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(TREK...) di Domenico Ciccone Il cinema ha più di cento anni di vita e la televisione
più di cinquanta, e dallo stesso giorno in cui queste superbe invenzioni
della tecnica hanno visto la luce è stata coniata una massima che ancora
oggi resiste in tutta la sua fondatezza come monito o spauracchio, a seconda
delle situazioni, da generazioni e generazioni (a proposito…): quelli
sono ambienti di invidie, rivalità e colpi bassi, dove se vuoi sopravvivere
devi essere pronto a vendere la tua stessa madre! Ebbene, i set nei quali sono state girate le quattro
serie di Star Trek nel corso dei decenni non fanno eccezione a
questa regola. Non crederete davvero che gli attori, per il solo fatto
di impersonare uomini che nello show sarebbero pronti a rischiare la vita
per il proprio compagno, non si siano azzannati come lupi per avere un
riflettore in più? O che il fatto di prendere parte a quel grande progetto
ideale voluto da Gene Roddenberry sul progresso dell’uomo e la pacifica
convivenza fra razze abbia trattenuto attori che non si sopportavano,
vuoi per un motivo vuoi per un altro, dall’insultarsi ferocemente fin
quasi ad arrivare alle mani? Ma nemmeno per sogno!!
Litigi,
invidie, baruffe varie erano e sono all’ordine del giorno: non sempre,
per carità,e non fra tutti gli attori, ma in misura abbondantemente sufficiente
da costringere gli addetti alle pubbliche relazioni delle case di produzione
a continui interventi. Un
primo fatto da rilevare in questo panorama è che gli attori delle varie
serie, man mano che veniva deciso di produrre una serie successiva, esprimevano
giudizi apertamente negativi nei confronti della nuova “creatura” prima
ancora che questa vedesse la luce, e questo senza eccezioni. Infatti
quando si ebbe la conferma ufficiale della nascita di TNG nel 1987, il
compianto DeForest Kelley ebbe a dichiarare: “esiste un solo Star Trek,
ed è il nostro!!” (chissà perché, allora, avrà fatto quel cammeo
nel pilota). Anche Bill Shatner disse la sua, affermando che “è necessario
chiedersi perché, senza il cast che tutti conoscono, e in un altro tempo,
lo chiamino ancora Star Trek”. James Doohan fu ancora più esplicito,
arrivando a dire che “queste nuove avventure sono solo un tentativo
di ingannare il pubblico”. La
fine di TNG fu poi particolarmente traumatica per Marina Sirtis, che nella
serie aveva davvero trovato l’America (letteralmente…). Terminate anche
le riprese di “Generazioni”, l’attrice si ritrovò completamente senza
lavoro, e per un certo periodo continuò ad aggirarsi per il set dove si
girava DS9 quasi in preda a crisi isteriche, lamentandosi con chiunque
gli capitava a tiro dell’errore fatto dai dirigenti della Paramount di
terminare TNG a favore della continuazione di una serie senza spessore
“con una mummia imbolsita senza un minimo di carattere” (Avery
Brooks); e si dice che sia anche stata fortemente invidiosa di Colm Meaney,
per il fatto che quest’ultimo venne chiamato come personaggio fisso nel
cast di DS9, e contemporaneamente partecipasse anche a molte importanti
produzioni cinematografiche. Quando
poi gli ascolti di VOY durante la 2° stagione erano così bassi da far
temere per la chiusura anticipata della serie, molti del cast di DS9 non
nascosero una certa soddisfazione per la possibilità di rimanere unica
serie trek, soprattutto Avery Brooks e Terry Farrell, i quali avevano
già cominciato a gareggiare a colpi di milioni di dollari per il rinnovo
del contratto.
Per
quanto riguarda la TOS, la migliore fonte di informazioni a questo riguardo
è il libro di Leonard Nimoy “I am Spock”, nel quale vengono narrati
con dovizia di particolari tutti gli screzi che avvenivano sul set, soprattutto
tra l’autore e Bill Shatner. Uno
degli scherzi più famosi raccontati da Nimoy fu quello della bicicletta:
l’attore, infatti, aveva una bicicletta che usava per muoversi rapidamente
all’interno del set tra camerino, teatro di posa e mensa. Questa bicicletta
divenne una vera ossessione per Shatner, il quale la usava per fare infuriare
il collega in tutti i modi possibili: con la complicità dei cameraman,
ad esempio, la appese con delle corde al soffitto del teatro di posa in
modo che penzolasse sopra le teste degli attori, e un’altra volta arrivò
a chiuderla nel proprio camerino mettendo a guardia della stessa i suoi
enormi dobermann, che accolsero a ringhiate lo sventurato Nimoy che aveva
tentato di andare a riprenderla. E’
interessante notare che nel libro l’autore parla di queste cose come se
fossero state, per la maggior parte dei casi, delle goliardate o degli
scherzi, anche se un po’ pesanti. In
realtà Shatner e Nimoy arrivarono a detestarsi, soprattutto quando la
popolarità del personaggio di Spock cominciò ad insidiare quella di Kirk.
Le cose migliorarono col tempo, tanto è vero che oggi i due attori sono
veramente grandi amici, ma ai tempi del set della TOS non furono poche
le occasioni in cui i due vennero quasi alle mani. Uno
che invece non ha mai fatto mistero di trovare ancora oggi Shatner
particolarmente irritante e antipatico è sempre stato George Takei,
e le cose sono peggiorate da quando Takei ha cominciato una personale
crociata con la Paramount, lettere dei fans alla mano, perché il suo personaggio,
il capitano Sulu, sia il protagonista di una serie propria (sembra infatti
che Shatner, sull’onda dei suoi successi come scrittore e produttore,
abbia avuto l’infelice idea di commentare l’iniziativa del collega come
“un assurdo mendicamento”). Per
quanto riguarda TNG, anche Patrick Stewart, preso dall’euforia di una
popolarità sempre crescente, si rese insopportabile verso molti colleghi,
da un certo punto della serie in poi, per atteggiamenti sempre più divistici.
Durante
le riprese delle ultime due stagioni, infatti, lui e Brent Spiner rispettavano
sempre meno turni di riprese e indicazioni dei registi, obbligando gli
infuriati colleghi a sottostare ai loro capricci; quando poi Stewart ottenne
il ruolo del capitano Achab nel rifacimento cinematografico del classico
“Moby Dick”, Michael Dorn dichiarò acidamente che sarebbe stato invece
perfetto nel ruolo della balena. Non
parliamo poi di tutto quello che successe sul set di “Insurrection”: il
buon Piky venne soprannominato dagli altri attori “la bestia”, a causa
delle continue pretese di modificare il copione per adattarlo al suo personaggio
come meglio gli piaceva, e Jonathan Frakes ha recentemente affermato senza
mezzi termini che le ingerenze di Stewart hanno indirizzato il film su
una direzione narrativa che nessuno avrebbe voluto. Nota
è anche l’acredine che c’era tra Denise Crosby e Marina Sirtis ai tempi
della prima stagione di TNG: la Crosby riteneva infatti che una parte
di colpa del fatto che i personaggi femminili della serie non fossero
abbastanza sviluppati fosse da imputare alla condiscendenza della collega
verso gli sceneggiatori (in altre parole il fatto che accettasse senza
fiatare il ruolo di bambolona pur di lavorare nello show, che era la sua
prima vera esperienza importante della carriera). Marina
Sirtis si è legata questa cosa al dito, tanto da pretendere di non avere
alcun contatto con la Crosby quando quest’ultima tornò sul set di TNG
per partecipare, come ospite, ad alcune puntate Gli
scontri più epici, comunque, furono quelli a suon di dollari tra Avery
Brooks e Terry Farrell sul set di DS9. Come detto in precedenza, fra i
due attori si era instaurata una vera gara a chi riusciva a strappare
più soldi alla produzione per il rinnovo del contratto alla fine di ogni
stagione di riprese, perché ognuno non accettava che l’altro potesse essere
considerato più indispensabile per la serie. Quando la Paramount decise
di non accettare più le richieste economiche della Farrell (dopo però
avere accettato quelle di Brooks) per una settima stagione di DS9, l’attrice
decise, com’è noto, di lasciare la serie; i produttori però dovettero
sudare le proverbiali sette camicie per convincere la Farrell, furibonda,
a far passare all’esterno la linea di un abbandono volontario assolutamente
non legato a rivalità con i colleghi, quando lei avrebbe voluto, invece,
lanciare ai media dichiarazioni di fuoco contro Brooks.
Di
questa decisione fu particolarmente contento Ethan Phillips, il quale
si era lamentato a più riprese del fatto che, a suo dire, il personaggio
di Neelix non aveva avuto lo spessore che meritava perché sempre accomunato
ad un personaggio scialbo come quello di Kes: dunque il fatto che quest’ultima
uscisse di scena non poteva che essere considerato positivo per l’attore
per avere sceneggiature sempre più interessanti. Recentemente,
tuttavia, gli sceneggiatori di VOY hanno chiesto a Lennifer Lien di tornare
come guest-star per l’episodio “Good Sheperd” (v. STIM febbraio 2000),
e sembra che Phillips non abbia preso bene la cosa, soprattutto perché
l’attrice, nel frattempo, ha avuto una carriera cinematografica di tutto
rispetto e la richiesta di un ritorno è stata fatta con tutti gli onori,
come una sorta di “riparazione”. Anche in questo caso, insomma, si può
parlare apertamente di invidia.
Pare
infatti che prima dell’inizio della convention Stewart e Shatner, che
normalmente si saluterebbero appena, non abbiano fatto altro che sparlare
di Avery Brooks, arrivato al raduno in evidente stato di confusione “alcoolica”
(ha tenuto gli occhiali scuri per tutta la serata parlando pochissimo
e con una voce strascinata). E quando Stewart ha di fatto chiuso l’incontro
in anticipo, adducendo un precedente appuntamento, Shatner ha avvicinato
Brooks per imbastire un nuovo “taglia e cuci” stavolta verso l’altro “collega
capitano”con il quale fino a poco prima aveva amichevolmente spettegolato.
In tutto ciò Kate Mulgrew ha badato bene a stare quanto più possibile
defilata, e soprattutto a non rimanere mai sola con uno degli altri tre. Alla
prossima. Un
ringraziamento di vero cuore a Susanna Ricci per l’aiuto fornito nella
ricerca del materiale e per la traduzione di passi del libro “I am Spock”
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