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FUORI
CAMPO
a cura di
Rossella "DrBev"
Marchiselli
Questo mese
vi proponiamo un saggio critico sulle 4 serie Trek, sottopostoci da un nostro affezionato
lettore. Ovviamente opinabile, ma sicuramente scritto con il cuore. Sta a voi leggerlo e,
nel caso trovaste che non sia corrispondente alla vostra opinione, scriverci per
confutarlo. Buona lettura a tutti!!!
Il
mio pensiero Trek
Di
Diego Cacchiarelli
Premessa:
partendo dal presupposto che Star Trek mi piace molto anche e forse soprattutto per la sua
visione del futuro e per i suoi spunti "sociali", mi piacerebbe soffermarmi un
po' su questi discorsi per vedere cosa si può ricavare di vero e di utile per la nostra
società e per me! In questo breve viaggio ho intenzione di esporre il mio punto di vista.
Facendo questo parlerò di politica e di economia politica
argomenti che spesso con
tanta abilità e con una punta di ipocrisia vengono aggirati o snaturati dai tanti
appassionati di ST. In particolare mi sforzerò di vedere il fenomeno non dal punto di
vista di un grande appassionato ma cercherò di essere un occhio obiettivo, ma ben
informato che analizza e giudica (l'occhio alieno, ma non troppo, sull'umanità
.).
Alcuni
fatti da considerare:
1. Le quattro serie di ST differiscono in maniera spesso notevole per caratteristiche,
quindi è necessario analizzare le serie una ad una senza farsi prendere dal desiderio di
trovare un unico filo conduttore che lega tutte le serie.
2. Star Trek (mi dispiace doverlo ammettere) è pura fiction. E come tale non può avere
una coerenza ferrea (YATI a parte). Ciò significa che non sempre in quello che viene
affermato c'è un messaggio da cogliere o qualche cosa da poter utilizzare nella nostra
realtà.
3. Ed è conseguenza anche del punto precedente: chi scrive le storie e i dialoghi degli
episodi sono spesso presi non tanto da quale messaggio trasmettere ma quanto da quanti
spettatori seguiranno la puntata
perché ricordiamocelo bene; se la serie non piace,
non viene nemmeno venduta e veduta!!!
4. Il futuro del quale parla ST ha il grande vantaggio di essere talmente lontano da noi
che può permettersi il lusso di essere assolutamente non consequenziale con il nostro
presente.
5. ST nel suo raccontarsi ha grandi limiti. Mi spiego meglio: le storie proprio per la
loro struttura (sono storie comunque brevi che non durano più di pochi episodi al
massimo) hanno il grande vantaggio di non dover sviluppare con dovizia di particolari un
determinato soggetto o una determinata idea. Tutto ciò fa si che eventuali incongruenze o
punti deboli possano essere facilmente occultati!
TOS:
la serie è pressoché irrilevante se si cercano messaggi sociali profondamente
innovativi. La serie offre però ottimi spunti che verranno poi ripresi
in TNG.
Della serie originale quello che credo si possa osservare è che i vari
"messaggi" che Roddenberry ha voluto trasmettere sono di gran
lunga "stemperati" dall'esigenza o forse dall'obbligo di offrire
ad un pubblico "conservatore" (il pubblico è sempre conservatore!)
un prodotto che potesse piacere. Di conseguenza vengono trasmessi solo
i cosiddetti valori universali quelli che sono patrimonio di tutta l'umanità
e che sono già accettati e codificati dalla maggioranza delle persone.
Il grande merito, a mio modo di vedere, va visto nelle modalità con cui
sono stati riaffermati. Per essere più chiaro posso portare come esempio
fatti che tutti i trekkers sanno comunque a memoria! Bene: il principio
è che tutti gli uomini sono uguali senza distinzione di razza sesso e
condizione sociale? L'affermazione non mi pare nuova, mi sembra che molte
religioni facciano affermazioni di questo tipo, tuttavia ST lo afferma
con forza inusitata. E allora assistiamo ad una donna (di colore per giunta)
che ha un ruolo di grande rilievo in una struttura gerarchica, vediamo
il primo bacio interrazziale della storia della TV. Scene e situazioni
di grande impatto ma con principi ben radicati. E poi non scordiamoci
mai che sono scene sempre "televisive". E'
la finzione è spesso il più grande mezzo per aggirare la censura e/o i
pensieri dei più conservatori. Insieme con questo però, proprio perché
c'è l'esigenza di offrire comunque situazioni codificate e familiari,
troviamo il nemico nel senso classico della parola: un cattivo che è solo
cattivo (i klingon) e troviamo scazzottate a non finire; tutti e due questi
due fenomeni in barba al grande equilibrio e rispetto che l'uomo del XXIII
secolo dovrebbe avere per i suoi simili e non! Di fatto, non sono il primo
a dirlo, TOS è un western spaziale. Molto curato, ben strutturato e con
ottimi spunti ma comunque nulla di più! Anche il famoso e tanto citato
punto di vista alieno sugli umani, che nelle altre serie è realmente presente,
in TOS è molto defilato rispetto ad altre situazioni. Spock è si un vulcaniano
senza emozioni e col sangue verde, ma le sue osservazioni non sono aliene
al nostro modo di pensare e di vedere, sono solo le osservazioni di un
uomo più saggio di altri che consiglia il suo superiore con obiettività,
distacco e senso del giusto. Se avessero messo al posto di Spock un umano
vecchio e saggio le affermazioni di questo personaggio non sarebbero state
diverse da quelle di Spock. Egli
viene da Vulcano solo per un unico motivo: in questo modo il telefilm
è un grande telefilm di fantascienza, solo così si è potuto inventare
per esigenze di copione la fusione mentale, il pon farr, i mega calcoli
fatti a memoria per salvare l'Enterprise all'ultimo momento e molto, molto
altro. Inoltre TOS ha anche un'altra caratteristica che è al tempo stesso
un pregio e un limite: la serie non ha potuto sviluppare troppo le sue
situazioni in quanto negli episodi c'è già uno sforzo titanico per far
si che la fantascienza sia attendibile. Viene inventato di tutto e da
niente o quasi: il teletrasporto, la propulsione a curvatura, i computer
che eseguono comandi vocali, le siringhe senza aghi, il dispositivo d'occultamento,
il traduttore universale e tanto altro ancora. Lo sforzo è stato davvero
notevole e assolutamente splendido, non si poteva chiedere un medesimo
sforzo nell'affrontare anche altre problematiche! Dobbiamo prendere in
considerazione che la grande rivalutazione di TOS per quello che riguarda
il punto di vista "sociale" la dobbiamo unicamente a TNG che
in tempi meno remoti ha avuto la capacità di lavorare sugli ottimi spunti
di 20 anni prima per arrivare a fare un grande prodotto di fantascienza
ma ad alto contenuto "umano".
TNG: l'unica serie delle quattro dove si forma e si sviluppa pienamente
il Trek-pensiero. Analisi della nascita della serie: venendo a TNG
bisogna considerare prima di tutto il periodo in cui è stata creata la
serie e lo sviluppo del "Trek-pensiero" durante i tanti anni
di repliche della serie originale. Per
quello che riguarda il primo punto, si può costatare che gli anni '80
sono stati gli anni della maturazione civile e sociale, gli anni della
sensibilizzazione e gli anni in cui i grandi problemi fino a quel momento
schivati, vengono affrontati più o meno frontalmente
mi viene in
mente per esempio il problema dell'ecologia, quello del nucleare, quello
delle minoranze etniche e religiose, quello dei costumi sessuali e molto
altro. In contemporanea, per arrivare al secondo punto, negli anni in
cui Star Trek ha significato solo Kirk & Co., è stato gioco forza
andare scavare più a fondo nei vari episodi nella spasmodica ricerca di
qualche cosa di nuovo o di non considerato fino a quel momento. Ed ecco
quindi che TOS, la quale aveva utilizzato alcuni argomenti anche scottanti
solo per costruire sopra una bella storia, viene presa come simbolo di
impegno sociale. In buona sostanza i tempi erano maturi per una serie
Trek con nuovi contenuti e nuovi protagonisti. In più andava considerato
il grande passo avanti della tecnologia che permetteva la realizzazione
di ottimi effetti speciali anche per prodotti televisivi. Con questi solidi
presupposti prende il via la nuova serie che stavolta con totale consapevolezza
affronta problemi sociali in maniera piuttosto puntuale e nello stesso
tempo nella serie si iniziano a delineare con maggior precisione le caratteristiche
sociali, economiche e spirituali dei vari popoli che via via vengono incontrati
negli episodi.
La
serie: analizzando la serie in se quello che subito risalta (a parte
la tecnologia, ma quella non rientra nel mio discorso) è Jean Luc Picard.
Il nuovo capitano dell'Enterprise
non è bello, è pelato, anzi pelatissimo
e per giunta è pure un signore piuttosto anzianotto! Mi chiedo se i trekker
sparsi per il mondo si sono detti quello che mi sono detto io la prima
volta che ho visto JLP: "Ma che si sono impazziti alla Paramount???".
Si, perché, in effetti, un personaggio del genere, cioè un anti divo per
eccellenza non è facile collocarlo in una serie di fantascienza dove l'avventura
e il mistero sono il pane quotidiano! Era ovvio che Star Trek stava mirando
in una direzione ben precisa. E si è visto subito, o quasi. In sostanza
la serie ci mostra un capitano molto diplomatico, abilissimo negoziatore,
scaltro, intelligente ma restio all'azione. Gli viene affiancata proprio
per questo motivo una figura più sanguigna come Riker che va a rappresentare
la parte impulsiva e giovane del comando. Però visto che il capitano è
JLP l'universo Trek del XXIV° secolo è ben diverso da quello che tutti
si aspettavano. In più va osservato il notevole sforzo fatto per riuscire
a razionalizzare la suddivisione della galassia, la pazzesca e fantastica
caratterizzazione di molte specie aliene (klingon, romulani, ferengi,
borg, bajoriani, cardassiani, betazoidi) e infine il grande lavoro fatto
all'interno dell'Enterprise D per renderla riconoscibile ma non uguale
alla vecchia Enterprise!
I principi che si possono estrapolare: Dal tanto impegno di chi
ha lavorato in TNG e dai sette anni di programmazione della serie alcuni
principi sono risaltati in maniera inequivocabile. Vediamoli un po': ricorderei
che la Prima Direttiva in questa serie oltre ad essere lo spunto di diverse
puntate è il tramite per affermare il necessario rispetto che si deve
avere per chi è diverso, magari inferiore, a noi. A
questo principio vanno in aiuto le numerosissime razze che si incontrano
in TNG, tutte diverse tra loro ma soprattutto diverse dagli umani! Il
rispetto del diverso si acquisisce poi anche con altri mirabili esempi:
chi non ricorda l'episodio "The Outcast - Il diritto di essere"
oppure " Loud as a Whisper - Rumoroso come un sussurro" o ancora
"The measure of a man - La misura di un uomo"? Sono esempi della
maniacale ricerca di questo principio: il rispetto a tutti i costi del
diverso, fosse anche un Borg! (I borg - Io borg). Altro punto fermo in
TNG è l'affermazione della laicità. Ma c'è il trucco Questa peculiarità
è fatta digerire anche ai più bigotti e perbenisti sdoganandola come una
incondizionata accettazione e rispettosità di tutte le credenze. Non è
propriamente così
la maggior parte delle volte sono contrabbandate
come religioni delle semplici tradizioni o razze aliene super avanzate.
Anche la presenza di Q lascia capire che la divinità è semplicemente una
diversa "gradazione" (passatemi il termine) dell'umanità
tutto
ciò chiaramente è solo sfiorato in considerazione del fatto che è rischioso
cercare di sensibilizzare la "gente" su un problema così profondo
come quello della spiritualità. Proprio per questo motivo la caratterizzazione,
o meglio lo spessore psicologico di Q è meno intenso di quello che ci
si potrebbe aspettare. Per riprendere e riunire questi due concetti vorrei
anche mettere in risalto il fatto che proprio secondo questi presupposti
in TNG si arriva anche ad affermare l'esistenza di più etiche, di più
morali. Qui il problema che hanno voluto sollevare
è veramente gigantesco! Avete presente gli episodi: "Half a life
- Una vita a metà", "The masterpiece society - Una società perfetta"?
Beh mi riferisco proprio a questo! Facendo lo stesso una riflessione più
approfondita della cosa, va in ogni caso osservato che in questi episodi,
la soluzione è pur sempre "umana". Nel senso che la morale affermata,
per quanto "aliena" rientra comunque in un concetto umano di
morale, magari non condivisibile ma di certo codificato! Faccio un esempio
al contrario. Come si sarebbe posto il pensiero trek se si fosse dovuta
giustificare una morale che legittima la violenza carnale sui bambini
o la vivisezione di esseri umani a scopi scientifici? Credo che il problema
sarebbe stato affrontato diversamente. Il pacifismo, o meglio la guerra
con le parole, è un altro concetto che si vuol inserire nel pensiero trek.
E' piuttosto normale un atteggiamento del genere. Come negli anni '60
(quindi all'epoca di TOS) si mostrava la flotta stellare (leggi USA e
suoi alleati) come una organizzazione che sapeva far bene la guerra ma
cercava di evitarla a tutti i costi, negli anni '80 (siamo a TNG) la flotta
stellare diventa un organismo che media, tratta, e solo in casi estremi
usa la minima violenza possibile per ripristinare la giustizia! E' chiaro
che anche qui il punto di vista rispecchia molto la politica estera degli
USA. Stesso tipo di concetto verrà portato avanti anche nella nuova serie
DS9.
Deep Space Nine: la serie nasce sotto una cattiva stella. Non c'è un idea di fondo che
la guidi. Ma come spesso accade
strada facendo, si dimostrerà quanto di meglio la
social-fantascienza è riuscita a produrre negli ultimi anni.
La serie Deep Space Nine oggettivamente nasce male. C'era la necessità di non ripetersi e
il tentativo di produrre qualcosa di innovativo ma sempre all'interno dell'universo Trek
che aveva già vissuto molte avventure (per la precisione 78+1+178). Non era una cosa
semplice e non lo è stata.
Elementi
di continuità: di certo un primo elemento è la ricerca di un capitano
"non standard". Ad un lettore americano avrei detto un capitano
"non WASP". Il termine wasp è piuttosto diffuso e offensivo
in Usa. Letteralmente significa persona bianca anglosassone e protestante.
Praticamente significa l'ometto medio, un signor Rossi, una persona stereotipata
in negativo insomma. Ebbene, dopo un capitano pelato e anzianotto ne troviamo
uno di colore. Altro elemento di continuità è stata la scelta di percorrere
ancora la via dell'approfondimento delle diverse razze. Qui però c'è da
osservare che al contrario di TNG la ricerca non è stata a 360° ma si
è in sostanza concentrata solo su alcune razze. Ovviamente il lavoro su
poche razze si è dimostrato di certo più circoscritto ma anche molto più
approfondito. Un altro elemento ancora: l'occhio alieno sull'umanità.
Qui
si chiama Odo ed appartiene ad una razza di cui non si sa molto. Una bella
idea
tutta la serie successivamente si è quasi completamente appoggiata
ai "mutaforma" (la razza di Odo)
di certo è stata una
potenzialità sfruttata in maniera fantastica. Come ultima osservazione
direi che in questa serie la spiritualità (quella bajoriana) assume un
aspetto addirittura fondamentale. Di fatto, c'è di sicuro una grande attenzione
verso i profeti di Bajor ma di contro viene chiaramente fatto intendere
che i cosiddetti profeti altro non sono che alieni che vivono in una anomalia
spazio-temporale (un tunnel spaziale), e che proprio per questa peculiarità
hanno la possibilità di conoscere il passato come il futuro. In buona
sostanza quindi si tratta del solito principio: punto di vista laico ma
che non disturbi i "baciapile"! 
Elementi di rottura: specie nelle prime due, tre stagioni la serie
si è differenziata molto rispetto a TNG. Innanzi tutto siamo in una situazione
statica: Deep Space Nine è una stazione spaziale a due passi da Bajor,
non una nave stellare. Fin dal primo episodio, considerai questo elemento
come un grande limite della serie. E' lo è stato; fortunatamente poi dalla
terza stagione in poi hanno rimediato! In secondo luogo abbiamo i cattivi.
Molto cattivi e molto stereotipati. In questo caso la produzione ha scelto
di abbandonare il rispetto a tutti i costi per guardare in faccia e combattere
i cattivi (cardassiani poi il dominion). Come ultimo elemento di rottura
c'è da notare la migrazione di un paio di interpreti di TNG sul set di
DS9. In passato sia per motivi di età che per scelte di produzione (in
fondo George Takei è un coetaneo di Patrick Stewart) nessuno, fatta eccezione
per ruoli cameo, aveva preso parte in maniera stabile a più di una serie.
Questo ha creato un fenomeno molto importante. In pratica la soluzione
al problema è stata un'ulteriore esaltazione della linearità degli eventi;
tutto ha una sua collocazione temporale e gli eventi hanno una loro logicità
anche se confrontati tra le diverse serie. 
In Deep Space Nine, la ciliegina sulla torta è stata la ripresa del concetto
dell'universo parallelo inaugurato in Star Trek TOS (vedi "Specchio Specchio").
Con l'universo parallelo gli autori hanno costruito una linea temporale di eventi anche
per questo universo in modo di poterlo utilizzare per le storie di DS9. Di meglio non si
poteva fare!!!
La serie: Parto subito dicendo che la serie rispecchia, come le
altre la politica estera degli USA. Ci troviamo negli anni '90, negli
anni dell'interventismo (anche non richiesto) degli Usa. Su DS9 quindi
tutto è molto ruvido e battagliero. La federazione risponde "duro"
agli attacchi del dominio e non media, neanche ci prova! In sostanza ci
si sposta nuovamente verso la fantascienza nel termine più classico del
termine per mettere da parte un po' quelli che erano stati i messaggi
sociali di TNG. In secondo luogo c'è qualcosa che stride in DS9 ed è il
concetto del denaro. Cerco di spiegarmi meglio. Da poco dopo la fine di
TNG si insinua il concetto che nella federazione unita dei pianeti il
denaro non esiste più. Affermazione tanto bella quanto difficile da portare
avanti. Già in Primo Contatto la cosa stride e la spiegazione che Picard
fa alla terrestre del 21° secolo è piuttosto difficile da mandare giù:
viviamo e lavoriamo per migliorare noi stessi. Vorrei dire a Picard: ci
credo che tu e il tuo equipaggio lavorate e vivete per migliorare voi
stessi, fate gli esploratori! Ma chiedo anche: anche chi sta in un cantiere
a costruire una nave stellare lavora per migliorare se stesso? anche chi
fa il barista, il ristoratore o un qualunque altro lavoro di servizio,
lo fa per migliorare se stesso? La cosa mi convince poco. Mi convince
ancora meno in Deep Space Nine. La stazione si trova nei pressi di Bajor
che formalmente non fa parte della federazione. Nella stazione, che è
un luogo di passaggio, vivono e commerciano razze di molti mondi. Questo
significa che il denaro circola. Lo chiamano latinum ma comunque è sempre
moneta. E
qui viene il problema: come fa la federazione ad avere rapporti commerciali
al di fuori se non ha moneta per acquistare? Voglio dire il problema può
essere molto piccolo come non avere soldi per pagarsi una sala ologrammi
o una partita a dabo, come può essere molto grande tipo non avere denaro
per acquistare un medicinale o un qualsiasi altro bene che non è reperibile
all'interno della federazione. Non tutti i mondi sono disposti al baratto.
I ferengi no di certo! Questa credo sia una forzatura, mi rendo conto
dello sforzo di ottimismo che viene fatto nella serie, ma questo sinceramente
è inverosimile. Tanto inverosimile che durante la serie un argomento del
genere viene sempre solo sfiorato e mai affrontato con serietà. Un'altra
peculiarità della serie che la rende molto diversa dalle due precedenti
è la sequenzialità. In TOS e in TNG le storie duravano un episodio, al
massimo due. In DS9 assistiamo a singole storie che arrivano anche a sei
puntate (l'occupazione di DS9 da parte del dominio e successiva riconquista).
Ma non basta questo, DS9 dalla terza stagione in poi ha un unico filo
logico che arriva fino all'ultima stagione. Gli episodi singoli, quelli
che rimangono al di fuori della storia principale diventano sempre più
radi man mano che si va avanti. Questo ha sicuramente fidelizzato i trekkers
però DS9 è diventato un prodotto solamente per addetti ai lavori. Da trekker
dico che questa è senza dubbio la miglior serie che è stata creata e,
infatti, è la mia preferita, da spettatore televisivo generico dico che
non è una bella serie di fantascienza, in quanto nel concetto di serie
è appunto sottointeso il fatto che una storia nasce, si sviluppa e "muore"
nel giro di uno o due episodi. Con una storia così articolata, lunga e
consequenziale si rischia di eliminare molto pubblico.
Voyager
- L'universo Trek inizia a diventare stretto...ma non è quello il problema.
VOY è l'ultima serie in ordine di apparizione. Nasce in un momento in cui DS9 forse
proprio per le sue peculiarità aveva un po' disorientato il pubblico americano. VOY
quindi riprende in toto le armi che avevano fatto di ST un grande fenomeno della
fantascienza moderna. Solo che le armi nel frattempo sono diventate meno efficaci. Per
dovere di onestà dico che di VOY ho visto solo le puntate che sono state trasmesse in
Italia e quindi la mia critica si riferisce solo ad una parte della serie. Devo dire però
che è deludente. Se ci fosse stato Kirk nessuno si sarebbe meravigliato, la serie sembra
una copia carbone di TOS, solo con 30 anni di ritardo e qualche diavoleria tecnologica in
più. Sappiamo tutti però che ST non vive di tecnologia e così la serie ha mostrato
subito i suoi limiti.
In
particolare mi riferisco a questi elementi:
- nave stellare piccola e battagliera
- capitano donna (la legge di Star Trek negli anni ha stabilito che il capitano deve
essere sempre una "minoranza" ...un pelato, uno di colore e chiaramente una
donna)
- spazio inesplorato
- un vulcaniano a bordo.
Sembra praticamente che ci sia stato un tentativo di ritornare sul sicuro per ritrovare i
fan di sempre, proprio quei fan che a suo tempo avevano abbandonato DS9.
Dal mio punto di vista: una catastrofe. La serie va avanti stanca, senza
idee e senza momenti ad "alta tensione". L'universo anche al
di fuori del quadrante alfa e beta, non è così misterioso. E la Voyager se ne torna verso casa senza grossi sussulti. Di
fatto, se TOS ci aveva mostrato la nostra galassia bella e misteriosa,
se TNG ci aveva mostrato le grandi civiltà degli altri sistemi e le enormi
capacità degli esseri umani in ogni angolo dello spazio, se DS9 ci aveva
fatto vivere una guerra all'ultimo sangue con i cattivi della galassia,
VOY non riesce ad offrirci niente di nuovo. Probabilmente la vena creativa
inizia ad esaurirsi, o molto più probabilmente la scelta di ritornare
su strade già percorse ha stabilito il destino di questa serie. In fondo
come ha detto Q: "Ci aspetta l'esplorazione della nostra mente"...lo
spazio di per se non ha nulla di affascinante o di misterioso se non lo
facciamo abitare da grandi uomini e da grandi idee!
\\//_ lunga
vita e prosperità
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