L'EDITORIALE
di Rodolfo "Ripley" Ciottoni


Il fascino del lato oscuro

Benvenuti all’interno del primo Speciale realizzato dallo Star Trek Italia Magazine. Il numero che state per “sfogliare” ha un solo filo conduttore: la critica al mondo di Star Trek. Una scelta insolita e particolarmente complicata vista la natura del nostro Magazine; ci tengo subito a dire (a scanso di equivoci) che non è stata la voglia di stupire a ispirarci, bensì un’amara constatazione di Franco La Polla al termine della sua intervista apparsa sullo STIM di qualche mese fa. Durante quell’istruttiva e piacevole chiacchierata, il Prof. La Polla (fuor di microfono) mi disse che secondo lui, in Italia, la riflessione sul mondo di Star Trek mancava quasi totalmente di spirito critico e che riteneva giusto e necessario criticare “ciò che è estraneo alla vera natura e allo spirito dello show” (cito a memoria sperando di ricordare bene le sue parole), proprio perché Star Trek è qualcosa di più di una semplice serie televisiva. Da qui nacque l’idea di un numero “nero”, del “tradimento” tipicamente da Iene, di uno speciale che fosse “brutto, sporco e cattivo”. Ma realizzare un’operazione di questo tipo non è affatto semplice, per due fondamentali ragioni: la “furbizia” degli sceneggiatori e il “cuore di trekker” dei redattori dello STIM. Provate a pensare di scrivere un articolo critico su di un qualsiasi argomento o semplicemente su di un singolo episodio appartenente alla saga…
All’inizio potrà sembrarvi facile, ma riflettendoci un po’ su, noterete che la tipica tattica degli sceneggiatori di Star Trek è quella di inserire sempre almeno due punti di vista per ogni tema trattato (spesso opposti e inconciliabili) e che lo show raramente prende una posizione netta sui temi più scottanti…
La maledizione del “politically correct” è un qualcosa di subdolo ed estremamente difficile da evidenziare e demolire; secondo il mio parere (per quello che vale…) è proprio questo il peggior difetto di Star Trek: la sua esasperante correttezza. Correttezza che, dopo tanti anni e tanti episodi, inevitabilmente si è trasformata in furba vigliaccheria. Per quanto riguarda invece il “cuore di trekker” dei redattori, il discorso è molto semplice: è molto difficile per chi ama Star Trek parlarne male, tanto difficile che (come appunto mi disse La Polla) quasi nessuno lo fa. Ma finché non saremo proprio noi trekker a farlo con cognizione di causa, saremo costretti a continuare a sentire il solito trito e ritrito discorso dei “pigiamini e delle orecchie a punta”, abbinato allo stereotipo del quindicenne americano “brufoloso e fuori dalla realtà”. Personalmente non mi ritengo un trekker a tutti gli effetti (sono più un appassionato di fantascienza in generale), ma sinceramente mi sono proprio rotto di leggere articoli giornalistici scritti da “professionisti” totalmente all’oscuro della vera natura e dell’importanza di un serial TV come Star Trek. Lo scopo di questo numero speciale è quindi quello di agitare un po’ le acque, di cantare fuori dal coro degli elogi, di evidenziare quei difetti, quelle storture, quelle stonature che appartengono anche a Star Trek. Tutto ha un suo lato oscuro, anche il nostro show preferito: abbiamo provato a scrivere di questo stavolta, naturalmente senza avere la presunzione di poter essere noi a stabilire cosa è “buono” e cosa non lo è, ma con la speranza di avervi fornito almeno qualche interessante spunto di riflessione. Noi ci abbiamo provato, sarete voi a dirci se ci siamo riusciti e se ne sarà valsa la pena. Tra i tanti articoli vorrei (come ormai di consueto) segnalarvene un paio: “Mi perdoni padre perché ho trekkato” di Rossella Marchiselli e “Le pecore sognano di trekkies elettrici?” di Carlo Schiavo. Il primo è un’appassionata confessione di una trekker in crisi di coscienza, il secondo un velenoso spaccato sulla superficialità di un certo tipo di fan.
Fossi in voi comincerei da lì questo mese.
Esaurite le necessarie spiegazioni, passiamo a qualche “notizia di servizio”.
Prima di tutto vorrei ringraziare tutti coloro che si sono complimentati con noi per la nuova grafica, non dimenticando naturalmente anche quei lettori che l’hanno criticata definendola “troppo spoglia” se non addirittura “minimalista”. Direi che nel complesso è piaciuta, e devo confessare che ne sono particolarmente contento.  Qualche mese fa abbiamo messo on line un questionario, grazie al quale abbiamo conosciuto meglio i vostri gusti; ecco quindi il ritorno della rubrica Crazy Trek e il debutto di uno spazio dedicato alle biografie degli attori: grazie all’ingresso del “Navarca” Francesco Spadaro in redazione e al trasferimento di Raffaella Baracco dalla rubrica dei film (per ora sospesa a tempo indeterminato) al nuovo spazio biografico, abbiamo ulteriormente arricchito il nostro sommario, sperando di aver aggiunto due spazi interessanti. Oltre all’ingresso del “Navarca”, vi segnalo il ritorno di Lia Mariani (che tempo fa curò per lo STIM lo spazio dedicato al “Sito del Mese” e che ora rientra come redattrice di “Tecnologie”) e l’arrivo di Luca Zanaboni che si occuperà delle News, sollevando da un faticoso doppio incarico Domenico Ciccone. D’ora in poi Luca “ravanerà” per voi nel web e già da questo numero potrete notare che, grazie al suo fiuto, quantità e qualità di notizie e spoilers sono decisamente cresciute. Ringraziando tutta la redazione per il particolare sforzo al quale è stata costretta questo mese (qualcuno ha anche avuto leggeri attacchi di gastrite), non mi resta che augurarvi buona lettura e invitarvi a scrivere, scrivere e ancora scrivere per farci sapere se questo speciale è stata o meno una buona idea.

Il Direttore dello STAR TREK ITALIA MAGAZINE

Rodolfo “Ripley” Ciottoni

PS: dobbiamo un grosso grazie a www.sweeet.com per la copertina di questo mese; la fusione tra il mondo di South Park e quello di Star Trek è un bellissimo esempio di come anche “buoni & cattivi” possano andare a braccetto se c’è un pizzico di sana ironia.


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