibile fascino? Ovviamente lui, Geordi LaForge, che rimane basito a guardarla sul monitor e come un imbecille se ne innamora, confermando la propria incapacità di giudizio quando si tratta di donne. E appena scopriamo che Aquiel è viva, ecco un susseguirsi di svenevoli scene amorose, che quanto a melensaggine sono seconde soltanto a Segreto di Famiglia (il mitico Sub Rosa di cui parlerò tra poco). 

E il misero clone di Kahless, il simpatico bamboccio nelle mani dell'Alto Consiglio klingon che abbiamo il piacere di incontrare in Il ritorno di Kahless? Niente da dire, è spassosissimo nella sua grottesca impacciataggine (e passatemi il termine), in fondo è talmente buono e ingenuo che ci fa quasi tenerezza... Ma al di là di questo non si capisce che cosa Gowron si aspetti da lui, a che cosa realmente possa servire piazzare un tale merlo sul trono dell'Impero...

Ma eccoci arrivati al clou della carrellata: Segreto di famiglia, universalmente noto come Sub Rosa. Praticamente, una sega mentale della durata di circa un'ora che la nostra Beverly si gestisce davvero al meglio. Protagonista maschile della storia, un fantasma (così almeno ci fa credere lui) che vive in una lanterna; ambientazione caratteristica da racconto del terrore (Edgar Allan, non rivoltarti nella tomba!), con tanto di cimitero, tombe profanate, lampi, tuoni, vento, porte che sbattono... E lui, il bellissimo (de gustibus Crusheri non disputandumst) Ronin, lo spirito che da secoli ammalia e possiede tutte le donne di casa Howard - non vi ricorda nulla? - dapprima visitandole in sogno, poi attirandole a sé con i più estrosi incantesimi. La Crusher (che da ragazza faceva Howard, appunto) viene travolta da un delirio di passione, è preda di devastanti "polluzioni notturne" (sempre che il termine sia riferibile anche a una donna), perde il lume della ragione, arriva perfino sul punto di abbandonare capra e cavoli per trasferirsi definitivamente nella casa infestata... Insomma, un rivoltante mescolone di gusto pseudogotico tra lo stucchevole e il ridicolo, che ci fa dubitare dell'effettiva intelligenza sia di Beverly che degli sceneggiatori... 

(n.d.r.: sapevate, vero, che Ronin è interpretato da Duncan Rehger, il quale vestirà poi i panni di Shakaar in DS9?)

 

Ed ora qualche parolina anche per il cast fisso: nessuno, dico nessuno dei nostri eroi si salva da momenti che toccano livelli veramente bassi.

Quante volte Picard cede come uno sprovveduto quindicenne al fascino ingannevole di qualche maliarda, mettendo a repentaglio la propria salute mentale per non andare mai oltre un casto bacio? Quanto è odioso il suo comportamento con la povera Sito Jaxa in Giovani carriere, quando deve per forza mettere alla prova la sua integrità di carattere? E il tanto decantato senso dell'umorismo di Will Riker? Ditemi la verità, vi hanno mai fatto ridere le sue battute? Worf, dal canto suo, in più di un'occasione si comporta da perfetto animale e viene da pensare che Q non abbia tutti i torti ad accanirsi tanto contro di lui ("Worf, hai mangiato qualche buon libro di recente?")... Basti pensare che per uscire con Deanna sente il dovere di chiedere il permesso a Riker, quando quella storia era già finita ancor prima che TNG cominciasse... Deanna... Quante volte tutti noi ci siamo chiesti: "Ma che ci sta a fare in plancia?", giustificandoci la sua presenza con le particolari facoltà empatiche che la caratterizzano... E com'è allora che tanto spesso le sue conclusioni si rivelano totalmente sbagliate? In quante occasioni, soprattutto nella sua attività di consigliere-psicologa, ha preso fischi per fiaschi? La dottoressa Beverly è sicuramente un ottimo ufficiale e un ottimo medico, ma è anche una madre opprimente e iperprotettiva (dite che non può far altro, con il figlio che si ritrova?); Geordi non vede al di là del suo visore e della sua sala macchine, tanto che la vicinanza di una donna sembra mettergli addosso un'angoscia mortale, e Data... No, in Data non trovo davvero difetti degni di nota...

Comunque, in cima alla top ten di tutti i tempi - è un fatto ormai assodato - c'è Wesley, ma non mi dilungo su di lui (se sfogliate bene la rivista capirete anche perché); seguito a brevissima distanza da lei, la donna più fastidiosa che abbia mai messo piede sulla plancia dell'Enterprise: la dottoressa Katherine Pulaski. Ha sostituito Beverly per una sola stagione, ma a noi è sembrata un'eternità. Ho sempre pensato che il suo personaggio sia stato disegnato in modo tanto sgradevole apposta per farci rimpiangere la nostra amata Beverly, per rendere più viva la nostra attesa e per farci infine esclamare, dopo un anno: finalmente è tornata! Scatena le ire di Picard fin dal suo primo giorno sulla nave, evitando di presentarsi entro i tempi al colloquio preliminare. È boriosa, acida, presuntuosa e insensibile, risponde a tutti con estrema sufficienza e si fa odiare non appena apre la bocca... 

E vogliamo parlare della "Sunshine Family" dell'Enterprise, gli O'Brien?  Una coppia che vive una sdilinquita storia d'amore in un'atmosfera da telenovela che si trascina ben oltre TNG... Chissà per quali arcani fattori hanno resistito così a lungo nella storia di Star Trek... Sono perfettamente inquadrati in un corpus di valori in cui su tutto gravita l'idea della famiglia più tradizionale e sterile che si possa immaginare... Si "amano" al di là del tempo e dello spazio, in un modo che non è più concepibile neppure nella nostra realtà di terrestri del XXI secolo... Lui, Miles, negazione dell'erotismo maschile, è un allocco completamente succube dei capricci della candida mogliettina e lei, Keiko, è un personaggio semplicemente inutile che pare intervenire soltanto in qualità di tappabuchi, botanica ma soprattutto perfetta massaia, ottima cuoca (avevamo forse qualche dubbio?), sempre pronta a rimproverare qualche insignificante mancanza all'inerte maritino. L'unico momento in cui la vediamo un po' più "viva" è il giorno del suo matrimonio (Una giornata di Data) quando, preda di un attacco isterico degno di una bambina di 10 anni, decide di mandare tutto all'aria mettendo in pericolo l'integrità dei circuiti positronici di Data (il quale si sforza inutilmente di capire). Inducono inevitabilmente al compatimento le espressioni da cagnone bastonato che assume la faccia rubiconda del Capo quando lei si arrabbia e mette in dubbio (un dubbio costantemente retorico) il loro inattaccabile matrimonio, ci cadono le braccia alle stomachevoli smancerie che regolarmente caratterizzano ogni scena che li vede protagonisti... Proviamo una sincera comprensione per il triste destino che attende la piccola e innocente Molly, che crescerà  indolente e iperviziata (avete visto quanti giocattoli le hanno regalato?), e che da grande rischierà come minimo una sindrome dissociativa...

 


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