LA DONNA NELLA CULTURA DELLE PRINCIPALI RAZZE 
CHE ABITANO LA NOSTRA GALASSIA
di Davide "Questor" Galati


Questa rubrica ha assunto da qualche numero a questa parte una configurazione insolita. Si è trattato di un esperimento che sembra, però, non aver ottenuto il consenso sperato. Cercherò allora, nel tentativo di venire incontro alle richieste di chi ci legge, di rendere la rubrica delle razze un laboratorio nel quale sia possibile analizzare i diversi aspetti delle culture che caratterizzano l'universo di Star Trek, facendo confronti, cercando parallelismi e quant'altro possa risultare utile. Naturalmente ci saranno anche numeri - per così dire - monografici, in cui ci si limiterà ad approfondire uno soltanto dei tanti popoli della galassia trek. Ovviamente saranno ben accetti i vostri commenti in qualunque senso e saremo sempre pronti a cambiare rotta per assecondare le vostre richieste. Ho pensato di aprire questo nuovo corso dedicando l'articolo alle figure femminili, considerando anche il fatto che proprio nel mese di marzo l'intera galassia festeggia la più importante ricorrenza dedicata al gentil sesso (almeno questa è la voce che mi è giunta; sembra addirittura che su Ferenginar per questa occasione le donne debbano pagare una tassa fissa agli uomini).

Sin dagli albori della Federazione non è difficile incontrare donne in posizioni importanti di comando: questo perché la donna umana, dopo oltre due millenni in cui è stata - per i più svariati motivi - ritenuta inferiore all'uomo o addirittura incarnazione di tutto quello che di negativo c'era nella natura umana, è riuscita verso la fine del XX secolo terrestre a guadagnarsi di diritto un ruolo importante nella società e a rivendicare con forza tutta la propria dignità. Con la creazione della Federazione Unita dei Pianeti e il nuovo corso che l'uomo decide di dare alla sua storia tutti gli antichi pregiudizi vengono abbandonati e si pone l'accento solo sul valore della persona, senza alcuna distinzione se essa sia uomo o donna. A questo proposito basti ricordare che il Primo Ufficiale dell'Enterprise ai tempi della sua seconda missione quinquennale, al comando del Capitano Pike, era una donna.

Diamo ora uno sguardo alle donne romulane, spesso estremamente affascinanti. Non solo esse hanno gli stessi privilegi dei loro colleghi uomini, ma è facile che occupino posizioni di comando: si pensi ad esempio all'attraente capitano romulano incontrato dal capitano James T. Kirk nel 2268. C'è da sottolineare, inoltre, come esse trovino più facilmente impiego nelle forze della Tal Shiar, il temibile servizio segreto romulano: quest'ultimo fatto è dovuto senz'altro alle loro indubbie capacità, ma deve nello stesso tempo metterci in guardia da queste donne capaci di essere subdole e spietate almeno quanto belle. Basti pensare, come esempio, a Sela, la figlia della Tasha Yar di una linea temporale alternativa e di un ufficiale romulano.

Sicuramente meno attraenti per un umano, ma non per questo meno pericolose, sono le donne klingon: guerriere anch'esse, dimostrano una forte aggressività e un'insaziabile appetito sessuale. La società klingon vede le donne come esseri deboli e per questo vieta loro la possibilità di guadagnarsi le più alte cariche dello stato, nonché di essere a capo del proprio casato. In realtà, nella storia del popolo Klingon non sono state poche le eccezioni a questa regola, basti pensare alla figlia del cancelliere Gorkon, Azetbur, che lo sostituisce alla sua morte. Tutto questo è comprensibile se si tiene sempre presente la caratteristica principale della società klingon: l'onore ed il valore in battaglia. Quindi chiunque se ne dimostri degno può assurgere, all'interno dell'impero, a qualunque carica, anche una donna; l'importante è che sappia  combattere e dimostrare il proprio valore in battaglia. Anche alle donne klingon spetta un posto nelle leggende del loro popolo, perché si narra che solo Lady Lukara si batté al fianco di Kahless ai primordi dell'Impero. I rituali di accoppiamento klingon, estremamente violenti, sembrano rifarsi a quell'antica battaglia.

Un'altra razza dalle caratteristiche fortemente militari, estremamente pericolosa e difficile da capire appieno perché capace di grandi atrocità (ma anche in grado di mostrare un considerevole senso di solidarietà), è quella Cardassiana. Le donne cardassiane amano curare il proprio aspetto cercando acconciature spesso più elaborate di quelle maschili e truccando la caratteristica protuberanza che hanno sulla fronte con degli ombretti, spesso di colore azzurro. Hanno gli stessi diritti degli uomini e le stesse possibilità di accedere a qualunque carica pubblica, anche se risultano molto più abili degli uomini nelle occupazioni scientifiche; si occupano insieme agli uomini della cura della famiglia, che riveste un'enorme importanza nella cultura di questo popolo. Grandissimo rilievo ha il vincolo matrimoniale e tutte le decisioni riguardo la vita di un individuo, sia esso uomo o donna, vengono prese tenendone in considerazione la casta sociale e la posizione nelle gerarchie politiche. Per questo i Cardassiani ritengono giusto che più una donna è fertile maggiore sia la sua posizione sociale. Il corteggiamento tra i due sessi può spesso apparire come una sorta di irritabilità tra gli individui. Tra le donne cardassiane importanti ricordiamo sicuramente Natima Lang, una professoressa che si batte contro il governo militare per l'ampliamento dei diritti civili e Ulani Belor e Gilora Rejal le scienziate che hanno ideato e costruito un ripetitore subspaziale al di là del tunnel spaziale Bajoriano.

Discorso a parte merita invece l'Alleanza Ferengi. Infatti i Ferengi vedono la donna come un essere inferiore, la cui unica utilità è quella di servire il proprio uomo. Una donna ferengi è tenuta a masticare il cibo per l'uomo, in modo da renderglielo morbido, non le è permesso viaggiare, portare vestiti e accumulare profitti. In realtà, mentre il divieto di viaggiare e di vestirsi sembra mirato a tenere sotto controllo le donne privandole di una loro identità, la proibizione di accumulare profitti, probabilmente nata con lo stesso motivo, si è talmente radicata che ora i maschi ferengi ritengono le femmine del tutto incapaci, per natura, di guadagnare. Le cose, però, stanno ben diversamente: lo scoprirà a sue spese, i ben due occasioni, il povero Quark. In ogni caso i Ferengi esportano questo loro atteggiamento anche nei confronti delle donne di altre razze, dando vita a veri e propri fraintendimenti che portano spesso ad incidenti poco piacevoli.

Finiamo questa nostra carrellata soffermandoci ad analizzare i Borg: per loro non si può parlare di individui e quindi tanto meno di donne o di uomini. All'interno della Collettività vengono assimilati indifferentemente esseri di entrambi i generi e di ogni razza; una volta assimilati perdono la loro individualità per diventare parte del singolo, gigantesco Collettivo. Però esiste un'individualità unica anche tra i Borg, un'individualità che è alla ricerca di un compagno simile a lei e che, guarda caso, è donna. Non sappiamo se la scelta sia casuale, ma conoscendo i Borg riteniamo di no: è invece probabile che solo una mente ed una personalità femminile posseggano la giusta miscela di saggezza, intelligenza, astuzia e sapienza per poter dirigere e governare un organismo talmente immenso e complicato.

Forse è un po' spietato, ma come si diceva in precedenza, parlando delle femmine romulane, sembra che in tutta la galassia le donne sappiano essere estremamente più subdole e spietate degli uomini. Questo non toglie comunque che esse, e solo esse, siano capaci di elevare l'uomo (di qualunque razza esso sia ed in qualunque quadrante si trovi) ad un livello più alto, trascendente, avvicinandolo a Dio.

E noi cogliamo l'occasione per porgere il nostro tributo a tutte le donne, di ogni popolo, che avranno avuto la benevolenza di leggerci e di arrivare fin qui.

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