FUORI CAMPO
a cura di Rossella "DrBev" Marchiselli

MI PERDONI PADRE PERCHE' HO TREKKATO

Spero che un giorno mi possa fare perdonare di questa scortesia che ho avuto nei suoi confronti, visto che la faccia di Francesco è tutta un programma: l'espressione del suo viso mi indica l'imbarazzo d'outsider, che prova a stare in compagnia degli amici (miei) Trekker con i quali si è deciso di passare la serata. Vorrebbe non essere venuto, lo ha fatto perché è il mio compleanno, ma ha già capito che è nettamente tagliato fuori da qualsiasi tipo di discussione: qualcuno prova a coinvolgerlo, poi gli chiede, ma tu non sei un Trekker? E lui dice, no, sono un avvocato, poi si corregge, però ho visto qualche telefilm, ma non sono COSI' appassionato, e si sente un coro di ahhh…e subito dopo gli interlocutori si rimettono a blablare in modo aulicamente tecnologico fra di loro.

Tra noi amanti di Star Trek si parla, si scherza, si ride, soprattutto in gergo stretto (ti faccio un Qlo così, sei più morto di uno con la giacchetta rossa, bypassati i circuiti, lo so che mi capisci perché sei betazoide, se non taci ti phaserizzo, sei più freddo di un vulcaniano, più sfigato di laforge, sei più subdolo di un cardassiano, focoso come un klingon, e la macchina diventa la USS.fiestaspecial1701, classe constitution se modello base, classe galaxy se accessoriata, con stabilizzatori inerziali fuori fase se carretta sgangherata).

Già, perché quello che ci piace e ci accomuna viene discusso in termini prettamente gergali; si dà, infatti, per scontato che chi si interessa di Star Trek sia in contemporanea un profondo conoscitore di fisica nucleare, di ingegneria astrospaziale, di biologia, un esperto in quasar, pulsar, buchi neri e fisica quantistica, una persona che ha la teoria della relatività sulla punta delle dita, che capisca la teoria dell'universo che si ripiega e, ovviamente, che sia perfettamente convinto che ci siano milioni di altre civiltà che aspettano solo che gli umani scoprano la velocità di curvatura per poterci avvicinare. Ammazza quanto sembriamo intelligenti, Stephen Hawking, vatti a nascondere.

Si parla e si discute con leggerezza dei più grandi problemi che a livello teorico vengono affrontati con enormi difficoltà dalle più grandi menti mondiali, mentre noi li liquidiamo con una facilità che rasenta l'incoscienza. Per forza che gli amici, quelli "normali", quelli che vivono una vita non roteante attorno all'universo trek, ci prendono per deficienti e ci considerano solo quelli che portano il pigiamino, degli esaltati che hanno perso il senso della realtà, e dei poveri pirla che delusi dalle realtà quotidiane, si attaccano ad un telefilm del menga per evadere dalle loro monotone esistenze.

"Io sono iscritto allo stic" dice uno, e Francesco chiede, sì, ho capito, ma che vantaggi hai? Che ti serve essere in fondo iscritto ad un'associazione no profit della quale forse nemmeno tu comprendi appieno le motivazioni? Per avere la tesserina da mostrare? Il teletrasporto, la velocità warp, il loop temporale, l'universo alternativo; diciamocelo, infine, sono tutte stronzate che servono solo per discorsi validi a tagliare fuori quei nostri amici che con tutta probabilità ci battono regolarmente a tennis, e concentrati sulla loro vita e carriera, ci superano prendendosi quel posto nell'azienda al quale noi puntavamo.

Il non trekker è quello che è cresciuto, che ha preso il suo posto nella società, quello che ritiene che la fantascienza sia roba per ragazzini, e che porta il pargolo a vedere star wars e Star Trek scusandosi con se stesso per la voglia di tornare indietro nel tempo: identicamente, il non trekker è quello che non capisce, né riuscirà mai a capire cosa sono le cose che chi ama Star Trek trova interessanti nella visione della vita creata da questa saga.

Molte volte, messa a confronto con i problemi che inevitabilmente sono da affrontare giorno per giorno, mi rendo conto che Star Trek non mi aiuta manco per nulla a guadagnare la pagnotta, a fare bella figura ad un colloquio di lavoro, ed il mio presunto arricchimento spirituale derivante da questo mio amore per questa serie non viene così poi tanto apprezzato da persone che non la pensano come me in questo senso; anzi, il contrario. Non conto più quante sono state le volte in cui mi sono sentita dire, una ragazza intelligente come te, non capisco cosa ci guadagna a perdersi dietro a stupidate del genere…poi mi guardano, e so che dentro di loro pensano che in fondo in fondo probabilmente non sono così intelligente come sembro.

A quanto pare poi oltretutto la mania Trek va bene solo ed esclusivamente per gli adolescenti, ancora inesperti delle cose che contano nella vita, in quanto la spensieratezza e l'incoscienza fanno parte delle cose che ci si aspetta da loro: il trekker d'età si camuffa, si nasconde, a meno che ovviamente non sia un Massimo Romani che con Star Trek ci campa o un Alberto Lisiero che cura i doppiaggi dei film e telefilm, altrimenti potrebbe anche correre il rischio che la sua reputazione fra colleghi di lavoro ed amici precipiti come le azioni della Microsoft dopo la schermata blu alla presentazione di Win98.

Ultimamente sono stata vittima di un furto, e assieme alle cose rubate c'era un portachiavi con l'Enterprise: quando sono andata a denunciare il furto, il carabiniere si è messo a ridere di cuore, non riusciva proprio a credere che mi preoccupavo più per quello piuttosto che dei miei documenti che dovrò rifare per l'ennesima volta. Sentivo che mi sbirciava di sottecchi e pensava: questa è scema.

Ma mi piacerebbe chiedere a ciascuno di voi: quante volte vi è venuto il sospetto che il vostro interlocutore pensasse la stessa identica cosa quando siete partiti con una tirata propagandistica sulla vostra mania (che come tutte le manie alla prima fa sorridere e poi stufa)? Quante volte invece avete dovuto soprassedere e cambiare argomento perché capivate che vi sareste sentiti prendere per il sedere a morte? Quante volte avete detto, vado ad una riunione fra amici Trekker e vi han chiesto, ma vi mettete in costume e vi salutate con la manina come fa quello con le orecchie a punta?

Una sera ero in una compagnia piuttosto eterogenea, e ho appurato che tra i presenti molti erano amanti di fantascienza, ho tristemente scoperto che con fantascienza si intende Dick, Asimov, Heinlein, perché sono SCRITTORI e scrivono BENE,   e che Star Trek è roba da dementi: quando alla voce hobby e divertimenti è toccato dire la mia, il mio carattere mi avrebbe portato normalmente a difendere a spada tratta la mia visione delle cose (e credetemi, ho una lingua che solitamente taglia il ferro), ma ho preferito dare ragione agli astanti e ritirarmi nei miei quartieri.

Adesso sono qui davanti al computer, è sera tardi, ho lavorato, sono stanca e agogno mesi di vacanza lontano da un monitor, vacanze possibilmente in ottima compagnia e sotto il sole dei tropici (altro sogno, stonk, martellata sulla testa: devo lavorààààà -detto alla Tomas Milian-); al posto di cercare di rilassarmi sono qui che scrivo per una webzine che spero possa diventare la prima in Italia per riferimento Trek.

Sento in sottofondo la voce dei molti che dicono, cresci, Ross, cresci, la vita è fatta di altre cose, questa qui è tutta una stronzata, molla tutto ed esci, va in palestra, fatti un viaggio, vedi persone "normali" con interessi "normali", staccati da un sogno che non potrai mai vedere avverarsi, il teletrasporto finora è riuscito con un solo protone e quando il protone si è rimaterializzato vibrava tantissimo e non era più lui (crisi di coscienza).

Le astronavine, gli alieni, le battaglie stellari, le cure per tutte le malattie non esistono, cosa continui a prenderti in giro da sola?

La domanda che quindi pongo a me stessa e a voi è quindi la seguente: ma siamo noi o loro gli scemi? Siamo noi a sbagliare l'approccio, a perdere il senso della realtà sprofondando nel sogno che noi stessi ci siamo creati, o sono gli altri che sentendosi tagliati fuori da qualcosa che non capiscono, istintivamente reagiscono con il marchio di idiozia? Cui prodest?

 

Live long and prosper, se potete…

Se volete commentare questo articolo scrivete a Warp Mail