LA STRANA COPPIA
di Riccardo "Summer" Palazzani


Nel mese di Marzo di questo tanto agognato 2000 si festeggiano due compleanni davvero importanti per Star Trek. Il 22 nasce a Montreal, in Canada, William Shatner, mentre nello stesse mese ma il giorno 26 tocca a Leonard Nimoy, nella città di Boston. Entrambi sono della stessa classe: 1931.

I due neonati sono separati da migliaia di kilometri (notate la K, fa molto CE) e apparentemente nulla lascia presagire che le loro vite, da lì a 35 anni circa, si intrecceranno indissolubilmente.

Entrambi  decidono, per un gioco del destino, di intraprendere la carriera di attori. E dove, negli anni '60 (e ancora oggi), avrebbero dovuto incontrarsi degli aspiranti attori desiderosi di sfondare, se non a Los Angeles?

A dire il vero, quando Roddenberry lo contattò per la prima volta Shatner non si trovava sulla costa occidentale degli Stati Uniti, bensì su quella opposta, a New York; resta comunque il fatto che poco dopo si trasferì nei dintorni di Hollywood.

Entrambi sono già sposati con figli a carico, una carriera mediocre alle spalle, fatta di brevi apparizioni in episodi di serie televisive e qualche interpretazione teatrale. Niente che si possa definire un lavoro stabile, niente in grado di garantire entrate sicure e continue. Entrambi svolgono lavori "umili" (il concetto di umile associato ad un'attività lavorativa mi ripugna, ma le convenzioni…), quali cameriere, barman ecc., per arrotondare lo stipendio.

Per entrambi, l'opportunità di lavorare per una serie televisiva di successo per un periodo medio lungo rappresenta un'occasione irrinunciabile.

Mentre Nimoy entra a far parte del cast di Star Trek fin dal primo episodio pilota, The Cage, Shatner viene chiamato a sostituire Jeffrey Hunter nel ruolo del capitano (nel frattempo diventato Kirk, dopo che i nomi April, Winter (!) e Pike erano stati scartati da Gene) solo per le riprese del secondo pilot Where No Man Has Gone Before, in italiano Oltre la Galassia.

Nimoy rischiò di essere eliminato dalla serie durante i due anni che passarono dalla produzione del primo pilot alla messa in onda della prima puntata, in quanto i pezzi grossi della NBC non vedevano di buon occhio il personaggio di Spock, che ritenevano ridicolo. Roddenberry riuscì, grazie alla sua caparbietà, a far restare nel cast il Vulcaniano, promettendo ai dirigenti che non avrebbe mai occupato un ruolo di rilievo in nessun episodio. Promessa naturalmente non mantenuta, per fortuna nostra e degli stessi dirigenti.

Entrambi gli attori troveranno poi fama, gloria e successo nei successivi tre anni di lavorazione alla serie, convivendo strettamente sul set.

Nonostante i due interessati neghino la cosa, è risaputo che fra Nimoy e Shatner non scorreva esattamente buon sangue. Caratterizzati entrambi da un carattere egocentrico e desiderosi di primeggiare, si trovarono a gestire un successo inatteso, che portò alla ribalta due personaggi antitetici: Kirk, il capitano buono, coraggioso, molto americano, e Spock, l'affascinate alieno "dalle orecchie a punta".

Per avere un'idea di cosa intendo, consiglio ai lettori dello STIM di acquistare due libri: Io sono Spock, scritto da Leonard Nimoy e Diario del Capitano, scritto invece da Shatner, entrambi editi da Fanucci (www.fanucci.it - non è per fare pubblicità… ma è l'unico editore italiano presso cui potrete trovarli! Così per qualsiasi altro romanzo riguardante Star Trek).
Questi due volumi descrivono, in modo autobiografico, le vicende che portarono alla nascita di Star Trek e in effetti si somigliano parecchio, in quanto i fatti che raccontano sono i medesimi, seppur considerati da punti di vista diversi. Entrambi gli autori si soffermano spesso a commentare l'operato dei rispettivi colleghi. Entrambi sprecano complimenti ed elogi vari a Doohan, Takei, la Nichols o Koenig, mentre quando si tratta di parlare l'uno dell'altro ecco che affiora una sottile ma evidente vena d'ironia, che a volte scade nella malignità, che lascia intuire l'esistenza di un attrito latente e, ripeto, sempre negato da entrambi. Ai posteri il giudizio.

Dopo 3 anni e 79 episodi di fantascienza di alta qualità, Star Trek terminò e le carriere dei nostri si separarono per ben 10 anni. Shatner continuò a fare l'attore con alterna fortuna, mentre Nimoy si spostò verso il ruolo di regista.

Fino al 1978, quando la Paramount prese in mano l'idea di Roddenberry per un ritorno di Star Trek: la Phase 2, che non vedrà mai la luce. E fu davvero un bene, in quanto la nuova serie non prevedeva più la presenza nel cast fisso del Vulcaniano dalle orecchie a punta di nome Spock, sostituito sulla carta da un altro Vulcan chiamato Xon. Resterà sempre il dubbio: come sarebbe Star Trek oggi, se Phase 2 fosse stata realizzata? Avrebbe avuto successo o meno, Xon sarebbe stato meglio di Spock, sarebbero stati realizzati ugualmente dei lungometraggi, TNG avrebbe visto la luce? … Montagne di realtà alternative, di domande senza risposta. Comunque, nel 1978 Star Wars viene proiettato per la prima volta negli States. Il primo, vero, magnifico film di fantascienza della storia del cinema. Con effetti speciali avanzati, come non si erano mai visti prima, dà un nuovo volto al concetto di fantascienza legata al cinema, stabilendo un nuovo standard. E dando inizio ad una nuova era cinematografica per la fantascienza.

La Paramount non rimane a guardare. Decisa a sfruttare il ritrovato interesse per il cinema fantascientifico, trasforma Phase 2 da serie per la TV in cantiere per un grandioso lungometraggio, con un budget davvero molto elevato. Non potendo deludere le attese, si avvale delle migliori tecniche per gli effetti speciali, che a partire da questi anni diventeranno elemento essenziale per il successo di un film. I set già pronti di Phase 2 vengono recuperati e migliorati. Roddenberry partecipa alla produzione del film nel ruolo di consulente esecutivo. La sceneggiatura viene scritta in tutta fretta, pur di recuperare il tempo perduto. E naturalmente sia Shatner che Nimoy vengono richiamati ad interpretare i loro vecchi ruoli, quelli del capitano Kirk e del comandante Spock. Entrambi ricoprono un ruolo chiave, ricostituendo la coppia della Serie Originale. Nonostante Kirk sia diventato un ammiraglio frustrato dalla mancanza del comando e Spock abbia lasciato la Flotta per dedicarsi alla pratica del Kolinar, essi ritrovano l'antica intesa, riconsegnandoci una delle coppie più riuscite del cinema.

Star Trek: The Motion Picture è un successo ed è l'inizio di una nuova stagione di gloria per Star Trek. Nell'arco di 10 anni verranno realizzati altri 5 film. L'equipaggio originale darà (ma solo apparentemente) l'addio definitivo a Star Trek nel 1991, in Star Trek VI: The Undiscovered Country (Rotta verso L'ignoto); in realtà, entrambi i nostri beniamini rientreranno nei ruoli dei loro storici personaggi poco tempo dopo. Nel novembre del '91 Nimoy-Spock è protagonista del doppio episodio di TNG Unification I e II (Il segreto di Spock I e II): la cosa fu possibile poiché essendo un Vulcaniano Spock ha una vita media di 200 anni. Qui lo troviamo sui 150-60, il che ha permesso ai produttori di risparmiare una buona parte del budget (solitamente spesa per far sembrare Nimoy fresco come una rosa!). Shatner, solo 3 anni dopo, partecipa come coprotagonista al primo film dedicato al cast di TNG, Star Trek: Generations (Generazioni). Paurosamente ingrassato (qui gli effetti speciali poco hanno potuto!), Shatner pone fine alle avventure del capitano Kirk, che muore sul desolato planetoide di classe M, Veridiano3.

Oggi, i nostri sono entrambi due uomini maturi, dediti ognuno ai propri affari. Nimoy è diventato anche un affermato regista: sue la direzione del quarto episodio della saga Star Trek IV: The Voyage Home (Rotta verso la Terra, del 1984) e quella di Tre scapoli e un bebè, remake di un film francese di alcuni anni fa. Shatner, invece, è stato recentemente colpito da una disgrazia familiare. La giovane moglie, Nerine Kidd, è affogata nella piscina della loro casa.

Sta di fatto che entrambi hanno varcato la soglia del nuovo millennio e circolano voci di un loro possibile ritorno sul grande schermo in una prossima puntata dell'infinita saga di Star Trek: una sorta di "curativo" per la crisi sia di ascolti sia di immagine che la serie sta soffrendo da alcuni anni. Crisi che, personalmente, ritengo dovuta solo all'eccesso di offerta e alla bassa qualità della stessa. Aspettando con ansia di rivederli per davvero nei panni di Kirk e di Spock, auguriamo un buon compleanno! Ad entrambi, naturalmente!

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